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Il Romanticismo – L’arte romantica

Pagine correlate al Romanticismo – L’arte romantica: Il Neoclassicismo – Il periodo preromantico – Il Romanticismo nel nord Europa – I visionari – Il Romanticismo francese e italiano.

L’ARTE ROMANTICA

La zattera della Medusa di Géricault, olio su tela
La zattera della Medusa di Géricault, olio su tela 491 × 716 cm. Louvre Parigi.

Non si tratta di un linguaggio vero e proprio, di una maniera, di uno stile, ma di un movimento alquanto sfaccettato, di un interesse per il gusto, di una nuova percettibilità.

Il senso della patria e l’importanza del Medioevo, i livelli impenetrabili dell’anima, l’egocentrismo ed i conflitti interni irrisolvibili si combinano in una poetica che genera nell’arte modelli sempre più difformi.

Caspar David Friedrich: Cimitero nella neve

Le arti figurative entrano a pieno ritmo in questa fase della storia culturale europea, che ormai conosciamo come Romanticismo. In questa espressione si raccolgono i concetti dell’uomo e della natura, dell’anima e del sentimento religioso, degli affari pubblici e della storia che affiorano verso la fine del Settecento e percorrono tutto l’Ottocento.

Anche nella pittura e nella scultura non ci sono impedimenti di minore pregnanza a confronto di quello che avviene nel campo della letteratura, del teatro, della musica e nello stesso modo di intendere.

Turner: La battaglia di Trafalgar

Mentre il Neoclassicismo ha uno stile ben identificabile, con alcuni parametri ben precisi, il Romanticismo ha configurazioni più indefinite: è un orientamento del gusto e un genere di moto collettivo dell’animo europeo, una predisposizione che abbraccia espressioni molto differenti fra loro, trascinando tutto il mondo delle arti ed anche lo stesso modo di considerare la realtà, interiore ed esteriore, da parte dell’uomo.

Caspar David Friedrich: La Cattedrale

Proprio nel periodo della fase intellettuale appena trascorsa, in parte parallela a quella del Romanticismo, correlativa su per giù al neoclassicismo, la pittura, in modo particolare nelle arti figurative, offre l’occasione per ritrovare alcuni spunti premonitori, qualche larvale preambolo di tutto quello che poi il movimento romantico svilupperà. In particolar modo ci si deve riferire a tutti quegli stimoli verso la “problematicità” e la “profondità” dell’indole umana, che il linguaggio neoclassico metteva alla base della propria reazione, le manifestazioni più evidenti del Rococò.

Con gli esponenti del Neoclassicismo le problematiche relative al comportamento, le tensioni ideali, il concetto di un’armonia esteriore e spirituale, introducono una telecamera spia nelle profondità dell’animo umano, ben oltre la superficie sgargiante nel quale l’aveva portata il Rococò: riassumendo si può sostenere che il Romanticismo porterà quella telecamera in voragini che il Neoclassicismo neanche avrebbe voluto né potuto immaginare, nonostante sia stato il motore che ha dato l’avvio a questo tipo di indagine.

Caspar David Friedrich: Il viandante sul mare di nebbia

Al tempo stesso, il Romanticismo riscatta alcune tematiche proprie del linguaggio barocco e della sua parte più travagliata ed altamente emotiva.

Basterebbe pensare alla trasformazione che ha avuto luogo nel corso dell’Ottocento, relativa agli schemi estetici ed etici, generati dal ritorno alla cultura greca. Tutto ciò che in Winckelmann faceva nascere riflessioni di equilibrata tranquillità diverrà, con Goethe e con il suo Faust, un periodo di fondamentale importanza nello sviluppo dell’uomo e nel conseguimento del proprio perfezionamento spirituale. Laddove più tardi le letture di Rohde e di Nietzsche porteranno in superficie le manifestazioni più angoscianti, incoerenti e guidate da forze oscure, che si nascondono sotto le sembianze della cultura greca.

Si raccoglie così l’immagine di una Grecia certamente molto diversa da quella immaginata da Winckelmann, eppure da essa generata.

Il modo di vedere l’antico come armonia naturale non è vista di buon grado dagli schemi elaborati da Edmund Burke sul “sublime” (1757), che si mette in contrasto con la “finitudo” del Bello e anche con il pensiero classico della natura come armonia.

