Opere di Jan Van Eyck

Opere di Van Eyck

Alcuni fra i dipinti più significativi dell’artista (1390? – 1441)

Brevi cenni biografici

La carriera artistica

Jan Van Eyck è un pittore di fama internazionale che introduce quel nuovo linguaggio, per di più basato sulla resa analitica della realtà, destinato a cambiare in breve tempo il mondo dell’arte dell’intero continente europeo.

Gli influssi di questo grandissimo artista si incroceranno con quelli, altrettanti potenti, del Masaccio dando origine ad uno dei più gloriosi periodi della Storia dell’arte. Toscana e Fiandre, due regioni molto lontane e diverse tra loro, verranno così identificate – grazie a questi due grandissimi artisti – nelle culle della pittura rinascimentale.

Della biografia e vita artistica di Van Eyck si conosce ben poco, inclusa l’esatta data di nascita, che si presuppone sia tra il 1390 ed il 1400.

Si sa per certo che nasce durante il Ducato di Borgogna. Le prime lezioni nel campo artistico, pare le apprenda dal fratello maggiore Hubert, ma parte degli studiosi ritiene che lo stesso Hubert van Eyck non sia mai esistito.

Infatti i riferimenti a quest’ultimo, per altro assai dubbi, sono soltanto due: uno sul più volte smontato e rimontato polittico di Gand e l’altro su una pietra tombale proveniente dall’abbazia di San Bavone a Gand (chiesa soppressa da Carlo V nel 1540 e poco dopo distrutta). Bisogna arrivare al 1422 per avere le prime notizie documentate di Van Eyck, di un periodo di circa due anni nel quale il pittore si trova presso la corte di Jean de Baviéere Hainaut all’Aja, alle dipendenze del conte d’Olanda.

Dopo il 1425 ed il matrimonio con Isabella del Portogallo

Nel 1425 passa alla corte del duca Filippo il Buono di Borgogna, per il quale compie diversi viaggi diplomatici, tra cui una missione nel 1428 a Lisbona, per concordare il matrimonio tra Isabella del Portogallo ed il duca. Più tardi, ad Isabella farà il ritratto.

Van Eyck si sposta periodicamente e, nel 1432 dopo aver soggiornato per un certo periodo a Lille (Francia), si trasferisce a Burges dove finirà gli ultimi anni della sua breve vita.

Appartiene al 1432 il celebre polittico dell’Agnello Mistico, mentre al 1433 vengono fatti risalire l’Uomo col turbante rosso e la Madonna di Ince Hall, e al 1434 il famoso ritratto dei coniugi Arnolfini.

Van Eyck morirà nel 1441 come documentato dagli incartamenti del suo funerale, attualmente custoditi a Burges nella cattedrale di Saint-Donatien.

Il pittore, inoltre, è il perfezionatore dell’intramontabile tecnica della pittura ad olio, che nel giro di alcuni decenni sostituì l’impiego della tempera.

Bibliografia: “I tempi dell’arte”, volume 2, Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, Bompiani, Milano 1999.

Le opere di Jan Van Eyck

Alcuni tra i dipinti più significativi dell’artista:

Fogli del libro miniato, le "Ore di Torino"

Fogli del libro miniato, le “Ore di Torino”, anni 1422-1424, miniature su pergamena, 28 x 19 cm, Museo civico d’arte antica, Torino.

Madonna in una chiesa gotica

Madonna in una chiesa gotica, anno 1425 circa, olio su tavola, cm. 32 x 14, Staatliche Museen, Berlino.

Polittico dell'Agnello Mistico o Polittico di Gand

Polittico dell’Agnello Mistico o Polittico di Gand, olio su tavola, anno 1432, Cattedrale di S. Bavone, Gand.

Le stigmate di San Francesco

Le stigmate di San Francesco (opera attribuita), anno 1428-1429, olio su pergamena incollata su tavola, 12,7 x 14,6 cm, Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

Le stigmate di San Francesco

Ritratto di Giovanni Arnolfini, olio su tavola, cm.  29 x 20, anno 1435, Staatliche Museen, Gemäldegalerie-Dahlem, Berlino.

L'uomo col turbante

L’uomo col turbante, olio su tavola, cm.  25,5 x 19, anno 1433, National Gallery di Londra.

Ritratto del cardinale Nicola Albergati

Ritratto del cardinale Nicola Albergati, olio su tavola, cm.  34 x 27,5, anno 1431-32, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Ritratto del cardinale Nicola Albergati

Madonna col Bambino leggente (Madonna di Ince Hall), olio su tavola, cm.  26,5 x 19,5, anno 1433, National Gallery of Victoria, Melbourne.

