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Cima da Conegliano, pittore della Scuola veneta del Quattrocento

(Cima da Conegliano, 1459-60 – Conegliano, 1517-18)

Madonna col Bambino, 69.2 x 57.2 cm, anni 1496-1499, olio su tavola, National Gallery, Londra.
Cima da Conegliano: Madonna col Bambino, 69.2 x 57.2 cm, anni 1496-1499, olio su tavola, National Gallery, Londra.

Di questo artista, celebre esponente della scuola veneta del Quattrocento, si hanno scarse documentazioni che non permettono di ricostruire un’affidabile cronologia della sua vita artistica.

La sua data di nascita, che si presume intorno al biennio 1459-60, è stata ricavata dall’estimo coneglianense del 1473, dove è nominato un certo Joannes Murator: si pensa quindi che l’artista avesse all’epoca l’età di quattordici anni, da cui l’obbligo, secondo le leggi della città, di iniziare a pagare le tasse in proprio.

Poche le documentazioni che riguardano l’artista

Quelle rare documentazioni non fanno alcun riferimento alla formazione artistica giovanile del pittore: la prima opera datata, a lui attribuita, risale infatti all’anno 1489 (generalmente gli storici riferiscono che sia stato allievo del Giambellino). Certo è invece il suo trasferimento a Venezia,  ove aprì una sua bottega intorno al 1489.

Cima: Madonna col Bambino, anni 1496-1499, olio su tavola Ermitage, San Pietroburgo.

Dell’anno 1494 ci pervengono alcune ricevute di pagamento da parte della sua committenza. Altre ricevute riportano le date 1499, 1504 e 1510.

È probabile che nei primi decenni del nuovo secolo (si pensa tra il 1500 e il 1515) visse tra Venezia e parte dell’Emilia (Parma, Bologna e Carpi) ove realizzò opere per alcune chiese, tra le quali si ricordano la “Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea” (1505, custodita nella Galleria Nazionale di Parma) e una Sacra Conversazione (1513).

La presenza a Conegliano, dove l’artista ritornava ogni estate è, per l’ultima volta, documentata nel 1516. La morte avvenne probabilmente intorno al biennio 1517-18 a Conegliano.

Cima da Conegliano: Polittico della chiesa parrocchiale di Olera, olio su tavola, Chiesa parrocchiale di Olera. Alzano Lombardo .

La sua dimora è attualmente la “Casa Museo di Giovanni Battista Cima”.

L’autografia delle opere di Cima da Conegliano

Riguardo l’autografia delle sue opere, soltanto una è firmata con il nome Cima, mentre, più di sovente, si leggono firme come Joannes, Johannes, Joanes, Baptista, Joannes Baptista Conelianensis, Joannes Baptista de Conegliano, Joannes Baptista P. Alcune opere non recano alcuna firma ma sono state attribuite dagli studiosi.

Lo stile di Cima

Il pittore, con il suo stile, orientato verso un raffinato classicismo [fonte: Storia dell’arte classica e italiana, opera citata, riferimenti alle pp. 341-342.], è oggi considerato come uno dei massimi esponenti della pittura veneziana attivi nel retroterra veneto della Serenissima. Nelle suo opere si evidenziano, oltre quelle del Giambellino, le influenze di Vittore Carpaccio, Antonio da Murano (1418 circa – tra il 1476 e il 1484), Marco Palmezzano (1460 circa – 1539) e Giorgione. La sua produzione artistica è generalmente a tema religioso.

Bibliografia:

L. Menegazzi, Cima da Conegliano, Canova edizioni, anno 1981, Treviso

Giulio Carlo Argan, Bruno Contardi, Storia dell’Arte Classica e Italiana, volume n° 3, Sansoni Editore, anno 1981, Firenze.

P. Humfrey, Cima da Conegliano, Cambridge University Press, anno 1983, Cambridge

E. Ortis, Presenze di Cima da Conegliano a Portogruaro e nel Veneto Orientale …a cura di A.M. Spiazzi e Luca Majoli, anno 2008.

Ugo Carmeni, “Madonna dell’arancio, un’analisi alla rovescia”, consultazione online, anno 2101, Venezia.

Opera Omnia di Giovanni Battista Cima da Conegliano.

Giovanni C.F. Villa, Cima da Conegliano, poeta del paesaggio, Marsilio Editori, anno 2010, Venezia.

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