San Francesco raccoglie il sangue di Cristo di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: San Francesco raccoglie il sangue di Cristo

Carlo Crivelli: San Francesco raccoglie il sangue di Cristo
Carlo Crivelli: San Francesco raccoglie il sangue di Cristo, cm. 19 x 13, Museo Poldi-Pezzoli di Milano.

Sull’opera: “San Francesco raccoglie il sangue di Cristo” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, realizzato con tecnica a tempera su tavola, misura 19 x 13 cm. ed è custodito nel Museo Poldi-Pezzoli a Milano. 

 Non si sa con precisione se la tavola facesse parte di un una predella o di un dittico.

Il Rushforth (1900] la cita come opera giovanile, assegnabile allo stesso periodo della Madonna custodita nella Pinacoteca Comunale Podesti di Ancona, di cui si conosce pressappoco una cronologia si aggira intorno al 1480-86.

Anche la tematica si avvicina a quelle più remote svolte dall’artista — forse ad uno schema belliniano — ma il linguaggio pittorico è tipico del periodo maturo (Berenson negli anni 1932, 1936, 1957; Zanetti, 1961) e la pennellata è decisa e vibrante nonostante il collegamento con la delicata Madonna anconetana.

Lo stato di conservazione è buono sebbene il busto ed il braccio sinistro di Cristo ed il piede del santo evidenzino leggeri guasti.

Polittico del duomo di Ascoli – Pietà di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Pietà

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - Pietà
Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Pietà, 61 x 64 cm., Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli .

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Sull’opera: “Pietà” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, appartenente al Polittico del duomo di Ascoli, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1472-73 e misura 61 x 64 cm. cm.. Il riquadro è custodito  – integrato nel polittico – nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli . 

Corrisponde al riquadro centrale del registro superiore. Si riscontra in questo pannello una raffinata maestria nella disposizione del gruppo dei dolenti, le cui teste – attornianti il Cristo – si articolano in un elegante andamento prospettico, seguendo l’arco leggermente addolcito della cornice, tanto da conferire una ben solida volumetria nonostante l’astratta coloristica del fondo aureo.

Come già accennato nella descrizione del complesso pittorico in esame in queste pagine, la critica del tardo Ottocento non fu generosa per gran parte del capolavoro crivelliano: alla pesante valutazione per le “smorfie” rilevata dal Cavalcaselle (1871), o alla definizione di “corpo plebeo” del Cristo coniata dal Testi (1915), subentrò un costruttivo dibattito che finalmente metteva l’artista in primo piano e lo confrontava con la pittura del Giambellino.

E sempre a proposito della “Pietà”, nel 1952, lo Zampetti scriveva: “Escluso ogni accenno al paesaggio, le quattro figure […] balzano dal fondo aureo quasi scavate dalla dura pietra; e cosi emergenti e concatenate […] determinano un ritmo compositivo di tragica efficacia”.

Polittico del duomo di Ascoli – Madonna col Bambino in trono di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Madonna col Bambino in trono

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - Madonna col Bambino in trono
Carlo Crivelli: Madonna col Bambino in trono, 136 x 66.

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Sull’opera: “Madonna col Bambino in trono” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, appartenente al Polittico del duomo di Ascoli (registro centrale), realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1473 e misura 136 x 66.. cm.. Il riquadro è custodito – integrato nel polittico –  nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli . 

 In basso, sul gradino del trono, si legge la firma e la data: “OPVS – KAROLI – CRIVELLI – VENETI – 1473”.

 Appartiene al riquadro centrale del registro principale e segue in perfetta simmetria l’impianto compositivo della Madonna del polittico di Porto San Giorgio in forme più ricercate e certamente più modellate, che si articolano armonizzando lo spazio circostante.

Da molti studiosi considerata la premessa della “Madonna che allatta fra i cherubini” custodita nel Museo Parrocchiale di Corridonia.

Santa Caterina d’Alessandria e San Gerolamo di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Santa Caterina d’Alessandria e San Gerolamo

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - Santa Caterina d'Alessandria e San Gerolamo
Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Santa Caterina d’Alessandria e San Gerolamo, cm. 65 x 41 ciascuno.

