Movimenti artistici e linguaggi pittorici dalla A alla L

Ogni frammento riassume il Movimento artistico (i vari link portano agli approfondimenti).

Stefano Busonero: Esperienza, anno 2007
Stefano Busonero: Esperienza, anno 2007

Pittura gestuale o Pittura d’azione, libera comunque da qualsiasi schema, immediata e spontanea in cui, è permesso qualsiasi mezzo per la stesura o lo sbattimento del colore su qualsiasi supporto. L’opera viene eseguita con gesti violenti, delicati o altro tipo di movimento, che può essere aggraziato ed armonico, o nervoso e disarticolato, atto a gettare pigmento casuale sulla tela

È la decorazione di qualsiasi opera della città, molto spesso floreale, su facciate di palazzi, con modifiche di lampioni (piegati a fiore). Con l’Art Nouveau, l’interesse si sposta sull’oggetto che ha subito la trasformazione. Art nata nel 1890 a Parigi…….

Questa è l’arte del movimento. Le opere sono dotate di vita propria e subiscono diversi tipi di movimento interno, che vanno da quello virtuale  –  dove è l’occhio dell’osservatore a fare la sua parte  –  a quello effettivo, dove gli oggetti raffigurati nel supporto si spostano durante il trasporto, durante l’esposizione o addirittura ad opera dell’osservatore. Un nostro artista è Enzo Mari. …..

L’Arte concettuale rifiuta la tradizione storica, il valore prospettico, i valori sociali, i dettami classici e tradizionali, il soggetto reale e naturale, ed ancora …… l’opera stessa: il parlare dell’opera diventa più importante dell’opera in oggetto. L’opera sparisce …. e se sparisce non ha importanza  …. purché se ne sia parlato! …..

Nasce a Milano nel 1948 con lo scopo di ricercare un linguaggio pittorico puro ma compatibile con la concretezza, rifiutando il “Nuovo realismo” e l’astrattismo puro ……

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Picasso: Les demoiselles di Avignon, olio su tela, 243,9 x 233,7, Museo MoMA, New York.

Con l’insediamento di Hitler, in Germania, assistiamo ad una pianificata pulizia etnica anche nel campo dell’Arte. I Musei nazionali sono epurati da tutte le opere dell’Arte Moderna: quelle dei cubisti, primitivisti, espressionisti, dadaisti e astrattisti.

Questa arte coinvolge i dolci, le torte e tutto ciò che ci allieta dolcemente il gusto del palato. Tutte le opere sono andate distrutte!  …. ed anche quelle che verranno! ….. Peccato!

L’aeropittura è una corrente pittorica interna al movimento Futurista che si diffuse negli anni che seguirono la prima guerra mondiale. Questa espressione artistica rappresenta il mito del progresso e della macchina, simboli anch’essi del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti. L’aeropittura (termine letteralmente formato da aeroplano e pittura) rappresenta perciò la passione per la velocità ed il dinamismo in genere.

Il concetto di Art brut (brut sta per bruto, brutale, grezzo) fu lanciato per la prima volta nel 1945 dal pittore-scultore francese Jean Dubuffet per classificare non soltanto le creazioni artistiche di autori non appartenenti al mondo dell’arte, quelli cioè che operano fuori delle convenzionali norme estetiche, ma soprattutto quelle di persone rinchiuse in istituzioni come ospedali psichiatrici, carceri, o qualsiasi altro luogo che non sia un ambiente artistico: un’arte, insomma, spontanea e fluida, creata senza alcuna pretesa culturale, derivata non dalla ragione ma dal sentimento.

L’Arte Debole (in inglese, weak art) [Art international, Volumi 6-9] è un una corrente artistica nata in Italia nel 1986. Ebbe origine da una riunione di artisti appartenenti al già costituito “Gruppo di Ricerca Materialista” (nato a Torino verso la fine degli anni Settanta) [Abitare, Edizione 286]. Il gruppo si divise agli inizi degli anni Novanta.

Matisse: Armonia in rosso
Matisse: Armonia in rosso

l termine “contemporaneo” riferito al mondo dell’arte (“arte contemporanea”, “pittura contemporanea” …) ha un preciso ed incontestabile significato, cioè raggruppa tutte le forme artistiche iconografiche succedutesi dopo il periodo post-impressionista, fino ai giorni nostri. Tuttavia l’impiego generico di “contemporaneo”, anche se abbinato all’arte e ad epoche diverse dal Novecento-Duemila, non dovrebbe creare confusione.

Courbet: la sorgente
Courbet: la sorgente

Il termine figurativo, o figurativismo, sta ad indicare quelle opere, pittoriche e non (grafica, scultura, architettura ed ogni genere d’arte plastica), la cui rappresentazione di immagini, a differenza dell’astrattismo, sono identificabili nel mondo che ci circonda. Non ha importanza l’estrema fedeltà al reale, purché questo venga in qualche modo raffigurato.

Prende forza in Europa e negli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Movimento di vastissime proporzioni e con molte sfaccettature, l’arte informale rinuncia espressamente alla forma geometrica e figurativa, assumendo valenze di carattere che coinvolgono il gesto, il segno e la materia.

Nell’arte povera c’è l’interesse a recuperare gli elementi primari, naturali e tecnologici che appartengono alla vita quotidiana. Il linguaggio dell’Arte Povera è molto vicino a quello del Nouveau Réalisme, con una sostanziale differenza: non è carico di valenze espressionistiche.

L’arte ufficiale è sostenuta, con ben precisi intenti di autoaffermazione, dalle classi aristocratiche e soprattutto dai governi, concependo opere di natura molto varia ma pur sempre di esplicita chiarezza. L’arte pubblica ha gli stessi intenti ma il “soggetto artistico” è un monumento, un palazzo, o qualsiasi altra struttura.

Kandinsky: lirico
Kandinsky: lirico

Luogo e data di origine: Germania, 1910. L’astrattismo è fondato sulla maniera di interpretare, nell’arte della pittura, uno speciale esercizio purificatore degli istinti per evidenziare l’essenza spirituale nella vita reale. Una reazione alla brutalità del mondo. Un suo interprete: Kandiskij.

Con il termine di Avanguardia si indicano tutti quei fenomeni derivati dal comportamento di artisti e letterari – audaci innovatori dalle idee chiaramente estremiste – che in un periodo non ancora pronto a forti cambiamenti si proposero di rompere con tutto ciò che era tradizionalmente classico, criticandone aspramente il gusto e, soprattutto, coloro che lo perseguivano. Si parla del periodo a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento quando, in anticipo sui tempi, un gruppo di artisti dalle tendenze politico-culturali ottocentesche si riunì firmando un manifesto.

L’Avant-Pop è un movimento artistico nato intorno agli anni Novanta dello scorso secolo negli USA e partorito dal postmodernismo. Questa corrente si distingue dall’impiego di parti provenienti dai comuni mass media (giornali, musica pop, cinema, web, fumetti, videogiochi…), spesso montati in testi letterari con tecniche testuali e narrative, generalmente derivate dalle avanguardie.

