Campo d’orzo con grande nuvola di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Campo d’orzo con grande nuvola di Vincent van Gogh

Campo d'orzo con grande nuvola
Vincent van Gogh: Campo d’orzo con grande nuvola, 70,5 x 88,5 cm. Copenaghen Ny Carlsberg Glyptek.

Prima serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Campo d’orzo (dietro l’asilo di Saint-Paul; con grande nuvola è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel giugno del 1889 (periodo di Saint-Rémy), misura 70,5 x 88,5 cm. ed è custodito a Copenaghen nella Ny Carlsberg Glyptek. L’opera non è firmata né datata dall’artista. È citata nelle lettere di Van Gogh n°594 e 607.


Campo d’orzo con falciatore al tramonto di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Campo d’orzo con falciatore al tramonto di Vincent van Gogh

Campo d'orzo con falciatore al tramonto di Vincent van Gogh
Vincent van Gogh: Campo d’orzo con falciatore al tramonto, 72 x 92 cm. Otterlo Rijksmuseum Kröller-Müller.

Prima serie di opere   Seconda serie di opere

Sull’opera: “Campo d’orzo con falciatore al tramonto, o anche “Dietro l’asilo Saint-Paul, con falciatore, al tramonto è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel settembre del 1889 (periodo di Saint-Rémy), misura 72 x 92 cm. ed è custodito a Otterlo nel Rijksmuseum Kröller-Müller. L’opera non è firmata né datata dall’artista ma viene citata nelle sue lettere n° 604, 607, 608 e 672 a.

Il mietitore di van Gogh
Vincent van Gogh: Il mietitore, luglio-settembre 1889, olio su tela, 59,5 X 73 cm. Amsterdam, Rijksmuseum.

Ci sono numerose altre versioni su questo tema, a cui van Gogh era fortemente legato.

Quella rappresentata in questa seconda composizione ha per titolo “Il mietitore”, fu realizzata forse prima del “Campo d’orzo …” (non anteriore al luglio 1889, sempre e comunque nel periodo di Saint Rèmy), con tecnica a olio su tela e misure 59,5 X 73 cm. La tela è custodita ad Amsterdam nel Rijksmuseum.

In entrambi i dipinti viene testimoniato l’amore dell’artista per le forti coloristiche riferite al giallo lavorato, in alcune zone, esclusivamente in monocromia.


Campo di grano al tramonto di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Campo di grano al tramonto

Vincent van Gogh: Campo di grano al tramonto
Campo di grano al tramonto, 74 x 91 cm. Amsterdam Rijksmuseum Vincent Van Gogh.

Prima serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Campo di grano al tramonto (con veduta di Arles” è un dipinto autografo di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel fine giugno del 1888 (periodo arlesiano), misura 74 x 91 cm. ed è custodito a Amsterdam Rijksmuseum Vincent Van Gogh. L’opera è firmata ma non è datata dall’artista.

La prospettiva nella presente composizione ha un orizzonte molto alto , tanto da rendere predominante le forti variazioni cromatiche dell’immenso campo di grano sulla piccola fascia di cielo bluastro, che con toni pressoché complementari non riesce del tutto a farne da contrappunto, rendendone anzi gradevole l’accostamento.

Sullo sfondo la veduta di Arles con le fabbriche ancora in piena attività.


Campo con iris e veduta di Arles di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Campo con iris e veduta di Arles

Campo con iris e veduta di Arles
Vincent van Gogh: Campo con iris e veduta di Arles (n. 499), 54 x 65 cm. Amsterdam, Rijksmuseum Vincent Van Gogh.

Prima serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Campo con iris e veduta lontana di Arles è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel maggio del 1888 (periodo di Arles), misura 54 x 65 cm. ed è custodito ad Amsterdam nel Rijksmuseum Vincent Van Gogh. L’opera non è firmata, né datata dall’artista.

L’artista nel 1888 cercò rifugio ad Arles per stare lontano dalla frenetica vita metropolitana e, soprattutto, dai rumori. Vi si recò anche con il forte intento di istituire una piccola comunità di pittori, ma il suo soggiorno non fu affatto lungo in quanto, la sua malattia che continuava ad inveire su di lui, lo costrinse ad una serie di ricoveri ospedalieri.

