Biografia di Francisco Goya y Lucientes (1746 – 1828)

Goya (Fuendetodos, Saragozza, 1746 –  Bordeaux 1828)

Pagine correlate: Le sue opere – Il periodo artistico e la sua pittura – Bibliografia.

Francisco Goya y Lucientes: Autoritratto
Francisco Goya y Lucientes: Autoritratto

Nel 1763 all’età di 17 anni Goya si reca con il padre, modesto artigiano doratore, a Madrid. Alcuni anni dopo, nel 1770, si trova in Italia.

Nello stesso anno ottiene la nomina di “Accademico di San Fernando”, quindi di pittore principale di re Carlo IV.

Nel 1792, un’aggressiva quanto non precisata malattia gli rovinerà in modo permanente l’udito.

Nel 1811 riceve dal re Giuseppe Bonaparte l’Ordine reale di Spagna. In seguito alla disfatta napoleonica, nel 1815, il pittore viene riammesso alle sue mansioni e retribuzioni, dopo avere superato con successo un vasto processo di epurazione.

Nel 1825 Ferdinando VII restaura l’assolutismo, e proprio per questa ragione Francisco Goya y Lucientes lascia Madrid e si trasferisce a Bordeaux, dove porterà a termine la sua proficua attività.

In Goya si coordinano i due aspetti principali del movimento romantico, cioè la visione e l’approfondimento della conoscenza oltre confini della vita più profonda, e l’integrazione storica.

Francisco Goya y Lucientes: Il colosso
Francisco Goya y Lucientes: Il colosso

Il Colosso (1808-12) è un “deus ex machina” che rasenta le sommità estreme del cielo e domina un orizzonte pieno di gente che scappa in ogni direzione: l’uomo è lasciato indifeso in preda alle forze devastatrici degli istinti.

Saturno mangia ferocemente il proprio figlio (olio su tela, 146 x 83 cm. Madrid, Museo del Prado, 1821-23), proprio come agisce la Spagna con la propria gente.

Alla favola si aggiungono le carneficine, le brutalità, le violenze carnali, gli omicidi, le empietà e i delitti, le cui responsabilità erano condivise sia dai francesi che dagli spagnoli, nel corso l’occupazione napoleonica.

Francisco Goya y Lucientes: Pitture nere della quinta del sordo: Saturno
Francisco Goya y Lucientes: Pitture nere della quinta del sordo: Saturno che divora suo figlio

Ebbene, Goya tra il 1810 e il 1820 raffigura in una varietà di “reportage” le sciagure della guerra! Nelle incisioni dei “Capricci” nel 1799, l’artista si svuota della gaiezza di sovente presente nelle sue opere aventi gli stessi titoli di quelle di Fragonard, di Tiepolo, del Guardi. L’elemento tenebroso, immaginario e irrazionale, predomina in lui. Egli stesso si domanda il perché della sovrabbondanza di immaginazione nel 43° “Capriccio”, dove addirittura esegue la propria immagine nel momento in cui è oppressa dal «sonno della ragione». Il Goya posa il capo su un basamento ben solido, simbolo dell’ordine del mondo, mentre è in preda ad orribili incubi notturni.

«Il sonno della ragione genera mostri», è scritto; ma Goya aggiunge in un’annotazione: «L’immaginazione abbandonata dalla ragione genera mostruosità; insieme costituiscono la madre delle arti e l’origine delle meraviglie». Questa espressione riassume l’ideale artistico di tutto il Romanticismo, per il quale l’arte non “redime” niente di ciò che nella vita è sofferenza, malattia, morte, pazzia, irrazionalità, incoerenza, ma al contrario deriva dalla stessa origine, come fossero una cosa unica. Goya controlla il suo periodo con una competenza artistica straordinaria, sia nel disegno sia nella pittura.

Francisco Goya y Lucientes: dai Cartoni per gli arazzi reali
Francisco Goya y Lucientes: dai Cartoni per gli arazzi reali

L’artista è un mirabile realizzatore di tematiche armoniose cui viene lasciato un marchio di trepidazione mai conosciuto nelle iconografie settecentesche.

Anche dipingendo scenari alla luce del sole, ragazzi mentre stanno giocando, giovanotti innamorati e deliziose giovinette che fanno le smorfiose sotto l’ombrellino, simpatiche principesse nell’intimità del clima familiare, nel dipinto circola sempre un senso alto e virile d’intensa osservazione sulla gracilità, sulla bellezza e sulla gioia che pur dovranno terminare.

Il processo riassuntivo del paesaggio è fra le altre tematiche che la sua pittura adotta; la serie di ritratti rivela che Goya è un eccellente psicologo che scruta tutte le pieghe dell’anima – l’arroganza e la superficialità, il fascino e la sensazione di vuoto – anche laddove dovrà eseguire opere ufficiali tipo quella riservata alla Famiglia di Carlo IV (Madrid, Prado, 1800-01).

Francisco Goya y Lucientes: la maja desnuda
Francisco Goya y Lucientes: la maja desnuda

La sua tecnica impiegata per il carnato (sua è la “Maja desnuda”, forse il nudo di donna più famoso in tutta la storia dell’arte, 1800) ispirerà in modo decisivo la pittura tardo-romantica e quella impressionistica. Tutte le tematiche, tutte le forme e il lessico integrale del Romanticismo, conoscono in Goya un genere di sintesi insuperata per l’ampiezza del corpus pittorico e l’intensità attinta dalle sue forze tecniche ed espressive.


Artisti veneti dell’Ottocento

Continua la biografia degli artisti veneti dell’Ottocento (Pittura Veneta)

Alla pagina precedente con gli artisti dalla A alla F: Francesco Bagnara,  Bartolomeo Bezzi, Giuseppe Bernardino Bison, Giuseppe Borsato,  Italico Brass, Domenico Bresolin, Ippolito Caffi, Giacomo Casa, Vincenzo Chilone, Guglielmo Ciardi, Angelo Dall’Oca Bianca, Mario De Maria (Marius Pictor), Giacomo Favretto, Pietro Fragiacomo.

MICHELANGELO GRIGOLETTI (1801-1870).

13 Michelangelo Grigoletti - ritratto dei fratelli Fossati
Ritratto dei fratelli Fossati, diam. cm. 48 Venezia proprietà privata

FRANCESCO HAYEZ (1791-1882)

Hayez a Venezia il giorno 11 febbraio del 1791 e muore a Milano nello stesso giorno e mese, dell’anno 1882. Hayez è considerato un pittore veneto relativamente all’età giovanile; infatti a ventinove anni si reca a Milano e aderendo al movimento del romanticismo diventa caposcuola della pittura romantica. Nel 1809 viene premiato al concorso per il Pensionato di Roma tra gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. A Roma fa amicizia con il Canova e segue attentamente la sua attività.

Pagine correlate a Francesco Hayez: la critica allo Hayez – i suoi scrittile sue operebiografia, vita artistica  – i contemporanei lombardibibliografia

8 Francesco Hayez - Ulisse scopre achille tra le figlie di Nicomede
Ulisse scopre Achille tra le figlie di Nicomede, cm. 146 x 200 Palazzo Treves Venezia collezione privata
8 francesco hayez - antonietta tarsis basilico
Antonietta Tarsi Basilico, proprietà privata, Roma
8 francesco hayez - signora viennese
Signora Viennese, Proprietà privata, Milano

CESARE LAURENTI (1854-1937)

53 Cesare Laurenti - la contessa Paolina Giustiniani Toso
La contessa Paolina Giustiniani Toso, 102 x 85, collezione privata Venezia

LUDOVICO LIPPARINI (1800-1856)

11 Ludovico Lipparini - ritratto di Metternich
Ritratto di Metternich, cm. 64 x 56 Palazzo Treves Venezia collezione privata.

TEODORO MATTEINI (1754-1831)

6 Teodoro Matteini - ritratto di giovinetta
Particolare del ritratto di giovanetta, cm. 44 x 34 Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Venezia.