La Bad Painting è una pittura all’apparenza mal eseguita, ove non manca il messaggio ironico, provocatoriamente volgare, con il preciso intento di ridicolizzare i canoni accademici della composizione e l’esagerato intellettualismo – “concettuale” – degli anni Settanta.

Il termine “bambocciante” è l’appellativo del “Bamboccio” al quale a quest’ultimo (vissuto a Roma nel 1600), viene appioppato lo pseudonimo per via del suo anomalo aspetto fisico. La pittura dei bamboccianti è la “Pittura di Genere”.

L'atelier di Camille Corot
L’atelier di Camille Corot

Gli artisti che vi parteciparono erano tutti esponenti del realismo, particolarmente disposti al mantenimento di alcune caratteristiche del linguaggio romantico: l’associazione dello stato d’animo alla visione paesistica, la rappresentazione di pulsioni sincere ed autentiche dei sentimenti, spesso riferite allo stato di umiltà dell’uomo nei confronti delle molteplici suggestioni provenienti dalla natura.

Declinazione lombarda che fa capo allo stile Rococò, caratterizzato per la costante presenza di tratti di questo nuovo linguaggio settecentesco,  come l’eleganza,  la morbidezza, la leggerezza, la grazia, la piacevolezza, commistionati con concezioni tramandate dalla tradizione seicentesca.

Caravaggio: san Giovanni Battista
Caravaggio: san Giovanni Battista

La caratteristica principale di questo stile è la trasfigurazione della realtà naturale, l’alterazione delle misure canoniche, gli effetti di contrazione ed ampliamento dello spazio, quindi anche l’inganno ottico con artifici che amplificano gli effetti emozionali.

Il Barocco Ellenistico vuole fermamente rappresentare l’opera d’arte in base alla valutazione sull’effetto finale e non più in relazione a quello che la natura manifesta, come nella cultura classica.  Dura dal 300 al 168 a. C.

Scuola artistica fondata da Walter Gropius nel 1919. Vuole risolvere la spinosa questione dei contrasti tra processo tecnologico in forte sviluppo a l’arte. Gli insegnanti chiamati a questa Scuola, hanno una notevole libertà creativa.

Se la Brücke contribuì, a sua maniera, alla liberazione dei mezzi linguistici, il Blaue Reiter vi agì intenzionalmente ed in modo assai più radicale. Il Blaue Reiter è una derivazione dalla “Neue Künstlervereinigung München”, un’associazione di artisti fondata a Monaco il 22 gennaio 1909 da Kandinsky.

L’arte bizantina inizia a spandersi quando nelle abitudini della corte e dei letterati di Costantinopoli la lingua greca prevale su quella latina e la koiné (forma dialettale) romana inizia il suo lento declino. Nell’Impero nasce un nuovo linguaggio che porta in seno, in forme estetiche, parte della tradizione romana, le pulsioni barbariche ed il sostrato orientale. Questo processo inizia già dal IV secolo.

Espressione artistica di trasfigurazione e rappresentazione del corpo umano e/o parte di esso: scandalosa l’immissione su mercato artistico della “merda d’artista” di Piero Manzoni.

Il Caravaggismo (da Caravaggio, l’appellativo del grande maestro) è un movimento artistico puramente pittorico nato intorno alla fine del secolo XVI. Il Merisi influì profondamente sulla nuova pittura barocca con le sue rappresentazioni veritiere e vitali e l’impiego di forti contrasti chiaroscurali.

Il termine “Classicismo”, che non indica uno specifico movimento, nel mondo dell’arte è un atteggiamento culturale che consiste nel conferire un valore esemplare agli schemi dell’arte classica antica. Indica quindi la tendenza ad una concezione universale della bellezza ideale, immutevole nel tempo, espressa in considerazione dell’ordine, dell’armonia dell’equilibrio e di ogni altro fattore a cui sia stato assegnato un ruolo autorevolmente esemplare.

L’arte classica mira a raffigurare la natura così come veramente è volendo raggiungere la perfezione. È saldamente legata alla concezione delle cose terrene. L’uomo viene raffigurato con tutte le sue caratteristiche materiali esaltate, incominciando dall’intera configurazione armonica del corpo.

Il CO.BR.A è un gruppo artistico fondato intorno al 1948 con un linguaggio molto vicino a quello espressionista, con piene trasfigurazioni, violente pennellate di colori vivi ed energici avvicinandosi all’astratto, senza mai raggiungerlo.

Il movimento puramente pittorico “Color field painting”, o “Pittura color field” (dall’inglese, per l’appunto, pittura a campi di colore) è caratterizzato dall’impiego di tele di canapa di grandi dimensioni su cui vengono stesi ampi spazi invariati di colore.
  • Computer art Si veda Digital art

Arte della Controriforma: Intorno alla metà del Cinquecento i vari orientamenti all’interno dell’ortodossia romana erano ormai diventati gravemente minacciosi per la tenuta dell’intero sistema ecclesiastico. Il nuovo pensiero, che agli inizi sembrava solamente un semplice dissenso, si fece sempre più forte e mirato soprattutto a combattere il degrado morale di tutta la gerarchia ecclesiastica, tanto che sfociò con la nascita di una Chiesa parallela. La Controriforma del Concilio di Trento, che si rese necessaria, influenzò fortemente gli indirizzi teorici nel mondo dell’arte, compreso naturalmente quello della pittura … ma per un periodo assai breve.

Il Costruttivismo nacque in Russia nel 1913 come movimento culturale che si opponeva al culto dell’arte come “fine a sé stessa” promuovendo, invece, un’arte con scopi sociali, attenta soprattutto ai nuovi materiali ed ai rivoluzionari procedimenti industriali.

L’arte cristiana nasce con la caratteristica essenzialmente religiosa e conserverà la sua supremazia su tutte le altre forme artistiche dell’intera Europa. La nascita e l’espansione dell’arte cristiana si deve innanzitutto alle antiche fonti classiche greche si riversarono nella civiltà di Roma ma in parte anche a quelle orientali ed a quelle barbariche. Nell’arte cristiana prende vigore l’idealizzazione, la linearità ed il cromatismo a scapito della spazialità e della plasticità.

Dai tempi del Rinascimento ad oggi, il cubismo è la più grande rivoluzione artistica mai avvenuta. Rifiuta lo studio compositivo e prospettico per impostare una nuova configurazione formale e concettuale: a piccoli cubi, e, gli oggetti rappresentati si vedono da tutti i punti di vista (anche le loro parti nascoste). Si raffigura ciò che si conosce e non ciò che si vede.

L’artista dadaista rifiuta il concetto di “opera d’arte”. Le raffigurazioni diventano povere, dubbie, e cariche di messaggi allusivi. Si dipingono ferri da stiro, orinatoi e tutto ciò che può generare provocazione.

