L’Annunciazione (New York) di Hans Memling

Hans Memling: L’Annunciazione (New York)

Annunciazione (New York) di Hans Memling
Hans Memling: L’Annunciazione cm. 79 x 55, Collezione Lehman, New York.

Sull’opera: L’ “Annunciazione” è un dipinto autografo di Hans Memling, realizzato con tecnica a olio su tavola intorno al 1482, misura 79 x 55 cm. ed è custodito nella Collezione Lehman, New York.

La pregiatissima tavola è ormai riconosciuta universalmente dagli studiosi di storia dell’arte come autografa di Memling. Venne pubblicata nel 1899 dal Kaemmerer che già l’assegnava all’artista.

Il dipinto era certamente noto ancor prima che, nel 1902, il principe Anton Radziwill di Berlino, l’allora proprietario, lo facesse pervenire alla grande Esposizione di Brugge.

In occasione di tale manifestazione fu redatto un catalogo ad hoc, ove il Weale affermava che L’Annunciazione del Memling era stata realizzata nel 1482.

Hans Memling: bibliografia

Hans Memling: bibliografia

Hans Memling fu uno dei più grandi esponenti della pittura fiamminga – quella detta di “seconda generazione” – dopo Jan van Eyck.

Bibliografia:

  • “Notizie d’opere di disegno” di M. A. Michiel, Venezia 1521.

  • “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” di Giorgio Vasari, Firenze 1550.

  • “Lettres de Vienne, en Autriche, sur le célèbre compositeur J. Haydn, suivie d’une vie de Mozart e de considérations sur Métastase et l’état présent de la musique en France et en Italie” di  Stendhal, Paris 1814.

  • “Geschichte der deutschen und niederländischen Malerei” di H. G. Hotho, Berlin 1843.

  • “Annales de la Societé d’Emulation de Bruges” di H. Dusart, Brugge 1891

  • “Memling, des Meisters Gemälde” di K. Voll, Stuttgart-Leipzig 1909.

  • “Sitzungsberichte der Kunstgeschichtlichen Gesellschaft” di Aby Warburg, Berlin 1891.

  • “Indices op de Brugsche Poorterboeken” di R. A. Parmentier, Brugge 1938.

  • “Il Quattrocento” di Stefano Zuffi, Electa,Milano 2004.

  • “Grande atlante del Rinascimento” di Stefano Zuffi, Electa, Milano 2007.

Ritratto di donna (Brugge) di Hans Memling

Hans Memling: Ritratto di donna (Brugge)

Hans Memling: Ritratto di donna (Brugge)
Hans Memling: Hans Memling: Ritratto di donna cm. 38 x 26,5, Hans Memlingmuseum, Brugge.

Sull’opera: “Ritratto di donna” è un dipinto autografo di Hans Memling, realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1480, misura 38 x 26 cm. ed è custodito nell’Hans Memlingmuseum a Brugge.

La composizione in esame è ancora corredata della sua cornice originale sulla quale, in alto, compare l’anno 1480.

La figura venne identificata nel corso del Cinquecento con la Sibilla Persica, ed in tale occasione – si pensa – furono apposte sulla stesura pittorica e sulla cornice delle scritte relative all’uopo: in alto si legge “SIBYLLA SAMBETHA QUAE ET PERSICA, AN: ANTE CHRIST: NAT: 2040”; sulla cornice, nella parte inferiore, la frase “ECCE BESTIA CONCVLCABERIS, GIGNETVR D[OMINJV(S) IN ORBEM TERRARVM ET GRIMIVM VIRGINIS ERIT SALVS GENTIVM, INVISIBILE VERBVM PALPABITVR.

Il Weale (studioso di storia dell’arte), nel 1901, invece riconosceva la donna effigiata in Maria Moreel, una figlia di Willem Moreel, raffigurata sull’anta destra (visibile in stato di apertura) del Trittico Moreel (pagina successiva) realizzato nel 1484 dall’artista. Identificazione che non ebbe sostegni dal resto della critica e quindi respinta.