GIOVANNI MIGLIARA (1785-1837)

5 giovanni Migliara - Piazza San Marco
Piazza San Marco a Venezia, cm. 77 x 100 Galleria d’Arte Moderna Brescia

ALESSANDRO MILESI (1856-1945)

MARINO POMPEO MOLMENTI (1819-1894)

19 Marino Pompeo Molmenti - ritratto di signora
Ritratto di signora, cm. 44 x 34 Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Venezia

NAPOLEONE NANI (1841-1899)

21 Napoleone Nani - l'alloro
L’alloro, cm. 38 x 50 Museo del Castello Milano

LUIGI NONO (1850-1918)

38 Luigi Nono - la fanfara dei granatieri
La Fanfara dei granatieri, cm. 74 x 134 Collezione parenti del pittore, Venezia.

ODORICO POLITI (1785-1846)

10 Odorico Politi - la modella
La modella, cm. 63 x 49 Museo Civico di Udine.

FELICE SCHIAVONI (1803-1881)

15 Felice Schiavoni - la granduchessa Elena Paulowna
La granduchessa Elena Pulowna, cm. 114 x 94 Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Venezia

NATALE SCHIAVONI (1777-1858)

14 Natale Schiavoni - sogno di una sedicenne
Sogno di una sedicenne, cm. 121 x 156 Palazzo Treves Venezia, collezione privata

LINO SELVATICO (1872-1924)

55 Lino Selvatico - la signora in giallo
Signora in giallo, cm. 216 x 119 collezione dei parenti Venezia.

ETTORE TITO (1859-1941)

GIUSEPPE TOMINZ (1790-1866)

18 Giuseppe Tomins - la famiglia Parisi
La famiglia Parisi, cm. 134 x 162 Collezione privata Venezia

FEDERICO ZANDOMENEGHI (1841-1917)

43 Federico Zandomeneghi - bastimento allo scalo
Bastimento allo scalo, cm. 90 x 120, Galleria d’Arte Moderna di Firenze.

Pittore William Turner

Joseph Mallord William Turner

William Turner
Ritratto di William Turner

Nell’ambito della cultura inglese i propositi tematici, sia pittorici che letterari, non trovano grande spazio né nelle correnti umanistiche del neoclassicismo né nel misticismo romantico, cosa che succede, nello stesso periodo, anche in Francia.

Nell’isola britannica è abbastanza sporadico comprendere l’arte come il linguaggio di un “impegno” derivante da concetti di tipo filosofico. Però nelle sue opere a tema storico, William Turner (1775 – 1851) manifesta la parte terrificante del “sublime”: egli oltrepassa i fatti induttivi in un mondo instabile, dove la combinazione dei quattro elementi (acqua, terra, aria e fuoco) dà vita a potenze primordiali. Il presente si disperde nel passato, l’avventura visiva nel ricordo, il dettaglio diventa universale dissolvendosi in un simbolo senza presente né passato.

William Turner: La temeraria
William Turner: La temeraria

L’incendio dell’edificio del Parlamento, (1835) ripreso in minuscoli acquerelli, appare come una visione catastrofica; l’ormai vecchia nave ammiraglia di Orazio Nelson, “La valorosa Témeraire” rimorchiata fino al suo ultimo ancoraggio per poi essere demolita (1839), si presenta come un simbolo melanconico del destino dell’uomo.

William Turner: : Bufera di neve
Turner: Bufera di neve

Lo  stesso Turner si fa legare stretto ad un albero della nave “Ariel” per penetrare con impotenza in mezzo ad una bufera di neve, miasmi, raffiche di vento ed acqua gelida, e poi trasformare l’episodio in una apparizione lugubre, consumata nel turbine dell’energia cosmica in tempesta di neve (1842). Alla rappresentazione romantica della natura ne avvicenda altre.

William Turner: La battaglia di Trafalgar
William Turner: La battaglia di Trafalgar

Ad iniziare dal suo primo viaggio in Italia (1819) Turner sperimenta nella pittura paesaggistica una nuova forma di naturalismo, concentrandosi nella visione finalizzata alla realtà, che viene poi ripresa negli anni della vecchiaia in molteplici bozzetti a olio, dove il pittore sviluppa un tema spesso svolto nei disegni “dal vivo”: la sua luce diventa assoluta e nelle opere eseguite in età matura preannuncia il linguaggio impressionistico.

Inoltre nelle sue tele i vasti spazi non contengono figure: la pittura si presenta, come si dirà in seguito, astratta.


Le grandiose Chiese internazionali

Le grandiose Chiese internazionali

Elenco completo

85 Siracusa - Cattedrale

Opera: Siracusa – Cattedrale

  • Città: Siracusa
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione: Tra il 1728 e il 1757
  • Costruita da: La facciata è di Andrea Palma
  • Un frammento sulla configurazione generale: La cattedrale, che è stata progettata per sostituire quella normanna devastata dal terremoto del 1693, riesce a fondere nettamente la teatralità dello stile barocco-romano con l’enfasi dell’arte spagnola del periodo imperiale.
86 Braga - Santuario do BomJesus do Monte

Opera: Braga – Santuario do Bom Jesus do Monte

  • Città: Braga
  • Arte:  Settecento portoghese
  • Anno di costruzione: Portato a compimento nel XIX secolo
  • Costruita da: Carlo Amarante
  • Un frammento sulla configurazione generale:  La sua importanza è tutta concentrata nella sua esteriorità ed è data, sostanzialmente, dalla strategica posizione, dai magnifici giardini ed infine dalla stravaganza delle scalinate. Mentre le sobrie linee architettoniche sono evidenziate dalla dicromia dei rivestimenti. Il Santuario (portato a termine nel XIX secolo), visitato ogni anno da un grandissimo numero di pellegrini, è a 5 Km da Braga. L’edificio, con le sue due maestose torri è stato costruito in stile neoclassico sulle rovine di un precedente santuario del Quattrocento, da Carlo Amarante. Si erge sul punto più alto di una collina boschiva, da dove si può gustare un ampio panorama. Per raggiungere il santuario, i pellegrini devono percorrere l’Escadaria do Bom Jesus, ovvero tre lunghe e faticose rampe di scale, tutte in malta e granito, costruite nell’arco del XVIII secolo: la prima rampa è affiancata da cappelle che contengono gruppi in terracotta, rappresentanti le varie stazioni della Via Crucis, alla quale segue la Scalinata dei Cinque Sensi, formata da rampe incrociate, con ornamenti statuari di personaggi appartenenti al Vecchio Testamento e fontane allegoriche. Segue la Scala delle Tre Virtù, con varie fontane ed opere scultoree su tematiche di Fede, Speranza e Carità. Il santuario può essere anche raggiunto con un elevador o attraverso una via carrozzabile a tornanti.
87 Melke - Stift

Opera: Melke – Stift

  • Città: Melke
  • Arte:  Settecento austriaco
  • Anno di costruzione: tra il 1709 ed il 1711
  • Costruita da: Prandtauer e Munggenast
  • Un frammento sulla configurazione generale: Costruita su un severo progetto a pianta longitudinale, nella sua facciata combina elementi barocchi (le varie linee spezzate e gli spigoli vivi) con motivi orientaleggianti (le vistose cupole a bulbo).
88 Santiago de Compostela - Catedral

Opera: Santiago de Compostela – Catedral

  • Città: Santiago de Compostela
  • Arte:  Settecento spagnolo
  • Anno di costruzione: 1738
  • Fatta costruire da:
  • Costruita da: Ferdinando de Casas y Novoa (alcune fonti dicono dal 1711 al 1751) costruisce la facciata.
  • Un frammento sulla configurazione generale: La sua facciata è simile a una immensa pala d’altare, della quale serba la spartizione a “trittico”. L’opera sembra chiudere definitivamente la vicenda dello stile barocco attraverso il suo ideale legame con la visione spaziale delle grandi costruzione di culto a motivi gotici.
89 Torino - Chiesa della Gran Madre di Dio

