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La Visione di Sant’Agostino di Carpaccio

Carpaccio: La Visione di Sant’Agostino

Carpaccio: Visione di Sant'Agostino
Carpaccio: Visione di Sant’Agostino, 141 x 210 cm., anno 1502.

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Sull’opera: La “Visione di Sant’Agostino” è un dipinto autografo di Carpaccio, appartenente al “Ciclo di S. Giorgio degli Schiavoni”, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1502, 141 x 210 cm. ed è custodito nella Scuola di San Giorgio a Venezia. 

La firma del Carpaccio, in cui si legge “VICTOR / CARPATHIVS / FINGEBAT”, si trova nel cartiglio posto in basso, a destra del gatto.

Il titolo dell’opera, che tradizionalmente era “San Gerolamo nello studio”, fu sostituito più tardi con quello attuale perché una ricerca effettuata da H. I. Roberts (“AB” 1959) su basi puramente iconografiche ha provato invece che il santo in questione è Agostino, eliminando gli annosi dubbi circa le differenze fisiche del san Gerolamo dei due precedenti episodi.

Inoltre tale dimostrazione è stata poi confermata in seguito ad un attento esame dell’inventario del 1557, dove viene elencato un dipinto con  tematica agostiniana (fonte: Perocco, 1961).

Secondo una leggenda, non accolta dal frate domenicano Jacopo (o Giacomo) da Varagine (Varazze, 1228 – Genova, 1298) ma dalla biografia di san Gerolamo edita nel 1485 a Venezia, mentre stava scrivendo una missiva a quest’ultimo santo, Agostino fu improvvisamente scosso da una luce improvvisa e dalla voce del destinatario che gli preannunciava l’imminente fine e l’ascesa al cielo.

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