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L’amore alle fonti della vita di Giovanni Segantini

Giovanni Segantini: L’amore alle fonti della vita

Giovanni Segantini: L'amore alle fonti della vita
Giovanni Segantini: L’amore alle fonti della vita, cm. 69 x 100 Galleria d’Arte Moderna di Milano (sotto un particolare).

Sull’opera: “L’amore alle fonti della vita (La fontana della giovinezza) è un dipinto autografo di Giovanni Segantini realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1896, misura 69 x 100 cm. ed è custodito nella Galleria d’Arte Moderna di Milano.

L’opera è firmata e datata in basso sulla destra con la scritta in rosso “G. Segantini – Maloja 1896”. Si trova nell’attuale sede dal 1955.

Il Segantini lo descrive in una lettera del 11.10.1896 indirizzata a Domenico Tumiati (da Soglio di Val Bregaglia): “Vi mando la fotografia del mio ultimo quadro. Esso rappresenta l’amore giocondo e spensierato della femmina, e l’amore pensoso del maschio, allacciati assieme dall’impulso naturale della giovinezza e della primavera. La stradicciola sulla quale avanzano è stretta e fiancheggiata da rododendri in fiore, essi sono in bianco vestiti (riferendosi ai gigli). Amore eterno dicono i rossi rododendri, eterna speranza rispondono i zembri sempre verdi. Un angiolo, un mistico angiolo sospettoso, stende la grande ala sulla misteriosa fonte della vita. L’acqua scaturisce dalla viva roccia, entrambi simboli dell’eternità. Il sole inonda la scena, li cielo è azzurro: col bianco, il verde, il rosso usai deliziare il mio occhio in soavi armoniche cadenze: nei verdi in ispecial modo questo intesi significare”.

L’opera appartenne a Jussupoff a Leningrado ed a Vaghi a Milano.

Fu esposta nel 1896-97 a Firenze con il n. 566; nel 1897 a Dresda alla Prima Internazionale (grande placca d’oro); nel 1958 ad Arco; nel 1959 a Milano alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente ed alla “50 Anni d’arte a Milano dal divisionismo a oggi” con il n° 15; nel 1960-61 a Parigi nel Musée National d’Art Moderne, al Les sources du XX siede ed al Les arts en Europe de 1884 a 1914 con il n° 650; nel a Colonia-Wurzburg-Munster-KarIsruhe e alla Italienische Malerei des 19. Jahrhunderts; nel 1964 a Monaco al Haus der Kunst, al Secession, al Europaische Kunst um die Jahrhundertwende con il n° 508; nel 1969 a Torino alla Civica Galleria d’Arte Moderna ed al “Il sacro e il profano nell’arte dei simbolisti” con il n. 300; nel 1969 a Toronto all’Art Gallery of Ontario e al “The Sacred and Profane in Symbolist Art” con il n° 286.

Particolare dell’amore alle fonti della vita
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