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Cristo in croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista di Fra’ Bartolomeo

Fra’ Bartolomeo: Cristo in croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista

Fra' Bartolomeo: Cristo in croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista
Fra’ Bartolomeo: Cristo in croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista, cm. 18,4 x 12,8, proprietà di Martin Peretz, Cambridge, Mass.

Sull’opera: “Cristo in croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista” è un dipinto di Fra’ Bartolomeo realizzato su tavola, misura cm 18,4 x 12,8 (superficie pittorica cm. 16,8 x 11,5) ed è custodito nella collezione di Martin Peretz, Cambridge, Mass.

Spostamenti: a fine Ottocento apparteneva a Sir Anthony Stirling di Londra; intorno al 1927 si trovava presso Mr Nicholson, sempre a Londra; appartenuto alla collezione Bareiss di Monaco; apparve il 24 giugno 1964 alla vendita Sotheby’s di Londra, lot. 3, dove venne acquistato da E.V. Thaw & Co. di New York; in proprietà di John Goelet, sempre a New York; il 12 gennaio 1996, apparve alla vendita Christie’s di New York, lot. n° 39.

Mostre: Einunddreissig Gemälde des 15. bis 18. Jahrhunderts aus einer Privatsammlung (cat. n° 4), Sciaffusa 1952.

Trattati, cataloghi e pubblicazioni: Serena Padovani in “L’età di Savonarola – Fra’ Bartolomeo e la Scuola di San Marco” pag. 87, Marsilio Editori, 1996 (fonte delle presenti informazioni).

Sul verso della tavoletta in esame appare una pittura originale suddivisa in quattro quadranti con semicerchi di colore rosso. I due quadranti, situati in alto a sinistra ed in basso a destra, hanno una tendenza cromatica verso l’ocra gialla, mentre quelli della diagonale contrapposta tendono al rosso scuro.

Al centro, un rettangolo dal campo scurissimo – certamente annerito dal tempo, la cui tendenza  poteva essere, in origine, il blu scuro o il rosso vermiglio – con una arpia liberamente raffigurata. Ogni riquadro è decorato con un disegno a fogliami.

Per la maggior parte degli studiosi l’opera sarebbe da identificare con il “Crocefìsso, fra la Vergine e l’Evangelista; piccola miniatura su tavola di diligentissima esecuzione” citata in un inventario della raccolta del londinese Sir Anthony Stirling. Tale citazione  venne avanzata da Crowe e quindi dal Cavalcaselle (1908, 10°, pag. 24, edizione in lingua italiana).

La prima pubblicazione dell’opera, con assegnazione a Fra’ Bartolomeo, la fece il Venturi nel 1927, quando questa ancora si trovava presso l’antiquario Nicholson a Londra.

Più tardi il Fischer, analizzando una serie di studi preparatori con una Crocifissione che il frate pittore preparava in un presusupposto periodo assai vicino a quello della realizzazione del Giudizio Finale (22 aprile 1499 – 26 luglio 1500), identificò il cartone impiegato per la presente composizione in uno custodito nel Museum Boymans-van Beuningen di Rotterdam.

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