Opera: Torino – Chiesa della Gran Madre di Dio

  • Città: Torino
  • Arte:  Neoclassico italiano
  • Anno di costruzione: 20 maggio 1814
  • Fatta costruire da: Re Vittorio Emanuele I di Savoia
  • Costruita da: Ferdinando Bonsignore
  • Un frammento sulla configurazione generale: Questa è  una delle chiese più amate dai residenti della città. Si erge ai piedi di una collina di Torino, in un luogo alquanto suggestivo nei pressi del fiume Po. La chiesa ha di fronte a sé una delle piazze più interessanti della città, piazza Vittorio Veneto. La basilica è su un piano più alto rispetto alla piazza. Per raggiungere l’ingresso della chiesa si deve fare una scalinata, al culmine della quale, si raggiunge una piazzetta. Al termine della scalinata, si possono ammirare sulla destra e sulla sinistra, due statue, raffiguranti la Fede e la Religione, eseguite dallo scultore Carlo Chelli. Prima di raggiungere l’ingresso della chiesa si incontra un pronao esastilo, eseguito da Ferdinando Bonsignore, intorno agli anni 1827 e 1831. In basso della scalinata fu eretta la statua dedicata a V. Emanuele di Savoia. La struttura architettonica della chiesa richiama un po’ quella del Pantheon ed è un esempio di stile neoclassico internazionale diffusissimo a livello internazionale. La pianta rotonda sormontata dalla cupola, è preceduta da un peristilio a frontone triangolare; tutta la struttura poggia su un alto zoccolo. In questa chiesa, come del resto in altre consimili, si evidenzia, più che la franca espressione poetica, una ricercata ma fredda ricostruzione archeologica.
90 Parigi - Eglise de las Madeleine

Opera:  Parigi – Eglise de las Madeleine

  • Città:  Parigi
  • Arte:  Neoclassico francese
  • Anno di costruzione: Un lungo periodo che va dall’epoca della Grande Armata, alla quale doveva essere dedicato come monumento celebrativo; seguendo le vicende napoleoniche si arrivò a compimento dell’edificio nel 1842.
  • Un frammento sulla configurazione generale:  Situata al centro della piazza che porta lo stesso nome, la chiesa riassume, circa nodo e centro di raccordo – in una geniale risoluzione d’impostazione – la stessa piazza Madeleine.
91 Salem - First Unitarian Church

Opera: Salem – First Unitarian Church

  • Città: Salem
  • Arte:  Neogotico americano
  • Un frammento sulla configurazione generale: La chiesa è un grande esempio della rinascita gotica, che nel periodo del romanticismo sostenne questo linguaggio nel campo edilizio, arrivata dall’Inghilterra e presente soprattutto in Francia. Pur non raccontando niente di nuovo, questa struttura evidenzia il principio di una ricerca, nell’essenzialità di volumi che proprio negli USA, pur con battaglie e grosse polemiche, segnerà l’inizio dell’architettura nel campo delle grandi strutture dei grattacieli.
92 Ciudad de Mejico - Catedral

Opera: Ciudad de Mejico – Catedral

  • Città: Ciudad de Mejico
  • Arte:  Neoclassicismo spagnolo – americano
  • Anno di costruzione: La facciata con le due torri risalgono al 1791, mentre la cupola e la lanterna al 1810
  • Un frammento sulla configurazione generale:  La Chiesa riassume, nel progressivo passaggio dalla fastosità barocchiana alla sobrietà classica, l’ultima testimonianza della classe coloniale ormai arrivata al tramonto.
93 New York - St. Patrick's Cathedral

Opera: New York – St. Patrick’s Cathedral

  • Città: New York
  • Arte:  Gotico americano
  • Anno di costruzione: Iniziata 1858 e portata a compimento nel 1879
  • Fatta costruire dal: Primo arcivescovo di New York
  • Costruita da:
  • Un frammento sulla configurazione generale: St. Patrick’s Cathedral è la chiesa più importante di New York. Splendida è la Cappella della Vergine con il suo elegante adattamento ai modelli gotici francesi, edificata a perfetta imitazione della chiesa parigina, Sainte-Chapelle.

Riassunto degli eventi gotici di rilievo

Un breve riassunto degli eventi gotici di rilievo

Frammenti d’arte:

1115: Bernardo Chiaravalle fonda nel nord della Francia l’Abbazia cistercense di Clairvaux. 1125 Il monaco Teofilo scrive la Schedula diversarum artium, una enciclopedia tecnica dell’arte del Medioevo.

1150: L’abate Suger promuove nell’abbazia di Saint-Denis importanti innovazioni architettoniche, che segnano l’avvio della grande stagione gotica.

1182: Lavora a Klosten-burg, presso Vienna, Nicolas de Verdini, scultore e orafo lorenese, protagonista della scuola mosana. Nasce ad Assisi San Francesco. 1207: Domenico di Guzmàn fonda l’Ordine dei Frati Predicatori.

1220: Federico II di Svevia, re di Sicilia e di Germania, è incoronato imperatore. 1242: viene terminata la cattedrale di Durham in Gran Bretagna, inizio del gotico anglosassone – 1255: inizia a Viterbo la costruzione del superbo palazzo dei Papi, raro esempio di architettura italiana legata al gusto francese.

ILE-DE-FRANCE

Il deambulatorio con volte a ogiva del coro della chiesa abbaziale di Saint-Denis, terminato nel 1144, costituisce il primo esempio di architettura gotica. 

BASSO RENO

La cattedrale di Strasburgo (XII-XIV secolo) offre un esempio dell’organico rapporto fra architettura e scultura in età gotica.

Nicola Pisano

(1213/20-1278/84) Scultore e architetto di probabile origine pugliese. Formatosi nell’ambito della cultura federiciana, imprime alla scultura italiana un nuovo corso, classico e gotico allo stesso tempo. Grande scultore fu anche il figlio Giovanni.

ILE-DE-FRANCE

Viene edificata dal 1145 la facciata della cattedrale di Chartres, con tre portali scolpiti secondo un complesso programma iconografìco, capolavoro della prima scultura gotica.

ITALIA CENTRALE

Diffusione nel XII secolo di croci dipinte raffiguranti Cristo crocifisso, con agli estremi San Giovanni, la Vergine e, a volte, scene della Passione.

INGHILTERRA Le volte del coro della cattedrale di Lincoin, edificata dal 1192, presentano gli inconfondibili tratti del gotico inglese.

ASSISI

La basilica di San Francesco ( 1228-55) per le sue forme che fondono romanico locale e gotico francese, e per la sua decorazione pittorica, opera dei maggiori artisti attivi fra il XIII e il XIV secolo, è un documento eccezionale dell’arte italiana.

CIMABUE (Pepo detto Cimabue)

(1272-1302) Pittore fiorentino- Influenzato dalla scultura dei Pisano, supera i modi bizantini, interpretandoli in termini plastici tutti nuovi.

A PARMA

Il battistero ideato dall’Antelami rivela, in particolare nella sua agile struttura interna, una prima messa a punto del gotico in Italia.

1266: Gli Angioini si insediano nel regno di Sicilia. 1285; Arnolfo di Cambio esegue il Ciborio per San Paolo fuori le Mura a Roma, influenzato dallo stile rayonnant parigino. 1306: Dante Alighieri inizia la composizione della Divina Commedia. 1309: la sede papale viene trasferita ad Avignone da papa Clemente.

1311: Duccio di Buoninsegna

realizza la Maestà per l’altare maggiore del Duomo di Siena. 1326: Jean Pucelle minia una celebre Bibbia, oggi alla Bibliothèque Nationale di Parigi. 1330: è attivo a Bologna l’eccentrico pittore Vitale degli Equi. 1335: Giotto esegue a Milano una perduta Gloria circondata da cavalieri ed eroi. 1344: Simone Martini muore ad Avignone, dove risiede da quattro anni presso la corte papale. 1348: la terribile epidemia di peste in Europa.

Giotto

(ca. 1267-1337) Pittore e architetto fiorentino. Si riappropria del reale in termini di spazio e di forma, rivoluzionando la pittura occidentale.

Giovanni da Milano

(Giovanni di Jacopo di Guido)(1346-69) Pittore lombardo. Rinnova a Firenze la stanca tradizione giottesca.

Maestro del Dittico Wilton

(attivo ca. 1400) Ignoto artista, probabilmente di scuola francese. La profusione dell’oro e l’amore per i dettagli ricercati del dittico rivelano contatti diretti con la miniatura.

Maestro del Trionfo della Morte

(attivo a Pisa, ca. 1336) Artista eccentrico, forse identificabile con il pisano Traini o con il fiorentino Buffalmacco, personaggio del Decamerone.

