Pittore Antonello di Saliba

Antonello di Saliba (Quattrocento-Cinquecento)

Madonna del gelsomino
Sopra, un’opera dell’artista: Madonna del gelsomino, Museo regionale di Messina.

Cenni biografici su Antonello di Saliba

La data di nascita non è certa ma può essere riferita a circa il 1466.

Figlio di uno dei cognati di Antonello da Messina (Messina, 1429 o 1430 – Messina, febbraio 1479), l’artista in esame fu avviato nel mondo dell’arte, insieme al fratello Pietro, come apprendista nella bottega del grande zio, già gestita dal cugino Iacobello dopo la morte di Antonello.

Enormi furono dunque le influenze del grande artista nella sua pittura [Francesco Abbate, Storia dell’arte nell’Italia meridionale: Il Cinquecento, 2001]. A proposito di questo si ipotizza che Antonello di Saliba avesse passato un lungo periodo nel Veneto per lavori sulle orme dello zio, probabilmente a accompagnato dal cugino Jacobello.

È assai probabile anche un periodo di soggiorni nell’Italia centrale, dati gli influssi melozziani [Francesco Abbate].

Alcuni documenti ed opere firmate attestano che dal 1497 l’artista si trovava di nuovo a Messina.

Nella sua produzione artistica, alquanto discontinua, specialmente negli ultimi anni per la presenza di aiuti, si possono contare diversi polittici realizzati insieme ad altri pittori.

Morì intorno al 1535.

Le opere

1531, pala d’altare, “Madonna con Bambino”, Basilica cattedrale di San Bartolomeo, Patti, Messina.

“Madonna in trono con il Bambino”, a Catania nel castello Ursino.

Anno sconosciuto, “Annunciata”, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Cfr. riproduzione in Web Gallery of Art. Prima era attribuita a Antonello da Messina, si scoprì nei primi del Novecento che era una copia, realizzata dall’artista in esame, dell’Annunciata di Palermo.

1494, “Madonna col Bambino” attualmente nel Museo civico di Spoleto, Spoleto.

1508, “Madonna col Bambino”, Museo civico di Catanzaro.

Anno sconosciuto, “Madonna in trono e il Bambino”, oggi nella Pinacoteca di Santa Maria degli Angeli dell’ex Oratorio dei Padri Filippini Castroreale (o Museo Civico), Messina.

Anno sconosciuto, “Madonna con il Gelsomino”, Museo regionale di Messina.

Anno sconosciuto, “Madonna con il Bambino”, chiesa dei Minori Osservanti di Vizzini.

Anno sconosciuto, “San Pietro e Paolo”, Chiesa di Santa Maria della Catena di Milazzo, Messina.

Anno sconosciuto, “Madonna”, Chiesa Madre di Giampilieri, Messina.

Anno sconosciuto, “Polittico”, chiesa madre di Monforte San Giorgio, Messina.

1504, “Polittico”, dipinto con le rappresentazioni della Vergine e Gesù fra San i santi Girolamo e Sebastiano, la Deposizione di Cristo con le sante Agata e Lucia, nella predella è raffigurata l’Ultima Cena. In precedenza l’opera si trovava nella ex chiesa di San Sebastiano (ex chiesa Sant’Agostino). Attualmente è custodita nel duomo di Taormina (cattedrale di San Nicola).

Anno sconosciuto, “Polittico”, della matrice vecchia di Castelbuono, Palermo.

Anno sconosciuto, “Polittico”, chiesa di San Martino di Randazzo, Catania.

Anno sconosciuto, “Santa Caterina d’Alessandria”, Museo regionale di Messina.

Anno sconosciuto, “Santa Domenica”, Museo regionale di Messina.

Anno sconosciuto, “Madonna adorante il Bambino”, Musée Jacquemart-André di Parigi.

Anno sconosciuto, “Cristo alla colonna”, Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Anno sconosciuto, “San Francesco” e “Sant’Antonio”, polittico disassemblato proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Gesù di Catania.

Anno sconosciuto, “San Girolamo penitente, collezione privata, Biella, Torino.

Anno sconosciuto, “Natività”, duomo di Santo Stefano di Milazzo.

1531, “San Pietro e Paolo”, Duomo di Santo Stefano di Milazzo.

Anno sconosciuto, “San Tommaso”, duomo di Santo Stefano di Milazzo.

Anno sconosciuto, “San Rocco”, duomo di Santo Stefano di Milazzo.

“San Sebastiano” , Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini, Roma.




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