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Sulle opere in esame: “Santa Caterina d’Alessandria e San Gerolamo” sono due dipinti autografi di Carlo Crivelli, appartenenti al Polittico del duomo di Ascoli (registro superiore), realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1472-73 e misurano 65 x 41 cm. ciascuno.

I riquadri sono custoditi – integrati nel polittico – nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli . 

 SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA: è contenuta nel primo pannello ad iniziare da sinistra, di riscontro alla “Santa Orsola”, nel registro superiore del polittico. Una figura di raffinata eleganza lineare, modellata da una sapiente e misurata luce.

SAN GEROLAMO: Si trova alla destra di Santa Caterina, di riscontro al San Giorgio. Bellissimi sono i contrasti coloristici e di chiaroscuro – prettamente crivelleschi – di questa figura.

La chiesa che l’ascetico Dottore reca nella mano, secondo gli studiosi, non rappresenta un simbolo ma un oggetto materiale, a cui i devoti ascolani sono molto affezionati, perché ricalca il loro antico battistero.

Polittico del duomo di Ascoli – San Giorgio e Sant’Orsola di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – San Giorgio e Sant’Orsola

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - San Giorgio e Sant'Orsola
Polittico del duomo di Ascoli – San Giorgio e Sant’Orsola, cm. 65 x 41 ciascuno.

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Sulle opere: “San Giorgio e Sant’Orsola” sono due dipinti autografi di Carlo Crivelli, appartenenti al Polittico del duomo di Ascoli (registro superiore), realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1472-73 e misurano 65 x 41 cm. ciascuno. I riquadri sono custoditi – integrati nel polittico – nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli. 

SAN GIORGIO: questo riquadro è posizionato alla destra della Pietà e si contrappone al San’Emidio.

La mezza figura del giovane azzimato cavaliere si presenta come esempio di raffinata bellezza mondana, identificandosi – grazie alla vistosa figurina del drago attaccato petto – come un tipico capriccio crivelliano.

SANT’ORSOLA: Appartiene al registro superiore, ubicata all’estrema destra, contrapponendosi alla Santa Caterina d’Alessandria.

San Pietro apostolo e San Giovanni Battista di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – San Pietro apostolo e San Giovanni Battista

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - San Pietro apostolo e San Giovanni Battista
Carlo Crivelli: San Pietro apostolo e San Giovanni Battista, cm. 136 x 39 ciascuno.

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Sulle opere: “San Pietro apostolo e San Giovanni Battista” sono due dipinti autografi di Carlo Crivelli, appartenenti al Polittico del duomo di Ascoli (registro centrale), realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1472-73 e misurano 136 x 39 cm. ciascuno. I riquadri sono custoditi – integrati nel polittico – nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli. 

SAN PIETRO APOSTOLO: ubicato a sinistra corrisponde al primo riquadro del registro centrale e si contrappone al S. Paolo. Il suo modellato è alquanto aspro ma di decisa impostazione prospettica e di ricca ma equilibrata coloristica che conferisce all’immagine un’impetuosa dinamica.

SAN GIOVANNI BATTISTA: corrisponde al secondo riquadro del registro centrale, trovandosi tra il San Pietro e la Madonna in trono col Bambino. Una figura molto tormentata e contratta che, confrontata con il San Paolo (ultimo riquadro dello stesso registro), appare come come la sua antitesi psicologica e formale.

Santi Emidio e Paolo di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Santi Emidio e Paolo

Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli - Santi Emidio e Paolo
Carlo Crivelli: Polittico del duomo di Ascoli – Sant’Emidio e San Paolo, cm. 136 x 39 ciascuno.

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Sulle opere: “Sant’Emidio e San Paolo” sono due dipinti autografi di Carlo Crivelli, appartenenti al Polittico del duomo di Ascoli (registro centrale), realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1472-73 e misurano 136 x 39 cm. ciascuno. I riquadri sono custoditi – integrati nel polittico – nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli .

 SANT’EMIDIO: La sua ubicazione è alla destra della Madonna, degna del santo rappresentante la cattedrale ascoliana. L’intero impianto costruttivo e coloristico diffonde dai paramenti una straordinaria forza decorativa che anziché deprimere rafforza la sintesi formale del viso e delle mani, luminosissimi.