Simone Martini

(ca. 1284-1344) Pittore senese. Raffinato interprete di un mondo cortese, trasfigura liricamente la realtà con il suo stile prezioso, ponendo le premesse per lo sviluppo del gotico “internazionale”.

Giusto de’ Menabuoi

(ca. 1330-90) Pittore fiorentino attivo in Lombardia e Veneto. Alla luce delle novità di Giotto, rilegge i modi bizantini e romanici, formulando un linguaggio originale.

FRANCIA

 Sono attivi intorno alla corte del duca Jean de Berry (1340-1416) numerosi miniatori, quali i fratelli fiamminghi Poi e Jean de Limbourg.


Chiese di Roma e chiese Europee

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76 Alcobaca - Abbadia

Opera:  Alcobaca – Abbadia

  • Città:  Alcobaca
  • Arte:  Seicento portoghese
  • Anno di costruzione: Innalzata nel secolo XIII, ha subito rifacimenti nel XVII secolo, che hanno interessato anche la facciata.
  • Un frammento sulla configurazione generale: Il bellissimo portale d’entrata a sesto acuto e molto strombato, insieme al rosone centrale riportano l’origine gotica di questa abbazia, le cui sporgenti cornici, i frontoni rialzati come i tetti cinesi, la ridondanza della statuaria e degli ornamenti, indicano il gusto del periodo.
77 Londra - St Paul's Cathedral

Opera:  Londra – St Paul’s Cathedral

  • Città:  Londra
  • Arte:  Seicento inglese
  • Anno di costruzione: tra il 1675 e il 1710
  • Costruita da: Christopher Wren
  • Un frammento sulla configurazione generale: La Cattedrale subì diverse modifiche, tra cui la trasformazione della pianta originale, che era a croce greca in una a sviluppo longitudinale. La facciata principale è rettilinea e dominata dal pronao centrale. St Paul’s Cathedral, dopo quelle di Roma, Siviglia e Milano, risulta essere per dimensione, la quarta cattedrale del mondo.
78 Parigi - Eglise de Val de Grace

Opera: Parigi – Eglise de Val de Grace

  • Città: Parigi
  • Arte:  Seicento francese
  • Anno di costruzione: tra il 1645 e il 1665
  • Un frammento sulla configurazione generale: Costruita tra il 1645 e il 1665, la Chiesa riflette integralmente il secolo d’oro dell’arte francese nella maestosa elaborazione della cupola su schema michelangiolesco. Nella facciata principale, il linguaggio classico del pronao e delle colonne corinzie si mescolano coi motivi spettacolari dell’architettura barocca delle due volute ai lati.
79 Torino - Basilica di Superga

Opera:  Torino – Basilica di Superga

  • Città:  Torino
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione: tra il 1711 (l’edificazione vera e propria iniziò nel 1717) e il 1731
  • Fatta costruire da: Vittorio Amedeo II di Savoia
  • Costruita da: Filippo Juvara
  • Un frammento sulla configurazione generale: La Basilica sorge sul colle Superga ad est di Torino. La parte posteriore della struttura basilicale fu colpita  dall’aereo che stava arrivando da Lisbona, nel quale viaggiava la squadra di calcio del Torino, il 4 maggio 1949. Nell”impatto persero la vita i giocatori con i tecnici a seguito, i giornalisti inviati ed i membri dell’equipaggio. Le mura devastate dall’impatto sono tuttora visibili, in quanto si decise di non riedificarli.
80 Carignano - Duomo

Opera: Carignano – Duomo

  • Città: Carignano
  • Arte:
  • Anno di costruzione:  tra il 1756 e il 1766
  • Fatta costruire da: Da delibera del Consiglio Comunale si abbatté il vecchio edificio – con il consenso diretto dell’abate commendatario di S. Michele della Chiusa, dalla quale la chiesa dipendeva.
  • Costruita da: Benedetto Alfieri
  • Un frammento sulla configurazione generale: Il Duomo ostenta una facciata estesa in orizzontale, con un corpo concavo centrale, dove il decorativismo più moderato evidenzia il passaggio tra lo spettacolare Barocco e Rococò.
81 Milano - Chiesa di San Francensco di Paola

Opera: Milano – Chiesa di San Francensco di Paola

  • Città: Milano
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione: tra il 1728 e il 1745, mentre la facciata fu portata a compimento soltanto verso la fine dell’Ottocento.
  • Un frammento sulla configurazione generale: La Chiesa evidenzia all’interno una sequenza elegante ed armonica di pregiatissime particolarità. Bellissimo e degno di nota è l’altar maggiore, composto da lastre di lapislazzulli, con ridondanza di pietre pregiate.
82 Roma - Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme

Opera: Roma – Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme

  • Città: Roma
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione: Fondata, secondo fonti della tradizione, dall’imperatore Costantino. Fu rinnovata nel secolo XII, al quale appartiene il campanile di stile romanico. La facciata è stata ricostruita nel 1743.
  • Fatta ricostruire da: Benedetto XIV
  • Ricostruita da: Passalacqua e Domenico Gregorini
  • Un frammento sulla configurazione generale: Santa Croce in Gerusalemme è una delle sette chiese site nella capitale, che i pellegrini avevano l’obbligo visitare a piedi nell’arco di una giornata. S. C. in Gerusalemme fu ricavata dal Palazzo Sessoriano, risalente al III secolo, dove abitavano gli ultimi imperatori. Una grande sala di questo palazzo fu adattata nel 350 a chiesa. Nel corso del Rinascimento e del Barocco furono fatte altre modifiche, che cambiarono completamente  le sembianze originali della chiesa. Va segnalata in particolare la ristrutturazione in epoca barocca, richiesta da Benedetto XIV a Pietro Domenico Gregorini e al Passalacqua (1740-1758), autori della splendida facciata e dell’atrio ovale.
83 Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano

Opera: Roma – Basilica di San Giovanni in Laterano

  • Città: Roma
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione: nel 1735
  • Fatta costruire da: papa Clemente XII,
  • Costruita da: L’architetto fiorentino Alessandro Galilei
  • Un frammento sulla configurazione generale: È questa la cattedrale della diocesi di Roma e quindi sede ufficiale del Papa, quella dove esercita il suo incarico di vescovo di Roma. Inoltre è la più antica basilica d’Occidente. Fu innalzata originariamente nel IV secolo. Fu riedificata dai papi Clemente V e Giovanni XXII. In seguito ad un incendio che la distrusse, nel 1360, venne di nuovo ricostruita da papa Urbano V. La facciata fu riedificata da Alessandro Galilei nel 1735.
84 Roma - Basilica di Santa Maria Maggiore

Opera: Roma – Basilica di Santa Maria Maggiore

  • Città: Roma
  • Arte:  Settecento italiano
  • Anno di costruzione:
  • Un frammento sulla configurazione generale: Bellissima interpretazione dell’architettura berniniana e barocca. La facciata è chiusa tra due ali a forma di palazzi e vi si accede tramite scalinata. Il campanile, il più alto di Roma, appartenente agli ultimi anni del secolo XIV, è in stile romanico.

Diego Rodriguez de Silva y Velazquez

Pagine correlate a Velazquez: Le opere – Il periodo artistico – Bibliografia.

Velazquez: L'adorazione dei magi
Velazquez: L’adorazione dei magi.

Velàzquez  nasce a Siviglia nel 1599 e muore a Madrid nel 1660. Inizia la sua formazione artistica nelle botteghe di esperti maestri quali Francisco de Herrera (1585 – 1657) e Francisco Pacheco.

Verso gli anni 1622 e 1623 esercita piena attività presso la Corte, dove lo stupore del conte duca di Olivares gli dà la facoltà di conseguire l’importante incarico di pittore di camera.

Intorno al 1629 si reca in Italia esplorando i suoi più interessanti centri artistici, in lungo ed in largo, fino a Napoli.

Pittore di grandissimo talento e successo, con una certa tendenza alle lezioni caravaggesche, forma il proprio realismo con una continua verifica del naturale estetismo della creazione e nel riscontro armonico delle parti riguardanti il puro cromatismo.

