Pittore Orazio Lomi detto il Gentileschi

Il Gentileschi (Pisa 1563 – Londra 1639)

Lomi Orazio detto il Gentileschi - Danae
Sopra, un’opera dell’artista: Danae, 1621 ca., tecnica a olio su tela, 163,5 x 228,5 cm, Museum of Art, Cleveland, Ohio.

Biografia di Orazio Lomi

Orazio Gentileschi (cognome derivato da quello della madre – per via degli stretti contatti con lo zio materno – e non dal padre, Lomi) non fu uno dei tanti pedissequi riproduttori della pittura caravaggesca.

Il suo stile si sviluppò in versione autonoma – nonostante il mantenimento di fattori romano-lombardi del Caravaggio, i cui rapporti furono sempre assai stretti – verso la pittura lombarda, alla quale riuscì ad integrare gli elementi del manierismo toscano, nonché il plasticismo e la luminosità del Buonarroti.

Allievo del fratello Aurelio, intorno al 1580 si stabilì a Roma presso uno zio materno, del quale, come già sopra accennato assunse il cognome.

L’artista lavorò a Roma e nei territori marchigiani fino al 1621, anno in cui partì per soggiornare in città più a nord come Genova e Torino.

Più tardi, chiamato da Maria de’ Medici (Firenze, 1573 – Colonia, 1642) e da Carlo I Stuart (Dunfermline, 1600 – Londra, 1649) recò in Francia ed in Inghilterra.

A Roma il Gentileschi eseguì importanti decorazioni nelle chiese di San Silvestro in capite, San Giovanni in Laterano e nel Casino delle Muse, quest’ultimo fatto costruire nel 1603 presso il palazzo Rospigliosi dal cardinale Scipione Borghese.

Sempre nella capitale il pittore realizzò numerose pale d’altare, come pure a Genova e Sampierdarena (decorazione del casino di Marcantonio Colonna), nelle Marche, ecc.

Artista pisano e di formazione manierista di stampo prettamente toscano, fu sensibile alla pittura del paesaggista di Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno, 1578 – Roma, 1610) e subito affascinato dai modi caravaggeschi, la cui luminosità la impiegò nei suoi esperimenti formali, affinandone la coloristica verso una più marcata nitidezza e un più incisivo contrasto chiaroscurale.

Tra le opere più importanti ricordiamo: Lot e le figlie (Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza) riferite al periodo romano, il Sacrificio d’Isacco (coll. Durazzo Adorno) e l’Annunciazione (chiesa di S. Siro) del periodo genovese, il Riposo in Egitto (Louvre) realizzato in Francia, Giuseppe e la moglie di Putifarre (Hampton Court) eseguito in Inghilterra.

Per molto tempo il pittore è stato poco considerato dalla critica, soprattutto quella a lui coeva. Oggi il Gentileschi viene rivalutato e ritenuto una fra le più singolari figure artistiche del Seicento. Anche sua figlia Artemisia (Roma, 1597 – Napoli, intorno al 1652), come lui seguace del Caravaggio, fu una pittrice di spicco dello stesso secolo.

Elenco delle opere di Orazio Gentileschi

San Francesco e un angelo, intorno al 1603, tecnica a olio su tela, 126 x 98 cm, Museo del Prado, Madrid.

Salita al Calvario, intorno al 1600-1605, tecnica a olio su tela, 138,5 x 173 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Battesimo di Cristo, anno 1607, tecnica a olio su tela, Santa Maria della Pace, Roma.

Paesaggio con san Cristoforo che traghetta il Bambino, anni 1605-1610, tecnica a olio su tela, 21 x 28 cm, Staatliche Museen, Berlino.

Madonna che allatta il Bambino, intorno al 1609, tecnica a olio su tela, Museo nazionale d’arte rumeno, Bucarest.

Davide contempla la testa di Golia, intorno al 1610, tecnica a olio su tela, 173 x 142 cm, Galleria Spada, Roma.

Giovanne donna con un violino, intorno al 1612, tecnica a olio su tela, 83,5 x 97, Institute of Arts, Detroit.

