Salomè di Tiziano

Tiziano: Salomè

Tiziano: Salomè
Salomè, cm. 87 x 80, Prado, Madrid.

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Salomè” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1560, misura 87 x 80 cm. ed è custodito nel Museo Nazionale del Prado a Madrid.

L’opera in precedenza apparteneva al marchese de Leganés, dal cui lascito pervenne nel 1665 per acquisto al Museo del Prado.

La presente composizione è una replica – con la sola variante della testa del Battista sul vassoio al posto della frutta – della “Fanciulla con vassoio di frutta” custodita negli Staatliche Museen di Berlino.

Secondo il Tietze si tratterebbe di un’opera di bottega, ma gran parte degli studiosi di Storia dell’arte – tra cui  il Gronau (1904), il Suida, il Berenson ed il Pallucchini (1953-54) – la ritengono autografa di Tiziano.

L’incoronazione di spine (Louvre) di Tiziano

Tiziano: L’incoronazione di spine (Louvre)

Tiziano: Incoronazione di spine (Louvre)
L’incoronazione di spine, cm. 303 x 180, Louvre, Parigi.

Al secondo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “L’incoronazione di spine” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1542-44, misura 303 x 180 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi.

Sulla tavola è riportata la firma dell’artista: “TITIANVS F.”. Fu commissionata dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano per essere destinata alla cappella della Santa Corona.

Durante l’invasione napoleonica che, intorno al 1795, stava portando alla soppressione di conventi e chiese, l’opera venne rimossa e, più tardi – agli inizi dell’Ottocento – trasportata nel Museo del Louvre.

Per quanto riguarda la cronologia vari studiosi di storia dell’arte si sono così espressi: il Cavalcaselle assegna alla tavola l’anno 1559, mentre il Fischel la ritarda al 1560; il Gronau ipotizza il 1547, mentre il Tietze (1950) e il Pallucchini (1952-53), il 1542; il Morassi (1966), il 1544, mentre il Berenson (1957) la posticipa addirittura al periodo tardo dell’artista.

L’Addolorata a mani giunte di Tiziano

Tiziano: L’Addolorata a mani giunte

Tiziano: L'Addolorata a mani giunte
L’Addolorata a mani giunte, cm. 68 x  61, Prado, Madrid

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “L’Addolorata a mani giunte” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1550, misura 68 x 61 cm. ed è custodito nel Museo nazionale del Prado.

In precedenza la tavola apparteneva a Carlo V che la portò con sé a Juste nel suo volontario esilio. Alla morte del re di Spagna la composizione venne trasferita all’Escorial.

È probabilmente identificabile con l’opera consegnata da Tiziano al sovrano spagnolo (e Imperatore dei Romani), insieme ad altre tele nel 1550 ad Augusta.

Il Mayer (“A” 1935), che assegna alla tavola l’anno 1548, ne pubblica una seconda versione, custodita nel Museo Cerralbo di Madrid, dichiarandola anteriore al 1560.

Ritratto di Isabella di Portogallo di Tiziano

Tiziano: Ritratto di Isabella di Portogallo

Tiziano: Ritratto di Isabella di Portogallo
Tiziano: Ritratto di Isabella di Portogallo, cm. 117 x 93, Prado, Madrid.

Al secondo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Ritratto di Isabella di Portogallo” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1548, misura 117 x 93 cm. ed è custodito nel Museo del Prado a Madrid.

Il ritratto viene catalogato nell’inventario dell’Alcazar, datato 1696, ed è probabilmente quello dell’Imperatrice Isabella d’Aviz (Lisbona, 1503 – Toledo, 1539), moglie di Cario V, realizzato durante la prima permanenza dell’artista ad Augusta (fonti: Glùck, “JKS” 1933; Beroqui, 1946).

Talvolta la tela viene confusa con quella – sempre con raffigurata l’Imperatrice – inviata il 5 ottobre 1545 da don Diego Hurtado de Mendoza, di cui non si conosce con esattezza né la tecnica né l’anno d’esecuzione.

Sànchez Cantón (Catalogo 1963) riferisce che le radiografie eseguite lo scorso secolo rilevarono tracce di un precedente atteggiamento della figura.

Ritratto di Fabrizio Salvaresio di Tiziano

Tiziano Vecellio: Ritratto di Fabrizio Salvaresio

Tiziano: Ritratto di Fabrizio Salvaresio
Tiziano Vecellio: Fabrizio Salvaresio, cm. 112 x 88, Kunsthistorisches, Vienna.

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Ritratto di Fabrizio Salvaresio” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1558, misura 112 x 88 cm. ed è custodito nelle Kunsthistorisches a Vienna.

L’opera reca la scritta “MDLVIII. FABRICIVS SALVARESIVS ANNV AGENS L. TITIANI OPVS” dove viene riportata data, nome dell’effigiato e firma .

