Età dell’oro (Palazzo Pitti) di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Età dell’oro (Palazzo Pitti)

Pietro da Cortona: Età dell'oro (Palazzo Pitti)
Pietro da Cortona: L’Età dell’oro, Palazzo Pitti, Sala della stufa. (anno 1641-46). Particolare

Sull’opera: “L’età dell’oro” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a fresco nel 1637 ed è custodito a Palazzo Pitti a Firenze. 

Per la storia esterna dell’affresco in esame, terzo in ordine cronologico di realizzazione, si veda “L’età dell’argento“.

Interrotta l’attività artistica a Palazzo Barberini per seguire il cardinale Giulio Sacchetti a Firenze, l’artista fu incaricato dal Granduca Ferdinando II per la decorazione della Sala della Stufa.

Questo affresco testimonia l’altissimo momento artistico di Pietro, oltre alla ormai già acquisita perizia stilistica e compositiva.

Nessun concetto è meglio adattabile al lato più alto ed idillico della vena narrativa dell’artista nel tema delle mitiche età dell’uomo. Un vero e proprio paradiso terrestre meravigliosamente pagano e,  allo stesso tempo, sensuale. Una brigata di giovani nobili e belli ripresi ad abbandonarsi in una “dolce vita” agreste che sembra non finisca mai.

Enea giunge alle foci del Tevere di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Enea giunge alle foci del Tevere

Pietro da Cortona: Enea giunge alle foci del Tevere
Pietro da Cortona: Enea giunge alle foci del Tevere, Palazzo Doria Pamphili, Roma.

Sull’opera: “Enea giunge alle foci del Tevere” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a fresco su muro nel 1654 ed è custodito nel Palazzo Doria Pamphili a Roma. 

L’ambiente che ospita la presente composizione misura 33,20 x 7,20 metri e fu progettato da Francesco Borromini. Pietro da Cortona vi dipinse le “Storie della vita di Enea”. La scelta di tali narrazioni cadde sul tema collegato al mitico personaggio perché lo stemma della famiglia Pamphilj contiene una colomba bianca.

Proprio la colomba simboleggiava la dea dell’amore, Venere madre di Enea il fondatore della città eterna. Questo, quindi, fu un motivo più che sufficiente ad ispirare una composizione che si riferisse, come tema centrale, ai vari episodi tratti dalla storia di Enea.

Con la caduta dei Barberini, invisi al nuovo pontefice, l’artista sentì insidiare il proprio prestigio, ma subito si accorse che Innocenzo X gli confermò il suo apprezzamento: nel 1651 ebbe l’incarico di decorare il suo palazzo in piazza Navona.

Il ciclo di affreschi rappresentanti le storie dell’Eneide fu portato a compimento nel 1654.

Pietro da Cortona: Cenni biografici ed Opere

Pagine correlate all’artista: Il periodo artistico – Bibliografia

Pietro da Cortona (1596-1669)

La biografia di Pietro da Cortona

Gli inizi della carriera artistica

Aurora, anno 1620 (circa), Palazzo Senatorio, Campidoglio, Roma.
Pietro da Cortona: Aurora, anno 1620 (circa), Palazzo Senatorio, Campidoglio, Roma.

Pietro Berrettini, conosciuto come Pietro da Cortona, nasce nell’omonima città nel 1596, da un famiglia che porta dentro di sé una lunga tradizione artistica.

Il padre, accorgendosi ben presto delle grandi doti di Pietro, lo affida ad uno o più componenti della sua grande famiglia: alcune fonti sostengono che abbia frequentato gli ambienti del cugino architetto Filippo, altre invece, gli studi dello zio Francesco e di Boccio Bonetti (ottimo riproduttore di opere pittoriche antiche).

Di certo si sa che all’età di tredici anni è sotto la guida di Andrea Commodi, un pittore fiorentino, che lo porta con sé fuori dagli ambienti locali, spingendosi fino a Roma per l’evasione di alcune committenze. Nel 1612, Commodi lo affida a Boccio Ciarpi, un altro pittore fiorentino.

Lo sviluppo artistico

Ritratto di Marcello Sacchetti, cm. 130 x 98, Galleria Borghese, Roma.
Pietro da Cortona: Ritratto di Marcello Sacchetti, cm. 130 x 98, Galleria Borghese, Roma.

È questo il periodo dei grandi cambiamenti, dove l’arte si trova ad un importante bivio, di fronte ad una scelta molto sofferta tra la scuola carraccesca del nord, e la caravaggesca del sud.