Convinto che la pazzia dipendesse dal clima meridionale decise di lasciare Arles. La composizione in esame, però, secondo gli esperti, rivela un periodo alquanto felice dell’artista vissuto nel sud della Francia.

La struttura compositiva del presente dipinto è stata realizzata in modo che la prospettiva abbia un orizzonte abbastanza alto con un punto di fuga fuori dalla tela, sulla sinistra.

In primo piano spiccano i violacei giaggioli ai quali fanno da contrappunto le gialle variazioni cromatiche dei ranuncoli, con accostamenti tonali complementari che enfatizzano la luminosità di tutto il contesto. Lo stesso effetto van Gogh l’ottiene circondando con il verde della vegetazione le piccole abitazioni del paese situate sulla sinistra.

Il cielo con una forte luminosità, proveniente da sinistra, è stato realizzato con variazioni cromatiche derivate dal blu, violetto e verde acqua. Gli alberi, situati tra i giaggioli ed il paese, sembrano formare un filtro vegetale nei campi strapieni di elementi floreali.

L’atmosfera di pace che si respira nella presente composizione non risulterà altrettanto nei quadri futuri di van Gogh.


Il Boulevard de Clichy di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Il Boulevard de Clichy

Il boulevard de Clichy
Vincent van Gogh: Il boulevard de Clichy, 46,5 x 55 cm. Amsterdam Rijksmuseum Vincent Van Gogh.

Seconda serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Il boulevard de Clichy è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel febbraio marzo del 1887, misura 46,5 x 55 cm. ed è custodito ad Amsterdam nel Rijksmuseum Vincent Van Gogh.

Il soggetto della presente composizione è il boulevard de Clichy di Parigi e il viale Rue Lepic, che Van Gogh normalmente attraversava per recarsi dove viveva con il fratello Theo.

L’artista arricchisce il contesto dell’opera dipingendo – con decise, fluide e spontanee pennellate – gli edifici, i riflessi di luce sul terreno e le fugaci scene di strada, che ben testimoniano l’influenza della pittura impressionista sul suo modo di dipingere.

Van Gogh impiegò pennellate piuttosto sottili per ottenere effetti di opacità senza sminuire la luminosità dell’intero dipinto. Tali effetti sembrano riempire di luce propria l’intera composizione.

A questo ambiente erano legati – oltre che van Gogh – Fernand Cormon, da cui l’artista prese per un paio di mesi lezioni di pittura (al numero civico 104) e, un po’ più avanti, i neo-impressionisti (maestri del pointillisme) Paul Signac e Georges Seurat.


Bosco di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh: Bosco

Bosco di Van Gohg
Vincent van Gogh: Bosco, 46 x 55,5 cm. Amsterdam Rijksmuseum Vincent Van Gogh

Seconda serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Bosco” è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1887, misura 46 x 55,5 cm. ed è custodito ad Amsterdam nel Rijksmuseum Vincent Van Gogh.


Bivacco di zingari

Vincent van Gogh: Bivacco di zingari

Bivacco di zingari
Vincent van Gogh: Bivacco di zingari, 45 x 51 cm. Parigi, Museo d’Orsay.

Prima serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Bivacco di zingari” è un dipinto di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nell’agosto del 1888 (periodo di Arles), misura 45 x 51 cm. ed è custodito a Parigi nel Museo d’Orsay. L’opera non è firmata né datata dall’artista.


Madonna col bambino (Accademia Carrara) di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini: Madonna col bambino (Accademia Carrara)

Giovanni Bellini: Madonna col bambino (Accademia Carrara)
Giovanni Bellini: Madonna col Bambino, cm. 47 x 3434, Accademia Carrara, Bergamo.

Sull’opera: “Madonna col Bambino” è un dipinto autografo di Giovanni Bellini detto il Giambellino, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1460-64, misura 47 x 34 cm. ed è custodito nell’Accademia Carrara a Bergamo.

