Eugenie Fiocre nel balletto (La Source) di Edgar Degas

Edgar Degas: Eugenie Fiocre nel balletto (La Source)

Edgar Degas: Eugenie Fiocre nel balletto (La Source)
Edgar Degas: Eugenie Fiocre nel balletto “La Source”, 130 x 144 cm. Brooklyn Museum, New York. N. Y.

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Sull’opera: “Eugenie Fiocre nel balletto (La Source)” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1866-68, misura 130 x 144 cm. ed è custodito nel Brooklyn Museum a New York. N. Y.

Il tema principale della composizione è quello legato alla ritrattistica e non – come sembrerebbe – al balletto “La Source” di Eugènie Fiocre, rappresentato all’Opera nel 1866.

La tela viene considerata come un lavoro di alta pregevolezza orientale, che richiama la pittura del simbolista francese Gustave Moreau (1826-1898).

Qui l’artista è sempre legato agli schemi convenzionali, piuttosto statici, dove la luce non è ancora quella che caratterizza la ribalta del palcoscenico.

Sembrerebbe che il contesto del “Balletto” sia semplicemente accidentale e non un preludio alle “Ballerine”.

A proposito del quadro in esame, Lo studioso di storia dell’arte Fosca scriveva sulla maniera di Degas nell’impiego di elementi legati ad un balletto, riportati filtrati sulla tela e privi dello specifico contenuto teatrale: “il suo comportamento è simile a quello di Watteau, che traeva spunti dagli spettacoli dei comici italiani, trasferendoli in parchi e giardini”.

Citazioni e critica su Edgard Degas

Citazioni e critica su Edgard Degas (citazioni tratte dai “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore)

Pagine correlate all’artista: Biografia e vita artistica – Le opere – Gli scritti – Il periodo artistico – La critica dell’Ottocento – Novecento.

Cosa hanno detto le più autorevoli voci della Storia dell’arte su Degas:

Ieri ho trascorso la giornata nello studio di un pittore bizzarro, certo Degas. Dopo molti tentativi, prove, ricerche spinte in tutti i campi, si è innamorato del moderno; e, nel moderno, ha messo gli occhi sulle stiratrici e sulle ballerine. In fondo, la scelta non è poi tanto malvagia, c’è del bianco e del rosa, della carne di donna in un accappatoio e nel tulle, il più affascinante pretesto per colori biondi e teneri. Ci mette sotto gli occhi, nelle loro pose e nelle loro espressioni di grazia, stiratrici e poi stiratrici … parlando il loro linguaggio e spiegandoci tecnicamente il colpo di ferro “appoggiato”, il colpo di ferro “circolare”, ecc.

Sfilano in seguito le ballerine … È il ridotto della danza e, contro la luce di una finestra, le forme fantastiche di gambe di ballerine che scendono una piccola scala, con la violenta macchia di rosso d’uno scialle in mezzo a tutte quelle bianche nuvole che si gonfiano; con il contrasto volgare di un ridicolo maestro di ballo. E si ha davanti a sé, colto nella realtà, il grazioso attoreigliarsi dei movimenti e dei gesti di queste piccole fanciulle-scimmie.

Il pittore mostra i suoi quadri di tanto in tanto, accompagnando la spiegazione con la mimica di uno sviluppo coreografico, con l’imitazione, secondo il gergo delle ballerine, d’una delle loro arabesques. Ed è davvero divertente vederlo, sulle punte, con le braccia in alto, unire all’estetica del maestro di ballo l’estetica del pittore, mentre parla di “toni tenero-fangosi” di Velàzquez e dei “profili” del Mantegna.

Un tipo originale, questo Degas, un malato, un nevrotico, un oftalmico sino al punto d’aver paura di perdere la vista;

ma, con ciò, un essere eminentemente sensibile e ricettivo al contraccolpo della natura delle cose. Sinora è la persona che ho visto cogliere meglio, nella traduzione della vita moderna, l’anima di questa vita.

Però arriverà mai a qualcosa di completo? Ne dubito. È uno spirito troppo inquieto. E poi, è concepibile che, volendo rendere con sensi così delicati creature e creato, invece di ambientarli nello scenario rigoroso del ridotto di danza all’Opera, si faccia disegnare da uno specialista architetture alla Panini?    E. e J. de goncourt, Journal, 13 febbraio 1874

Come riuscir a parlare di questo artista essenzialmente parigino, di cui ogni opera racchiude tanto ingegno letterario e filosofico quanto arte della linea e scienza del colore? Con un segno, egli rivela di più e più in fretta tutto ciò che si può dire di lui, perché le sue opere sono sempre spirituali, raffinate e sincere.