Pietro, assetato di nuove esperienze, ben presto si stacca dagli ambienti fiorentini, che in questi anni sono chiusi ai nuovi linguaggi.

Conosce quindi il marchese Marcello Sacchetti, che frequentando il mondo dell’arte, lo inserisce negli ambienti giusti, diventando anche suo protettore.

Nello stesso periodo conosce Cassiano dal Pozzo ed altri artisti che si preoccupano soprattutto di diffondere un’arte ispirata all’antichità, stimolando Cortona ad intraprendere una severa ricerca sui disegni delle grandi opere dell’antichità classica.

Il Trionfo di Bacco e il Sacrificio di Polissena

Particolare del Trionfo di Bacco, anno 1625 (circa), cm. 144 x 205 cm. Pinacoteca Capitolina, Roma.
Pietro da Cortona: Particolare del Trionfo di Bacco, anno 1625 (circa), cm. 144 x 205 cm. Pinacoteca Capitolina, Roma.

Sacchetti gli commissiona il Trionfo di Bacco ed il Sacrificio di Polissena (entrambi alla Pinacoteca Capitolina), e in seguito alla soddisfazione ottenuta per questi due grandi capolavori, lo presenta al papa Urbano VIII (nato Maffeo Barberini), che gli commissiona importanti opere d’affresco (parete sinistra della chiesa di Santa Bibiana).

Per Pietro, inizia da questo momento una straordinaria carriera artistica, che lo vede pittore ufficiale della corte Pontificia ed artista più ricercato dalle nobili famiglie del suo tempo.

La decorazione della Villa a Castelfusano

"L'età dell'argento", Sala della Stufa, Palazzo Pitti, Firenze.
Pietro da Cortona: “L’età dell’argento”, Sala della Stufa, Palazzo Pitti, Firenze.

Nel 1626 Marcella Sacchetti gli richiede la decorazione della sua villa a Castelfusano; la realizzazione di questo meraviglioso ciclo d’affreschi dura quattro anni.

Più tardi gli viene affidata da papa Urbano VIII, la decorazione della volta e della cappella di palazzo Barberini, uno fra i suoi grandi capolavori, che viene portato a termine nel 1639.

Nel frattempo Cortona si reca in tre città per realizzare alcune opere. Soggiorna a Firenze dove esegue due delle “Quattro età dell’uomo” nella sala della stufa a Palazzo Pitti, che porterà a compimento in un secondo tempo. Poi si reca a Bologna (incaricato dal cardinale Giulio Sacchetti per suggerimenti relativi Studio delle Belle Arti bolognese) e quindi a Venezia per un breve periodo.

Nel 1640, Pietro ritorna a Firenze per terminale le altre “due età” e per altri lavori di affresco nelle sale di Palazzo Pitti , che porterà a termine nel 1647.

L’ultimo periodo dell-artista

Papa Urbano VIII, anno 1627, Museo Capitolino, Roma. (anno 1627).
Pietro da Cortona: Papa Urbano VIII, anno 1627, Museo Capitolino, Roma. (anno 1627).

La fama di Cortona è ormai consolidata , neanche le morti di Urbano VIII e di Commodi riescono a scalfirla minimamente, tanto che continua la strada pontificia con i successori di Papa Urbano VIII. Il nuovo pontefice, Innocenzo X (nato Giovanni Battista Pamphili), gli dà l’incarico di dipingere la Galleria del Palazzo Pamphili (1651).

Oltre che pittore, Pietro da Cortona è anche un ottimo architetto, come ci testimoniano le chiese romane dove lui lavorò: San Carlo al Corso, Santa Maria della Pace e Santi Luca e Martina dove verrà sepolto (1669), e che l’artista stesso chiama la “mia figlia diletta” ed “erede di tutte le mie sostanze”.

Le opere di Pietro da Cortona

1 Pietro da Cortona - Trionfo di Bacco

Particolare del Trionfo di Bacco, anno 1625 (circa), cm. 144 x 205 cm. Pinacoteca Capitolina, Roma.

2 Pietro da Cortona - Aurora

Aurora, anno  1620 (circa), Palazzo Senatorio, Campidoglio, Roma.

3 Pietro da Cortona - Ritratto di Marcello Sacchetti

Ritratto di Marcello Sacchetti, cm. 130 x 98, Galleria Borghese, Roma.