Nei primi decenni dell’Ottocento assistiamo alla crisi dell’uomo letterato che avverte il fallimento dei propri riferimenti di guida – baluardi inattaccabili del periodo romantico – e la decadenza delle risorse di difesa contro il nuovo male sociale. Esso si sente solo e non gli rimane che ripiegasi in se stesso, facendosi protagonista di esperienze ove diventa la “vittima” principale per la sua incapacità di esprimersi e di impegnarsi in una società in forte cambiamento. Gli intellettuali e gli artisti, in genere, perdono così la fiducia nella propria ragione e si lasciano trasportare in un mondo incomprensibile, sentendo il peso della propria sconfitta.

Associazione di pittori espressionisti nata nel 1905 in Germania. Usano molto spesso i colori dei Fauves e subiscono le influenze dell’arte australiana ed africana. Mettono sempre in relazione arte e vita.

La “Digital art” raggruppa tutte le forme d’arte ottenute attraverso articolate elaborazioni digitali. Perciò il semplice impiego del computer per elaborare testi o filmare scene di qualsiasi tipo (anche artistiche) non viene considerato Arte digitale, in quanto il mezzo impiegato ha il solo scopo di registrare ed immagazzinare.

Si dipinge a puntini “allungati” di pigmento accostati tra loro. Un movimento artistico alquanto sfaccettato che ha diversi punti che convergono con l’Impressionismo ed il Pointillisme francese, mentre altri vi divergono sostanzialmente. La fondamentale differenza, presa dal puro lato tecnico, sta nel fatto che i puntini di pigmento stesi sulla tela dai divisionisti, a differenza di quelli del Pointillisme, si fanno spesso più frastagliati e lunghi, talvolta neanche accostati ma addirittura sovrapposti, “striati e pettinati”. Gli impressionisti, come i macchiaioli ed i seguaci del Pointillisme non sovrappongono le macchie di colore.

  • Dripping Art si veda Action Painting

Deriva dalle Avanguardie che nascono nei primi del Novecento e si contrappone (anche) all’oggettività Impressionista. L’artista porta sulla tela le sue emozioni allo stato puro.

Pittura espressionista. Le loro forme sono semplici, senza linee prospettiche definite, senza il passaggio del chiaro-scuro, colore allo stato puro e qualche volta steso con mezzi diversi dal pennello.

La pittura fiamminga incominciò a diventare importante nei primi decenni del Quattrocento grazie ai pittori delle Fiandre, il cui capostipite fu Jan van Eyck. Lo sviluppo della scuola fiamminga correva in parallelo con l’importanza economica di quell’area, che a quel tempo era assai ricca e prosperosa. La locuzione “pittura fiamminga” lascerebbe intendere, sia nella nostra lingua che in quella di altri Paesi, in modo del tutto improprio, l’arte pittorica dell’intera regione dei Paesi Bassi, e cioè quella delle attuali nazioni di Olanda e Belgio messe assieme, invece …

Il gruppo, che si costituì nel 1961 grazie al lituano-americano George Maciunas (1931-1978), può essere tranquillamente associato al New Dada. Ad esso aderirono anche molti artisti americani. I suoi componenti si identificavano non solo con le arti visive ma soprattutto con la poesia e la musica.

Aderiscono a questo movimento gli artisti della pittura astratta che si riconoscono “formalisti e marxisti”, perseverando sulla concomitanza non contraddittoria di obblighi politici e formali ricerche, in un contesto che tutto sommato non è l’ideale per l’astrattismo. Il gruppo nasce nel 1947 e si scioglie nel 1950.

La Scuola di Fontainebleau può essere considerata come un movimento artistico che nacque e si sviluppò nella Francia di Francesco I,  in uno strettissimo ambiente, legato esclusivamente alle aspirazioni del re. Quest’ultimo, infatti, desiderava che si ricreasse un contesto curtense grandioso ed elegante, all’altezza delle più importanti corti rinascimentali presenti nel continente europeo.

I Futuristi sono in una continua ricerca di originalità ad ogni costo, dell’irrazionale inteso come una violenta passione e piacere di vivere momenti di straordinarie e fugaci soddisfazioni, la trasfigurazione esagerata della tecnologia nella società delle grandi capitalizzazioni. Tutto questo converge con il pubblico sempre più avido e mai sazio di novità. Un nome … Marinetti;  un altro nome nella pittura … Boccioni.

Le tematiche di questa Pittura fanno riferimento alla vita quotidiana, prevalentemente a quella popolana. Gli artisti ritraggono indigenti, soldataglia, pezzenti piccoli venditori, donne che fanno le pulizie ad altro di simile. Rappresentano la realtà con il gusto della stravaganza, arrivando perfino ai limiti dell’efferatezza, ma non cercano il coinvolgimento morale.

La pittura gotica ha una lunghissima strada e si muove parallelamente con l’arte gotica delle grandi cattedrali. Moltissime sono le testimonianze della pittura gotica nel nostro paese, un po’ meno in Francia ed ancor molto meno nel resto dell’Europa a causa della devastante incuria dell’uomo, degli agenti atmosferici e degli eventi naturali del tempo. Il percorso gotico della pittura in Italia, viene sviluppato in cicli di croci dipinte, pale d’altare e affreschi. Questi hanno sofferto nel tempo danni irreparabili, rimozioni, sovrapposizioni talvolta migliorative e, molte volte peggiorative. La pittura gotica, nel periodo che va dal XIII al XIV secolo, predilige la miniatura e le forme di naturalismo. Tre sono gli stili gotici: Quello “Romanzo” legato alle maniere romaniche, quello “Bizantino” legato alle maniere padane e quello “Classicista” attestato al sud ed alla fascia Adriatica. I maggiori esponenti della pittura nel periodo gotico, sono Giotto, Cavallini, Cimabue e gli artisti senesi. Nella scultura Pisano e Arnolfo di Cambio.

Il Graffitismo ebbe origine dall’Hip-Hop, quel movimento nato in America che, oltre il campo della pittura, abbraccia la break-dance e la musica rap. Il Graffitismo naque nel Bronx da giovani ragazzi di colore che desideravano mettersi in mostra con le loro novità, in un modo del tutto caratteristico, per affermare che “Io ci sono ed esisto!”. L’Hip-Hop approdò anche nel nostro continente e, iniziando dalla Francia e dalla Germania, fu un vero e proprio ciclone che ebbe il suo boom intorno alla metà dell’ultimo decennio dello scorso secolo. Purtroppo è un movimento con molte sfaccettature e molto spesso i linguaggi espressivi non coincidono.

L’Happening Performance è un’arte ibrida, un linguaggio artistico che raccoglie liberamente tutte le espressioni, scultoree, pittoriche, fotografiche, teatrali, letterarie, musicali.

