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Ultima Cena (Tavarnelle val di Pesa) di Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Ultima Cena (Tavarnelle val di Pesa)

Domenico Ghirlandaio: Ultima Cena (Tavarnelle val di Pesa)
Domenico Ghirlandaio: Ultima Cena, anno 1476, affresco, Tavarnelle Val di Pesa (provincia di Firenze), abbazia di San Michele Arcangelo.

Sull’opera: “Ultima Cena” è un affresco di Domenico Ghirlandaio realizzato intorno al 1476 e custodito nell’ abbazia di San Michele Arcangelo a Tavarnelle Val di Pesa (provincia di Firenze). 

 Si tratta della prima versione in assoluto dell’Ultima cena del Ghirlandaio, che venne poi riproposta nel 1480 con il “Cenacolo di Ognissanti” e nel 1486 col “Cenacolo di San Marco”. L’opera in esame fu realizzata con l’aiuto del fratello David e viene documentata nel periodo compreso dal 25 giugno al 1º settembre 1476.

I fratelli Ghirlandaio ritornarono nel 1477 alla Badia per altri due mesi (22 ottobre – 22 dicembre) per i dipinti nella sala del Capitolo e nel 1478 (13 maggio – 12 giugno) per la decorazione del giardinuzzo, cicli pittorici andati entrambi perduti.

Ritornando alla presente opera, i lavori furono svolti sotto la supervisione dell’abate Isidoro del Sera che aveva deciso, nel rispetto delle tradizioni monastiche, sulla rappresentazione di un’Ultima Cena.

L’artista designato doveva essere Bernardo Rosselli, che già nel 1472 aveva decorato le due lunette soprastanti al cenacolo, ma poi fu scelto Domenico Ghirlandaio con il fratello David.

La scena del presente Cenacolo si svolge in un ambiente claustrale, che appare come un vero e proprio refettorio, ed è inquadrata in un’architettura contemporanea che richiama l’Ultima cena in Sant’Apollonia di Andrea del Castagno ma con una prospettiva non propriamente precisa, in quanto la sala appare sproporzionatamente piccola rispetto alle figure degli apostoli. Si osservi l’altezza soffitto immaginando le stesse figure in piedi, anziché sedute.

Al centro della composizione appare la solenne figura di Cristo benedicente al cui petto si appoggia Giovanni, suo discepolo prediletto.

Di fronte a Cristo  c’è Giuda, il suo traditore ripreso di spalle ma con il viso di profilo, che con il suo sguardo assente esprime sentimenti di profonda solitudine.

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