4 Pietro da Cortona - Paesaggio con Ponte

Paesaggio con ponte, anno 1625 (circa), cm. 17 x 27, Pinacoteca Capitolina, Roma.

5 Pietro da Cortona - Paesaggio con barche

Paesaggio con barche, anno 1625 (circa), cm. 17 x 27, Pinacoteca Capitolina, Roma.

6 Pietro da Cortona - Il battesimo di Cristo

Il battesimo di Cristo, Villa Sacchetti, Castelfusano.

7 Pietro da Cortona - Vocazione di Pietro e Andrea

Particolare della Vocazione di Pietro e Andrea, Villa Sacchetti, Castelfusano.

8 Pietro da Cortona - Vittoria di Alessandro su Dario

Particolare della Vittoria di Alessandro su Dario, cm. 215 x 420, Palazzo dei conservatori, Sala di Mario, Roma.

9 Pietro da Cortona - Minerva lotta contro i giganti

Minerva lotta contro i giganti, Palazzo Barberini, Roma.

 "L'età dell'argento"

“L’età dell’argento”, Sala della Stufa, Palazzo Pitti, Firenze.

10 Pietro da Cortona - Sala Marte

Particolare della Sala Marte, Palazzo Pitti, Firenze.

Età dell'oro

L’Età dell’oro, Palazzo Pitti, Sala della stufa. (anno 1641-46).

Il ritorno di Agar ad Abramo

Il ritorno di Agar ad Abramo, cm. 123 x 99, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

12 Pietro da Cortona - Enea giunge alle foci del Tevere

Enea giunge alle foci del Tevere, Palazzo Doria Pamphili, Roma.

13 Pietro da Cortona - Papa Urbano VIII

Papa Urbano VIII, anno 1627, Museo Capitolino, Roma. (anno 1627).

Trionfo di Bacco (Pinacoteca Capitolina) di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Trionfo di Bacco (Pinacoteca Capitolina)

Pietro da Cortona: Particolare del Trionfo di Bacco
Pietro da Cortona: Particolare del Trionfo di Bacco, anno 1625 (circa), cm. 144 x 205 cm. Pinacoteca Capitolina, Roma.

Sull’opera: “Trionfo di Bacco” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a olio su tela intorno al 1625, misura 144 x 205 cm. ed è custodito nella Pinacoteca Capitolina a Roma. 

Questo composizione, realizzata nel periodo giovanile, definisce in modo esplicito le ricerche dell’artista, che fermamente era intenzionato a recuperare l’eroica «dignità» dell’arte classica e, allo stesso tempo, la libertà di colore “alla veneziana”, in armonia con l’alto modello da cui deriva l’opera: i Baccanali di Tiziano, che nel 1621 furono trasferiti presso i Ludovisi a Roma.

Il dipinto, che viene citato da Giulio Mancini nella biografia di Pietro da Cortona, viene ipotizzato  dal Passeri come la prima composizione realizzata per i Sacchetti, che furono i protettori romani del giovane artista. Infatti negli inventari Sacchetti sono citate due tele di eguale tematica: quella in esame e un dipinto poi trasferito in Francia nel periodo di Mazzarino.

Le recenti ricerche degli studiosi di storia dell’arte relative alla diagnostica, che non hanno evidenziato pentimenti sulla struttura compositiva e sulla stesura cromatica, portano ad ipotizzare un’identificazione, nella presente tela, di una copia autografa di Pietro, replica di quella trasferita in Francia.

Aurora (Palazzo Senatorio) di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Aurora (Palazzo Senatorio)

Pietro da Cortona: Aurora (Palazzo Senatorio)
Pietro da Cortona: Aurora, anno  1620 (circa), Palazzo Senatorio, Campidoglio, Roma.

Sull’opera: “Aurora” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona ed è custodito nel Palazzo Senatorio de Campidoglio a Roma. 

A quei tempi era in voga a Roma una forte tradizione per la rappresentazione iconografica dell’Aurora: basti pensare all’Aurora del Reni e quella del Guercino (tra il 1621 e il 1623).

Proprio da quest’ultima il Cortona trasse i suoi spunti per la realizzazione della presente composizione.

Ritratto di Marcello Sacchetti di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Ritratto di Marcello Sacchetti

Pietro da Cortona: Ritratto di Marcello Sacchetti
Pietro da Cortona: Ritratto di Marcello Sacchetti, cm. 130 x 98, Galleria Borghese, Roma.