Il Trittico Moreel di Hans Memling

 Hans Memling: Il Trittico Moreel
Hans Memling: Trittico Morel
Hans Memling: Trittico Moreel, 121 x 69 cm. (ante laterali) e 121 x 153,5 cm. (tavola centro) Stedelijk Museum Voor Schone Kunsten, Brugge.

Sull’opera: Il “Trittico Moreel” corrisponde ad una serie di cinque dipinti (tre supporti) autografi di Hans Memling realizzati con tecnica a olio su tavola nel 1484, le cui misure sono 121 x 69 cm. (pannelli laterali) e 121 x 153,5 cm. (pannello centrale). Il complesso pittorico è custodito nello Stedelijk Museum Voor Schone Kunsten a Brugge.

Descrizione dell’opera

Il trittico Moreel, conosciuto anche come il “Trittico di san Cristoforo” viene così rappresentato: ad ante chiuse nel pannello di sinistra appare san Giovanni Battista ed in quello di destra san Giorgio che abbatte il drago.

Quando il complesso è aperto, sullo sportello sinistro compare Willem Moreel (il donatore) con cinque figli e san Guglielmo di Maleval, mentre su quello destro è raffigurata Barbara van VIaenderbergh con undici figlie e santa Barbara; il pannello centrale mostra san Cristoforo tra San Mauro di Glanfeuil e Sant’Egidio. Sulle tre cornici delle tre tavole compare l’anno 1484.

Secondo gli studiosi il polittico sarebbe stato ubicato per molto tempo nella chiesa di San Giacomo a Brugge per ornare l’altare dei santi Mauro ed Egidio. Quando, nel 1578, la chiesa venne ceduta alla comunità calvinista l’opera venne trasferita nell’Ospedale di San Giuliano (Sint Juliaansgasthuis) di Brugge (fonte: Weale, “Le Beffroi” II, 1864-65. pag. 185).

Nel 1751 si trovava nella sala di riunione dei tutori dello stesso Ospedale. Nel 1794 le truppe napoleoniche lo sottrassero alla città insieme a tanti altri pregiati dipinti e lo trasferirono a Parigi nel nuovo grande museo dove, tra il 1802 ed il 1804,  F. W. Schlegel ebbe modo di ammirarlo rimanendone fortemente colpito. Riconsegnato a Brugge nel 1816 il polittico venne ceduto all’Accademia.

L’opera è stata sottoposta ad un accurato restauro nel biennio 1933-34 ad opera di Jvan der Veken di Bruxelles, e attualmente si trova in ottimo stato di conservazione.

L’identificazione dei donatori committenti è stata resa possibile grazie al confronto con due loro ritratti (Ritratto di Willem Moreel – Ritratto di Barbara Van Vlaenderbergh) oggi custoditi nel Musées Royaux di Bruxselles.

I pannelli del trittico (veduta con ante aperte)

Willem Moreel con i figli e San Guglielmo di Maleval

Willem Moreel con i figli e San Guglielmo di Maleval, cm. 121 x 69.

Lato sinistro del San Cristoforo tra i santi Mauro di Glanfeuil ed Egidio

Lato sinistro del San Cristoforo tra i santi Mauro di Glanfeuil ed Egidio, cm. 121 x 153,5 (L’opera è intera ma per motivi di rappresentazione nella pagina è stata divisa in due).

Lato destro del San Cristoforo tra i santi Mauro di Glanfeuil ed Egidio

Lato destro del San Cristoforo tra i santi Mauro di Glanfeuil ed Egidio, cm. 121 x 153,5 (si veda la nota di cui sopra riportata).

10 Memling - Barbara Van Vlaenderbergh con le figlie e Santa Barbara

Barbara Van Vlaenderbergh con le figlie e Santa Barbara cm. 121 x 69.