L'Annunciazione

L’Annunciazione, olio su tela, cm.  93 x 37, anno 1435, National Gallery of Art (Mellon), Washington.

I coniugi Arnolfini

I coniugi Arnolfini, olio su tavola, cm.  82 x 59,5, anno 1434, National Gallery, Londra.

I coniugi Arnolfini

Madonna del cancelliere Rolin (Madonna col Bambino incoronata da un angelo), olio su tavola, cm.  66 x 62, anno 1435, Museo del Louvre, Parigi.

Trittico di Dresda

Trittico di Dresda, olio su tavola, cm. 27,5 x 37,5, anno 1437, Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.

Vergine alla fontana

Vergine alla fontana, olio su tavola, cm.  19 x 12, anno 1439, Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa.

Madonna del canonico Van der Paele

Madonna del canonico Van der Paele, olio su tavola, cm. 122 x 157 (altre fonti indicano 141 x 176,5), anno 1436, Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

L'Annunciazione di Thyssen - L'Angelo annunziante

L’Annunciazione di Thyssen – L’Angelo annunziante e La Vergine annunziata, olio su tavola (grisaille), cm. 39 x 24, anno 1436, Fondazione Schloss-Rohoncz, Lugano.

Altre opere dell’artista

Ritratto di Baudouin de Lannoy

Ritratto di Baudouin de Lannoy, olio su tavola, cm.  26 x 20, anno 1435, Staatliche Museen, Gemäldegalerie-Dahalem, Berlino.

Ritratto di Baudouin de Lannoy

Ritratto di Jan de Leeuw, olio su tavola, cm.  24,5 x 19, anno 1436, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Santa Barbara

Santa Barbara, olio su tavola, cm. 34 x 18,5, anno 1437, Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa.

Madonna di Lucca

Madonna di Lucca, olio su tavola, cm.  65,5 x 49,5, anno 1436, Staedelsches Kunstinstitut, Francoforte.

Margaretha van Eyck

Margaretha van Eyck, olio su tavola, cm.  32,5 x 26, anno 1439, Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

L'Annunciazione

L’Annunciazione (assegnata a Hubert van Eyck, per altre fonti è Petrus Christus), olio su tavola, cm.  77,5 x 66,5, Metropolitan Museum (M. Friedsam), New York.

Le tre Marie al sepolcro

Le tre Marie al sepolcro (assegnata a Hubert van Eyck), olio su tavola, cm.  71,5 x 89, Museum Boymans Van Beuningen, Rotterdam.

Gli sportelli di New York

Gli sportelli di New York (assegnata a Hubert van Eyck) olio su tavola trasportato su tela, cm.  56, 5 x  19,5 cad., 1430 circa, Metropolitan Museum of Art, New York.

L'uomo dal garofano

L’uomo dal garofano, olio su tavola, cm.  40 x 31, anno 1435, Berlino, Gemäldegalerie. Altre fonti: Uomo col garofano (copia da van Eyck), post 1475, tecnica ad olio su tavola, 41,5 x 31,5 cm, Gemäldegalerie, Berlino.

“Fogli del libro miniato, le ‘Ore di Torino'” di vari artisti e Jan van Eyck

Fogli del libro miniato di Jan van Eyck (1390 circa – 1441) ed altri

Jan van Eyck (1390 circa – 1441): Fogli del libro miniato, le "Ore di Torino"
Sopra: 93° foglio (Jan van Eyck), 1422-1424, cm.  28 x 19, Museo civico d’arte antica, Torino.

Sull’opera: “Fogli del libro miniato, le ‘Ore di Torino'” sono una serie di dipinti su pergamena di vari pittori, tra i quali appare il nome di Jan van Eyck, realizzati tra il 1380 ed il 1424 e custoditi in vari musei internazionali, tra cui ricordiamo il Louvre, il Getty Museum ed il Museo civico d’arte antica di Palazzo Madama a Torino. 

Il libro venne realizzato per la corte del duca di Berry tra il 1380 ed il 1422-24, triennio, quest’ultimo, in cui probabilmente vi lavorò anche Jan van Eyck, che di lì a poco diventò promotore e caposcuola della pittura fiamminga.

 Il libro, che in precedenza apparteneva a Jean de Berry, fu smembrato in più parti e suddiviso nei vari musei:  cinque miniature contenute in quattro pergamene sono attualmente conservate al Louvre, ed una al Getty Museum.

