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Cenni biografici e vita artistica di William Hogarth

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Autoritratto con il cane, cm. 90 x 70, Tate Gallery, Londra.

William Hogarth: William Hogarth, nato e morto a Londra (10/11/1697-26/10/1764), oltre ad essere un grande pittore, è un creatore di stampe a carattere satirico ed un abile incisore.

Nelle sue opere attinge la tematica dalla letteratura contemporanea del suo paese e dal teatro, come lui stesso ci rivela in alcuni suoi scritti, spiegando che vuole comporre dipinti su tela, del tutto simili alle rappresentazioni teatrali, e che vuole trattare il soggetto da autore drammatico.

Nasce da una modesta famiglia (suo padre era maestro di scuola) e, nel 1718, entra nella bottega d’arte di Ellis Gamble, incisore di stemmi in materiale argenteo, dal quale apprende la tecnica della decorazione su piccole superfici.

Scena dalla Tempesta di Shakespeare, cm. 80 x 101,5, Collezione St. Oswald, Wakefield.

Nel 1718 si rende indipendente da Gamble aprendo un’attività in proprio dove, è prevalente la realizzazione di insegne per negozi e cartelloni a carattere popolare. Attraverso questo lavoro può veramente incominciare ad esprimere la sua potenziale creatività. Oltre a ciò, William si occupa dell’intaglio dei libri.

Così Hogarth incomincia a dedicarsi alle incisioni a carattere satirico su tematiche attuali della società londinese, quindi alla realizzazione di incisive caricature, raffigurando scene di teatro. È del 1724 la pubblicazione delle illustrazioni di Milton del Paradiso perduto.  Nel 1728 realizza un dipinto (a cui seguiranno altre versioni) con una scena di teatro “The Beggar’s Opera”, nel quale raffigura i protagonisti principali con gli aristocratici spettatori.

Un dipinto del ciclo de “La carriera del libertino”, tutti cm. 62,5 x 75, Soane’s Museum, Londra.

Nel 1729 si unisce in matrimonio con la figlia del famoso pittore James Thornhill. A partire dallo stesso anno, William si dedica fino al 1733 alla ritrattistica, lavorando prevalentemente per facoltosi ed aristocratici clienti, tra i quali un committente – di cui non si conosce il nome – del Ritratto di Enrico VIII con Anna Bolena, quadro che andrà purtroppo perduto. Di quest’opera rimangono soltanto gli ammirati resoconti di coloro che lo hanno potuto ammirare nei giardini di Vauxhall (a tale proposito si fa presente che Enrico VIII e Anna Bolena vissero vissero nella prima metà del secolo precedente a quello di Hogarth).

Sono di questo periodo le sue prime serie di opere dei “Soggetti morali”, come lui stesso le definisce, nelle quali, ogni serie è dedicata ad un singolo personaggio, analizzato nella sua carriera, e raffigurato, in più episodi, dall’ascesa al declino.

Queste opere gli danno grande celebrità, e proprio grazie ad esse, Hogarth viene incoraggiato alla realizzazione di composizioni a tema storico, come lo “Stagno di Bethesta” ed il “Buon Samaritano”.

Un dipinto del Matrimonio alla moda (Morte di Lei), ciclo di sei dipinti di cm. 68,5 x 89 ciascuno, National Gallery di Londra.

Nel 1737 dipinge una serie di quattro opere intitolata “Una giornata a Londra”. Realizza molte altre opere importanti fino al 1764, anno della sua morte, tra le quali si ricordano: la serie del “Matrimonio alla moda” del 1744, in sei dipinti, custodita alla National Gallery di Londra; “La marcia su Finchley” del 1746, Londra, Foundling Hospital; Garrick (Riccardo III) del 1746, custodito a Liverpool; “The Analysis of Beauty” del 1753; la serie delle Elezioni del 1753, realizzata in quattro dipinti; il Trittico con l’Ascensione, la Chiusura del Sepolcro e le tre Marie del 1756; il dipinto storico di Sigismondo del 1760 che viene considerato, dalla critica del periodo, un pieno fallimento (attualmente custodito alla Tate Gallery). “Il pittore della realtà” e della “Pittura di genere” morirà nel 1764.

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