SAN PAOLO: il santo si trova nel riquadro estremo destro del registro centrale e si contrappone al San Pietro Apostolo. La figura di San Paolo, allungata, smilza e dinamica si confronta con quella dell’altro apostolo che è massiccia, curva e tutta ristretta in sé.

San Ludovico di Tolosa di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: Polittico di Montefiore – San Ludovico di Tolosa

Carlo Crivelli: Polittico di Montefiore - San Ludovico di Tolosa
Carlo Crivelli: San Ludovico di Tolosa, 74 x 54 cm., chiesa di Santa Lucia, Montefiore dell’Aso.

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Sull’opera: “San Ludovico di Tolosa” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, appartenente al Polittico di Montefiore, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1471-72 e misura 74 x 54 cm.. Il riquadro è custodito nella chiesa di Santa Lucia, Montefiore dell’Aso.

La tavola in esame corrisponde all’ultimo elemento a destra appartenente alle cinque cuspidi (una andata perduta).

 Il famoso santo, ben riconoscibile dal manto gigliato sulla tonaca francescana – di cui si vedono soltanto le maniche – sovrasta alla “Maria Maddalena”, svolgendo in una elegante variazione cromatica lo stesso motivo di gradevoli modulazioni in una luminosa spazialità che si riferisce non solo alla pittura di Piero della Francesca ma anche a quella di Antonello da Messina.

San Bartolomeo (Milano) di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: San Bartolomeo (Milano)

Carlo Crivelli: San Bartolomeo (Milano)
Carlo Crivelli: San Bartolomeo, cm. 28 x 21, Civiche Raccolte d’Arte, Milano.

Sull’opera: “San Bartolomeo” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, realizzato con tecnica a tempera su tavola, misura 28 x 21 cm. ed è custodito nelle Civiche Raccolte d’Arte a Milano. 

 L’opera in esame, insieme al “San Giovanni Evangelista” (pagina successiva), in precedenza apparteneva all’antiquario romano Vallati.

Questi vendette entrambe i dipinti alla alla collezione Castelbarco di Milano che, nel 1881, furono donati da Q. Levis al museo Civiche Raccolte d’Arte di Milano.

La tavola, attualmente in buono stato di conservazione, apparteneva ad una serie di cinque pannelli: “Cristo Benedicente” (29, 2 x 262 cm, Museum of Art, Paso, Texas), “San Pietro apostolo” (28 x 21 cm.,Yale Universitu Art Gallery, New Haven) e “San Filippo d’Andrea” (27,5 x 19,5 cm., Proehi, Amsterdam).

San Giovanni Evangelista (Civiche Raccolte d’Arte) di Carlo Crivelli

Carlo Crivelli: San Giovanni Evangelista (Civiche Raccolte d’Arte)

Carlo Crivelli: San Giovanni Evangelista (Civiche Raccolte d'Arte)
Carlo Crivelli: San Giovanni Evangelista, cm. 28 x 21, Civiche Raccolte d’Arte, Milano.

Sull’opera: “San Giovanni Evangelista” è un dipinto autografo di Carlo Crivelli, realizzato con tecnica a tempera su tavola, misura 28 x 21 cm. ed è custodito nelle Civiche Raccolte d’Arte a Milano. 

 Il dipinto in esame condivise la sua storia esterna con il San Bartolomeo (opera precedente). La tavola, ancora in un buono stato di conservazione, faceva parte di un ciclo di cinque pannelli: “San Pietro apostolo” (28 x 21 cm.,Yale Universitu Art Gallery, New Haven) “Cristo Benedicente” (29, 2 x 262 cm, Museum of Art, Paso, Texas), e “San Filippo d’Andrea” (27,5 x 19,5 cm., Proehi, Amsterdam).

 Questo pannello si presenta come il più toccante del ciclo per l’enfatizzazione del movimento nella mimica e nell’aspetto fisionomico, considerati dal Van Marle (1934-36) come “mite follia estetica” e dallo Zampetti (1952) come “espressionismo”.

Per quest’ultimo, il pannello richiama probabilmente le incisioni tedesche con le quali, secondo molti studiosi, i contatti si estendono anche su altre opere crivellesche appartenenti a questo specifico periodo.

La stesura pittorica venne  cerata e resa più stabile intorno alla metà del Novecento.