Il testo è in latino e scritto a caratteri gotici. I fogli illustrati sono in tutto 28, di cui 3 con miniature di piccole dimensioni. In ogni pagina, che misura 10 x 13 cm., viene rappresenta una grande scena sacra che occupa più o meno due terzi dell’intera superficie. Cornice calligrafiche a motivi vegetali, tipiche della miniatura francese del periodo, attorniano la pregiate composizioni.

Le miniature attribuite a giovane Jan van Eyck sono contenute nei fogli:

  • Folio 93 v. con la nascita di san Giovanni Battista.

  • Folio 30 v. con Cristo nel Giardino degli Ulivi e Cristo e la Veronica, 1420 circa.

  • Folio 48 v. con Crocefissione e Sacrificio di Isacco, attribuito a Jan van Eyck o a un seguace, anno 1420 circa.

  • Folio 116 r. con scena di funerale, anno 1420 circa.

  • Folio 118 r. con Invenzione della Vera Croce e Prova della Vera Croce, anno 1420 circa.

Madonna in una chiesa gotica di Jan van Eyck

Madonna in una chiesa gotica di Jan van Eyck

Jan van Eyck (1390 circa – 1441): Madonna in una chiesa gotica
Madonna in una chiesa gotica , cm. 1425 circa, olio su tavola, 32 x 14 cm, Staatliche Museen, Berlino.

Sull’opera: “Madonna in una chiesa gotica” è un dipinto autografo di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1425, misura 32 x 14 cm. ed è custodito negli Staatliche Museen di Berlino.

 Nella presente composizione appare una Madonna col Bambino in braccio mentre si trova all’interno di una chiesa gotica.

Il sacro gruppo, nonostante il suo inserimento in primo piano, appare prospetticamente sproporzionato rispetto agli elementi architettonici della chiesa, caratteristica, questa, intrinseca della pittura fiamminga.

Sempre a riguardo della prospettiva, le linee di fuga corrono asimmetricamente. Probabilmente tale asimmetria sarebbe dovuta all’esistenza di un pendant con raffigurata una scena a completamento della parte destra della chiesa.

Polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck

Polittico di Gand di Jan van Eyck (1390 circa – 1441)

Jan van Eyck (1390 circa – 1441): Polittico dell'Agnello Mistico o Polittico di Gand
Polittico dell’Agnello Mistico o Polittico di Gand, cm. 350 x 461, Cattedrale di S. Bavone, Gand.

Sull’opera: il “Polittico dell’Agnello Mistico”, conosciuto anche come “Polittico di Gand”, è un articolato complesso pittorico realizzato con tecnica al olio da Jan van Eyck e dal fratello Hubert (figura inesistente per alcuni studiosi) tra il 1426 e il 1432 per la chiesa di San Bavone a Gand.

Descrizione e storia dell’opera

Trattasi di un polittico apribile costituito da ventisei composizioni contenute in dodici tavole di quercia.

Otto pannelli (quelli che costituiscono le ante) hanno la figurazione in ambo i lati, per cui parte del polittico si gode anche ad ante in posizione di chiusura.

Le misure d’ingombro sono 350 x 461 cm, quando il complesso è completamente aperto.

L’intera opera è conservata nel deambulatorio sud (cappella Joos Vyd) della cattedrale di San Bavone a Gand. Con le ante chiuse il complesso misura cm. 350 X 223, mentre con gli sportelli aperti l’ingombro totale arriva a misurare cm. 350 x 461.

Sulla cornice esterna del polittico, in basso (quella visibile ad ante chiuse) si legge la famosa quartina, che appare in esametri leonini a doppia rima: “[Pictor] [H]ubertus eyck maior quo nemo repertus / incepit pondusq[ue] Iohannes arte secundus / [perfecit letus] iodoci vyd prece fretus / versv sexta mai vos collocat acta tueri”, che tradotto in italiano significa: “Il pittore Hubert van Eyck del quale non si trovò il maggiore, cominciò questo lavoro; Jan, secondo nell’arte, lo portò a compimento per la preghiera di Joos Vyd. Il 16 maggio [1432] vi invita con questo verso a contemplare l’opera”.

L’ultimo verso costituisce un cronogramma le cui lettere, dipinte in rosso, se sommate tra loro danno l’anno 1432. Per di più, le prime parole del terzo verso, attualmente indecifrabili, “perfecit letus”, sono la lezione di Chr. van Huerne agli inizi del VII secolo.