L’Impressionismo non può essere riassunto schematicamente in questo spazio strutturalmente dedicato a semplici promemoria perché è un movimento, che per essere capito a fondo, ha bisogno di una profonda analisi in ogni suo aspetto. Molte sono le peculiarità di questo rivoluzionario e meraviglioso movimento che, se prese separatamente, potrebbero portare ad avvicinarlo – sbagliando – ad altri movimenti. Le caratteristiche principali sono: accostamenti di colore a piccole macchie, cattura dell’attimo fuggente (della realtà dell’emozione e del movimento), lavoro all’aria aperta (en plein-air), libertà espressiva, libertà compositiva, trasfigurazione lirica della realtà. L’impressionista può prevedere, dal lato tecnico ed illustrativo, l’opera portata a termine, ma non conoscerà mai, in precedenza, il suo risultato emozionale finale.

  • Installazione

Quando si parla di movimenti artistici il termine “Installazione” è inteso come quell’arte visiva nata negli anni settanta e sviluppatasi nel corso del tempo fino ad assumere l’attuale forma. Generalmente l’Installazione è un’opera d’arte tridimensionale, costituita da oggetti proposti attraverso le più libere ed impensate forme espressive, installati in grandi ambienti (esterni ma anche interni). È una forma d’arte assai prossima a quella della Land Art ma differisce da essa in quanto il fruitore è sempre parte integrante dell’opera stessa.

L’Iperrealismo, di fatto una corrente derivata dalla Pop art, caratterizzato dalla cura maniacale del dettaglio, si diffuse nel continente europeo alla fine degli anni Settanta: l’eccezionale fedeltà nei confronti della realtà, sotto ogni aspetto eccessivamente esagerata, fu abbracciata principalmente nel modo della pittura. Tra gli esponenti di spicco figurano Richard Estes, Chuck Close e Ralph Goings, tutti e tre americani.

Per la Land art, il territorio, una cala, la costa, una collina, un porto, o qualsiasi altro spazio presente sulla Terra, può essere trasformato dall’uomo in opera d’arte. Il problema è purtroppo dei fruitori dell’opera che, per goderla in pieno, devono muoversi per raggiungere colline, monti e, spesso, anche impiegando mezzi aerei.

Lo stile Liberty è espressività grazie al prevalente uso del tratto puro e della linearità dei segni realizzati in superficie, in assenza di ombreggiamenti e, con campitura nitide, ben definite e contrastate. Nasce in Inghilterra nella bottega di Arthur Lazenby Liberty.

continua movimenti dalla M alla O     continua movimenti dalla P alla Z


Storia dell’arte: dal Gotico al Realismo

Storia dell’arte nei periodi compresi tra il Gotico e il Realismo

Dal Trecento

Pietro Lorenzetti: la natività della Vergine
Pietro Lorenzetti: la natività della Vergine

La Pittura di Ambrogio Lorenzetti

Opere di Pietro e Ambrogio Lorenzetti

Il primo Trecento nell’arte

Il Trecento pag 1 – Il primo Trecento pag. 2  –  Il Trecento pag. 3

Pittura fiammingaPittura fiamminga pag 2

Trecento e Quattrocento

Jan van Eyck: Margaretha van Eyck
Jan van Eyck: Margaretha van Eyck

Pittura fiamminga e tecnica a olioPittura fiamminga, lo spazio e la luce

Pittura fiamminga: I primitivi fiamminghiIl Quattrocento nell’arte: Arte umanistica e Rinascimento

Il Quattrocento e il Rinascimento – Pittura veneta del Quattrocento

Il disegno nel RinascimentoLa prospettiva nel Rinascimento – Rinascimento e il ritorno all’antico – Il Rinascimento ed il ruolo dell’artista

Cinquecento e Rinascimento

Leonardo: La Gioconda
Leonardo: La Gioconda

Il Primo Cinquecento nell’artePittura veneta Primo Cinquecento

Pittori romagnoli Primo Cinquecento

La pittura di Leonardo  Pittori Toscani primo Cinquecento

La pittura di Michelangelo   La Pittura di Raffaello

Il ManierismoManierismo (frammenti)

Pittori Tardo Rinascimento nord e centro 1Pittori Tardo Rinascimento nord e centro 2

Venusti Marcello: Ritratto di Michelangelo
Venusti Marcello: Ritratto di Michelangelo

Pittori Tardo Rinascimento nord e centro 3Pittori veneti Tardo Rinascimento   e Toscani 1  2

Arte della Controriforma

Arte della Controriforma 2Arte della Controriforma e le immagini

Il Rinascimento europeo

Schema riassuntivo epoche precedenti 1Schema riassuntivo epoche precedenti 2

Dal Seicento

Caravaggio: La Sacra Famiglia
Caravaggio: La Sacra Famiglia

Il Seicento ed il Barocco 1 –  Barocco pag. 2

Artisti del Barocco (frammenti 1)Artisti del Barocco (frammenti 2)Pittori Barocco (frammenti 3)Pittori Barocco (frammenti 4)

Il Seicento e la sculturaIl Seicento francese – Il Seicento fiammingoIl Seicento olandese   Il seicento spagnolo

Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese - Pan e Diana
Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese – Pan e Diana

Il Seicento asburgico, inglese e scandinavoIl Seicento napoletano

Dal Barocco al RococòScultura Decorazione e frescanti del Rococò

Rococò Pittura  – Pittori Rococò 1Pittori rococò 2

Dal Settecento

Canaletto: La piazzetta verso la torre dell'orologio
Canaletto: La piazzetta verso la torre dell’orologio

Settecento e Vedutismo – Pittura di Genere

Il Settecento francese e la scuola inglese

Dal Rococò al Neoclassicismo

Riassunto Seicento-Settecento Figure rilievo 1  2

Neoclassicismo Formazione e Fonti  Pittori neoclassiciNeoclassicismo ideologie

Fine Settecento e inizio Ottocento

Delacroix: Il massacro di Scio
Delacroix: Il massacro di Scio

Neoclassicismo in EuropaNeoclassicismo verso il romanticismo

Periodo romantico – L’arte romanticaPeriodo romantico e il Preromanticismo

Periodo romantico – nord EuropaPeriodo romantico e i pittori visionari

Romanticismo francese e Romanticismo italiano

Neogotico    Nazareni   Preraffaelliti

Riassunto Settecento   Figure di rilievo del Settecento

Camille Corot: Giardini di Boboli a Firenze
Camille Corot: Giardini di Boboli a Firenze

L’Ottocento e l’Arte Ufficiale e PubblicaL’Ottocento e gli artisti Pompier

L’Ottocento e l’industria nell’arte 1L’Ottocento e l’industria nell’arte 2

Il Realismo   Il Realismo italiano

La pittura veneta dell’Ottocento e primo  Novecento 1La pittura veneta dell’Ottocento e primo  Novecento 2

Frammentiarte, il riassunto della storia dell’arte – appunti d’arte

Gli appunti d’arte e tutto il materiale fotografico raccolto, sono presenti nelle pagine solo per motivi didattici

Stebuson


Pittura barocca e rococò

La pittura barocca e rococò in Italia

Pagine correlate alla pittura barocca e rococò: Scultura del Settecento – Vedutismo – Frammenti su Pittori Rococò.

Barocco e Rococò: Nel campo della pittura assistiamo ad una produzione eterogenea nelle varie zone d’Italia e lo stile Rococò si presenta nelle più svariate forme.