L’antico viene visto in modo anticlassico dal danese Nicolai Abraham Abiidgaard (1743-1809) e, più tardi, da Fussli e da tutti i pittori “visionari”. La passione per la natura, per il buio, per il misterioso, le visioni oniriche, l’infinito, la nostalgia di terre lontane ed esotiche, il bisogno di sondare continuamente i confini della ragione, l’angoscia, l’emotività e l’autocontrollo sono la manifestazione dell’estrema varietà d’ispirazione e di tematiche proprie del Romanticismo.

Il Romanticismo in sintesi

Il periodo romantico viene configurato per alcuni tratti sostanziali che caratterizzano, nel complesso, tutta la corrente del Romanticismo. Ritorno al gusto medioevale che, detto in altre parole, corrisponde alla ricerca della fede, dipingendo tele che esprimono il desiderio della riconciliazione con l’Onnipotente, un rapporto facilmente ricostruibile grazie alla riacquistata spiritualità.

Riappare il concetto di Vanitas, proprio come era avvertito da Masaccio e da altri pittori rinascimentali, ossia lo scorrere del tempo, la transitorietà delle cose, il senso del vuoto, l’ineluttabilità della morte.

Nel campo della pittura si è largamente impiegato l’uso di ruderismo, per esprimere con più forza l’impossibilità dell’uomo e di tutto ciò che esso costruisce, di sfuggire al degradamento.

Il rapporto che l’uomo ha con la natura, dal punto di vista romantico, viene letto come l’espressione di Dio in terra, cioè la grandezza e la potenza dell’assoluto nel nostro mondo, di cui l’essere umano non è altro che una transitoria manifestazione.

La natura con la sua forza e nello stesso tempo con la sua bellezza, provoca nell’uomo sentimenti opposti, in grado di terrificarlo quanto di renderlo sereno. Quel senso di catastrofismo che nasce dal profondo dell’animo umano, crea una sensazione di agitazione che può facilmente sfociare in senso di orrore, ma talvolta, quando l’uomo riesce trovare in esso una forma di bellezza, ecco realizzato il concetto più elevato che porta al sublime (la teoria di Edmund Burke).

L’ambizioso e forte desiderio verso l’assoluto e l’infinito, ovvero la convinzione idealista che – lo spirito assoluto sia la maniera in cui si formi la realtà – è una colonna portante comune che caratterizza l’arte romantica. Lo spirito si serve dell’uomo per raggiungere la perfezione.

Il senso della patria e della libertà. Alla radice dell’idea della Patria, stanno le fondamenta basate sull’autogestione dei popoli, per cui una società unita nelle tradizioni, religioni e costumi, definisce la propria Nazione.

La pittura del Romanticismo evoca spesso casi riferiti a fatti di cronaca contemporanei e recenti, dove sono riportati episodi di questo tipo. La tematica storica, molto più che negli altri contesti, ha nell’arte romantica, un ruolo importantissimo.

Frammenti

È il filosofo  e critico Friedrich von Shlegel (Hannover 1772 – Dresda 1829), a coniare il termine “Romanticismo” nella letteratura che lui considerava “moderna” ed in contrapposizione a quella “Classica”

Il raziocinio neoclassico che propone la bellezza ideale, sintesi dell’eleganza nel naturale, diventa sterile ed occorre quindi ricercare un nuovo linguaggio.

Il Romanticismo aspira al ritorno alla natura ed all’antico …. ma visto sotto l’aspetto estetico

Il Romanticismo aspira al ritorno alla natura ed all’antico …. ma mai visto non sotto l’aspetto estetico

Il Movimento si manifesta, soprattutto nell’architettura, con una grande esaltazione del periodo medioevale.

Mentre il Neoclassicismo è uguale in tutto il continente europeo, il Romanticismo assume caratteristiche diverse nelle diverse regioni.

Mentre nella pittura Neoclassica il soggetto deve essere bello ed elegante, in quella romantica il soggetto deve esprimere un messaggio

e poi …… l’architettura che potrebbe affermarsi dopo il conseguimento dell’unità politica nella penisola italiana, diventa invece sterile nell’eclettismo, cioè senza nessun interesse verso i richiami del passato.

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