Le interpretazioni sono comunque abbastanza varie: il Waagen nel 1822 decifrava il temine con “suscepit ielus”. Più tardi il Weale [1908] supponeva che la quartina, tracciata in modo andante, non fosse stata scritta da Jan e che, in ogni caso, fu ordinata dal committente Joos Vyd. Per quanto riguarda “maior quo nemo repertus”, la scritta riferita a Hubert van Eyck, non deve fare stupire nessuno, perché era quello un modo per onorare la memoria dell’artista scomparso che, se più vecchio di Jan, poteva verosimilmente essere considerato,  intorno al 1415-20, il maggior pittore olandese di quel periodo.

Fasi salienti della storia del polittico di Gand

Elenchiamo alcuni fatti più significativi relativi alla storia del complesso pittorico in esame:

Eventi del Quattrocento

Il polittico di Gand lo inaugurarono il 6 maggio 1432. Era era stato iniziato da Hubert van Eyck, che morì il 18 settembre 1426. Gli studiosi sono divisi sul fatto che l’opera fosse stata realizzata soltanto da Jan o da entrambi i supposti fratelli. I negatori di Hubert sono Winkler, Friedlander, Ragghianti e Denis.

Il 4 aprile 1458, in occasione della “joyeuse entrée”  (“entrata gioiosa”) a Gand del duca Filippo il Buono (1396 – 1467), protettore di Jan, il complesso venne rappresentato in un quadro vivente: a testimonianza dell’insolito avvenimento esiste una dettagliata relazione di allora [J. de Baets, “Wetenschappelijke tijdingen”, 1958].

Eventi del Cinquecento e Seicento

Il primo agosto del 1517 Antonio de Beatis, che accompagnava il cardinale Luigi d’Aragona, registrò la visita fatta al complesso pittorico. L’opera — si legge — la iniziò un maestro della “Magna Alta” (Germania Inferiore, da interpretare come Paesi Bassi) di nome “Roberto”, ma dopo la sua morte la portò a compimento il fratello.

Il 10 aprile 1521 Albrecht Dürer si recò nella cattedrale per visitare l’opera, per la quale trovò parole di forte ammirazione: fu colpito soprattutto dalle immagini della Vergine, di Iddio e di Eva.

Il 15 settembre 1550 i pittori Lansloot BIondeel di Bruges e Jan van Scorel, quest’ultimo canonico di Utrecht, furono incaricati di pulire l’opera, e lo fecero “con tale amore, da stampare qua e là dei baci sull’opera meravigliosa” [M. van Vaernewyck, 1568].

Intorno al 1557-59 re Filippo II di Spagna, che avrebbe voluto per sé il polittico, ne fece eseguire una copia da M. Coxcie. Il pittore riescì a realizzarlo impiegando due anni di lavoro. Attualmente, smembrata, la copia si trova fra i Musei di Berlino, Bruxelles e Monaco.

Nei giorni 23-25 luglio 1559, in occasione del ventitreesimo ‘capitolo’ dell’ordine del Toson d’oro, in San Giovanni a Gand (Attualmente la cattedrale di San Bavone), il pittore-poeta Lucas de Heere scriveva un’ode dedicandola al polittico.

Il 10 agosto 1566 nel villaggio fiammingo di Steenvoorde, presso la frontiera linguistica, ebbe inizio la furia iconoclastica dei calvinisti. Si ipotizza che la grande rabbia fosse divampata come un incendio in ogni zona dei Paesi Bassi, arrecando ingentissimi danni alle opere con immagini sacre. Il 18 dello stesso mese le bande fanatiche si trovavano a Oudenaarde ed il 19, man mano che esse si avvicinavano alla cattedrale, il polittico venne trasferito nella torre della stessa chiesa, allontanano così all’ira distruttrice dei calvinisti, che due giorni dopo ritornarono nel luogo sacro compiendo gravissimi danni. Più tardi, ritornata la calma, l’opera entrò nel Palazzo Comunale.

Nel 1584 il polittico rientrò nella cattedrale e, nel settembre 1587, si ritrovava nel luogo d’origine: la cappella Joos Vyd.

1663: il complesso pittorico venne restaurato dal pittore Anthonis van den Heuvel.

Nel Settecento

Il 17 giugno 1781 per rispettare un’osservazione dell’imperatore Giuseppe II, turbato dalle nudità di Adamo ed Eva, le ante raffiguranti quelle immagini furono allontanate dalla cattedrale.