Roma non ha più quella predominante forza creativa, che adesso si è spostata nelle zone del Veneto. Venezia è il centro nevralgico dell’arte.

Le prime avvisaglie di un mutamento del linguaggio ad orientamento barocchetto, con l’impoverirsi delle gamme cromatiche e di importanti contrasti di “chiaro scuro”, oltre ad un arioso e spedito segno, si hanno proprio agli inizi del secolo con le opere di grandi artisti di zone diverse.

I pittori italiani

Luca Giordano: Crocifissione di San Pietro
Luca Giordano: Crocifissione di San Pietro

Luca Giordano (1632/4-1705) a Napoli rappresenta un passaggio netto e deciso dell’intenso patetismo di quella scuola verso espressioni di più chiara e gradevole attrazione.

Tuttavia la città, nella quale egli decora la cupola del Tesoro nella certosa di San Martino, diventa sempre più luogo di incontri e di scambio artistico-culturale. Luca Giordano soggiorna in diverse città e in vari stati, come Venezia, Firenze e la Spagna, svolgendo la sua attività artistica ma anche traendone stimoli.

Francesco Solimena: Autoritratto
Francesco Solimena: Autoritratto

Ne coglie insegnamento fra gli altri, Francesco Solimena (1657 – 1747) vitale ed attivo a Napoli e in altre città italiane; anche se in lui si riscontrano ancora residui della cultura del Seicento napoletano. Rielabora il Mattia Preti nei chiaroscuri leggermente lividi ed intensi delle sue tele, mentre nelle opere d’affresco della cupola di San Filippo Neri ha delle originali inventive, anche se turbolente.

Paolo de Matteis prosegue la stessa pratica decorativa di Luca Giordano.

Francesco de Mura (1696-17782) con un tratto spigliato nel disegno che talvolta soverchia il cromatismo dei chiari (decorazione del soffitto di Santa Chiara), è un pittore prevalentemente da cavalletto e ritrattista. Anche Corrado Giaquinto (1499-1765) di Terlizzi è discepolo del Solimena, ma le sue gamme cromatiche hanno più luminosità e vigore di quelle del suo maestro.

A Genova, Gregorio de Ferrari (1647-1726) intraprende un linguaggio pittorico di splendente scioltezza, ispirandosi agli schemi seicenteschi di più adorabile significato per inserirvi un pizzico di originale freschezza: così come testimonia la serie di affreschi nelle residenze nobiliari, soprattutto quelli a tema allegorico in Palazzo Rosso.

Sebastiano Ricci: Cristo nel monte degli ulivi
Sebastiano Ricci: Cristo nel monte degli ulivi

In Lombardia abbiamo Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino (1660 – 1715), a portare gli insegnamenti accademici, quelli del romano Maratta, verso il Barocchetto; nel suo caso in particolare con un più marcato patetismo, trasformato dalla locale scuola seicentesca d’impronta borromea. Autore di splendidi affreschi nella città di Torino, in palazzo Carignano, e attivo in altre con pale d’altare, termina la sua attività artistica con gli affreschi nella navata centrale del duomo di Monza. Il richiamo più forte sui contemporanei è con molta probabilità, quello esercitato da Sebastiano Ricci (1659-1734). Egli approfondisce un linguaggio moderno impiegando come lo stesso de Ferrari, lo schema del Correggio ma in toni più sciolti e variati.

Pompeo Batoni: Ritratto del principe Abbondio Rezzonico
Pompeo Batoni: Ritratto del principe Abbondio Rezzonico

Nella capitale, dove più che nelle altre città, permane sempre accentuato l’attaccamento alla tradizione accademica, Pompeo Batoni (Lucca 1708-87) è tra i promotori di quel filone classicheggiante che avrebbe contrassegnato, dopo la metà del secolo, la decadenza del Rococò. Continua anche la fredda pittura del Maratta con Francesco Trevisani (origine veneta), Giuseppe Chiari (romano), Sebastiano Conca (Gaetano) e Benedetto Luti (fiorentino). Quest’ultimo si riallaccia alla pittura del Cortona, trasferendovi lo stile del Rococò.

Sebastiano Ricci: Diana e Endimone
Sebastiano Ricci: Diana e Endimone

Sebastiano Ricci molto attivo in numerosissime città, sia con opere dipinte su tela sia con rappresentazioni di affreschi (esemplare è il soffitto di palazzo Colonna a Roma), trasmette il nuovo stile anche fuori dall’Italia, soprattutto durante le permanenze a Londra e a Parigi.

La scuola veneziana non è all’avanguardia (avanguardia in senso generico) nello sviluppo del linguaggio artistico in direzione del Rococò, ma nel giro di una ventina di anni si metterà in prima linea per il profilarsi di figure come appunto il Ricci e il Tiepolo e anche artisti del gruppo dei vedutisti.

Anche la decorazione e l’arredo prenderanno chiare caratteristiche rococò che si riconosceranno per eleganza, attrattiva di maniera e leggerezza tematica nella produzione locale.

Giovanni Battista Piazzetta: Giuditta e Oloferne
Giovanni Battista Piazzetta: Giuditta e Oloferne

Altre grandi personalità di spicco si incominciano ad intravedere nello scenario artistico settecentesco italiano, sia pure affezionati ad un tipo di tavolozza un po’ più pesante come “chiaro – scuro” di remota discendenza caravaggesca: per esempio Giuseppe Maria Crespi, detto anche lo Spagnolo (1665-1747) a Bologna, che tratta soprattutto soggetti di genere, anche con fisionomia popolare, ma con grande diligenza rappresentativa (nel S. Antonio flagellato dai demoni, Bologna, San Nicolo); e a Venezia, Gian Battista Piazzetta (1683-1754), diventato famoso per lo squisito dinamismo (nell’Indovina, Venezia, Galleria dell’Accademia).

Costoro sono molto avanti nel gusto. La loro gestualità, il libero taglio nella composizione e le scelte iconografiche dichiarano un nuovo approccio verso la pittura. Così è considerato un antesignano, per l’audace provocazione della tematica e per il consueto uso della “pittura di tocco”, Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749).

Giambattista Tiepolo

Tiepolo: Trionfo di Flora San Francisco M. H. de Young Memorial Museum
Tiepolo: Trionfo di Flora San Francisco M. H. de Young Memorial Museum

Il Tiepolo, uno dei più grandi esponenti della pittura europea, termina e riassume l’intera panoramica dell’arte decorativa veneta. Formatosi nella scuola ancora barocca del Piazzetta e di Bencovich, prende comunque una direzione del tutto settecentesca molto più nuova ed avvincente, sulle orme del Pellegrini e del Ricci. Tutto questo non basta al Tiepolo che va ben oltre il Rococò, accogliendo gli spunti da Rubens, dai Carracci e da Luca Giordano.

Entra così nello scenario pittorico dimostrando diligente attenzione ai maestri che lo precedono o ai quali esso viene affiancato, e molto presto rivela una maestria eccezionale nel mestiere e nella tematica, con una teatralità fortemente espansiva e insieme, generosamente fiera.

