Fortunato Depero (1892-1960)

Pagine correlate a Fortunato Depero: Il Futurismo – Il Manifesto del Futurismo – Filippo Tommaso Marinetti – Umberto Boccioni – Giacomo Balla – Carlo Carrà – Luigi Russolo.

Biografia e vita artistica di Fortunato Depero (1892-1960)

Gli inizi

Foto di Fortunato Depero
Foto di Fortunato Depero

Fortunato Depero, importante esponente del movimento futurista, nasce il 30 marzo 1892 a Fondo – Val di Non (Trento).

La famiglia si trasferisce a Rovereto, dove Fortunato frequenta la Scuola Reale Elisabettina seguendo la sezione delle arti applicate.

Nel 1908 dopo il rifiuto all’ammissione presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna, l’artista inizia a lavorare nella bottega di un marmista. Occupandosi del trattamento di lapidi, scopre di essere attratto dalla scultura.

Nel dicembre del 1913 Fortunato si trasferisce a Roma, in un clima indiscutibilmente fervido di avanguardie futuriste ma dove è ancora dominante il Decadentismo.

Nella capitale conosce Giacomo Balla, il pittore-poeta napoletano Francesco Cangiullo, Tommaso Marinetti e il gallerista romano Giuseppe Sprovieri. Qui, nel maggio del 1914, partecipa insieme a belgi, russi, inglesi e nordamericani all’Esposizione Libera Futurista Internazionale nella Galleria Futurista.

La “Ricostruzione Futurista dell’Universo”

Con lo scoppio della Grande Guerra, con l’Italia non ancora entrata nel conflitto, l’artista partecipa con Giacomo Balla alla pubblicazione di un manifesto (marzo, 1915) che apre un nuovo varco futuristico. Trattasi della “Ricostruzione Futurista dell’Universo”, in cui si propone la fusione di svariate arti ed una maggior integrazione di queste ultime nella vita giornaliera, associando ad esse tematiche della violenza.

All’entrata dell’Italia in guerra, l’artista si arruola all’esercito come volontario ma è costretto a lasciare per motivi di salute.

La grande mostra con oltre 200 opere

Al suo rientro a Roma, dopo una lunga preparazione allestisce una mostra con oltre duecento sue opere, realizzate con diverse tecniche (olio, tempera, collage …), la maggior parte di esse decisamente influenzate dalla pittura di Giacomo Balla.

Nel 1916 Sergeij Diaghilev, un noto organizzatore di balletti russi, gli commissiona coreografia e costumi plastici per due manifestazioni teatrali. Una di queste, “Le chant du rossignol” di Igor Strawinskij, non verrà poi rappresentata.

Intorno allo stesso periodo Depero incontra importanti personaggi del mondo dello spettacolo, della letteratura e dell’arte come il ballerino Massine, il poeta-scrittore-design Jean Cocteau,  i coniugi Larionov-Goncharova e Pablo Picasso.

Le rappresentazioni teatrali

L’artista stringe una sincera amicizia col poeta decadentista Gilbert Clavel, con cui  collabora a Capri nel 1917 alle illustrazioni per  il racconto “Un istituto per suicidi”. Sempre nello stesso anno prepara alcune coreografie teatrali.

Nel 1918 Depero si trova a Roma e, sempre in collaborazione con Clavel, presenta i Balli Plastici, uno spettacolo teatrale i cui attori, esclusivamente marionette in materiale ligneo, agiscono e ballano con le musiche di Casella, Bartok, Malipiero, Tyrwhitt.

Il periodo del dopo guerra

Subito dopo il 1918 l’artista partecipa a diverse mostre collettive, anche a quella organizzata da Tommaso Marinetti a Milano per un rilancio del Futurismo del dopo guerra.

Nel 1919, a Rovereto, Depero apre una bottega d’arte (la “Casa d’Arte Depero”) dove vengono realizzati oggetti d’arte applicata, collages e tarsie in panno.  Nella sua attività si dedica anche alle decorazioni murali di interni ed arredamenti.

Nel 1924, a Milano, durante la tournee del Nuovo Teatro Futurista, Depero organizza il Balletto Meccanico Anihccam del 3000 per il Teatro Trianon di Milano,  che verrà riproposto in molte altre città italiane. Lo strano termine “Anihccam”, letto da destra a sinistra, suona come “Meccanica”.

Nel 1925, a Parigi, insieme al modenese Enrico Prampolini e Giacomo Balla, partecipa all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative, rappresentando l’Italia.

Il libro imbullonato

Nel 1927 progetta il libro imbullonato “Depero-Dinamo Azari”, realizzato allo scopo di promuovere la propria attività artistica e quella della casa editrice Dinamo Azari. Quest’opera è il primo esempio di libro-oggetto futurista, in cui l’artista esprime con forza la propria creatività grafica.

Il soggiorno americano

Prima di partire per l’America, nell’autunno del 1928, Depero si dedica principalmente ai lavori di grafica pubblicitaria. In questo periodo realizza molti manifesti per la ditta Campari, di cui rimane testimonianza anche di un centinaio di bozzetti.

A New York, dove soggiorna per quasi due anni, Depero lavora nel campo delle scenografie teatrali e della pubblicità.

Al suo rientro in Italia, a Rovereto, fonda la rivista “Dinamo Futurista” e pubblica le Liriche radiofoniche. Inoltre partecipa a molte manifestazioni artistiche nazionali ed internazionali, dedicandosi nel frattempo alla realizzazione di pannelli decorativi e mobili con il Buxus, un materiale innovativo nato dall’autarchia imposta dal Fascismo a causa delle sanzioni del 1928. Il Buxus viene molto utilizzato in questo periodo da ingegneri e arredatori per opere di rivestimento ma non riesce a oltrepassare i confini italiani, né a perdurare oltre un ventennio.

Durante il Fascismo e la Seconda guerra mondiale

Nel periodo fascista Depero si avvicina alla corrente politica dominante credendo che il movimento futurista vi potesse interagire. Non tiene però conto che al gruppo futurista appartengono anche esponenti di sinistra.

Durante il secondo conflitto mondiale si ritira a Serrada di Folgaria e viene accusato di aver aderito al Fascismo in seguito alla pubblicazione, durante l’ascesa di Mussolini, del libro “A passo romano”.

Nel 1948 riparte per New York, dove pensa di pubblicizzare il Buxus ma trova la città cambiata ed ostile al futurismo, un movimento ormai considerato di stampo fascista. Decide perciò di trasferirsi in un paesino del Connecticut dove rimane fino al 1856.

Il ritorno a Rovereto e l’ultimo periodo dell’artista

Tornato a Rovereto realizza la decorazione della Sala del Consiglio Provinciale di Trento.

Nel 1957, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, realizza la Galleria Permanente e Museo Depero. Questa oggi ospita più di 3000 opere artistiche e circa 7500 manoscritti, nonché una fornitissima biblioteca sul Futurismo.

Fortunato Depero muore il 29 novembre 1960 a Rovereto, ad un anno di distanza dall’inaugurazione del primo museo futurista in Italia.

Alcune opere di Fortunato Depero

Le opere di Fortunato Depero
Le opere di Fortunato Depero