Nel 1794 i quattro riquadri centrali del polittico di Gand furono trafugati e trasferiti dai repubblicani francesi a Parigi. Il 7 marzo erano esposti nel Musée Central d’Art, assieme ad altri dipinti sempre sottratti dall’esercito. I sei pannelli superstiti (fortunatamente Adamo e Era erano ancora in luogo sicuro) vennero nascosti e quindi conservati nel Palazzo Comunale.

Nell’Ottocento

Il 10 maggio 1816 i quattro pannelli centrali furono riassemblati e ricollocati sull’altare ma senza le ante, che nel dicembre dello stesso anno, durante l’assenza del vescovo, furono furtivamente vendute per tremila fiorini dal vicario generale, con l’accordo degli amministratori della stessa chiesa, all’antiquario L. J. Nieuwenhuys. Questi poco tempo dopo li vendette a sua volta al collezionista inglese Solly incassando 100.000 fiorini. Le tavole poi passarono al Museo di Berlino, che le pagò 400.000 fiorini.

L’11 settembre 1822 un pericoloso incendio divampato nella cattedrale sfiorò le tavole superstiti danneggiandole leggermente. Un certo Lorent le riparò provvisoriamente tra il 1825 e 1823.

Nel 1859 le quattro tavole danneggiate ritornarono a risplendere dopo il restauro di Donselaer.

Due anni dopo, nel 1861, finalmente riapparvero gli sportelli con le figure di Adamo ed Eva. I due pannelli passarono, tramite acquisto, dal governo belga al Museo di Bruxelles.

Nel Novecento

Il 6 novembre del 1920, in seguito al trattato di Versailles, la Germania doveva cedere i quattro pannelli centrali (le tavole di Berlino) al Belgio. Più tardi, da Bruxelles, rientrano a Gand anche i pannelli con Adamo ed Eva acquistati nel 1861. A tal punto i pannelli erano al completo per il riassemblamento del polittico.

L’11 aprile 1934 sparì il pannello dei Giudici integri (col relativo rovescio del San Giovanni Battista a cui era attaccato ma scisso e quindi divisibile). Il ladro depositò il Battista in un bagagliaio, facendo conoscere lo scontrino che lo testimoniava come possessore dell’opera. Chiese quindi un riscatto in denaro alle autorità belghe che si rifiutano di pagare. Dei Giudici integri si persero le tracce. Al loro posto venne messa una riproduzione a olio fatta eseguire negli anni 1943-44.

Nel 1950-51 A. Philippot, sotto la supervisione di P. Coremans restaurò con grande cura l’intera opera [C, Brandi, “BICR” 1951: P. Coremans, 1953].

Le opere del complesso pittorico

Polittico dell'Agnello Mistico visto con ante aperte

Polittico dell’Agnello Mistico visto con ante aperte, cm. 350 x 461, anni 1426-32.

Polittico dell'Agnello Mistico visto con ante chiuse

Polittico dell’Agnello Mistico visto con ante chiuse, cm. 350 x 223, anni 1426-32.

Adorazione dell'agnello mistico

Adorazione dell’agnello mistico, tavola centrale bassa (terzo pannello del registro inferiore), cm. 137,7 x 242,3, anno 1425-29.

La sibilla Eritrea

La sibilla Eritrea, cm. 212 x 37,1, pannello centrale sinistro alto con anta chiusa, anno 1432.

La sibilla Cumana

La sibilla Cumana, cm. 213,5 x 36,1, pannello centrale destro alto con anta chiusa, anno 1432.

Bifora con veduta di città fiamminga

Bifora con veduta di città fiamminga (sinistra) e Nicchia con finestrella tribolata, asciugatoio, ramino e bacile (destra), rispettivamente di larghezza di cm. 37,1 e 36,1.

Angelo annunziante

Angelo annunziante, parte inferiore del primo scomparto in alto a sinistra (polittico chiuso), largo 71,7 cm.

Vergine annunziata

Vergine annunziata, parte inferiore del quarto scomparto in alto a destra (polittico chiuso), largo 73 cm.

Donatore e san Giovanni Battista

Donatore e san Giovanni Battista, primo e secondo pannello in basso con polittico chiuso; entrambi di 149,1 x 54,1 cm. anno 1432.

San Giovanni Evangelista e la donatrice

San Giovanni Evangelista e la donatrice, terzo e quarto pannello in basso con polittico chiuso; rispettivamente di 148,7 x 55,3  e 148,7 x 54,2, anno 1432.

Profeta Zaccaria

Profeta Zaccaria, primo scomparto  in alto con polittico chiuso, 164,8 x 71,7 cm., anno 1432.