Non cerca di far credere a un candore che non possiede; al contrario, la sua sapienza prodigiosa prorompe ovunque; la sua ingegnosità, così attraente e peculiare, dispone i personaggi nel modo più imprevisto e piacevole, restando sempre vera e naturale.

Ciò che Degas odia di più, del resto, è l’ebbrezza romantica, la sostituzione del sogno alla vita; in una parola, l’ubriacatura. È un osservatore; non cerca mai esagerazioni; l’effetto viene sempre raggiunto attraverso la realtà stessa, senza calcature. Questo fa di lui lo storico più prezioso delle scene che presenta.

Non si ha più bisogno di andare all’Opera dopo aver visto i pastelli dove sono raffigurate le ballerine.

I suoi studi sui caffè concerto rendono meglio l’effetto che il luogo stesso, perché l’artista ha una sapienza e un’arte che noi non possediamo …

Che arte nelle figure di donna accennate nel fondo, con abiti di mussola, dietro i ventagli, e anche negli spettatori attenti, in primo piano, tutti con il capo levato, il collo teso, che si divertono a una canzone volgare accompagnata da gesti grossolani! Questa donna — si può indovinare — è un contralto fradicio d’acquavite: sbaglio? …

Il gesto di questa cantante che si protende verso il pubblico è straordinario: inevitabilmente, il risultato di un successo. Questa donna non ha ciò che gli attori chiamano ‘tremarella’: no, interpreta il pubblico, lo interroga, sapendo che esso risponderà secondo i propri desideri, amante del despota di cui lusinga i vizi.

Poi, ecco alcune donne sulla soglia d’un caffè, di sera. Ce n’è una che fa schioccare l’unghia contro i denti, dicendo:

“Nemmeno questo”, che è tutto un poema. Un’altra stende sul tavolo la grande mano guantata. Nel fondo, il boulevard, dove il movimento va diminuendo lentamente. È ancora una straordinaria pagina di storia.

La piccola ballerina che regge un bouquet, i coristi, le ballerine con le gonne blu sono altrettanti capolavori che non si ammireranno mai abbastanza.

Degas ha presentato alla mostra [1877] un ritratto di donna eseguito alcuni anni fa. È una meraviglia come disegno; bello come il più bello dei Clouet, il più grande dei primitivi.

Sebbene l’esposizione di Degas sia relativamente limitata, è sufficiente per rilevare come l’artista non viva sul proprio passato e come egli partecipi sempre al grande movimento artistico, ne più ne meno dei suoi amici. Le sue costanti ricerche, che troviamo in tutte le opere, con una incredibile varietà, gli danno abbastanza lustro, tanto che noi non sentiamo nessun bisogno di difenderlo.  G. rivière, Exposìtion des Impressionnistes m “L’unpres Monnistc”, aprile 187(?)

Nell’epoca stessa nella quale Manet percorreva l’Italia, un altro, Edgaro Degas, si affaticava nei musei del nostro paese; esso, cominciati appena i primi studi, vagheggiava, nella stupenda collezione del Louvre, le eleganti e magre venustà dei quattrocentisti; e quando per ragioni di famiglia, ed attratto dal desiderio venne in Toscana, si trovò proprio nel suo centro, fra i suoi antenati artistici Masaccio, Botticelli, Gozzoli e Ghirlandaio. Il suo culto diventò furore, ed una massa di disegni attesta lo studio coscienzioso fatto da lui, per appropriarsi tutte le bellezze e gli insegnamenti dell’arte da loro posseduta. Credendo di aver trovato la buona via, imbastì, non so se in Italia o in Francia, un quadro de’ più classici che si possono immaginare: “Le giovani Spartane che eccitano i giovani alla corsa, che decideva, com’era legge di quel popolo, della loro sottomissione”. Quel quadro sinceramente cominciato, e protratto fino ad un certo punto, rimase abbandonato e non finito, per la stessa ragione di sincerità che lo aveva fatto principiare. Degas, uomo di finissima educazione, moderno in tutte le manifestazioni della sua vita, non poteva fossilizzarsi in un passato d’ordine composito, il quale ricostruito dai frammenti non è mai quello che era, e non può essere quello che è; giucco di rompicapo alla Chinese, dove si può risultare eccellenti come Géróme, ma non artisti che sentano il palpito della vita attuale.

