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Cappella Tornabuoni – Presentazione al Tempio della Vergine di Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Cappella Tornabuoni – Presentazione al Tempio della Vergine

Domenico Ghirlandaio: Cappella Tornabuoni - Presentazione al Tempio della Vergine
Domenico Ghirlandaio: Cappella Tornabuoni – Presentazione al Tempio della Vergine

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Sull’opera: “Presentazione al Tempio della Vergine” è un dipinto di Domenico Ghirlandaio, appartenente al ciclo degli “Affreschi della Cappella Tornabuoni” in Santa Maria Novella a Firenze, realizzato intorno al 1485-90. 

Primo affresco sulla fascia media della parete di sinistra.

La presente scena, la terza in ordine illustrativo, è notevolmente articolata, con personaggi collocati in una profondissima dilatazione spaziale, disposti in più gruppi.

Anche qui, come negli altri riquadri delle due pareti frontali, il chiaroscuro e la variazione cromatica risultano di grande efficacia e conferiscono una naturalistica luminosità, proveniente dall’alto.

Maria, ancora molto giovane, recando tra le mani un libro, sale gli alti gradini del Tempio dirigendosi verso le braccia accoglienti sacerdote, ma il suo sguardo è verso il fruitore dell’opera.

Il panneggio dei personaggi è assai realistico ma i movimenti degli stessi sono alquanto rigidi ed impacciati, e la resa tonale non è eccellente, come d’altronde capita spesso nelle scene più lontane all’occhio dell’osservatore (si tenga conto che il riquadro si trova nella seconda fascia e, quindi, meno percepibile).

Nella maestosa struttura compositiva delle eterogenee architetture – tutte richiamanti il “sontuoso” repertorio classico romano – con l’inserimento un po’ stonato, in profondità, di una tipica strada fiorentina, vengono distribuite le varie figure nel rispetto del piano prospettico (tranne quelle piccolissime di cui si parlerà più avanti). Né l’identificazione né il significato di queste ultime, però, sono stati ad oggi  pienamente compresi [Razeto, cit., pag. 97].

Iniziando con il gruppo a sinistra in primo piano,  tra cui spiccano tre giovanette che seguono la scena, riprese con grande capacità, si può tranquillamente affermare che si tratta di donne dell’epoca di Ghirlandaio, che come in molti altri riquadri furono ritratte dal vero come testimoni della storia  sacra.

Un po’ più a destra, in un piano prospettico più profondo, si trovano Sant’Anna e Gioacchino, con le aureole, mentre stanno parlando dell’incontro della loro figlia Maria con il Sacerdote, del quale ne indicano il punto di contatto.

Dalla porta di accesso al Tempio stanno uscendo in tutta fretta due fanciulle, probabilmente invitate ad assistere o partecipare alla cerimonia della “Presentazione”. Il loro aspetto lascia presupporre una mano alquanto sbrigativa o, più semplicemente, un intervento di assistenti di bottega, o entrambe le cose se trattasi di artisti più quotati.

Le due piccole figure, vistosamente al di fuori della regola prospettica, sono state nell’arco dei secoli oggetto di accese discussioni: chi parla di bambini male raffigurati, chi di espediente per non intaccare la figura di Maria, chi di voler volontariamente coprire i vivi spigoli della scalinata, ecc…..

A destra  appare, seduto sui gradini, un uomo nudo con una fiaschetta a fianco, coperto parzialmente da sottile manto semi-arrotolato, di cui se avesse avuto un chiaro ruolo simbolico per la Firenze contemporanea, oggi ce ne sfugge il significato. Davanti a lui, in primissimo piano, due anziani (a completare tutte le età qui rappresentate, compresa quella dei presupposti bambini), che certamente non dovrebbero corrispondere personaggi reali del periodo.

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