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Carlo Mancini

Carlo Mancini (Milano 1829 / 1910)

Pagine correlate: Pittori lombardi A – F – Pittori Lombardi G – Z

Carlo  Mancini

Nato da famiglia patrizia, amante della musica e musicista egli stesso, fu amico di musicisti e poeti come Arrigo Boito ed Emilio Praga. Studiò all’Accademia di Brera ed iniziò subito una intensa attività di paesaggista. In una esposizione di Roma, nel 1857, partecipò con vedute di località lombarde e della Normandia.

Sino al 1875 partecipò a tutte le esposizioni di Brera, ma incominciando da quell’anno, il pittore espose soltanto all’estero, dove viaggiò molto a lungo, spingendosi sino in Estremo Oriente.

Giovanni Beltrami scrisse di lui: “I suoi quadri sono superiori pressoché a tutti quelli dei paesisti della sua generazione”. Mentre Vespasiano Bignami lo definì, prima: “… un grande isolato ed un coraggioso precursore del paesaggio naturalistico ed in altra successiva occasione:” Si chiude il periodo trionfale dei paesisti: il lombardo Carlo Mancini, anticipa per suo conto questo periodo, e senza altri maestri che se medesimo ed il vero, attinge alla eterna fontana di gioventù, alla Natura, una vigoria meravigliosa aiutato da una sensibilità privilegiata, da una mente colta ed argutissima, giunge con assidua lena a inusitate altezze tecniche, a originali, penetranti interpretazioni del vero”.       

Studiando i grandi paesisti inglesi delle prime decadi dell’Ottocento,  la produzione del Mancini si rifece un po’ a questa corrente, infatti, nei quadri di dimensione più ridotta,  per la freschezza del colore alcuni soggetti denotano puri  accostamenti  all’Impressionismo. Da ricordare: “La punta di Limonta” (Milano, Galleria d’Arte Moderna) e “Paesaggio” (Milano, Collezione Privata).

Due opere di Carlo Mancini:

La punta di Limonta, anno 1875, cm. 70 x 90, Galleria d’arte Moderna di Milano.

Paesaggio, anno 1885, cm. 8,5 x 11, collezione privata, Milano.

Bibliografia:

“Carlo Mancini” nel catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, a cura di Elena Lissoni, 2010, CC-BY-SA.

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