Trittico Portinari (o Trittichetto Portinari) di Hans Memling

Hans Memling: Trittico Portinari (o Trittichetto Portinari)

Trittico Portinari (o Trittichetto Portinari) di Hans Memling - Madonna col Bambino
Hans Memling: Madonna col Bambino cm. 43 x 31, Staatliche Museen, Berlino

Trittichetto Portinari:

  • S. Benedetto, cm. 45,5 x 34,5, Galleria degli Uffizi, Firenze;
  • Madonna col Bambino cm. 43 x 31, Staatliche Museen, Berlino;
  • Ritratto di giovane, forse Benedetto Portinari cm. 43 x 32, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Sull’opera: Il “Trittichetto Portinari” è un complesso pittorico costituito da tre dipinti autografi di Hans Memling realizzati con tecnica a olio su tavola, le cui misure sono 45,5 x 34,5 cm. (S. Benedetto), 43 x 31 cm. (Madonna col Bambino) e 43 x 32 cm. (Ritratto di giovane).

Le opere sono custodite nella Galleria degli Uffizi (San Benedetto e Ritratto di giovane) e  negli Staatliche Museen a Berlino (Madonna col Bambino).

Descrizione dell’opera

Alla tavola centrale corrisponde la mezza figura della Madonna col Bambino; allo sportello di sinistra, il S. Benedetto; a destra il presunto Benedetto Portinari. Sul verso di quest’ultimo supporto compare lo stemma dell’effigiato.

In precedenza (1825) i due pannelli laterali – oggi agli Uffizi (il ritratto riporta l’anno 1487) – si trovavano nell”Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, insieme ad altri dipinti fiamminghi. Questo perché la dirigenza di quella struttura aveva rapporti assai stretti con la famiglia Portinari; infatti anche il noto “Trittico Portinari” di Hugo Van der Goes (Gand, 1440 c. – Auderghem presso Bruxelles, 1482), attualmente custodito agli Uffizi di Firenze, in precedenza si trovava nella chiesa dello stesso Ospedale. Tale fu il motivo che indusse il Warburg [1902] ad identificare il personaggio devoto in Benedetto Portinari.

Il dipinto della Madonna, che lasciò l’Ospedale prima del 1825, subì nell’Ottocento delle inopportune ridipinture che comprendevano le fasce esterne di ogni lato, con la simulazione di una finta cornice architettonica (Voll 1909, tav. 70).

Il caso volle che le quattro fasce furono ricoperte per intero da una vera cornice e che, quindi, nulla si seppe della pittura di troppo fino a tempi abbastanza recenti.

I pannelli del trittico

S. Benedetto

S. Benedetto, cm. 45,5 x 34,5, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Madonna col Bambino

Madonna col Bambino cm. 43 x 31, Staatliche Museen, Berlino.

Ritratto di giovane, forse Benedetto Portinari

Ritratto di giovane, forse Benedetto Portinari cm. 43 x 32, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Dittico Maarten van Nieuwenhove di Hans Memling

Hans Memling: Dittico Maarten van Nieuwenhove

Hans Memling: DalDittico Maarten van Nieuwenhove - Madonna col Bambino, 44 x 33, Hans Memlingmuseum, Brugge.
Hans Memling: Dal dittico di Marteen – Madonna col Bambino, 44 x 33, Hans Memlingmuseum, Brugge.
Hans Memling: Dal Dittico Maarten van Nieuwenhove - Ritratto di Maarten van Nieuwenhove, 44 x 33, Hans Memlingmuseum, Brugge.
Hans Memling: Dal dittico di Marteen – Ritratto di Maarten van Nieuwenhove, 44 x 33, Hans Memlingmuseum, Brugge.

Madonna col Bambino cm. 44 x 33, Ritratto di Maarten van Nieuwenhove, 44 x 33, Hans Memlingmuseum, Brugge.