Velazquez: L'infanta Margarita a tre anni
Velazquez: L’infanta Margarita a tre anni

Proprio il raffinato, equilibrato e ben solido cromatismo, l’intensità determinata e persuasiva della pennellata, lo contraddistinguono come un grande artista al di fuori del gusto corrente, eccezionalmente morigerato pittore dell’attuale teatro barocco.

Le sue opere ci arrivano come monumenti, con i quali si misurano tutt’oggi gli artisti.

Itinerario critico (citazioni tratte dai “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore)

La creda che un pitor manda da un rè sia per esser stima de gran giudicio: perché a chi se comete un tanto oficio, certo che cima d’homo esser el de.  M. boschini, La carta del navegar pitoresco, 1660

 Crebbe a tal punto la sua abilità nel far ritratti belli e condotti con arte e talmente rassomiglianti da suscitare gran meraviglia, tanto tra i pittori quanto tra gli uomini di buon gusto.   I. martinez, Discvrsos practicables del nobilisimo arte de la pintura, entro il 1682

Ho compresa la mente di S.A.S. sopra i Ritratti di Pittori Celebri e già vò facendo le diligenze per vedere se ve ne sia alcuno, non compreso nella nota trasmessami, ma fin’adesso, non ho trovato, che quello di Diego Velasques Sivillano, che fu Pittore di Camera del Rè Filippo 4°, quale è una testa vantaggiosissima pittoresca, e bella, e solo mi manca, di pigliare riscontro sicuro, che sia di Sua mano per concertarne poi, trovandola tale, il prezzo, con il maggiore possibil vantaggio. Presto vedrò ancora il ritratto d’un tale Herrera, e di Carregno, come del Morillo Sivillano, e di Claudio Queglio Pittore di S. Mtà.   C. di castiglione, lettera da Madrid a F. Panciatichi, 18 luglio 1689 »

Qualcuno rinfacciò [a Velàzquez] il fatto che non dipingeva con soavità e bellezza soggetti più seri, in cui avrebbe potuto benissimo emulare Raffaello d’Urbino: ed egli se la cavò elegantemente, dicendo “che preferiva essere primo in quel genere grossolano, che secondo in uno più delicato”…  A. palomino, El Museo pletorico. Escàia óplica, 1724

… un genio ardito è penetrante, un pennello fiero, un colore vigoroso, un tocco energico, hanno fatto di Velàzquez un artista celebre. I quadri di Caravaggio erano di suo gusto, quelli che lo Colpirono di più …   J. Lacombe Dictionnaire portatif de, Beaux.Arts, 1752

… fu erudito e filosofo, e dopo che ebbe acquistato una cultura con lo studio delle lettere, esercitò filosoficamente la pittura.         A. ponz, Viaje por Espana, 1772-94

Dove indubbiamente [Velàzquez] diede la più esatta idea dello stesso vero, fu nel quadro delle Filatrici, che appartiene alla sua ultima maniera, ed è condotto in modo tale da far sembrare che la mano non abbia avuto parte alcuna nell’esecuzione, ma che sia stato dipinto unicamente con la volontà … A. R. mengs, lettera ad A. Ponz, 1776

Tutti convengono che l’eccellenza di Velàzquez non appartiene al genio filosofico e ideale della pittura, ma all’imitazione della natura. Perciò, nella classificazione dei pittori, viene collocato tra i ‘naturalisti‘; nome, questo, che si da a coloro che, pur senza innalzarsi all’ideale regione della bellezza, la cercano nella natura, tal quale esiste in essa, ed aspirano unicamente a trasferirla integra nei loro quadriG. M. de jovellanos, Reftexiones y conjeturas …, 1789

 Visto Velàzquez … Ecco quel che cercavo da tanti anni, un impasto netto e nello stesso tempo ricco di sfumature.    E. delacroix, Journal, 1824

L’unico gran pittore spagnolo che non abbia dedicato abitualmente i suoi lavori alla Chiesa e che non sia andato a chiedere i suoi soggetti ne alla Bibbia ne alle vite dei santi, fu Velàzquez … ma anche nel trattare temi profani mantenne sempre quella severità che corrisponde al carattere spagnolo e che contrassegna particolarmente le varie scuole pittoriche di  Spagna.    stirling-maxwell, Velàzquez and his Works, 1855

Velàzquez non è soltanto un grande maestro, nel senso abituale che ha questa parola, per il genio, il talento, la tecnica, il successo e per tutte quelle qualità che fanno di un artista un caposcuola. È un grande maestro (anzi, uno dei più grandi e addirittura il più grande da un certo punto di vista) anche se prendiamo questa parola nel significato di professore, di educatore all’arte della pittura. Cerchiamo di chiarire il concetto :

da una parte, un allievo, solo ammirando i suoi quadri e studiandoli intelligentemente, può ricevere la lezione di un maestro che non è più; dall’altra, gli allievi possono ricevere la continua raccomandazione di imitare severamente, e soprattutto, la natura, questo modello invariabile, che non può mai essere alterato ne dai capricci della moda, ne dalle stravaganze degli stili individuali, ne dalle regole arbitrarie delle scuole successive.                           L Viardot, Les Musées de Franco, 1855

… tra santi ed angioli si sentiva in disagio; gli aspetti, gli affetti degli uomini non aveansi misteri! per lui, e li rappresentò da filosofo profondo, da insuperabile pittore.   T. dandolo, Panorama di Virente, 1863

Come rimpiango che non siate qui. Quale gioia avreste provato nel vedere Velàzquez. Da solo, vale il viaggio. I pittori di tutte le altre scuole, che sono intorno a lui al Museo di Madrid, e molto ben rappresentati, sembrano tutti, in confronto a lui, dei rimasticatori. È il pittore dei pittori.    E. manet, lettera da Madrid a H. Fantia-Latour, 1865

Questo artista è un mago che evoca, a prima vista, tutte le apparizioni nello stesso istante, ma grazie a misteriosi esorcismi di cui nessuno possiede il segreto.    W. BiiRGER [E’. thoré], Catalogne (in Velàsquez di W. Stirling-Maxwell), 1865

 È il principe dei pittori spagnoli e uno dei maggiori del mondo … In tutte le sue opere dominano la prospettiva aerea, l’atmosfera, la luce, il giusto valore di tutti i toni, e per mezzo del colore riesce a fissare i termini e le distanze con la stessa precisione con cui potrebbero farlo le inflessibili regole della prospettiva … Le sue grandi opere non debbono nulla a nessuno, per quanto egli abbia tributato non poca ammirazione ai pittori veneziani; sono figlie della sua originalità, della sua spontaneità, del suo senso artistico. Lo studio costante del vero gli diede il dominio del disegno, così come lo sguardo finissimo gli aveva dato la capacità d’apprezzare il colore … Il buon gusto e l’eleganza nel presentare atteggiamenti, espressioni e gruppi con snellezza e grazia, dominano in tutte le sue tele … Non è artista di grandi e complesse concezioni, ne di ricerche erudite, ne di spirito ardito … Naturalista per eccellenza, dipinge ciò che vede; e sa quel che dipinge e come deve dipingerlo … Ne l’antichità classica, ne il Rinascimento condizionano le sue opere; per lui non esistono altri libri, ne altri modelli, ne altri studi che il vero; non conosce altra erudiziene, altra storia, altri orizzonti oltre a quelli percepibili con l’occhio. Da ciò dipende il fatto che Velàzquez è in pittura, come Cervantes nelle lettere, così mirabilmente Spagnolo.      G. cruzada villaamil, Anales de la vida y de las obras ile Diego de Silva y Velázquez, 1885

Fu il pittore che meglio seppe penetrare nell’anima spagnola, quello che trovò la forma e l’espressione che s’addicevano allo spirito del suo popolo. … Dipinse con tanta finezza e acume, con tanto vigore e precisione, con tanta semplicità e forza rappresentativa, che di fronte a lui il più magistrale dei pittori prova la tentazione di spezzare i pennelli.   K. justi, Velàzquez und sein Jahrhundert, 1888

Le forme, come quelle di Fidia, hanno un loro svolgimento anche nella staticità … Come Fidia, egli ha scorto la corrispondenza che esse avevano con le onde della terra e il cerchio dell’orizzonte. Nessun altro, dopo Fidia, ha conservato davanti alla vita questa gravita rispettosa e questo entusiasmo cosciente che sono la vera religione,                           E. Faure Velàzquez. 1903

