Bordighera (Art Institute Chicago) di Claude Monet

Claude Monet: Bordighera (Art Institute Chicago)

Claude Monet - Veduta di Bordighera (Art Institute Chicago)
Claude Monet: Bordighera, 1884, Art Institute Chicago.

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Sull’opera: “Bordighera è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1884, misura 64 x 81 cm. ed è custodito al Art Institute of Chicago.

Tutta l’attività artistica di Monet in questo particolare periodo risulta – si legge, in una lettera ad Alice Hoschedé (datata 24 gennaio 1884) – che a Giverny tiene presso di sé i suoi familiari: “Faccio un mestiere da cani, io, e non risparmio le gambe; salgo, poi ridiscendo e in seguito risalgo; fra uno studio e l’altro, come riposo, esploro ogni sentiero, sempre alla ricerca del nuovo”.

Nell’opera in esame il forte colore blu del mare, che si attenua soltanto all’orizzonte incontrandosi con l’azzurro assai più morbido del cielo, mette in forte risalto il luminoso paesaggio, ricco di un variatissimo e caldo cromatismo steso a piccole pennellate, ognuna delle quali contenente “attimi”.

Per “attimo”, quando si parla di Monet, si intende “emozione del momento” riportata sulla tela senza l’interferenza ragionata dell’artista.

La cattedrale di Rouen di Claude Monet

Claude Monet: La cattedrale di Rouen

Claude Monet - La Cattedrale di Rouen in pieno sole
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen in pieno sole, 1894,  100 x 66, National Gallery of Art di Washington.
La Cattedrale di Rouen in pieno sole, 1894, 107 x 73, Musée d'Orsay Parigi
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen in pieno sole, 1894,  107 x 73, Musée d’Orsay Parigi.

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Sull’opera: “Cattedrale di Rouen in pieno sole” è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1894, misura 100 x 66 cm. ed è custodito al National Gallery of Art di Washington.

Cattedrale di Rouen:

Nel 1895 Durand-Ruell (1831 – 1922), grande imprenditore francese, uno fra più arditi fiancheggiatori degli impressionisti – soprattutto di Monet – organizzò una rassegna pittorica dove venivano esposte venti fra le cinquanta Cattedrali realizzate dall’artista durante le fredde stagioni del periodo 1892-93 e poi portati a termine a Giverny nel 1894.

Tra i dipinti esposti, furono separate le diciotto tele con le vedute che riguardavano la facciata in una sequenza cronologica riferita agli orari della luce solare, che comprendevano tutti i tempi intermedi dall’alba al crepuscolo;

Questi capolavori furono accolti dal pubblico con soddisfazione ma anche con aspre critiche. Clemenceau scrisse un articolo molto positivo sulla “Justice” intitolato “La rivoluzione delle Cattedrali asserendo che “il pittore ci ha dato la sensazione che le tele avrebbero potuto essere cinquanta, cento, mille, tante quante i minuti della sua vita”.

Anche i colleghi Impressionisti non poterono che apprezzare le opere di Monet, e anche senza nessuna riserva (DegasCézanne, Pissarro e Renoir).

Pissarro scriveva in una lettera indirizzata al figlio Lucien: “È l’opera di un volitivo, ponderata, che insegue le minime sfumature degli effetti che non vedo realizzati da nessun altro artista. Qualcuno nega la necessità di tale ricerca quando è perseguita fino a questo punto”.

Argan, ricordando la psicologia sperimentale, scrisse che “il giovane, Monet aveva elaborato e praticato una tecnica rapida per cogliere nella sua flagranza un’immagine percettiva che non poteva durare che pochi istanti; più tardi elabora una tecnica capace di registrare e visualizzare le durate dell’impressione, il suo darsi nei tempi lunghi dell’esistenza psichica e non soltanto nello spazio piatto, superficiale, dello choc percettivo”.

La Cattedrale di Rouen con effetto di luce mattutina, 1894, 106 x 73 cm. Musée d'Orsay Parigi
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen con effetto di luce mattutina, 1894, 106 x 73 cm. Musée d’Orsay Parigi.
La Cattedrale di Rouen al primo sole, 1894, 91 x 63 cm. Musée d'Orsay Parigi
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen al primo sole, 1894, 91 x 63 cm. Musée d’Orsay Parigi.
La Cattedrale di Rouen in pieno sole, 1894, 107 x 73 cm, Musée d'Orsay Parigi
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen in pieno sole, 1894, 107 x 73 cm, Musée d’Orsay Parigi.
La Cattedrale di Rouen con tempo grigio, 1894, 100 x 65, Musée d'Orsay Parigi
Claude Monet: La Cattedrale di Rouen con tempo grigio, 1894, 100 x 65, Musée d’Orsay Parigi.

Il parlamento di Londra di Claude Monet

Il parlamento di Londra di Claude Monet

Il parlamento di Londra di Claude Monet
Claude Monet: Il Parlamento di Londra, 1904, 106 x 73 cm. Parigi, Musée d’Orsay.