L’opera, in basso al centro, reca la scritta “IOANNES BELINVS” che corrisponde alla firma dell’artista; in precedenza apparteneva alla collezione Lochis di Bergamo.

La cronologia dettata dalla maggior parte degli studiosi di Storia dell’arte si aggira intorno al 1470, ma la tecnica a lumeggiature dorate sapientemente distese nel panneggio bluastro, lasciano presupporre un’esecuzione di data antecedente (1460 -64).

Il modellato delle figure, già delicato e soffice, e le sapienti sfumature nelle variazioni cromatiche dei carnati rosé, evidenziano la fase di trasformazione stilistica del Bellini, che culminerà nella “Presentazione al Tempio” (tavola di 80 x 105 cm. prevalentemente attribuita all’artista, Galleria Querini Stampalia, Venezia).


Madonna col bambino (Museo Correr) di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini: Madonna col bambino (Museo Correr)

Giovanni Bellini: Madonna col bambino (Museo Correr)
Giovanni Bellini: Madonna col Bambino, cm. 52 x 42,5, Civico Museo Correr, Venezia.

Sull’opera: “Madonna col Bambino” è un dipinto autografo di Giovanni Bellini detto il Giambellino, realizzato con tecnica a tempera su tavola (attualmente su tela) nel periodo tra il 1460 ed il 1464, misura 52 x 42,5 cm. ed è custodito nel Civico Museo Correr a Venezia.

L’opera in esame, che apparteneva alla collezione Frizzoni di Bergamo, si trova nel Museo Civico Correre dal 1891. La stesura pittorica,  che in precedenza era su supporto ligneo, venne trasferita su tela.

Nello stesso anno del trasferimento al Museo, il Morelli avanzò l’ipotesi – poi universalmente accolta da tutti gli studiosi di Storia dell’arte – che potesse trattarsi di opera autografa del Giambellino, con la cronologia relativa agli anni Sessanta per il manifestante collegamento ai modi stilistici ancora padovani del Bellini, presenti nei Trittici della Carità (1460-64).

La freschezza e l’immediatezza che si evidenziano nell’espressione della Madonna, ha indotto molti studiosi a considerare il dipinto alla stregua di un vero e proprio ritratto, che secondo il Berenson (The Venetian Painters …, ed. 1894), raffigurerebbe Nicolosia, sorella del Giambellino e moglie del Mantegna. Il cielo fu completamente rifatto.


Madonna col Bambino (Brera) di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini: Madonna col Bambino (Brera)

Giovanni Bellini: Madonna col bambino (Brera)
Giovanni Bellini: Madonna col Bambino, cm. 83 x 62, Pinacoteca di Brera, Milano.

Sull’opera: “Madonna col Bambino” è un dipinto autografo di Giovanni Bellini detto il Giambellino, realizzato con tecnica a tempera su tavola intorno al 1460 – 1464, misura 82 x 62 cm. ed è custodito nella Pinacoteca di Brera a Milano.

L’opera era ubicata nel Palazzo Ducale di Venezia (Ufficio dei Regolatori alla Scrittura), poi fu trasferita nella Pinacoteca milanese nel 1808.

Il Berenson, al quale seguì il consenso di tutti gli altri studiosi di Storia dell’arte, nel “The Venetian Painters ….” (ed. 1894), assegnò la piena autografia al Giambellino, con una cronologia, però abbastanza imprecisa, che abbracciava il periodo compreso tra il 1460 e il 1475. Il Pelliccioli ipotizzava la probabilità che il ciclo nel quale sono campite le figure, fosse stato aggiunto in antico sul fondo d’oro già presente, recante la scritta in greco – ancor oggi visibile – ai lati, nella parte superiore della composizione.

Anche in questo occorre un’ulteriore conferma del relativo arcaismo* del dipinto.

*Arcaismo: c’era nel Quattrocento – nel mondo dell’arte – la tendenza di rifarsi alle maniere primitive dell’arte bizantina, riguardo al fondo d’oro, la ieraticità e la frontalità delle figure. Quello relativo all’opera in esame lo riguarda soltanto marginalmente.