Profeta Michea

Profeta Michea, quarto scomparto in alto con polittico chiuso, 164,8 x 73 cm., anno 1432.

Adamo e Angeli cantori

Adamo e Angeli cantori, primo e secondo scomparto in alto con polittico aperto, rispettivamente (?) x 37,1 e 164,5 x 71,5 cm., anni 1427-29.

Angeli musicisti ed Eva

Angeli musicisti ed Eva, sesto e settimo scomparto in alto con polittico aperto, rispettivamente (?) x 37,1 e 164,1 x 72,9 e (?) x 32,3 cm., anni 1427-29.

La Vergine

La Vergine, primo pannello centrale in alto con ante aperte, 168,7 x 74,9 cm. anni 1426-27.

Iddio

Iddio, pannello centrale alto con ante aperte, 212,2 x 83,1 cm., anni 1426-27.

San Giovanni Battista

San Giovanni Battista, terzo pannello centrale alto con ante aperte, 168 x 75,1 cm., anni 1426-27.

I giudici integri e i Cavalieri di Cristo

I giudici integri (non originale, anno 1943-44) e i Cavalieri di Cristo, primo e secondo pannello in basso con polittico aperto, 145 x 151 cm.

Gli eremiti ed i Pellegrini

Gli eremiti ed i Pellegrini, quinto e sesto pannello in basso con polittico chiuso, 149,2 x 54 cm., anni 1427-30.

Esametri sulla cornice

Esametri sulla cornice (in basso, sulla faccia esterna, visibili con ante chiuse) del complesso pittorico.

“Le stigmate di San Francesco” di Jan van Eyck

Le stigmate di San Francesco di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Le stigmate di San Francesco
Le stigmate di San Francesco, attribuito, anno 1428-1429, olio su pergamena incollata su tavola, 12,7 x 14,6 cm, Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

Sull’opera: “Le stigmate di San Francesco” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1428-29, misura 12,7 x 14,6 cm. ed è custodito nel Philadelphia Museum of Art a Filadelfia.

In precedenza il presente dipinto, attribuito al Dürer, apparteneva a lord Haytesbury  che l’aveva acquistato, intorno al 1830, da un medico di Lisbona. Nel 1890 fu venduto a J. G. Johnson che più tardi lo cedette all’attuale museo.

Prima del restauro, eseguito nel 1906 da R. Fry, la piccola tavola si presentava con fasce aggiunte che correvano lungo i quattro lati. Inoltre, il Weale [1908] evidenziò il fatto che il saio dei due frati non avesse quel caratteristico grigio conosciuto nei Paesi Bassi, la cui popolazione, per l’appunto, chiamava i francescani con la locuzione “frati grigi”.

Il colore delle vesti era bruno e corrispondeva a quello dei francescani riformati, che al tempo di van Eyck non esistevano (il nuovo ordine apparve soltanto verso la fine del Quattrocento). Da qui la deduzione dello studioso che la tavoletta dovette essere stata realizzata da van Eyck nel meridione d’Europa durante il soggiorno in Spagna del 1428-29.

 

“Ritratto di Giovanni Arnolfini” di Jan van Eyck

Ritratto di Giovanni Arnolfini di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Ritratto di Giovanni Arnolfini
Ritratto di Giovanni Arnolfini, olio su tavola, cm.  29 x 20, anno 1435, Staatliche Museen, Gemäldegalerie-Dahlem, Berlino.

Sull’opera: “Ritratto di Giovanni Arnolfini” è un dipinto autografo di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1435, misura 29 X 20 cm. ed è custodito nella Gemäldegalerie a Berlino.

Per quanto riguarda l’identificazione del personaggio effigiato, Giovanni Arnolfini, si veda la composizione dei “Coniugi Arnolfini”.

In precedenza il dipinto apparteneva alla collezione del conte di Shrewsbury (Alton Towers), che il 6 luglio 1857 lo mise all’asta venendo aggiudicato, per sole 37, sterline all’astuto mercante d’arte C. J. Nieuwenhuys, alla cui asta, svoltasi poi a Londra il 17 luglio 1886 venne aggiudicato – come autoritratto di Jan – al Museo di Berlino per un prezzo dieci volte superiore: 399 sterline.

 Per quanto riguarda la cronologia dell’opera, secondo Beenken [1941], potrebbe trattarsi d’un periodo anteriore al ritratto dei “Coniugi Arnolfini” della National Gallery di Londra.