Sull’opera: Il “Dittico Maarten van Nieuwenhove” è costituito da due dipinti autografi di Hans Memling, realizzati con tecnica a olio su tavola, le cui misure sono entrambe 44 x 33. La “Madonna col Bambino” ed il “Ritratto di Maarten van Nieuwenhove” sono custoditi nell’Hans Memlingmuseum a Brugge.

Sulla tavola di sinistra è raffigurata la Madonna col Bambino, mentre su quella destra appare il donatore Maarlen van Nieuwenhove a mani giunte, in atto di preghiera. La cornice, originale, del dittico reca la data 1487.

La configurazione strutturale esterna con la “Madonna col Bambino” (ripresa in mezza figura) a sinistra ed il devoto in preghiera destra, si pensa fosse stata introdotta nell’arcaica pittura nordica da Rogier van der Weyden (Tournai, 1399 circa – Bruxelles, 1464).

Anche l’artista in esame ebbe a realizzare molti dittici dello stesso modello, ma quello raffigurato nella presente pagina è l’unico che non fosse mai stato smembrato (quello del Chicago Art Institute, attualmente intero, venne  a sua volta diviso).

Secondo gli studiosi di storia dell’arte il Dittico di Maarten van Nieuwenhove è uno dei capolavori più prestigiosi di Hans Memling, tanto che dal dal 1900 figurò in una decina esposizioni in Europa (Belgio, Francia, Paesi Bassi, Inghilterra) e negli Stati Uniti.

Reliquiario di Sant’Orsola di Hans Memling

Hans Memling: Reliquiario di Sant’Orsola

Hans Memling: Reliquiario di Sant'Orsola
Hans Memling: Reliquiario di Sant’Orsola, Hans Memlingmuseum, Brugge.

Sull’opera: Il “Reliquiario di Sant’Orsola” è un complesso pittorico costituito da quattordici dipinti autografi di Hans Memling realizzati con tecnica a olio su tavola nel 1489. Le varie misure sono riportate nella tabella di sotto con i rispettivi link che rimandano alle foto. L’opera si trova nell’Hans Memlingmuseum di Brugge.

Descrizione del reliquiario

La struttura esterna del complesso pittorico, tutto in legno di quercia, ha la forma di uno scrigno con ornamenti aurei sul tetto (di cui non se ne conosce l’autore) e venne realizzata per la conservazione delle reliquie di alcuni santi e delle undicimila vergini, nonché dei vari ricordi provenienti dalla Terra Santa.

Le reliquie e gli oggetti furono deposti nello scrigno in esame con la solenne cerimonia del 21 ottobre 1489, officiata dal vescovo di Sarepta (suffraganeo di Tournai), Gillis de Bardemaker. Da ciò si ricava che a quella data tutti i pannelli di Memling erano stati portati a compimento.

Il Reliquiario appare come un piccolo tempio gotico con le facciate a forma di cuspide e, ai quattro angoli, i contrafforti ove sono inserite le statuette di Sant’Anna, Sant’Agnese, San Judocus e San Giovanni Evangelista. Le dimensioni di ingombro sono: cm. 87 in  altezza, cm. 91 in lunghezza e cm. 33 in larghezza.

La stesura pittorica riguarda quattordici composizioni, tra le quali otto (grandi) sono stese sulle quattro pareti dello scrigno e sei (piccoli medaglioni) sul tettuccio del Reliquiario. Le composizioni principali, che rappresentano sei storie della vita di sant’Orsola, si trovano sui lati maggiori del Reliquiario, mentre quelle relative alla “Madonna col Bambino con due monache oranti (le committenti)” e a “Sant’Orsola che protegge le compagne” corrispondono alle due ‘facciate’.

