"Giobbe e la moglie"  di Georges de la Tour

Georges  de La Tour

Georges de La Tour: Giobbe e la moglie
Giobbe e la moglie, cm.  145 x 97, Musée Départemental des Vosges, Epinal.

Sull’opera: “Giobbe e la moglie” è un dipinto autografo di Georges de La Tour, realizzato con tecnica a olio su tela, misura 145 x 97 cm. ed è custodito nel Musée Départemental des Vosges, Epinal.

Il dipinto si trova nel Museo dipartimentale  di Epinal (Lorena, Francia) dal 1825, acquistato con l’attribuzione generica alla “scuola italiana”, insieme alla collezione del pittore Krantz. Nel 1900, per alcune similitudini con il “Neonato di Rennes”, il riferimento si spostò su Gonse. Soltanto nel 1922 il Demonts avanzò l’ipotesi di autografia di La Tour che fu accettata subito da tutto il resto degli studiosi di storia dell’arte.

Nel 1972 la tela, da sempre considerata una delle opere più pregiate dell’artista, venne sottoposta ad un accurato restauro che portò alla luce la firma “… De la Tour…”..

Se sono state assenti le discussioni riguardo l’autografia non mancano certamente quelle relative al tema trattato: nel 1929 Philippe leggeva la figura di Giobbe come un “prigioniero”, mentre Sterling – nel 1934, seguito da Jamont nel 1939 – la interpretava in “San Pietro liberato dall’angelo”; Jamati (1950) ipotizzava trattarsi di sant’Alessio, mentre il Longhi, riferendosi all’intera composizione, pensava che fosse una delle opere di misericordia. Attualmente tutti gli studiosi sono concordi nell’accettare la “narrazione” con Giobbe che viene apostrofato dalla moglie; spiegazione questa, avanzata da Jean Lafond, sottoscritta da Ronot nel 1935, ed elaborata da Weisbach nell’anno successivo.




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