Il dipinto viene citato nel catalogo della galleria dell’arciduca Leopoldo Guglielmo (1659, n. 32).

Ritratto d’uomo, o Il giovane inglese di Tiziano

Tiziano: Ritratto d’uomo, o il giovane inglese

Tiziano: Ritratto d'uomo, o il giovane inglese
Tiziano: Ritratto d’uomo il giovane inglese, cm. 111 x 93, Palazzo Pitti, Firenze.

Al secondo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Ritratto d’uomo”, o “Il giovane inglese”, è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1545, misura 111 x 43 cm. ed è custodito a Palazzo Pitti a Firenze.

Il quadro, che in precedenza apparteneva alla famiglia Della Rovere, pervenne da Urbino a Palazzo Pitti, insieme ad altre opere di Tiziano. Nel ritratto del “Giovane inglese” per un lunghissimo periodo fu identificato Howard, duca di Norfolk. Più tardi, quando l’ipotesi di tale identificazione cadde, il titolo venne cambiato in “II giovane dagli occhi glauchi”.

Secondo il Gronau, l’effigiato sarebbe il duca Guidobaldo d’Urbino, ritratto nel 1538 (o forse nel 1545) dall’artista. Per Adolfo Venturi (1928), invece, si tratterebbe del giurista Ippolito Riminaldi, date le analogie – presenti sul volto – con il ritratto dello stesso in una tela attribuita a Tiziano (116 x 93 cm., custodita all’Accademia di San Luca a Roma).

Per quanto riguarda la cronologia, l’opera viene solitamente datata intorno al periodo 1540-45 (Gronau); assegnazione confermata anche dal Pallucchini (1952-53), che prima ipotizzava verso la fine degli anni Sessanta.

L’identificazione avanzata da Adolfo Venturi, non affatto approvata dal Fogolari (1935), viene pienamente accettata dal Tietze.

L’addolorata a mani aperte di Tiziano

Tiziano: L’Addolorata a mani aperte

Tiziano: L'addolorata a mani aperte
L’Addolorata a mani aperte, cm. 53, Prado, Madrid.

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “L’Addolorata a mani aperte” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su marmo nel 1554, misura 68 x 53 cm. ed è custodito nel Museo Nazionale del Prado.

Il supporto è in marmo; la scritta autografa di Tiziano riportata sul dipinto è frammentaria ed in essa vi si leggono soltanto alcune lettere: “TITIA … S”.

L’opera fu spedita a Carlo V insieme alla “Adorazione della Santissima Trinità” (346 x 240 c., Prado) nel mese di ottobre del 1554.

Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano

Tiziano: Ritratto di Pietro Aretino

Tiziano: Ritratto di Pietro Aretino
Tiziano: Pietro Aretino, cm. 78, Palazzo Pitti, Firenze.

Al secondo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Ritratto di Pietro Aretino” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1545 (?), misura 98 x 78 cm. ed è custodito  a Palazzo Pitti a Firenze.

L’opera in oggetto viene identificata nel ritratto citato più volte da Pietro Aretino nelle sue lettere inviate a Cosimo I de’ Medici nell’ottobre del 1545 (fonte: Fogolari, 1935).

“Paolo terzo e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese” di Tiziano

Paolo terzo e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese (Tiziano)

Tiziano: Paolo terzo e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese
Paolo terzo e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese, cm. 210 x 174, Gallerie Nazionali di Capodimonte

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Paolo terzo e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1546, misura 210 x 174 cm. ed è custodito nelle  Gallerie Nazionali di Capodimonte.

La tela pervenne alle Gallerie Nazionali di Capodimonte dal Palazzo del Giardino di Parma, dove viene catalogata nell’inventario datato 1680 (fonte: Campori, 1870).

Il Vasari lo indica in quello realizzato da Tiziano nel 1546 a Roma per i Farnese.

Per saperne di più: “Pittura di Tiziano“.

Danae (Capodimonte) di Tiziano

Tiziano: Danae (Capodimonte)

Tiziano: Danae (Capodimonte)
Danae, cm.. 117 x 69, Gallerie Nazionali di Capodimonte.

Al primo elenco opere di Tiziano

Sull’opera: “Danae” è un dipinto autografo di Tiziano Vecellio, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1545-46, misura 117 x 69 cm. ed è custodito nelle Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli.

L’opera pervenne alle Gallerie di Capodimonte dal Palazzo del Giardino di Parma, dove è catalogata nell’inventario del 1680 (fonte: Campori, 1870).

Dagli scritti del Vasari si ricava che il dipinto venne realizzato nel periodo 1545-1546 a Roma su richiesta di Ottavio Farnese. Il Tietze (“AV” 1954) ipotizza invece che la “Danae” abbia avuto un’impostazione iniziale a Venezia e quindi, ultimata a Roma.

Esistono molte riproduzioni e perfette “copie”, parte delle quali vengono elencate dal Cavalcaselle.