La pittura metafisica

La pittura metafisica e Giorgio De Chirico

De Chirico: Canto d'amore
De Chirico: Canto d’amore

La Pittura Metafisica nasce con Giorgio De Chirico (greco di nascita e vissuto in Italia e Francia) intorno al 1919, il pittore che ha sempre rifiutato tutti i linguaggi dei movimenti delle avanguardie e dei loro derivati, disprezzandoli apertamente e considerando nullo il loro valore artistico.

Mentre i movimenti delle avanguardie rifiutano i linguaggi classici, De Chirico continua a portare avanti temi che recuperano la tradizione antica dei primitivi toscani.

Egli carica le proprie opere con altri nuovi significati, complicati e misteriosi, usando iconografie architettoniche nelle quali abbondano le piazze ed i manichini. Benché già molto conosciuto dal 1914, rimane solo con il suo linguaggio fino al 1918, appoggiato solamente dal fratello Alberto Savinoo (Andrea De Chirico), letterato e critico musicale.

L’artista, in uno scritto pubblicato sulla rivista Valori Plastici, lancia nel 1919 la “Pittura Metafisica”. Già due anni prima, insieme al fratello, si era incontrato ripetutamente con il pittore Carlo Carrà (pentito futurista), con lo scrittore Giovanni Papini e con il critico Soffici: cercavano di far convergere la ricerca metafisica, per il comune interesse,  al rapporto tra modernità e tradizione.

Cenni su Alberto Savinio

(Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952)

L’arte di Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea De Chirico, fratello di Giorgio) si caratterizza intorno ad alcune esplicite tendenze: ha il gusto del fantastico e dell’ignoto ed  è interessato agli effetti della compenetrazione uomo-animale. Inoltre si dedica allo smascheramento degli autoinganni e di ogni cosa data per scontata dalla borghesia del suo periodo.

L’artista (scrittore, pittore e compositore) ama la parodia (soprattutto quella a soggetto mitologico), il citazionismo e l’ironia, che lo staccano nettamente dalle avanguardie più estremiste del primo Novecento.

Si oppone con fermezza a diversi contenuti futuristi – soprattutto a quelli relativi alla distruzione dei musei – ed alla scrittura automatica del Surrealismo. Tuttavia la sua cultura lo porta ad essere uno dei principali riferimenti alla grecità classica. Per tal motivo Savinio viene spesso definito come “surrealista mediterraneo”.

Alcune sue opere sono custodite nei seguenti musei: Casa Cavazzini di Udine, Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo, Museo d’arte moderna Rimoldi di Cortina d’Ampezzo, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, Museo Novecento di Firenze, Casa museo Boschi-Di Stefano di Milano.

Bibliografia:

“Il Novecento: dalle avanguardie storiche ai giorni nostri” di  Piero Adorno in “L’arte italiana”, vol. III – Tomo secondo – G. D’Anna Casa editrice S.p.A., Firenze, 2009.

“De Chirico (1888-1919). La metafisica”, Paolo Baldacci, Ed. Leonardo Arte, 1997.

“La metafisica schiarita. Da De Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio”, Maurizio Calvesi, Milano, Feltrinelli, 1982.

“Dizionario dei termini artistici”, Luigi Grassi, Mario Pepe, I ed., TEA Licenza UTET (I Dizionari n° 14), Milano, 1994.

“La Metafisica Museo documentario”, Autori Vari, Ed. Comune di Ferrara, Grafis, 1981.

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