Gian Battista Tiepolo: Affreschi della residenza di Worzburg
Gian Battista Tiepolo: Affreschi della residenza di Worzburg

Il Tiepolo mette in luce il suo fervore creativo nelle pareti, nei soffitti, nelle volte delle ville e degli edifici a carattere religioso del Veneto e della Lombardia, interpretando con intensa adesione lo spirito delle celebrazioni storiche e religiose, e delle allegorie sul tema mitologico come venivano rappresentate nel melodramma settecentesco, facendo allo stesso tempo risorgere lo splendore coloristico e la maestosità degli insegnamenti del Cinquecento veneto; ben convinto del ruolo del maestro come di chi, trasmettendo ogni messaggio, anche il più doloroso, lo fa in chiave di fascino. Dopo le più che riuscite esperienze giovanili, arrivate all’apice con gli affreschi a tema biblico nel palazzo di Udine, adesso sede vescovile (1726-28), il Tiepolo, seguito prima da esperti della quadratura trovati sulla piazza e dopo dai figli Giandomenico e Lorenzo che divengono suoi collaboratori per il figurativo, non ha sosta, svolgendo una lista di committenze sempre più pesanti, sia per le opere da cavalletto, di sovente a tema religioso, sia per gli affreschi realizzati nei saloni di rappresentanza di palazzi aristocratici.

In Lombardia ed in Veneto, nel periodo in cui la fase di assestamento del potere asburgico incoraggia patrizi della zona a procurarsi una propria caratteristica fisionomica innalzando molte nuove costruzioni residenziali, il Tiepolo va a Milano ad affrescare nei palazzi Casati Dugnani e Clerici, poi va a Venezia con il quadraturista Gerolamo Mengozzi Colonna in palazzo Labia ad affrescare le “Storie di Antonio e Cleopatra”, poi a Wurzburg e infine a Madrid ad affrescare, nella sala del trono di palazzo Reale, “Gloria della Spagna” .

La sua lunghissima attività ricopre simbolicamente tutto l’arco del Settecento, e quando sarà conclusa inizierà ad essere soverchiata dai nuovi linguaggi espressivi, sia per il divulgare del gusto neoclassico sia e soprattutto, per il delinearsi della coscienza protoromantica.

In Spagna, dove il Tiepolo muore, sta appunto evidenziandosi prepotentemente la personalità del tutto inedita di Francisco Goya y Lucientes (1746-1828).


Barocco e Rococò

Barocco e Rococò nella Corte e dentro la città

Pagine correlate a Barocco e Rococò: Barocco del Seicento – Al Seicento asburgico, inglese e scandinavo – Scultura e decorazione del Settecento.

Barocco e Rococò nella Corte e dentro la città: Settecento … il secolo del grande movimento, delle grandi migrazioni artistiche, dei grandi scambi culturali.

La ragione ottiene la massima fiducia ed il sentimento diventa uno svago, l’espressione di un linguaggio artistico universale che si diffonde da Parigi a Londra, da Vienna a Venezia,  da Praga a Madrid, in tutta Europa.

Si manifesta in forme eleganti, apprensive e allo stesso tempo sorridenti, una caratteristica di gusto che contiene un insieme di sensazioni anche contrastanti tra loro, squisitezza, impassibilità e tenerezza.

Dal Barocco al Rococò

In questo contesto, che sembra voler sminuire l’interesse per l’arte, succede invece il contrario; l’arte si arricchisce sempre più di nuove e brillanti rappresentazioni.

Se è vero che sopisce e si svuota la funzione dell’arte come eloquenza a fini coinvolgenti e persuasivi, colpendo e sgretolando l’enfasi barocca, è anche vero che viene riconosciuta all’arte una funzione squisitamente estetica: interpretare e trasmettere il pensiero attraverso “il bello”. Ma non soltanto questo: “il bello” per la critica ed i teorici del mondo artistico di questo periodo, significa forme ingentilite e piacevoli, che devono mantenere il fascino scenografico in uno svago scoperto di simulazioni come, per esempio, nelle opere allegoriche del celebre ritrattista Jean-Marc Nattier (1685-1766).

Abbiamo così in questa maniera un cambiamento di linguaggio artistico nel giro di una manciata di lustri, cioè dalla formula barocca a quella definita in seguito barocchetta, che specialmente nel campo dell’architettura e delle arti decorative si manifesterà come “stile rococò”.

Il nome Rococò è una versione intenzionalmente canzonatoria,  che entra prepotentemente in uso quando questo stile inizia a sua volta a stancare. Con la parola francese rocaille si mette a fuoco in questo periodo un certo tipo di decorazione dalla linea asimmetrica e circonvoluta.

La rocaille è in effetti una mescolanza di pietre, originali o artificiali, di conchiglie e altri materiali che sembrano rocce naturali; è questa dunque una trovata stilistica ispirata alla natura, in un contesto arcadico entrato in modo particolare presso le corti. Il suo più grande interprete è Juste-Aurèle Meissonnier (1695-1750), che applica questo stile sia agli ornamenti e alla decorazione degli interni, sia ad oggetti di ogni tipo, soprattutto gioielli. Juste-Aurèle, oltre che interprete, è anche teorico del Rococò. Opera a Parigi durante il periodo della reggenza del duca Filippo d’Orléans (1715-23). Il punto più alto dello splendore del Rococò coincide con il periodo del regno di Luigi XV (1743-74), quando lo stile impregna con la sua essenza tutte le espressioni artistiche, immedesimandosi nel “gusto Pompadour”.

Architetti Rococò

La Francia di questo periodo tuttavia non plasma l’ambiente architettonico e urbanistico così come si sta verificando in tutti gli altri Paesi europei. Vengono costruiti pochi palazzi di relativa importanza,  di rappresentanza e mondani, realizzati con una rutilante espressione Rococò: possiamo ricordare, nel complesso di elementi della reggia di Versailles portata a termine sotto il regno di Luigi XIV, il palazzo  Petit Trianon, ideato da Ange Jacques Gabriel (1698-1782) per Luigi  XV.

Una penetrante e globale metamorfosi del gusto e dei canoni stessi dell’ambientazione si registra con migliori risultati nei Paesi dell’Europa centrale, con manifestazioni anche abbastanza premature in Austria e Germania, ma con testimonianze di proporzioni straordinarie anche in altri Paesi, come ad esempio Boemia e Polonia.

Già fin dai primi due decenni del Settecento architetti come i due austriaci Fischer von Eriach e Johann L. von Hildebrandt, l’italiano Domenico Martinelli e i fratelli tedeschi Zimmermann, innalzano in varie zone  dell’Europa centrale edifici e chiese con nuove caratteristiche, che si concentrano sulla leggerezza e sulla ricchezza degli effetti, costruzioni con struttura a linee curve ed estese, dislocando la visione da un punto focale unico a una rappresentazione in successione ritmica di spazi.