Friedlander [1924] ipotizzò che entrambe le tavole fossero state realizzate contemporaneamente o giù di lì, mentre Kàmmerer [1898] invece pensava che la presente tavola fosse da postdatare di qualche anno rispetto a quella londinese, ipotesi che sottoscrisse anche Baldass [1952], avanzando come tempi il triennio 1437-39 circa.

“L’uomo col turbante” di Jan van Eyck

Jan van Eyck: L’uomo col turbante

Jan van Eyck: L'uomo col turbante
L’uomo col turbante, olio su tavola, cm.  25,5 x 19, anno 1433, National Gallery di Londra.

Sull’opera: “L’uomo col turbante” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola il 21 ottobre 1433, misura 25,5 x 19 cm. ed è custodito nella National Gallery di Londra.

Con la cornice originale la composizione in esame misura 33,5 x 26 cm. In basso, sulla stessa cornice appare la scritta: “JOH[ANN]ES DE EYCK ME FECIT AN[N]0 MCCCC.33. 21-OCTOBRIS”. Nella parte alta si legge il motto: “AΛC IXH XAN” (als ihc kan = come posso).

Il ritratto fu venduto nel 1851 alla National Gallery of London per la somma di 315 sterline. In precedenza la pregiata tavola apparteneva alla celebre collezione Arundei (1655 circa) da cui entrò poi a far parte delle raccolte Stafferd, Broderick, Midleton e Farrer.

Sulla misteriosa identità dell’effigiato il Weale nel 1908 scriveva: “A quanto pare, un agiato mercante di circa sessantacinque anni d’età”.

Più tardi lo stesso studioso [“BM” 1910] e Aulaier [“GBA” 1936] ipotizzarono si trattasse del suocero dell’artista, impiegando come riferimento sulla presunta somiglianza con il Ritratto di Margaretha“.

“Ritratto del cardinale Nicola Albergati” di Jan van Eyck

Ritratto del cardinale Nicola Albergati di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Ritratto del cardinale Nicola Albergati
Ritratto del cardinale Nicola Albergati, olio su tavola, cm.  34 x 27,5, anno 1431-32, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Sull’opera: “Ritratto del cardinale Nicola Albergati” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1431-32, misura 34 x 27,5 cm. ed è custodito nel Kunsthistorisches Museum a Vienna.

Il dipinto viene cosi descritto nel catalogo (1659) della collezione dell’arciduca e governatore generale dei Paesi Bassi, Leopoldo Guglielmo: “Ein Contrafait van Oehlfarb auf Holcz des Cardinale von Sancta Cruce, von Johann van Eyckh”.

 L’identificazione dell’alto prelato in Nicola Albergati (nato a Bologna nel 1375, certosino e poi vescovo della città natale nel 1417) fu fatta dal Weale [“BM” 1904].

Madonna col Bambino leggente (Madonna di Ince Hall) di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Madonna col Bambino leggente (Madonna di Ince Hall)

Jan van Eyck: Madonna col bambino leggente (Madonna di Ince Hall)
Jan van Eyck: Madonna col Bambino leggente (Madonna di Ince Hall), olio su tavola, cm.  26,5 x 19,5, anno 1433, National Gallery of Victoria, Melbourne.

Sull’opera: “Madonna col Bambino leggente (Madonna di Ince Hall)” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1433, misura 26,5 x 19,5 cm. ed è custodito nella National Gallery of Victoria a Melbourne.

Sulla parete, in alto a sinistra, si legge: “COMPLETU[M] AN[N]0 D[OMINI] M CCCC XXXIII P[ER] JOH[ANNI]EM DE EYC BRVGIS”. Sulla destra appare il motto: ”AAC IXH XAN”.

Le notizie esterne conosciute risalgono al 1619 quando il dipinto si trovava in Italia, come testimonia la scritta sul verso del supporto pittorico in cui si indica che venne data in pegno: “1619 a 2 Luglio questo quadro di Luciano Costa e stato in pegno per oz. 3-15 Scudi [?] 60”

Nel 1854 faceva parte della collezione Weld-Blundell a Ince Hall (Liverpool), che la catalogò con il titolo più corrente e quindi la vendette, nel 1922, all’attuale galleria.

Fin dal 1893 Tschudi [“RfK”], con la sottoscrizione di Friedlànder [“RfK” 1906], evidenziava il fatto che la scritta fosse riportata in modo assai maldestro, per cui la ipotizzava apocrifa ma ripresa dalla cornice originale andata perduta.