Sull’opera: “Ritratto di Marcello Sacchetti” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1626, misura 130 x 98 cm. ed è custodito nella Galleria Borghese a Roma. 

Esistono pochi ritratti realizzati dal Maestro, che probabilmente non riteneva fosse il suo genere. Eppure, il malinconico gentiluomo con il fisso pallino di «grandeur» è una meravigliosa prova di ritratto celebrativo (alla Van Dyck: eroico maestoso) e, allo stesso tempo, «veritiero», come voleva la tradizione romana del ritratto.

Il quadro può essere identificato con uno dei ritratti (in tutto sette) dei componenti la famiglia Sacchetti, realizzati da Pietro e citati nell’inventario del 1639.

L’effigiato è certamente Marcello, noto banchiere ed uomo d’affari, primo maschio superstite romano appartenente all’importante famiglia fiorentina. Egli nel 1623 ottenne, grazie ai legami con Maffeo Barberini, l’incarico di tesoriere segreto e depositario della Camera apostolica.

Come primo commissionario del Berrettini, egli ordinò direttamente il dipinto, come testimonia un solo catalogo della collezione Borghese: quello del 1833.

Paesaggio con ponte di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Paesaggio con ponte

Pietro da Cortona: Paesaggio con Ponte
Paesaggio con ponte, anno 1625 (circa), cm. 17 x 27, Pinacoteca Capitolina, Roma.

Sull’opera: “Paesaggio con ponte” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato intorno al 1625, misura 17 x 27 cm. ed è custodito nella Pinacoteca Capitolina, Roma. 

Anche le vedute “allo stato puro” sono assai rare nell’opera pittorica di Pietro.

Tuttavia, a testimonianza della maestria del Berrettini nei paesaggi, sarebbero sufficienti i paesaggi degli affreschi di Castelfusano e di Palazzo Pitti (Sala della Stufa), a cui sia la presente composizione che quella raffigurata nella pagina successiva sono assai vicini.

Paesaggio con barche di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Paesaggio con barche

Pietro da Cortona: Paesaggio con barche
Paesaggio con barche, anno 1625 (circa), cm. 17 x 27, Pinacoteca Capitolina, Roma.

Sull’opera: “Paesaggio con barche” è un dipinto realizzato intorno al 1625 da Pietro da Cortona, misura 17 x 27 cm. ed è custodito nella Pinacoteca Capitolina, Roma. 

Anche questa piccola composizione come quella raffigurata nella pagina precedente è una meravigliosa testimonianza di vasta veduta, sfogata e soprattutto “romantica“, come si direbbe ai nostri tempi.

I due dipinti, provenienti entrambi dalla collezione della famiglia Sacchetti, richiamano, sia nella tecnica stilistica che in quella compositiva, gli affreschi di Castelfusano. Per questo motivo vengono collocati intorno al 1625.

Il battesimo di Cristo (Castelfusano) di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: Il battesimo di Cristo (Castelfusano)

Pietro da Cortona: Il battesimo di Cristo (Castelfusano)
Il battesimo di Cristo, Villa Sacchetti, Castelfusano.

Sull’opera: “Il battesimo di Cristo” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a fresco su muro tra il 1621 ed il 1630 ed è custodito nella Villa Sacchetti a Castelfusano. 

La presente composizione è una chiara testimonianza di come venisse concepita a quel tempo la decorazione pittorica di un palazzo residenziale o una villa, rispettando il concetto – del tutto seicentesco –  dell’ “ambiente”, ovvero del profondo connubio tra architettura e la natura che lo circonda.

 A questa fusione contribuiscono nello sfondo delle pitture a fresco la paesaggistica, intesa come “finestra aperta sulla parete”.

La Vocazione di Pietro e Andrea di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona: La Vocazione di Pietro e Andrea

Pietro da Cortona: Particolare della Vocazione di Pietro e Andrea
Particolare della Vocazione di Pietro e Andrea, Villa Sacchetti, Castelfusano.

Sull’opera: “Vocazione di Pietro e Andrea” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a fresco su muro tra il 1621 ed il 1630 ed è custodito nella Villa Sacchetti a Castelfusano. 

II ciclo di affreschi di Castelfusano, portato a compimento intorno al 1630, è il capolavoro giovanile più importante dell’artista, soprattutto per lanuova soluzione di creazioni decorative.

 Si evidenzia nella presente composizione una stesura pittorica più sicura e decisa, oltre  ad un gusto più alto, soprattutto nei più nei piccoli ovali della Capitolina.