… è sprovvisto/d’immaginazione. È incapace di una qualsiasi invenzione … e questa ‘debolezza’ d’immaginazione è ciò che costituisce la sua forza.    a Breal Velázquez 1904

È nello stesso tempo il tecnico più fecondo e l’esteta più pericoloso. Occorre studiarlo per imparare a dipingere bene: ma occorre dimenticarlo perché uno possa diventare un artista. Seppe restare un grande signore nell’arte che egli trascinava alla volgarità. È una specie di olandese, ma in grande, innalzato da una gravita tutta spagnola. E. Bernard sur art et sur les Maitres 1922

La tavolozza del nostro artista è estremamente semplice. Non vi troviamo che i colori fondamentali e imprescindibili, e quegli altri che chiameremo ‘puri’ … Questi colori sono le terre in genere, le ocre, la terra di Siena bruciata e il nero d’osso … Le tele che Velàzquez usava agli inizi erano ruvide (preparate da lui o almeno nella sua bottega), con un tono rossastro e con una gran quantità di colore. Via via che l’artista procede nella sua carriera, adopera tele sempre più sottili e rischiara anche i colori dell’imprimitura, che divengono prima rossicci chiari, poi ocra, quindi grigiastri e, sulla fine, grigi quasi chiari. I toni rossastri-scuri, caldi, che usava nel suo primo periodo causavano poi l’annerimento della pittura, che certo non era, nell’insieme, scura come ci è giunta oggi. Ma ancor più che l’imprimitura, quel che ha scurito tante opere è stato l’uso del bitume. Si potrebbe dire che lo svolgimento della tavolozza di Velàzquez si identifica con il passaggio dal bitume al nero d’osso.  de beruete y moket, La paleta de Velàzquez, 1922

     Velàzquez è come un cristallo sospeso sul mondo. E nulla quanto i cristalli merita il rispetto che si deve alla veracità. E nulla c’è tuttavia che corra altrettanto pericolo di lasciarci nel dubbio se esista o no. Ma nessuno al mondo potrebbe mai perdonare a se stesso la stoltezza di ammonire Velàzquez. Egli è come è: tranquillo, impassibile, irresponsabile. Ed anche le sue creature, emancipate da qualsiasi preoccupazione di levità o di peso, sono come sono e stanno come stanno.   E. D’Ors, Tres horas en el Museo del Proda, 1922

Non fu costretto a scostarsi dalla natura, perché egli sapeva vedere il bello nella natura. Dipingeva con sicuri e ampi movimenti, e nelle sue opere la precisione è sempre accompagnata dalla facilità d’espressione. Le sue forme creano un ritmo meraviglioso. Una luce argentea percorre la sua opera. Vi è un tono violetto nel viso spagnolo. Henry The art Spirit, 1923

… l’infallibilità lincea che è propria, costantemente, al Velàzquez e che non è già mero naturalismo ma invece modo personale di vedere con una terribile naturalezza che soltanto a pochi, nell’arte, fu propria.

In altre parole, una facoltà complessa di afferrare il momento più icastico dell’apparenza naturale — momento dunque non già previsto e codificato in un canone di degnila ritmica o plastica … ma, per contro, sorgente dall’efficienza cosmica delle relazioni conflagrate ad un tratto tra la luce e la materia delle cose, fra le quali, per avventura, è anche l’uomo. Una degnila, insomma, luministica, o ambientale, che si è sostituita a quella umanistica del Rinascimento, e la cui significazione storica non potrebbe esser mai abbastanza accentata …  R. longhi, in “Vita artistica”, 1927

In realtà, senza Michelangelo non si può concepire il Greco, come senza il Tintoretto non si concepisce ‘il furiosissimo’; ed io riconosco oggi che il Greco è l’ultima fase, la realizzazione del manierismo ispano-europeo (lo storico spagnolo direbbe forse più esattamente ‘plateresco’) ; l’ultima fase, dopo la quale non c’è più altro; il vero limite. Successivamente dovette venire Velàzquez perché si tornassero a creare uomini di carne e di sangue, nati dalla terra e uniti ad essa, dopo che il Greco aveva dipinto degli esseri simili a uomini senz’ossa e senza muscoli, esseri che non eran altro che spirito e anima.  H. kehrer, in “Archivo espanol de Arte y Arqucologia”, 1935

… Si può dire che le due grandi composizioni che Velàzquez dipinse verso la fine della carriera, Le damine di corte e Le filatrici, offrono un esempio evidentissimo del senso spaziale che il grande spagnolo possedeva, e dell’arte con cui sapeva utilizzare e realizzare gli insegnamenti tratti a suo tempo dalle opere del Tintoretto. Velàzquez comunica realmente allo spettatore la nozione delle dimensioni, in primo luogo giovandosi degli esseri animati, degli oggetti, delle scale, degli ordigni per tessere, dei soffitti a volta e delle pareti, e in secondo luogo con la vita che infonde nei personaggi, coi loro gesti professionali, con una genuflessione, con una mano tesa. Ma è soprattutto il modo armonioso con cui sfrutta ombre e luci che costringe l’occhio ad abbracciare l’intera visione e a cogliere la distanza tra l’uno e l’altro piano. Con queste variazioni animate, Velàzquez ci trasporta nello spazio che egli stesso ha creato, ci faivere direttamente in esso; e attinge così le vette della realtà artistica e vivente.                                     A. L. Mayer “Velázquez”, 1936

Economia dei gesti. Il corpo più pesante genera uno schema quasi astratto. Tutto lo scintillio di tocchi, di cui la tela è coperta, finisce nell’uniformità, un po’ smorta, del volto. La pesantezza carnale non è altro che il sostegno per lo spirito che la anima. L’eloquenza di Velàzquez consiste proprio in questa sua grande discrezione. L’anima è, qui, la forma del corpo. R. schwob, Profondeurs de l’Espagne, 1937

… Velàzquez, in particolare una testa da lui dipinta (dato che egli è soprattutto un ritrattista), è immediatamente accessibile anche allo spettatore meno versato nei segreti del mestiere:

lo spettatore ammira in lui, senza aver bisogno di riflettere, la verità, la vita e ciò che gli appare come un effetto semplice e sorprendente. Eppure l’iniziato, che conosce le difficoltà dell’arte  . pittorica, gode della tecnica meravigliosa, delle sottigliezze e delle raffinatezze che permettono ad un artista (colmato di doni da tutte le fate di questo mondo) di realizzare una creazione così simile, o meglio, così equivalente all’opera della natura.               P. jamot, La peìnture en Espagne, 1938

Egli sapeva dipingere l’essenza della dignità di un essere umano, anche quando quell’essere era fisicamente o mentalmente anormale: lo testimoniano i suoi,..straordinari dipinti di nani e buffoni. Aveva la capacità dell’osservazione psicologica propria dell’introverso; se fosse vissuto oggi, invece di un pittore sarebbe forse Stato uno psichiatra.          j evans, Tast and Temperament, 1939

Pittura austera, pittura di Castiglia, pittura della concen-trazione, pittura pregna di luce intcriore, dove lo spazio esiste per lo spazio, come l’arte esiste per l’arte … Velàzquez è l’indice della bilancia della Spagna nel momento in cui la bilancia saliva più in alto e nei suoi piatti stava l’oro del Secolo d’oro. È l’equazione plastica reale e aurifera perfetta.   R. gómez DE la serna, Don Diego Velàzquez, 1943

Concentrava il suo interesse nell’aspetto fisico delle cose; e la sua arte stava proprio nell’enfasi della volumetricità dei colori, della loro consistenza, evidenza ed essenza vivente. L. venturi, Painting and Painters, 1945.