Abbiamo come testimonianze  le chiese di San Giovanni Nepomuceno a Praga e di San Carlo a Vienna, dove la decorazione a fresco e quella scultorea assumono un significato di grande rilevanza. Anche in Italia, avviene la metamorfosi che porta al Barocchetto, ma con stampo borrominiano: la forma di espressione è morbida, elegante e senza eccessi decorativi. Un famoso interprete di questo periodo è Filippo Juvara o Juvarra, siciliano 1678-1736), che passando dalla Scuola di Carlo Fontana, approda prematuramente a Torino, al servizio della famiglia Savoia.

Il suo capolavoro più coinvolgente, già compiuto nel 1718, è la basilica di Superga, ubicata su un colle affacciato sulla città. Il nuovo gusto viene raffigurato non soltanto da materie di composizione inedite o da eccessi figurativi, ma anche e soprattutto dal ritmo sciolto della spaziatura, che dà la sensazione di un vivace inoltrarsi nelle strutture architettoniche verso l’osservatore; così la cupola, a struttura tradizionale, viene assottigliata concentrandosi su effetti di animoso senso del “verticale”. L’opera di Juvara rimane forse la palazzina di caccia di Stupinigi, portata a termine nel 1730 e molto vicina alla città, al limite di un viale di cui ne è parte integrante, costituendone la conclusione prospettica, vivacizzata dalle ali che procedono in senso obliquo e coronata da una cupola ariosa. Costituisce una testimonianza esemplare di residenza suburbana, ricca di spaziosità a vetrate. Juvara terminerà la sua vita artistica a Madrid, dove concepirà  il palazzo di Aranjuez, su richiesta del re.
Non dobbiamo dimenticare un altro famoso esponente del tardo Barocco in Italia, Luigi Vanvitelli (1700-1773), che si pregia di esser figlio di un vedutista di discendenza olandese (Gaspar van Wittel) e di aver acquisito un’eccellente preparazione nella raffigurazione di scene urbane, che di frequente dalla sua mente escono con un piglio teatrale. L’insieme di raffinatezza ed ingegnosità nella produttività monumentale gli permette di concretizzare nella famosissima reggia di Caserta (1752-70) e nel parco contiguo, un importante ed affascinante complesso di grande varietà e grazia, con la collaborazione di ricercati scultori per le statue che guarniscono  tutti i giardini, specialmente la fontana.

PIANI URBANISTICI

I più importanti architetti del grande secolo, ovvero del Settecento, si vedono di  frequente partecipi nella programmazione di nuovi piani da urbanizzare nelle più importanti città europee.

La presenza di queste famose personalità nelle varie città, per incarico di questo o quel sovrano, è una nota caratterizzante la formazione artistico-intellettuale di questo proficuo secolo, all’insegna di quello che si chiama comunemente il “dispotismo illuminato”.

Le corti di tutta Europa si rivaleggiano per avere a propria disposizione artisti e architetti a cui vengono assegnate opere di grande rilievo; la realizzazione delle quali, pur nelle dovute discordanze e caratteristiche peculiari, relative anche alle condizioni specifiche delle zone, concepisce le grandi città con caratteristiche perlopiù omogenee; ci si prefigge per tutto il continente europeo un linguaggio artistico globale come mai era accaduto nei secoli passati.

I nuovi piani di urbanizzazione si riferiscono in modo particolare ad alcune capitali: Roma continua ancora lo sviluppo su un filone che aveva avuto la sua struttura basilare nel Seicento, ma Torino, con l’attività di Juvara, inizia la sua configurazione in base al programma ad assi perpendicolari, che sarà la sua caratteristica fisionomica. Anche a Vienna c’è una buona crescita di opere architettoniche che si dispongono con una certa cadenza ritmica intorno al centro storico della città: tra queste la più famosa è il Belvedere del principe Eugenio di Carignano, vicina alla piazza dove si si trova la chiesa di San Carlo, costruita dai Fischer von Eriach nel 1737.

Anche l’architettura religiosa conosce nell’Europa centrale un sensibile aumento di splendore e nascono meravigliose costruzioni di conventi, maestose e delicate, come l’abbazia di Melk sul Danubio in Austria, riedificata tra il 1702 e il 1749 in stile barocchetto.

All’inizio del Settecento viene fondata, dallo zar Pietro il Grande, la città di San Pietroburgo in Russia, dove in  brevissimo tempo arriveranno architetti e artisti provenienti da tutte le parti d’Europa. Tra questi, anche il nostro Bartolomeo Francesco Rastrelli (1700 – 1771), artefice di chiese e palazzi imperiali, come la residenza di Tzarskoe Selo (1756) e nella capitale, del palazzo d’Inverno (1764), tutte opere in stile barocchetto, di forme eterogenee ma brillanti. Proprio intorno alla metà del secolo il gusto rococò, intreccio di modelli francesi ed austriaci, arriverà ad influenzare anche le città della Scandinavia, provocando grande passione per i miglioramenti d’immagine. Si contraddistingue in modo particolare il complesso di Amalienborg (1750-68) a Copenaghen,  il teatrino e le scuderie a Christiansburg, e il palazzo di Kungliga Slottet (1754) a Stoccolma.

Gi ambienti   rococò

Il gusto dello stile barocchetto è tuttavia connesso ad una nuova idea di abitabilità dei palazzi, del loro impiego, e non solo quello di rappresentanza.

Quando in gran parte dell’Europa si diffonde a macchia d’olio l’uso delle ville per la villeggiatura delle famiglie ricche (le così designate “ville di delizia”), le residenze anche di natura monumentale vanno suddividendosi all’interno con una varietà di caratteristiche per i diversi usi domestici: nei pressi dei saloni di accoglienza e da ballo si strutturano piccoli salotti, boudoir, stanze di dialogo per le dame, sale di musica, di lettura, per collezioni di libri e cosi via, che rivelano come sia articolata la vita dei signori e quanto spazio vada sempre più riservandosi all’intimità.

L’architettura settecentesca si presenta sempre come una sola cosa con i suoi apparati decorativi; è molto spesso arricchita con statue collocate all’esterno, sui pilastri degli ingressi, in particolari incavi nel muri e, all’interno, lungo i corridoi e i percorsi di passaggio. È una statuaria che tiene conto delle vivaci forme, sciolte ed avvitate, dettate dallo stile barocco.