Sul tettuccio, in ambedue gli spioventi, sono inseriti tre medaglioni (un tondo grande al centro e due tondi piccoli ai lati): in quelli centrali viene raffigurata l’Incoronazione della Vergine e Sant’Orsola con le compagne, mentre nei quattro piccoli tondi laterali stanno gli angeli musicanti.

Il pregiatissimo scrigno non era esposto al pubblico se non in particolari giorni dell’anno (fonte: J. B. Descamps, “Voyage pittoresque de la Flandre et du Brabant”, Paris 1769).

Da quanto si ricava da un’enciclopedia neerlandese (“De Katholieke Encyclopaedie” XXIII, 1954; articolo di p. Garlachus), le storie della santa e delle sue undicimila compagne sarebbe stata relativa ad un episodio storicamente accertato: il martirio di un gran numero di fanciulle nella città di Colonia ai tempi in cui l’Impero romano era intento alla persecuzione dei cristiani.

È su tale nocciolo storico che si sviluppò, intorno al IX, secolo la relativa leggenda: Orsola, la figlia del re di Bretagna, che avrebbe dovuto sposare un principe pagano, volendo mantenere la propria verginità, attraversò la Manica e fuggì verso il sud dell’Europa accompagnata da dieci nobili fanciulle, ognuna di esse seguita da mille giovinette.

Salite su undici imbarcazioni, le vergini arrivarono a Tiel, continuarono la navigazione attraverso Reno per raggiungere Colonia e quindi si avviarono in pellegrinaggio verso Roma.

Accompagnate da papa Ciriaco (che assolutamente non risulta nella lista dei papi, ma che secondo accenni della leggenda, avrebbe rinunciato al pontificato per proteggere le fanciulle), Orsola e le compagne ripartirono da Roma e fecero ritorno a Colonia, nel periodo in cui la città era invasa dagli Unni. Per non perdere la loro verginità le fanciulle preferirono farsi uccidere. A questo punto, per intercessione divina, i barbari vennero allontanati da Colonia e i corpi martoriati delle fanciulle furono sepolti, con una solenne cerimonia, entro la stessa città.

I riquadri del reliquiario

14 Memling - Reliquiario di Sant'Orsola

Reliquiario di Sant’Orsola (scorcio n° 1), cm. 87 (altezza), 91 (lunghezza) e 33 (larghezza).

15 Memling - Reliquiario di Sant'Orsola

Reliquiario di Sant’Orsola (scorcio n° 2),  cm. 87 (altezza), 91 (lunghezza) e 33 (larghezza).

Madonna col Bambino e le committenti

Madonna col Bambino e le committenti (monache oranti), 45,5 x 18 cm.

Sant'Orsola che protegge le compagne

Sant’Orsola che protegge le compagne (le vergini), 45,5 x 18 cm.

Arrivo di Sant'Orsola a Colonia

Arrivo di Sant’Orsola a Colonia, 37,5 x 25,5 cm.

Arrivo di Sant'Orsola a Basilea

Arrivo di Sant’Orsola a Basilea, 37,5 x 25,5 cm.

Arrivo di Sant'Orsola a Roma

Arrivo di Sant’Orsola a Roma, 37,5 x 25,5 cm.

Partenza di Sant'Orsola da Basilea

Partenza di Sant’Orsola da Basilea, 37,5 x 25,5 cm.

Il martirio dei pellegrini (noto anche come il martirio delle vergini)

Il martirio dei pellegrini (noto anche come il martirio delle vergini), 37,5 x 25,5 cm.

Il martirio di Sant'Orsola

Il martirio di Sant’Orsola, cm. 37,5 x 25,5.

Martiri di Colonia (compagne di Sant'Orsola) e angeli musicanti

Martiri di Colonia (compagne di Sant’Orsola) e angeli musicanti, rispettivamente diametro 18 cm. e 11,5 cm.

Incoronazione della Vergine e angeli musicanti

Incoronazione della Vergine e angeli musicanti, rispettivamente diametro 18 cm. e 11,5 cm.