Paolo Caylina il Giovane

Pittore Paolo Caylina, detto il Giovane (Brescia, 1485 circa – 1545 circa)

caylina paolo - coro delle monache
Sopra, un’opera dell’artista: Coro delle monache del monastero di Santa Giulia a Brescia, anno 1527.

Biografia

 L’artista, conosciuto come Paolo Caylina il Giovane, nacque a Brescia intorno al 1485. Suo zio, Paolo Caylina il Vecchio (Brescia, 1420/30 – non prima del 1486), anch’esso celebre pittore, portava lo stesso nome. L’altro celebre suo zio Vincenzo Foppa (Bagnolo Mella, 1427 circa – 1515 circa), tra i principali animatori del Rinascimento lombardo, lo lasciò erede dei suoi ricchi averi.

L’inizio dell’attività artistica di Paolo si svolse in ambienti ferraresi, subito con celebri committenze, tra cui ricordiamo quelle estensi, documentate nel biennio 1506-07.

Il catalogo dei suoi lavori, nonché la cronologia delle singole opere, risultano confusi per mancanza testimonianze certe, ma possono sommariamente essere ricostruiti in riferimento ai suoi evidenti cambiamenti stilistici. Le prime opere sono molto influenzate dallo zio Vincenzo Foppa, da Vincenzo Civerchio (Crema, 1470 circa – Crema, 1544) e dal Bergognone. Di significativa importanza è il polittico della Deposizione nella chiesa di Sant’Angela Merici a Brescia (già chiesa di Sant’Afra).

Nel 1527 Paolo il Giovane era impegnato a Brescia negli affreschi del coro delle monache del monastero di Santa Giulia (figura in alto), oggi considerati il suo capolavoro. Assieme all’artista lavorava il conterraneo Floriano Ferramola (1478 circa – 1528).

Portati a termine gli affreschi nel 1527, dopo la morte del suo collaboratore, all’artista fu commissionata la decorazione della cappella della Vergine nella vicinissima chiesa di San Salvatore, ove realizzò le Storie della Vergine e dell’infanzia di Cristo.

Le opere successive di Caylina il Giovane

Le opere successive sono catalogate in base agli influssi dei celebri contemporanei, come i bresciani Alessandro Bonvicino detto il Moretto (1478 circa – 1528) e Girolamo Romanino (1484 circa – 1566 circa), nonché il lodigiano Callisto Piazza (1500 – 1561).

Tra tali lavori sono da ben considerare gli affreschi di S. Giovanni Evangelista e S. Salvatore a Brescia e le ante d’organo con la fustigazione e il Martirio di San Nazaro e Celso nella collegiata dei santi Nazaro e Celso a Brescia, nonché il ciclo delle Storie della Passione (Pinacoteca Tosio Martinengo).

Tra 1530 e 1532 vengono collocati gli affreschi di S. Giovanni di Edolo in Valcamonica, quando l’artista si trovava in Valtellina. Le opere del soggiorno valtellinese, di cui si ricorda il polittico di S. Giorgio a Grosio (ciclo delle Storie di S. Caterina da Siena) e la decorazione nella chiesa di S. Antonio al Combo di Bormio, sono le ultime rappresentazioni degne di nota riguardo produzione del pittore, che si farà ripetitiva e assai povera d’espressività e di pregnanza di contenuti.

Altre opere sono di Caylina il Giovane

Pala nella chiesa parrocchiale di Castel Mella.

Natività e Adorazione dei Magi (raffigurazione nel polittico della Madonna della Misericordia), anno 1520 circa, in Sant’Agata, Brescia.

San Francesco e un devoto a Brescia.

 Decorazione presso il monastero di Serle.

Policromia del Crocifisso di Botticino di Maffeo Olivieri, Museo diocesano, Brescia.

Adorazione della Croce con i santi Costantino, Elena e Silvestro (a lui assegnato), anno 1514, in Santa Croce a Brescia.

Bibliografia

Dizionario biografico degli italiani, XXIII, anno 1979, riferimenti a pag. 164 ss.

Livia Vannini, Visita alla chiesa in Sant’Agata – La chiesa e la comunità, Casa Editrice Vannini, Brescia, anno 1989.

Pier Virgilio Begni Redona (curato da), Paolo da Caylina il Giovane e la bottega dei da Caylina nel panorama artistico bresciano fra Quattrocento e Cinquecento, anno 2003, Comune di Villa Carcina.

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