Frammenti:

  • Dalla lingua francese, la parola rocaille significa conchiglia o anche piccolissimo ornamento di grotte e viene usato con spregio.
  • È graduale il passaggio dallo sfarzoso, monumentale e  appassionato linguaggio  Barocco al leggero e grazioso e ritmico Rococò
  • Il movimento viene sentito (ancor più del Barocco) in tutta Italia per tutta la prima metà del secolo
  • Questo stile mosso in curve ed ornati di vaporosa delicatezza,quasi fiabesca, non manca di svilupparsi presso gli ambiti aulici delle corti
  •  Il Rococò è musicalità
  • Rispetto al Barocco, le snellite forme dell’architettura risultano più raccolte ed il movimento è più ritmico ed elegante
  • Rispetto al Barocco, il Rococò esiste – con un accresciuto calore di vita – negli interni delle costruzioni Rococò
  •  Nel campo della scultura le forme diventano più lievi e il chiaroscuro diventa più modulato …….. con grazia
  • Nel campo della pittura il cromatismo diventa più chiaro, più morbido, più delicato e talvolta …. nei Veneti …. luminosissimo
  • Le parole Barocco e Rococò oggi richiamano bellezza, eleganza, monumentalità, sfarzosità, passione, graziosità, ritmo ….. ieri qualcosa di poco interessante
Il Castello di Sans Souci,
Il Castello di Sans Souci

Dal Rococò al Neoclassicismo

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Il passaggio verso il nuovo linguaggio

Tiepolo: La crocifissione
Tiepolo: La crocifissione

Dal Rococò al Neoclassico: Subito nei primi anni della seconda metà del Settecento, Francesco Milizia, teorico dell’architettura, esternando i suoi concetti di tipo illuminista, vuole definire lo stile barocco con una violenta ed aspra critica, senza pensare che il suo giudizio si sarebbe più tardi mutato. Quella definizione dello stile però rimane come modello.

Nel Barocco veniva inclusa tutta la produzione barocchetta (il Barocchetto è una declinazione lombarda che fa capo allo stile rococò ed è caratterizzato per la presenza di tratti di questo nuovo stile settecentesco,  come eleganza,  morbidezza, grazia, piacevolezza, commistionati con concezioni stilistiche e compositive tramandate dalla tradizione seicentesca), perciò anche quella del Rococò, che aveva avuto il suo culmine nell’espressività soprattutto nei complessi architettonici e decorativi, in tutto il centro Europa; e la sua caratteristica più specifica nell’arredo e nella piccola decorazione in Francia con lo stile Luigi XV. Ecco che intorno al 1770 il gusto rococò cala in tutti i sensi e dappertutto; nei centri di più decisa vitalità culturale sta ormai cedendo il posto al nuovo linguaggio, quello neoclassico; nei contesti più conservatori, viene però sostituito con il ritorno ad un stile accademico di stampo bolognese e romano.

Negli ornamenti eseguiti direttamente con tecnica a stucco e in tutte le altre forme decorative, l’ormai famoso stile Luigi XVI, che si manifesta proprio tra gli anni Settanta e Ottanta, appare come un risanamento dello stile rococò, privilegia la linea retta, diminuisce ed irrigidisce le rappresentazioni floreali, presenta ritmi alternati con ampie pause e un nuovo tipo d’immagine di natura più severa. Tramite queste rettifiche, il Rococò entra poco alla volta nel Neoclassico senza soluzione di continuità.

In tale contesto entra con una prepotente forza persuasiva una figura chiave per il passaggio del gusto e dell’idea dell’arte tra il Settecento e l’Ottocento. Questa figura è Francisco Goya: alla fine dell’Ottocento egli è poco più che cinquantenne e rappresenta emblematicamente il tramonto dell’epoca delle grandi dinastie. Inoltre avvia il processo rivoluzionario.

Goya resterà un importantissimo punto di riferimento per l’arte contemporanea.

Francisco Goya

Cenni biografici – Le opere

 Francisco Goya: La Maja desnuda
Francisco Goya: La Maja desnuda

Figura fondamentale della pittura spagnola ed anche di quella europea a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, Francisco Goya y Lucientes (1746 – 1828) è accreditato come uno dei procreatori della sensibilità artistica moderna, alla radice del romanticismo autentico.

I suoi temi studiano a fondo la realtà più profonda, con particolare riguardo al mondo dell’onirico e dei concetti più celati.

Goya: La sepoltura della sardina
Goya: La sepoltura della sardina

Il suo linguaggio, di larga disinvoltura e vitalità, è indifferente agli schemi di composizione ed alle indicazioni accademiche, e piega i soggetti a dar corpo a pretese e creatività ulteriori, in nome solamente, dell’espressività pura e franca. Si definisce allievo di Velàzquez, di Rembrandt e soprattutto della Natura.

Egli ha appreso dal primo la tecnica eccellente del colore sfumato a velature con pennellate sovrapposte, dal secondo la propensione per temi pervasi di mistero e di ombre, dalla terza, cioè dalla Natura, la miriade infinita delle forme, accettate sotto tutti i punti di vista, dal bellissimo all’orrendo purché prodotto della natura stessa.

Goya: Majas al balcone
Majas al balcone

Molto interessato all’osservazione della vita del suo periodo, è interprete delle difficoltà provocate dalla crisi morale e soprattutto politica che la Spagna attraversa alla fine del Settecento, ma anche della suggestiva e gioiosa vita della città di Madrid, delle majas, dell’appassionata devozione popolare come negli affreschi della cappella di S. Antonio de la Florida, 1798.

Grande è il suo entusiasmo per le rivoluzioni della tecnica come testimonia “il pallone aerostatico” realizzato nel 1818-19.

Il venditore di vasellame
Il venditore di vasellame

Liberale, illuminista ed in amicizia con gente colta e progressista, Goya concentra il suo interesse critico verso il mondo dei poveracci (il muratore ubriaco, lo trasforma in “muratore ferito”), verso quello sommerso della pratica magica, della delinquenza, della prostituzione, per evidenziare illegalità e rozzezze, per fare satira sui costumi e sulla mendacia del conformismo e della devozione bigotta: in particolare, nella serie delle acqueforti dei Caprichos (1799) il lume dell’intelletto richiama, per scongiurarli, mostri della credenza popolare. Insieme a questa tematica egli svolge, nella sua qualifica di “Primo pittore di camera”, una grande quantità di straordinari ritratti di esponenti della nobiltà emulando il suo maestro Velàzquez con effetti pittorici di eccezionale maestria, nei quali esprime con ammirato riguardo l’eleganza rococò degli ambienti e delle vesti, la decorosa correttezza delle pose, ma allo stesso tempo accusa la mediocrità, la grettezza e la piena arroganza che si intravedono nei volti di un ceto dominante corrotto e sciocco.

Goya: 3 maggio 1808 - Fucilazione della montana del principe
3 maggio 1808 – Fucilazione della montana del principe

L’invasione della Francia e la sua insurrezione popolare, il senso di repulsione della guerra, lo sconforto nell’identificare nei supposti liberatori nuovi tiranni, stimolano Goya a dipingere le vicende di cui egli è testimone diretto in forma realistica o metaforica e a raccogliere le impressioni nella serie di acqueforti “I disastri della guerra” (1810-20), che rigenera una famosa serie di Callot. Si ritira 1819 a causa di una malattia che gli ha tolto la capacità di udire e si spinge sempre più a rinchiudersi nei propri turbamenti e depressioni. Questo è il periodo di uno sconvolgente ciclo di “pitture nere”, raffiguranti il suo percorso verso gli Inferi, tra le visioni delle forze maligne, accolto da Asmodeo e Saturno, devastatori e carnefici.