Il Degas, studioso più per la propria soddisfazione che per la smania di offrire delle tele alla ammirazione del pubblico, fu ferito dallo sforzo e dalla specialità del movimento che tanno le stiratrici quando lavorano, e dal giucco simpatico della luce nelle loro botteghe prodotto dalla grande quantità di bianchi, che da per tutto vi si trovano attaccati. Quelle bianche camicette scollate, un boccone di collo, riflesso da tutti i bianchi circostanti, il disegno ed il colorito dei bracci, mossi dall’azione singolare di chi tiene il ferro, dopo una prima osservazione diventarono il punto di partenza di una serie di studi profondissimi e belli, e costituirono in gran parte l’opera sua.

Come il giorno le stiratore erano il suo subietto, lo furono la sera le ballerine del Foyer de l’Opera e noi troviamo pure nelle cartelle di questo maestro una serie di studi mirabilissimi, che hanno servito e servono alle sue graziose composizioni.

Non dobbiamo dimenticare che il grande Leonardo da Vinci, girando per le campagne, studiava di continuo le umane deformità, e disegnava saporitissime caricature; la parentela fra lo studio del bello e quello del brutto è intima; e Degas, per l’indole sua, doveva maritare e contemperare questi due sentimenti in una originalità tutta sua propria, per la quale il sentimento del vero dei primitivi si investisse della luce e dello scintillamento fosforescente dei nostri tempi.  D. martelli, Gli impressionisti, conferenza al Circolo filologico di Livorno, 1879

 

Col loro accovacciarsi a mo’ di zucche, alcune donne riempiono l’interno delle tinozze: Funa, col mento sul petto, si sfrega la nuca; l’altra, in una torsione che la fa virare, il braccio appiccicato alla schiena, si strofina le regioni cocclgee con una spugna che fa schiuma. Una spina dorsale angolosa si tende;

avambracci, svincolantisi da seni che sembrano pere d’inverno, precipitano verticalmente fra le gambe per provocare uno sciacquio nell’acqua della tinozza, dove stanno immersi i piedi. Una capigliatura si accascia sulle spalle, un busto sulle anche, un ventre sulle cosce, membra sulle loro giunture; e questa sciattona, vista dal soffitto, in piedi sul letto, con le mani piantate sui glutei, sembra una serie di cilindri un po’ rigonfi che si incastrano. Di fronte, inginocchiata, le cosce aperte, la testa reclinata sulla placidità del dorso, una giovane si asciuga. Ed è in buie camere di pensioncine, in anguste stanzette che quei corpi dalle patine così ricche, ammaccati dagli stravizi, dai parti e dalle malattie, si levano la scorza, o si stirano.

Ma ecco a proposito del plein air. Una bagnate di fiume, tra il verde, si rimette la veste, che si libra, gonfiandosi sulle braccia inarcate verso l’alto. Bestiali e ben fatte, entrano in un fiume e, coi dorsi curvati, facendo convergere l’enormità delle schiene là dove il sole si annienta, fendendo l’aria con le braccia scimmiescamente semitese, avanzano verso la vasta pozza d’acqua, a passi difficili …

Nell’opera di Degas — e di chi altri? — la pelle umana vive una propria vita espressiva. Attraverso le difficoltà di scorci follemente ellittici, i segni di questo crudele e sagace osservatore illustrano la meccanica di tutti i movimenti; di una creatura in moto, esse registrano non soltanto il gesto essenziale, ma le più impercettibili e vaghe ripercussioni miologiche: da cui nasce questa definitiva unità del disegno.

Arte di realismo e che pertanto non procede da una visione diretta, dato che, quando uno si sente osservato, perde la sua semplice spontaneità di funzionamento; dunque Degas non copia dal vero: accumula una quantità di schizzi su un medesimo soggetto, e da essi la sua opera attingerà una verità indiscutibile: mai in pittura è stata evocata meno di così la penosa immagine di un ‘modello’ che ‘posa’.