Le grandi Chiese antiche internazionali

Le grandi Chiese antiche nel mondo

68 Caen - Eglise Saint Pierre

Opera: Caen – Eglise Saint Pierre

  • Città: Caen
  • Arte:  Cinquecento francese
  • Anno di costruzione: Tra il 1518 e il 1545
  • Un frammento sulla configurazione generale: L’opera d’architettura ci racconta di che entità sia l’influenza del rinascimento italiano nelle strutture delle arcate a pieno centro che incorniciano le finestre e nel motivo del cerchio che si presenta insistentemente.
70 Mosca - Svajatij Vasilij

Opera: Mosca – Svajatij Vasilij

  • Città: Mosca
  • Arte:  Cinquecento russo
  • Anno di costruzione:
  • Fatta costruire da: Ivan IV il Terribile (1530-1584)
  • Costruita da: tra il 1555 e il 1560
  • Un frammento sulla configurazione generale:  La chiesa ha un pianta a croce greca, con otto piccole torri affiancate intorno alla grande torre a sezione ottagonale al centro. L’intera struttura può richiamare l’architettura bizantina.
71 Zagorsk - Ouspenski Sobor

Opera: Zagorsk – Ouspenski Sobor

  • Città: Zagorsk
  • Arte:  Cinquecento russo
  • Anno di costruzione: Verso fine del regno di Ivan IV il Terribile (XVI secolo)
  • Un frammento sulla configurazione generale: La struttura fa parte del Monastero della Trinità di San Sergio. Può essere facilmente paragonata, come importanza, alla Città del Vaticano della Chiesa ortodossa. Il complesso, situato ad una settantina di chilometri da Mosca, consta di una serie di costruzioni, tra le quali sette chiese e due cattedrali. Tutto l’insieme, se si escludono alcuni elementi tipicamente russi, si accosta  timidamente al Rinascimento italiano.
69 Lisboa - Claustro do Convento dos Jeronimos

Opera:  Lisboa – Claustro do Convento dos Jeronimos

  • Città:  Lisboa
  • Arte:  Cinquecento portoghese
  • Anno di costruzione:
  • Un frammento sulla configurazione generale: Il naturalismo della decorazione portato all’esasperazione, combina le più disparate influenze derivate da culture diverse – arabe, indiane ed europee – con rievocazioni classiche che conferiscono grande vigore ornamentale.
72 Madrid - Basilica del Escorial

Opera: Madrid – Basilica del Escorial o anche detta di San Lorenzo del Escorial

  • Città: Madrid
  • Arte:  Cinquecento spagnolo
  • Anno di costruzione: 1563. Portato a compimento nel 1594
  • Fatta costruire da: Filippo II per la residenza e per il pantheon dei sovrani spagnoli. Dal 1563 al 1584 fu anche convento e chiesa.
  • Costruita da: Juan de Herrera un artista spiccatamente manierista.
  • Un frammento sulla configurazione generale: Il monastero, dal 1984, è stato dichiarato “Patrimonio dell’Umanità”. Strutturato su una pianta a croce greca affiancata da due maestosi campanili, ostenta un carattere di decisa simmetria nella quale gli elementi classici sono impiegati nella maniera più semplice e sostanziale.

Opera: Torino – Cappella della Santa Sindone

  • Città: Torino
  • Arte:  Seicento italiano
  • Anno di costruzione: Iniziata nel 1668 e portata a compimento nel 1694, ad undici anni dalla scomparsa del Guarini (1683)
  • Fatta costruire da: L’architetto Guarino Guarini (1614-1683)
  • Costruita da: Carlo Emanuele II di Savoia (salito al trono nel 1638)
  • Un frammento sulla configurazione generale: L’opera esprime la sua espressione più suggestiva nella strutturazione della cupola. Tutto il complesso strutturale era stato concepito in relazione ai multipli del numero tre, ovvero “specchio della Trinità” e sulla perfezione delle figure, ovvero “triangolo, cerchio e e stella: un chiaro segnale al cosmo che si orienta e si muove verso lo splendore del sole, considerato come il “Christus Triumphans”, che conduce l’uomo alla Salvazione.
74 Venezia - Chiesa di Santa Maria della Salute

Opera: Venezia – Chiesa di Santa Maria della Salute

  • Città: Venezia
  • Arte:  Seicento italiano
  • Anno di costruzione: 1630
  • Fatta costruire da: Per voto del Senato veneziano in ricordo di una devastante pestilenza, che in un anno (1630-1631) riuscì a decimare la popolazione.
  • Costruita da: Baldassarre Longhena con riferimenti agli schemi palladiani
  • Un frammento sulla configurazione generale: La chiesa è una delle più belle espressioni dell’arte barocca veneziana. Eretta vicino alla Punta della Dogana, allo sbocco del Canal Grande sulla laguna, la costruzione – a pianta ottagonale che ostenta una grande cupola – è ravvivata da un vigoroso gioco cromatico di luci.
75 Granada - Catedral

Opera: Granada – Catedral

  • Città: Granada
  • Arte:  Seicento spagnolo
  • Anno di costruzione: Fondata 21 maggio di 1492. Portata a termine nel secolo XVIII
  • Fatta costruire per:  volontà dei Re Cattolici
  • Un frammento sulla configurazione generale: La cattedrale di Granada è uno degli edifici più belli e motivo di orgoglio dei granadinos (abitanti di Granada). La costruzione ha una pianta a cinque navate, con deambulatorio e cappelle ai lati, alla stregua delle antiche costruzioni di culto religioso stile gotico. L’interno è arricchito con vetrate, opere scultoree ed altari abbondantemente decorati. Tutta la struttura è un misto di due stili: gotico e rinascimentale.

Breve biografia di Annibale Carracci

Pagine correlate alla biografia di Annibale Carracci: Le opere di Annibale Carracci – Elenco delle opere – Il periodo artistico – La critica – Il cugino Ludovico Carracci.

Lo stile dell’artista

Assunzione della Vergine, cm. 260 x 177 Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Assunzione della Vergine, cm. 260 x 177 Pinacoteca Nazionale di Bologna.

La pittura di Annibale Carracci è morbida nella modulazione delle gamme cromatiche, aggraziata ed elegante nelle figure e risente fortemente degli influssi del Correggio.

Questi ultimi, però, si indeboliscono nel tempo dando spazio ai luminosi effetti di contrasto di Tiziano e alla gravità e compostezza delle composizioni figurative del Veronese (Assunzione della Vergine custodita nella Pinacoteca di Bologna).

Breve biografia e vita artistica

Autoritratto e altre figure, cm. 60 x 48 Pinacoteca di Brera Milano
Autoritratto e altre figure, cm. 60 x 48 Pinacoteca di Brera Milano

Annibale Carracci nasce il 3 novembre 1560 a Bologna. Istituisce nel 1582, insieme a Ludovico ed Agostino Carracci (rispettivamente il cugino ed il fratello), l’Accademia dei Desiderosi che cambierà nome nel 1590 per chiamarsi Accademia degli Incamminati. Questa istituzione rimane per molto tempo il punto di riferimento classico dell’arte seicentesca.

Nelle opere di Annibale Carracci si percepisce quella reazione che è quasi un rifiuto al manierismo, in una nuova ricerca senza rincorrere gli effetti spettacolari che superano la natura. Le sue ricerche lo portano invece verso una riconquista dei valori della pittura classica attraverso lo studio dei grandi artisti che lo hanno preceduto, come Michelangelo, Raffaello, Correggio e Tiziano.

Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese - Polifemo e Galatea
Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese – Polifemo e Galatea

Le sue prime opere firmate e datate dal 1583 al 1586 appartengono al periodo dei soggiorni toscani e veneziani e, qualche anno più tardi, la sua produzione sarà considerata tra le più pregiate fra quelle dei grandi artisti attivi nell’Italia settentrionale.

La sua fama arriva fino a Roma e l’artista viene quindi incaricato dal Cardinale Odoardo Farnese per affrescare le sale del camerino a Palazzo Farnese. Il ciclo decorativo raffigura storie mitologiche in una serie di opere autonome dove spiccano Polifemo e Galatea, Giove e Giunone, il trionfo di Bacco e Arianna.

Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese
Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese – Polifemo e Aci

Nel 1597, in seguito al successo degli affreschi al camerino di Palazzo Farnese, Odoardo gli assegna la decorazione della volta del salone principale, ampia circa diciotto metri quadrati.

Qui raffigura le storie mitologiche prese dalle Metamorfosi di Ovidio e le Virtù protette da Perseo.

Nel 1602 e nel 1604 lavora alle lunette della cappella del Palazzo Aldobrandini realizzando le “Storie della Vergine”. Morirà a Roma nel 1609.