Nonostante la descrizione del Weale [1908] a favore dell’autografia di Jan van Eyck, che rafforzava l’ipotesi della maggior parte degli studiosi di storia dell’arte a tal riguardo, qualche perplessità fu espressa nel 1956 da varie parti, allorché la tavoletta fu trasferita a Bruges per una mostra. Alcuni, per l’appunto, ipotizzarono che si trattasse di un’ottima riproduzione quattrocentesca [“W 1959; H. Gerson, “Kindlers Malerei-Lexikon, Zurich 1965] (Per un esame tecnico, cfr. il Catalogo di V. Hoff [Melbourne 1961J).

Elenco delle opere di Rogier Van der Weyden

Elenco opere di Weyden

Le opere più importanti di Van der Weyden

Madonna col Bambino in una nicchia, anno 1425-1430 circa, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.

Crocifissione, anno 1425-1430 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

San Giorgio e il drago, anno 1425-1430 circa, National Gallery of Art, Washington.

Deposizione, anno 1430-1435 circa, Museo del Prado, Madrid.

Dittico con la Madonna col Bambino e santa Caterina, anno 1430-1432 circa, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Ritratto di donna (Elisabeth Goffaert?), anno 1430-1435 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Madonna Durán, anno 1430-1435 circa, Museo del Prado, Madrid.

Trittico dell’Annunciazione, anno 1434 circa:

  • Annunciazione (pannello centrale), Museo del Louvre, Parigi:
  • Visitazione e Committente inginocchiato (pannelli laterali), Galleria Sabauda, Torino.

Visitazione, anno 1435-1440 circa, Museum der bildenden Künste, Lipsia.

San Luca dipinge il ritratto della Vergine, anno 1435-1440 circa, Boston Museum of Fine Arts.

Trittico Abegg, anno 1435-1440 circa, Abegg-Stiftung, Riggisberg.

Pala Miraflores, anno 1440-1445 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Pala Chevrot, anno 1440-1445 circa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen, Anversa.

Frammmenti di una composizione rappresentate una Sacra conversazione con Maddalena, santa Caterina e san Giuseppe, anno di realizzazione intorno al 1440-1445, National Gallery di Londra (la Maddalena) e Calouste Gulbenkian Foundation di Lisbona (le altre raffigurazioni con i santi).

Trittico con Crocifissione, anno 1440-1445 circa, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Polittico del Giudizio universale, anno 1443-1451, Hôtel-Dieu, Beaune.

Trittico Bladelin, anno 1445-1450 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Altre opere dell’artista

Jean Wauquelin presenta le sue Cronache di Hainaut a Filippo il Buono, anno di realizzazione intorno al 1445-1450, miniatura dalle Cronache di Hainault, Biblioteca reale del Belgio, Bruxelles, ms. 9242, fol.1.

Le sante Margherita e Apollonia, riquadro dello scomparto destro di un trittico disperso, anno 1445-1455 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Pala di San Colombo, anno 1450-1455 circa, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.

Ritratto di gentiluomo, anno 1450-1455 circa, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.

Crocifissione di Scheut, anno 1450-1455 circa, El Escorial.

Trittico di san Giovanni Battista, anno 1450-1455 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Trittico di Jean Braque, anno 1452-1453, Museo del Louvre, Parigi.

Pietà, anno 1450-1455 circa, Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles.

Ritratto di Francesco d’Este, anno 1455-1460 circa, Metropolitan Museum of Art, New York.

Dittico di Jean Gros, anno 1455-1460 circa, Musée des Beaux-Arts (Tournai).

Dittico di Philippe de Croy, anno 1460 circa:

Madonna col Bambino (riquadro dello scomparto sinistro), Huntington Library, San Marino (California).

Ritratto di Philippe de Croy (riquadro dello scomparto destro), Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa.

Ritratto di Carlo il Grosso, anno 1461-1462 circa, Gemäldegalerie di Berlino.

Compianto e sepoltura di Cristo, anno 1460-1463 circa, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Madonna col Bambino, anno 1461-1462 circa, Museum of Fine Arts, Houston.

Ritratto di Antonio di Borgogna, anno 1461-1462 circa, Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles.

Madonna Medici, anno 1460-1464 circa, Städel, Francoforte sul Meno.

Dittico di Jean de Froimont, anno 1463-1464 circa:

Madonna col Bambino (riquadro dello scomparto sinistro), Musée des Beaux-Arts, Caen.

Riquadro dello scomparto destro, Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles.

Dittico del Calvario, anno 1463-1464 circa, Philadelphia Museum of Art.

Ritratto di giovane donna (da alcuni identificata in Marie de Valengin), anno 1463-1464 circa, National Gallery of Arts, Washington.