Pittore Francesco Monti

Francesco Monti (Bologna, 1683-85 – Brescia o forse Bergamo, 14 aprile 1768)

Francesco Monti: Morte di Sant'Anna, anno 1740, chiesa di San Zeno al Foro, Brescia.
Francesco Monti: Morte di Sant’Anna, anno 1740, chiesa di San Zeno al Foro, Brescia.

Breve biografia di Francesco Monti

Francesco Monti lavorò intorno al 1690 presso la corte degli Este a Modena.

La sua formazione artistica si svolse nella bottega di Sigismondo Caula (Modena, 1637 – Modena, 1724) a Modena ed in quella di Giovan Gioseffo Dal Sole (Bologna, 10 dicembre 1654 – Bologna, 22 luglio 1719) a Bologna.

La prima opera dell’artista arrivata ai nostri giorni (La Pentecoste, realizzata per la chiesa di San Prospero, Reggio Emilia) risale al 1713. Nel dipinto già si evidenziano le sue doti espressive e la grande capacità nel disegno.

Nel 1715 il Monti si trovava a Bologna, ove realizzò La Sacra Famiglia con Giovanni Battista. Intorno al 1721 fu ammesso all’Accademia Clementina della stessa città.

È questo il periodo in cui la notorietà del pittore si fece strada: fu incaricato dal marchese Durazzo di Genova di eseguire l’ “Achille che trascina il corpo di Ettore” ed ebbe altresì importanti committenze, tra cui citiamo quella per il Duca di Richmond che prevedeva la realizzazione, in collaborazione con altri artisti, di un ciclo di dipinti per la decorazione delle sale di Palazzo di Goodwood.

Per tale lavoro, il Monti si occupò soprattutto della realizzazione delle figure insieme ad altri particolari, avvalendosi della lezione del Mirandolese (Mirandola, 1673 – Bologna, 1741) per la struttura prospettica e quella del Ferrajoli per l’aspetto paesaggistico.

Grazie a questo comune incarico, l’artista ebbe modo entrare a diretto contatto con importanti esponenti della pittura come il Piazzetta (Venezia, 1683 – Venezia, 1754), il Balestra (Verona, 1666 – Verona, 1740), Giovanni Battista Pittoni (Venezia, 1687 – Venezia, 1767) e Sebastiano Ricci (Belluno 1659 – Venezia 1734). In quel periodo realizzò anche il Ratto delle Sabine, per i conti Ranuzzi, e Il trionfo di Mardocheo per il Palazzo reale di Genova su diretta commissione della corte di Torino.

Nel 1738 si trasferì a Brescia ove eseguì, in toni quasi monocromi, giganteschi cammei per la volta della chiesa di Santa Maria della Pace.

Nel 1741, assieme allo Zanardi, affrescò la chiesa di Santo Spirito.

Nel 1746 dipinse un San Maurizio per la chiesa in Santa Maria della Pace ed altre opere in varie chiese, tra cui ricordiamo quella del Patrocinio di M. V. sui Ronchi, San Zeno, Chiari, Capo di Ponte, Sale Marasino, Zone. Per la chiesa di San Zeno al Foro realizzò anche due pale d’altare ( la Pietà di San Zeno e la Morte di sant’Anna).

Eseguì decorazioni in case signorili, tra cui ricordiamo la Barussi, la Martinengo e l’Avogadro, alle quali contribuì con dipinti di ritrattistica la figlia Eleonora. L’ultima opera del soggiorno bresciano si trova attualmente nella chiesa di Coccaglio.

Nello stesso periodo l’artista lavorava anche a Bergamo, come testimonia la raffigurazione del San Vittore dell’abisde del Duomo della stessa città, accanto ad altri dipinti di grandi artisti veneti come Giambattista Tiepolo, Cignaroli e Pittoni.

Intorno al 1740 il Monti iniziò a lavorare a Cremona e dintorni. In città affrescò la volta e la cupola in S. Gerolamo.

Nonostante che l’artista fosse influenzato, oltre che da Dal Sole, da Giuseppe Maria Crespi (Bologna, 14 marzo 665 – Bologna, 1747), Donato Creti (Cremona, 1671 – Bologna, 1749) e Antonio Gionima (1697-1732) [Fonte https://www.artnet.com/library/05/0593/T059347], le sue eleganti figure mantennero uno stile alquanto personale, che rimandano a quelle del Parmigianino (Parma, 503 – Casalmaggiore, 1540) e – soprattutto – al periodo tardo manieristico riferito a pittori come Josef Heintz e Bartholomäus Spranger i cui dipinti furono riprodotti su stampa da Jan Muller, Aegidius Sadeler e altri [fonte https://www.artnet.com/library/05/0593/T059347].

Oltre al caratteristico stile bolognese, nella pittura del Monti si trovano anche influssi della pittura veneta e lombarda.

Il pittore è considerato una delle figure più importanti del neomanierismo emiliano settecentesco.

Alcune sue opere

Pentecoste, chiesa di San Prospero, Reggio Emilia, anno 1713

La Sacra Famiglia con Giovanni Battista, anno 1715

Achille che trascina il corpo di Ettore, intorno all’anno 1720.

Madonna col Bambino, San Giovannino, San Giuseppe, San Giacchino e Sant’Anna, Chiesa dei Santi Francesco e Carlo, Sammartini (Crevalcore), intorno agli anni 1730-1735.

Il Ratto delle Sabine

Diana ed Endimione, 45,3 x 57 cm, olio su tela

Pietà, chiesa di San Zeno al Foro, Brescia, anno 1738

Il trionfo di Mardocheo

Morte di sant’Anna, Brescia, chiesa di San Zeno al Foro, anno 1740

San Maurizio, Brescia, Chiesa della Pace, anno 1746




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