Il suo colore è di un’abilità artificiosa e personale; egli lo renderà visibile nella screziatura turbolenta dei fantini, nei nastri e nelle labbra delle ballerine; adesso lo manifesta per mezzo di effetti nascosti, o come latenti, e il pretesto è fornito dal rosso di una capigliatura, dalle pieghe violacee di un panno bagnato, dalle iridescenze acrobatiche che rotolano sul cerchio di una tinozza.   F Feneon in “Revue indépendante”, febbraio 1888.

Ritratto di Joséphine Gaujelin di Edgar Degas

Edgar Degas: Ritratto di Joséphine Gaujelin

Edgar Degas: Ritratto di Joséphine Gaujelin
Edgar Degas: Ritratto di Joséphine Gaujelin, 59 x 44 cm., Isabella Stewart Gardner Museum.

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Sull’opera: “Ritratto di Joséphine Gaujelin” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1867, misura 59 x 44 cm. ed è custodito nel Isabella Stewart Gardner Museum a Boston.

L’artista in questo dipinto fornisce all’osservatore – attraverso un armonioso cromatismo e forti contrasti di chiaroscuro –  un’immagine alquanto austera, in un atteggiamento un po’ rigido ed assai sofisticato.

Quando Berthe Morisot  vide la tela, esposta al Salon del 1879, fece alcune osservazioni – negative – riscontrando nell’effigiata troppa remissività, tanto da farle scappare di bocca le parole: “molto brutta”.

Nonostante la pesantezza dei tratti dell’effigiata – che avvicinano l’opera in esame alla “M.me Lebianc” di Ingres (di cui Degas ne divenne proprietario circa trent’anni dopo, nel 1896) – e la forte natura psicologica nei suoi atteggiamenti, gli studiosi tendono ad accostarla al Realismo antiromantico di Courbet.

I dipinti di Edgar Degas

Alcuni tra i più celebri dipinti di Edgar Degas

In queste pagine vengono presentate alcune fra le opere più importanti del pittore: 

Dipinti di Edgar Degas: Renè De Gas, 92 x 73 cm. Smith College, Northhampton

Renè De Gas, 92 x 73 cm. Smith College, Northampton

Achille De Gas Cadetto di Marina, 64 x 51 cm. National Gallery, Washington

Achille De Gas Cadetto di Marina, 64 x 51 cm. National Gallery, Washington

Esercizi di giovano spartani, 109 x 155, National Gallery di Londra

Esercizi di giovani spartani, 109 x 155, National Gallery di Londra

Degas che saluta

Degas che saluta, 91 x 72 cm. Fundaco Gulbenkian, Oeiras (altre fonti indicano il Museo Gulbenkian di Lisbona).

Testa femminile
Testa femminile, 27 x 22 cm. Museo d’Orsay, Parigi
Eugenie Fiocre nel balletto "La Source"
Eugenie Fiocre nel balletto “La Source”, 130 x 144 cm. Brooklyn Museum, New York. N. Y.
Joséphin Gaujelin, 59 x 44 cm

Joséphine Gaujelin, 59 x 44 cm. Isabella Stewart Gardner Museum, Boston

Hortense Valpincon, 73 x 110 cm

Hortense Valpincon, 73 x 110 cm. Institute of Arts, Minneapolis

M.lle Dobigny, 31 x 26 cm. Kunsthalle, Amburgo

M.lle Dobigny, 31 x 26 cm. Kunsthalle, Amburgo

Fantini davanti alle tribune

Fantini davanti alle tribune, 46 x 61 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Signora seduta m75 x 54 cm. Museo d'Orsay, Parigi

Signora seduta, 75 x 54 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Bambini seduti sulla soglia di una casa, 60 x 75 cm.

Bambini seduti sulla soglia di una casa, 60 x 75 cm. Ordrupgaardsamlingen, Copenaghen

Edgar Degas: Il broncio

Il broncio, 32 x 46 cm. Metropolitan Museum di New York, N. Y.

Giovane donna in poltrona,

Giovane donna in poltrona, 70 x 55 cm., National Gallery, Londra.