Bibliografia

“L’opera completa di Annibale Carracci” (pref. di Patrick J. Cooney), Malafarina Gianfranco, Rizzoli Editore, Milano, 1976.

“Il vero modo. Die Malereireform der Carracci”, Henry Keazor, Gebrueder Mann Verlag, 2007.

Bibliografia relativa ai fratelli Carracci e, in particolare, ad Annibale Carracci


Chiese importanti internazionali

Chiese importanti internazionali

Elenco completo

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42 Bologna - Chiesa di San Francensco

Opera: Chiesa di San Francensco – Bologna

  • Città: Bologna
  • Arte:  Gotico italiano di derivazione francese.
  • Anno di costruzione:  tra il 1236 e il 1254. Il campanile maggiore, fu innalzato da Antonio di Vincenzo alla fine del secolo XIV.
  • Fatta costruire da:  Su iniziativa della comunità Francescana guidata da  Bernardo di Quintavalle, uno discepolo di san Francesco.
  • Costruita da: Antonio di Vincenzo ha costruito il campanile maggiore
  • Un frammento sulla configurazione generale: Imponente è l’alta facciata con forme romaniche e gotiche. La parte absidale con lo straordinario slancio dei due Campanili (quello minore del 1260 ed il maggiore di architettura tardogotica) e degli archi rampanti appartenenti alle cappelle radiali dalle quali si innalzano i mausolei dei famosi glossatori Odofredo, Accursio e Rolandino de’ Romanzi. All’interno si ostenta la bellissima pala dell’altare Maggiore scolpita in marmo dagli scultori veneziani Pier Paolo dalle Masegne e Jacobello, tra il 1388 e 1393.

43 Cefalù - Duomo

Opera: Duomo di Cefalù

  • Città: Cefalù
  • Arte:  Gotico italiano
  • Anno di costruzione: 1131, le torri (stile normanno) furono erette nel 1240 e l’atrio a tre archi fu aggiunto nel 1471.
  • Fatta costruire da: Re Ruggero
  • Un frammento sulla configurazione generale: Un ampio sagrato a terrazzo precede l’edificio. La facciata principale viene inquadrata da due robuste torri sormontate da cuspidi a piramide, diverse l’una dall’altra, aggiunte nel Quattrocento. Una torre è a sezione quadrata, mentre l’altra a pianta ottagonale. Il portico, costruito nel Quattrocento, precede la facciata principale con tre archi , sorretti da quattro colonne. Sotto il portico c’è la “Porta Regnum” arricchita da un portale in marmo elegantemente decorato. I lati del portale sono impreziositi da pitture.
44 - firenze - Chiesa di Santa Maria Novella

Opera: Chiesa di Santa Maria Novella

  • Città: Firenze
  • Arte:  Gotico italiano
  • Anno di costruzione: La prima pietra del bellissimo edificio fu posta nel 1278. Era presente il Cardinale Latino per la benedizione. Fu completata verso la metà del XIV secolo. La consacrazione avvenne nel 1435 da papa Eugenio IV.
  • Costruita da:  Fra’ Ristoro da Campi e fra’ Sisto da Firenze. Si dice che partecipò alla costruzione anche fra’ Jacopo Passavanti. La costruzione del campanile e parte del convento è attribuita a fra’ Jacopo Talenti
  • Un frammento sulla configurazione generale: La pianta della chiesa è a croce commissa (a “T”), a tre navate con sei vaste campate, che trasversalmente  rimpiccioliscono andando verso l’altare, perdendo 3,5 metri (15 in corrispondenza della facciata e 11,50 all’altare), dando la falsa sensazione prospettica di maggior larghezza. La copertura è fatta a volte a crociera e costoloni. Gli archi delle cupole sono a sesto acuto, con eleganti decorazioni.
45 Orvieto - Duomo

Opera:  Duomo di Orvieto

  • Città:  Orvieto
  • Arte:  Gotico italiano
  • Anno di costruzione: Tra il 1290 ed il 1330
  • Costruita da: Lorenzo Maitani, Architetto senese.
  • Un frammento sulla configurazione generale: Concepito all’inizio come un immenso reliquiario, nella sua bellissima facciata tricuspidata, realizzata dall’architetto senese Lorenzo Maitani dal 1290 al 1330, si presenta con una precisa corrispondenza tra la zona inferiore e quella superiore, arricchita dall’elegante cromatismo dei rilievi e dei mosaici.
46 Pisa - Chiesa di Santa Maria della Spina

Opera: Chiesa di Santa Maria della Spina

  • Città: Pisa
  • Arte:  Gotico italiano
  • Un frammento sulla configurazione generale: La pianta è del tipo rettangolare a due sole navate, coronata da pinnacoli, edicole e cuspidi. La cattedrale appare come un cofano tutto cesellato ed arricchito da moltissime opere scultoree, tutte della scuola di Giovanni e di Nino Pisano. Dentro la chiesa si conserva la “Madonna del Latte” di Nino Pisano,un bellissimo capolavoro di scultura gotica.
47 Milano - Duomo
  • Opera: Duomo di Milano
    • Città: Milano
    • Arte:  Gotico italiano
    • Anno di costruzione: iniziata nel 1386
    • Fatta costruire da: Gian Galeazzo Visconti
    • Un frammento sulla configurazione generale: La pianta è a croce latina, con cinque navate che si aprono in un transetto a tre. Il duomo ostenta la sua parte più antica nell’abside. Lo stile a cui si ispira è decisamente quello “fiammeggiante” del Quattrocento dei paesi nordici. Per saperne di più  http://www.duomomilano.it/
48 Firenze - Santa Maria del Fiore

Opera: Santa Maria del Fiore

  • Città: Firenze
  • Arte:  Quattrocento italiano
  • Anno di costruzione:  Iniziata nel 1296 come chiesa di Santa Reparata. Nel 1412 prende il nome attuale. Tra il 1421 e il 1436 viene portata a termine e consacrata da papa Eugenio IV.
  • Fatta costruire da:  La prima pietra viene posta dal cardinale Pietro Valeriano Duraguerra molto legato a papa Bonifacio ottavo.
  • Costruita da: Arnolfo di Cambio, continuata da Giotto, quindi da Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini. La cupola è di Filippo Brunelleschi
  • Un frammento sulla configurazione generale:   la cattedrale si affaccia su piazza Duomo. Dopo la Basilica di San Pietro, quella di St. Paul di Londra e del duomo milanese, è la quarta in Europa come grandezza. La pianta è alquanto caratteristica, consta di un corpo a tre navate connesso ad una grandissima rotonda triconca che sostiene l’enorme cupola Brunellesca, la più grande mai costruita in muratura. Al suo interno si trovano circa 3600 metri  quadri di opere d’affresco, realizzati tra il 1572 ed il 1579 dal Vasari e Federico Zuccari. Per saperne di più     http://www.duomofirenze.it/
49 Firenze - Cappella dei Pazzi

Opera: Cappella dei Pazzi a Firenze

  • Città: Firenze
  • Arte:  Quattrocento italiano
  • Anno di costruzione:
  • Fatta costruire da:
  • Costruita da: il progetto è di Filippo Brunelleschi.
  • Un frammento sulla configurazione generale: Grandissimo capolavoro dell’architettura rinascimentale, viene introdotta da un elegante portico. L”ingresso è coperto da una cupoletta in policromia realizzata da Luca della Robbia. Dentro alla Cappella si ostenta il gioco cromatico degli elementi architettonici in pietra, per il candore della superficie degli intonaci. Anche qui, si armonizzano con il disegno di Filippo Brunelleschi. La chiesa mostra con marcata evidenza le peculiarità fondamentali di un classico equilibrio, proprio della sua architettura.
50 Firenze - Chiesa della Santissima Annunziata

Opera: Chiesa della Santissima Annunziata di Firenze

  • Città: Firenze
  • Arte:  Quattrocento italiano
  • Anno di costruzione: tra il 1444 e il 1455
  • Costruita da: Michelozzo
  • Un frammento sulla configurazione generale: La chiesa presenta, in modo sintetico, le peculiarità fondamentali dell’architettura fiorentina del periodo, e cioè lo schema del Brunelleschi e quello dell’Alberti, anche nei rifacimenti attuati in periodi successivi.