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La resurrezione di Cristo di Piero della Francesca

Piero della Francesca: La resurrezione di Cristo, cm. 225 x 200, Pinacoteca comunale di Sansepolcro.

Piero della Francesca: La resurrezione di Cristo, cm. 225 x 200, Pinacoteca comunale di Sansepolcro.

Piero della Francesca: La resurrezione di Cristo

Piero della Francesca: La resurrezione di Cristo
Piero della Francesca: La resurrezione di Cristo, cm. 225 x 200, Pinacoteca comunale di Sansepolcro.

Sull’opera: “La resurrezione di Cristo” è un dipinto autografo di Piero della Francesca, realizzato con tecnica a fresco nel 1463-65, misura 225 x 200 cm. ed è custodito nella Pinacoteca comunale di Sansepolcro.

La tradizione ci tramanda che nella figura del guardiano ripreso di fronte (centro-sinistra) si identificherebbe il ritratto di Piero della Francesca. La stessa immagine si trova nella “Madonna della Misericordia“, e questo rafforzerebbe il peso tale ipotesi. Nella figurazione della presente composizione gli studiosi più volte hanno evidenziato svariate valenze simboliche. Il Clark vede la scena del Cristo come facente parte del sogno dei soldati dormienti, mentre il Tolnay (“GBA” 1954) fa notare che, dei quattro guardiani, soltanto due stanno dormendo (d’accordo però con il Clark sul fatto che il sogno appartenesse alla scena che si svolge sopra le loro teste), mentre gli altri rimangono colpiti dall’improvvisa visione, tanto che uno si sta coprendo gli occhi con le mani: con tale interpretazione sarebbe esplicito il richiamo a Cristo risorto quale protettore di Borgo, che vigila nella città immersa nel sonno.

Pare che l’affresco, in origine, non fosse ubicato nel Palazzo Comunale (ex sede dei Conservatori; oggi, Pinacoteca), ma vi venne trasferito in seguito alla rimozione avvenuta intorno al 1480 (più probabile prima, forse già nel ’74, da documentazione citata dal Serti e dal Tolnay). Si può verosimilmente pensare che in tale occasione furono mutilate le colonne corinzie delimitanti il dipinto.

L’autografia dell’opera è accettata all’unanimità dagli studiosi di Storia dell’arte, come pure la cronologia riferita al triennio 1463-65.

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