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Sull’opera: “Il parlamento di Londra è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1894, misura 106 x 73 cm. ed è custodito a Parigi, Musée d’Orsay.

Nella composizione del Parlamento di Londra, la forza principale principale sta negli effetti di nebbia, e di luce attraverso la densa atmosfera. Il tema appare spesso nei suoi lavori di Monet datati 1900.

Nella produzione londinese dell’artista, della quale fanno parte anche le vedute dei i ponti di Waterloo e Charing Cross, il vero protagonista – come del resto in quasi tutta la sua produzione artistica – è il cromatismo, che riesce a creare vive vibrazione con gradevoli giochi di luce e di atmosfera, soprattutto quelle tipiche della famosa “fog”, che avvolge Londra nei periodi autunnali ed invernali.

Il Parlamento raffigurato sembra essere un’irreale e fantomatica veduta che vuole materializzare improvvisamente.

La robusta struttura di pietra perde ogni sua consistenza . I colori dell’acqua e del cielo vengono stesi sulla tela con le medesime globali tonalità ma con capillari variazioni cromatiche – dai gialli agli arancioni, dai viola ai blu – che rendono le due cose “unitamente distinte”.

In quest’opera, ogni pennellata è un frammento di emozione sistematicamente steso sulla tela come macchie di colore che conferiscono efficacemente la corposità della foschia londinese. In altre parole, un elemento impalpabile come la nebbia si materializza con più forza nei confronti della struttura del parlamento indistinta e avvolta nell’ombra.

Bacino ad Argenteuil di Claude Monet

Claude Monet: Bacino ad Argenteuil

Claude Monet: Bacino ad Argentuil
Claude Monet: Bacino ad Argenteuil , 1874 dimensioni cm.   54 x 74 Museum of Art Providence.

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Sull’opera: “IL BACINO DI ARGENTEUIL è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1874, misura 54 x 74 cm. ed è custodito al Museum of Art, Providence.

Quest’opera mette in evidenza come già nel 1874 risultano ben riscontrabili in Monet gli elementi essenziali che portano al graduale ma sistematico mutamento stilistico.

Lo statico cromatismo nei riflessi dei larghi e nelle piccole ondulazioni dei paesaggi fluviali degli anni precedenti viene adesso – talvolta integrato, talvolta sostituito – con una tecnica un po’ più “granulosa” attraverso la quale i soggetti marini, nonostante la compattezza conferitagli dall’artista, risultano come polverizzati. Una tecnica questa che riscontriamo anche nel Renoir dello stesso periodo.

Famiglia Monet in giardino di Claude Monet

Claude Monet: Famiglia Monet in giardino

Claude Monet - Famiglia Monet in giardino
Claude Monet: Famiglia Monet in giardino 1875 cm 61 x 80 collezione privata.

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Sull’opera: “LA FAMIGLIA DELL’ARTISTA NEL GIARDINO DI ARGENTEUIL è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1875, misura 61 x 80 cm. ed appartiene ad una collezione privata.

In quest’opera spicca in primo piano, un bellissimo roseto e, più oltre, sotto fresco dell’alta vegetazione, tra giochi di luci ed ombre, Camille, il figlioletto Jean ed un’altra donna.

La principale protagonista del dipinto in esame è la natura, la quale sembra avvolgere e proteggere le eleganti figure che rappresentano le persone alle quali l’artista è legato.

Donne in giardino di Claude Monet

Claude Monet: Donne in giardino

Claude Monet - Donne in giardino
Donne in giardino, 1867,  255 × 205 cm  Musée d’Orsay Parigi

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Sull’opera: “Donne in giardino è un quadro autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1866, misura 255 × 205 cm. ed è custodito al Museo d’Orsay di Parigi.

“Donne in giardino” rappresenta, rapportandolo alla pittura del secolo scorso, un’opera del tutto rivoluzionaria. Fu iniziato “en plein air”  a Ville d’Avray e successivamente portato a termine – sempre all’aria aperta –  durante la permanenza a Honfleur.

Le quattro figure rappresentate furono realizzate dal vivo con un’unica modella (Camille). L’artista, per arrivare alla stesura cromatica delle parti alte lasciando immutata la disposizione nei confronti del soggetto (cioè immutato il suo punto di ripresa prospettica), non impiegò nessuna scala o sgabello ma scavò una profonda scanalatura nel terreno per inserirci la tela. In queste occasioni capitava di solito Courbet, che lo guardava con sorpresa ed ammirazione, assistendo partecipe all’operazione.

Si occupò di quest’opera Seitz con un interessante presentazione parlando degli effetti luminosi, conferiti soprattutto dall’en plein air.

Lo stesso Seitz evidenziò la compattezza strutturale della composizione, basata principalmente sulle forme ovali collocate intorno al grembo della donna seduta.