Scuola di ballo dell'Opera, 32 x 46 cm

Scuola di ballo dell’Opera, 32 x 46 cm, Museo d’Orsay, Parigi

La Savoiarda, 61 x 46 cm. Rhode Island School of Design, Providence

La Savoiarda, 61 x 46 cm. Rhode Island School of Design, Providence

Lezione di danza, 85 x 75 cm. Museo d'Orsay, Parigi

Lezione di danza, 85 x 75 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Al Café Concerto "Les Ambassadeurs" 37 x 27 cm. Musée des Beaux Arts, Lione

Al Café Concerto “Les Ambassadeurs”, 37 x 27 cm. Musée des Beaux Arts, Lione

Due ballerine alla barra, 74 x 80, Metropolitan Museum, New York, N. Y.

Due ballerine alla barra, 74 x 80, Metropolitan Museum, New York, N. Y.

Ballerina che fa un saluto, 58 x 42 cm. Museo d'Orsay, Parigi

Ballerina che fa un saluto, 58 x 42 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Pausa durante una lezione di danza, 63 x 48 cm. Art Museum, Denver

Pausa durante una lezione di danza, 63 x 48 cm. Art Museum, Denver

Modista, 99 x 109 cm., Art Institute, Chicago

Modista, 99 x 109 cm., Art Institute, Chicago

Le Tub, 70 x 70 cm., Hill Stead Museum, Farmington

Le Tub, 70 x 70 cm., Hill Stead Museum, Farmington

Donna che entra nella vasca da bagno, 55 x 74 cm

Donna che entra nella vasca da bagno, 55 x 74 cm. Metropolitan Museum, New York

Giovane donna allo specchio, 49 x 64 cm

Giovane donna allo specchio, 49 x 64 cm. Kunsthalle, Amburgo

Donna seduta sul letto che si fa pettinare

Donna seduta sul letto che si fa pettinare, 82 x 87 cm. Nasjonalgalleriet, Oslo

Ballerine fra le quinte, 65 x 70 cm., City Art Museum

Ballerine fra le quinte, 65 x 70 cm., City Art Museum, Saint Louis

Donna che indossa l'accappatoio, 70 x 57 cm

Donna che indossa l’accappatoio, 70 x 57 cm. Fogg Art Museum, Cambridge

Donna che si asciuga il collo, 62 x 65 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Degas danse dessin – Editions Gallimard Parigi, 1938 pp 16 -17 e 19 – 20 di Paul Valery

– Ogni venerdì Degas, fedele, splendente, insopportabile, anima il pranzo da Monsieur Rouart. Emana intorno a sé lo spirito, il terrore e l’allegria. Si discerne, mima, sforna battute, apologhi, massime, trottole, tutti i segni della più intelligente ingiustizia, del gusto più sicuro, della più esclusiva passione, e insieme la più lucida. Maltratta i letterati, l’Istituto, i falsi eremiti, gli artisti “arrivati”; cita Saint-Simon, Proudhon, Racine, „ e le strampalate massime di Monsieur Ingres … Mi sembra di sentirlo. Il suo ospite, che lo adorava, lo ascoltava con un’indulgenza piena di ammirazione, mentre altri convitati, gente giovane, vecchi generali, dame silenziose impazzivano di gioia alle esercitazioni di ironia, di estetica o di violenza di quel meraviglioso creatore di “motti”.

– Si mostrò adorabile nei miei confronti, come si è con chi non esiste. Io non valevo un colpo di fulmine. Tuttavia capisco che i giovani esponenti del mondo letterario del tempo non gli ispiravano alcun affetto; Gide, che aveva incontrato proprio in quella casa, non gli andava affatto a genio. Era invece molto ben disposto verso i giovani pittori. Non è che si trattenesse dallo stroncare senza pietà le loro tele e le loro tesi, ma metteva in queste condanne una specie di tenerezza che si mescolava m modo bizzarro alla ferocia della sua ironia. Andava alle loro esposizioni; osservava anche il più piccolo indizio di talento; se l’autore era vicino, faceva dei complimenti, dava un consiglio. Degas danse dessin – Editions Gallimard Parigi, 1938 pp 16 -17 e 19 – 20 di Paul Valery.

Signora seduta (Museo d’Orsay) di Edgar Degas

Edgar Degas: Signora seduta (Museo d’Orsay)

Edgar Degas: Signora seduta (Museo d'Orsay)
Edgar Degas: Signora seduta, 75 x 54 cm. Museo d’Orsay, Parigi.

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Sull’opera: “Signora seduta” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1872, misura 75 x 54 cm. ed è custodito nel Museo d’Orsay a Parigi.