Giuditta e la schiava con la testa di Oloferne, intorno al 1611-1612, tecnica a olio su tela, 123 x 142 cm, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano, Roma.

San Francesco sorretto da un angelo, 1612-1613, tecnica a olio su tela, 133 x 98 cm, Palazzo Barberini, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Roma.

Visione di santa Francesca Romana, anni 1615-1619, tecnica a olio su tela, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.

Madonna con Bambino in un paesaggio, anni 1615-1620, tecnica a olio su tela, Galleria di Palazzo Rosso, Genova.

Circoncisione, intorno al 1616-1620, tecnica a olio su tela, 390 x 252 cm, Chiesa del Gesù, Ancona.

Ritratto di giovane donna come Sibilla, intorno al 1620, tecnica a olio su tela, 82,5 x 73 cm, Museum of Fine Arts, Houston, Texas.

Due donne allo specchio, intorno al 1620, tecnica a olio su tela, 132,5 x 154,5 cm, Alte Pinakothek, Monaco.

Santa Cecilia, san Valeriano e Tiburzio, intorno al 1620, tecnica a olio su tela, 350 x 218 cm, Pinacoteca di Brera, Milano.

Lot e le figlie, intorno al 1621, tecnica a olio su tela, 120 x 168,5 cm, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.

Danae, intorno al 1621, tecnica a olio su tela, 163,5 x 228,5 cm, Museum of Art, Cleveland, Ohio.

Lot ubriacato dalla figlie, intorno al 1622a, tecnica a olio su tela, 59 x 74 cm, J. Paul Getty Museum, Los Angeles.

Annunciazione, intorno al 1623, tecnica a olio su tela, 286 x 196 cm, Galleria Sabauda, Torino.

La Felicità, 1624, tecnica a olio su tela, 268 x 170 cm, Louvre, Parigi.

Suonatrice di liuto, intorno al 1626, tecnica a olio su tela, 144 x 130 cm, National Gallery of Art, Washington.

Santa Maria Maddalena penitente, intorno al 1626-1628, tecnica a olio su tela, 163 x 208 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Giuseppe e la moglie di Putifarre, 1626-1630, tecnica a olio su tela, 204,9 x 261,9 cm, Royal Collection, Windsor.

Riposo durante la fuga in Egitto, tecnica a olio su tela, Ex J. P. Getty Museum, Los Angeles.

Riposo durante la fuga in Egitto, tecnica a olio su tela, City Museum and Art Gallery, Birmingham.

Riposo durante la fuga in Egitto, tecnica a olio su tela, Kunsthistoriches Museum, Vienna.

Lot e le figlie, intorno al 1628, tecnica a olio su tela, 226 x 282 cm, Museo de Bellas Artes, Bilbao.

Riposo durante la fuga in Egitto, 1628, tecnica a olio su tela, Louvre, Parigi.

Cupido e Psiche, 1628-1630, tecnica a olio su tela, 137 x 160 cm, Ermitage, San Pietroburgo.

Mosè salvato dalle acque, intorno al 1630, tecnica a olio su tela, 257 x 301 cm, National Gallery, Londra.

Il ritrovamento di Mosè, anni 1630-1633, tecnica a olio su tela, 242 x 281 cm, Museo del Prado, Madrid.

Una Sibilla, intorno al 1635-1638, tecnica a olio su tela, 59 x 68,7 cm, Royal Collection, Windsor.

Bibliografia

Keith Christiansen, Judith W. Mann, Orazio and Artemisia Gentileschi, Metropolitan Museum of Art, New Haven and London, anno 2001.

Hermann Voss, Orazio Gentileschi; four versions of his “Rest on the Flight into Egypt”, Connoisseur n. 144, dicembre 1959.

Marco Rosci, Orazio Gentileschi, Milano, anno1965, Fratelli Fabbri Editore.

Sabina Maniello, “Orazio Gentileschi: un documento relativo al “Battesimo” in Santa Maria della Pace, in “Alma Roma”, 33, anno 1992, riferimenti alle pagine 155-160.




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