L’anno successivo, nel 1867, dopo il doloroso rifiuto espresso dal Salon di Parigi, il dipinto venne acquistato da Bazille, con l’unico scopo di sostenere le ristrettezze economiche in cui versava l’amico Monet, al prezzo di 2.500 franchi dilazionati in parecchie rate. Ma Bazille fece in modo che la tela ritornasse nelle mani dell’autore.

Finalmente Monet poté riscattarsi dall’umiliazione subita dal Salon quando nel 1921 il dipinto fu acquistato dal governo francese per 200.000 franchi.

Mare presso Antibes di Claude Monet

Claude Monet: Mare presso Antibes

Claude Monet - Mare presso Antibes
Claude Monet: Mare presso Antibes, 1888 cm. 60 x 70 collezione privata.

Seconda serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Mare presso antibes è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1888, misura 60 x 70 cm. ed appartiene ad una collezione privata.

A proposito di questo dipinto Geffroy gli dette il titolo di “Il Mediterraneo sotto il Mistral”.

Qui Monet mette a confronto diretto il caldo, luminoso e ricco cromatismo della costa con quello freddo di un mare agitato e nitido che non vuole digradarsi e confondersi con il cielo all’orizzonte.

Il ponte della ferrovia ad Argenteuil di Claude Monet

Claude Monet: Il ponte della ferrovia ad Argenteuil

Claude Monet: Il ponte della ferrovia ad Argenteuil
Claude Monet: Il ponte della ferrovia ad Argenteuil, cm. 55 x 72, Museo d’Orsay Parigi.

Prima serie opere  Terza serie di opere

Sull’opera: “Il ponte della ferrovia ad Argenteuil è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1874, misura 55 x 72 cm. ed è custodito nel Museo d’Orsay a Parigi.

Una composizione dove la dilatazione spaziale viene giocata tutta sull’obliquità  e sulla verticalità del ponte.

Il cromatismo è luminoso, i forti contrasti rendono efficacemente nitidi gli elementi paesaggistici, e le forme sono delineate da marcati contorni. Tutto questo è rilevabile anche nel fumo che, portato dal vento, corre più veloce del treno.

Gli accostamenti coloristici, ai quali viene aggiunta con precisa cadenza la fervida pennellata a virgola per rappresentare le onde dell’acqua, conferiscono una gradevole armonia fra le grandi masse.

Il mulino di Gooyer ad Amsterdam di Claude Monet

Claude Monet: Il mulino di Gooyer ad Amsterdam

Claude Monet - Il mulino di Gooyer ad Amsterdam
Claude Monet: Mulino ad Amsterdam, 1872 cm 55 x 65, Collezione privata.

Seconda serie di opere   Terza serie di opere

Sull’opera: “Il mulino di Gooyer ad Amsterdam è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1872, misura 55 x 65 cm. ed appartiene ad una collezione privata.

Il dipinto, dopo qualche passaggio di proprietà, perviene alla Lefèvre Gallery di Londra che, nell’aprile del 1972, lo passa all’asta Sotheby. Nel catalogo di vendita viene riportata una cronologia  intorno al 1873, cioè diversa da quella riportata in alto; Wildenstein conferma lo stesso anno ma più tardi ha dei ripensamenti al riguardo e fissa l’anno 1874.

La tela deve però essere inserita nel periodo olandese dell’artista che è quello relativo al 1872.

Il vivo cromatismo nei riflessi dell’acqua conferisce movimento alla stessa, mentre le masse ben distribuite al centro del quadro – anche se ben solide ed appariscenti – riescono a dare la dovuta importanza al soggetto principale che spicca contro un cielo altrettanto mosso.

I colori-forma dal cielo all’acqua sembrano appartenere ad un unico piano, dando la sensazione che si avverte guardando un caleidoscopio.

Nell’opera che stiamo esaminando gli esperti di storia dell’arte vi avvertono le premesse della pittura fauvista, soprattutto nell’impiego delle tonalità calde.

Il ponte ad Argenteuil di Claude Monet

Claude Monet: Il ponte ad Argenteuil

Claude Monet: Il ponte ad Argenteuil
Claude Monet: Il ponte ad Argenteuil, cm. 60 x 81, Nue Pinakothek Monaco.

Prima serie opere  Terza serie di opere

Sull’opera: “Il ponte ad Argenteuil è un dipinto autografo di Monet realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1874, misura 60 x 81 cm. ed è custodito nella Nue Pinakothek di Monaco.

Qui l’artista impiega una pennellata corposa, larga e decisa, generando un coloristica ricca di gradevoli variazioni cromatiche che tuttavia non riescono a conferire una ben ritmata dilatazione spaziale. Gli elementi paesaggistici risultano nitidi nei secondi piani, meno nitidi all’orizzonte, e, sfocati e quasi indefiniti in primo piano.

Anche il cielo, soprattutto sulla parte alta, si presenta con una prospettiva coloristica povera di degradazioni verso l’orizzonte.