La donna ritratta in questo dipinto è, allo stesso tempo, cognata e cugina di Edgar (ha sposato il fratello René), ma non tutti gli studiosi sono d’accordo: Rewald avanzò l’ipotesi che potesse trattarsi di M.me Chailaire, amica delle famiglie dei Ducros e Miliaudon.

La presente composizione ha uno specifico significato: una tipica rappresentazione del modello umano, inteso come fattore di subordinazione all’intero contesto della tela: si osservi la cura delle stesure per la raffigurazione del tavolo, del predominante vaso con i fiori in primo piano e della spalliera del divano.

La mano appoggiata su quest’ultima è espressa con un’eccezionale presa tattile, probabilmente derivata dalla cecità della signora De Gas, di cui l’artista ha voluto darne accenno percorrendo altre vie.

L’artista riprese il vaso con i fiori intorno al 1895

Ballerine fra le quinte di Edgar Degas

Edgar Degas: Ballerine fra le quinte

Edgar Degas: Ballerine fra le quinte
Edgar Degas: Ballerine fra le quinte, 65 x 70 cm., City Art Museum, Saint Louis.

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Sull’opera: “Ballerine fra le quinte” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica a pastello su cartoncino nel 1890-95, misura 65 x 70 cm. ed è custodito nel City Art Museum a Saint Louis.

Bambini seduti sulla soglia di una casa di Edgar Degas

Edgar Degas: Bambini seduti sulla soglia di una casa

Edgar Degas: Bambini seduti sulla soglia di una casa
Edgar Degas: Bambini seduti sulla soglia di una casa, 60 x 75 cm. Ordrupgaardsamlingen, Copenaghen.

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Sull’opera: “Bambini seduti sulla soglia di una casa” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1872-3, misura 60 x 75 cm. ed è custodito nel Ordrupgaardsamlingen a Copenaghen.

I modelli che hanno posato per la presente composizione sono i nipoti dell’artista.

Vengono identificati, da sinistra: la governante (non accettata da alcuni studiosi), Pierre  e Odile De Gas, Joe Balfour seduta di schiena, Carrie Bell in piedi – alquanto sintetizzata nell’ombra – come ultima figura sulla destra.

Sullo fondo appare, ben delineato nel giardino antistante alla casa, il cane Vasco de Gama, il cui nome è stato pensato proprio dal pittore.

Donna che indossa l’accappatoio di Edgar Degas

Edgar Degas: Donna che indossa l’accappatoio

Edgar Degas: Donna che indossa l'accappatoio
Edgar Degas: Donna che indossa l’accappatoio, 70 x 57 cm. Fogg Art Museum, Cambridge.

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Sull’opera: “Donna che indossa l’accappatoio” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica a pastello nel 1895-98, misura 70 x 57 cm. ed è custodito nel Fogg Art Museum a Cambridge.

Giovane donna in poltrona di Edgar Degas

Edgar Degas: Giovane donna in poltrona

Edgar Degas: Giovane donna in poltrona
Edgar Degas: Giovane donna in poltrona, 70 x 55 cm., National Gallery, Londra.

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Sull’opera: “Giovane donna nella poltrona” è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1873, misura 70 x 55 cm. ed è custodito nella National Gallery a Londra.

Lemoisne identifica nella figura la cugina di Edgar, Camilla Montejasi-Cicerale (1856-7 – 1928-9), mentre la Boggs, raffrontandola ad una foto, vi intravede Elena (1855-1921), sorella di Camilla.

Il broncio, o Giovane donna e uomo alla scrivania di Edgar Degas

Edgar Degas: Il broncio, o Giovane donna e uomo alla scrivania

Il broncio, 32 x 46 cm.
Edgar Degas: Il broncio, 32 x 46 cm. Metropolitan Museum di New York, N. Y. (foto tratta da Wikimedia Commons)

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Sull’opera: “Il broncio”, o “Giovane donna e uomo alla scrivania”, è un dipinto autografo di Edgar Degas, realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1873-75, misura 32 x 46 cm. ed è custodito nel Metropolitan Museum di New York, N. Y.

L’artista, in questa composizione, riesce a conferire alla scena un’intima e tangibile naturalezza,  in relazione della tensione – perfettamente rappresentata – tra la figura maschile “imbronciata” (probabilmente il padre o un altro familiare) e la disinvolta e rasserenata espressione della giovane (la figlia o la nipote) appoggiata ad una sedia in bilico.