Cristo davanti ad Anna ed il Diniego di Pietro di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Cristo davanti ad Anna ed il Diniego di Pietro

Registro principale (verso) - Cristo davanti ad Anna ed il Diniego di Pietro
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Cristo davanti ad Anna ed il Diniego di Pietro, 99 x 53,5, Museo dell’Opera del duomo, Siena

Sull’opera: “Cristo davanti ad Anna ed il Diniego di Pietro” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 99 x 53 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Nella rappresentazione della scena in alto, la figura del Cristo spicca su tutte le altre, in un “ideale” isolamento da i suoi persecutori.

In basso – Quella del “Diniego di San Pietro” è un dei più importanti riquadri della Maestà, soprattutto per la freschezza della stesura cromatica che bene rende l’ambiente.

La scaletta ed il balconcino in stile gotico, collegano le due scene in un suggestivo spaccato architettonico. Alcuni pentimenti (ancella) dell’artista sono stati rilevati nel corso dell’importante restauro eseguito nel Novecento.

Cristo percosso e Cristo davanti a Caifa di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Cristo percosso e Cristo davanti a Caifa

Duccio di Buoninsegna: Maestà - Cristo percosso e Cristo davanti a Caifa
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Cristo percosso e Cristo davanti a Caifa, 98,5 x 53,5, Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Cristo percosso e Cristo davanti a Caifa” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 98,5 x 53,5 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

In alto – Cristo percosso: Il momento della scena è quello immediatamente successivo all’arrivo di Gesù al cospetto di Caifa. Sulla sinistra, Pietro sta rispondendo con il suo terzo diniego alla domanda della fantesca.

In basso – Cristo davanti a Caifa: L’ambiente in cui si svolge la scena è lo stesso del “Cristo percosso”, cioè quello del sinedrio. Sulla sinistra, come nel riquadro superiore, la scena della negazione di San Pietro, che per la seconda volta disconosce il suo Maestro.

Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato

Duccio di Buoninsegna: Maestà Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato, 98 x 57, Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 98 x 57 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Le due composizioni sono molto affini tra loro, non soltanto come cromatismo ma come disposizione delle architetture e dei due gruppi di figure.

In alto – Cristo accusato dai farisei: è evidente il contrasto fra il gruppo in forte agitazione dei farisei e l’assorto Cristo dolente circondato dai soldati.

In basso – Cristo interrogato da Pilato: qui viene raffigurato uno dei due momenti in cui avviene dell’interrogatorio al cospetto di Ponzio Pilato, sul cui capo poggia una classica corona dal fine profilo.

Nel corso del restauro eseguito nello scorso secolo è stato tentato il recupero integrale della figura di Pilato, ma la difficile operazione non ha dato risultati soddisfacenti a riguardo del volto.

Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti ad Erode di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti ad Erode

Duccio di Buoninsegna: Maestà - Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti ad Erode
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti ad Erode, 100 x 57 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti ad Erode” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 100 x 57 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

In basso – CRISTO DAVANTI A ERODE: Il riquadro sta, insieme a quello della seguente raffigurazione, nel primo pannello in alto, sulla sinistra.

Le due narrazioni sono tratte dal Vangelo secondo Luca, col Cristo al cospetto di Erode (raffigurato, seduto in un vasto trono ampio trono a gradini, in un fermo e severo atteggiamento) e Pilato (scena sopra).

In alto – CRISTO DAVANTI A PILATO: Cristo viene è condotto davanti a Ponzio Pilato, in un ambiente identico a quelli dei riquadri nella pagina precedente (Cristo accusato dai farisei e Cristo interrogato da Pilato).

Il candido vestito che gli hanno fatto indossare, che veniva impiegato per i enfatizzare la pazzia, mette invece in evidenza l’isolata forza morale della figura.

La Flagellazione e L’Incoronazione di spine (Siena) di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: La Flagellazione e L’Incoronazione di spine (Siena)

Duccio di Buoninsegna: Maestà - La Flagellazione e L'Incoronazione di spine (Siena)
Registro principale (verso) – La Flagellazione e L’Incoronazione di spine, 100 x 53,5 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena

Sull’opera: “La Flagellazione e L’Incoronazione di spine” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 100 x 53,5 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Sopra: LA FLAGELLAZIONE: Abbiamo visto nelle pagine precedenti le scene con il Cristo al cospetto di Pilato, alla cui presenza si svolge anche la scena della Flagellazione (in alto) e dell’Incoronazione di spine (in basso).

Le due scene si svolgono in un analogo ambiente in cui l’artista impiega lo stesso criterio compositivo nella prospettiva delle architetture.

Le due composizioni hanno in comune l’enfatizzazione della sofferente e  remissiva figura del Cristo.

Sotto: L’INCORONAZIONE DI SPINE: Si veda n. 56.

L’andata al Calvario e Pilato si lava le mani di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: L’andata al Calvario e Pilato si lava le mani

Duccio di Buoninsegna: Maestà - L'andata al Calvario e Pilato si lava le mani
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – L’andata al Calvario e Pilato si lava le mani, 102 x 53,5 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “L’andata al Calvario e Pilato si lava le mani” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 102 x 53,5 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Sotto – PILATO SI LAVA LE MANI: Questa scena corrisponde all’ultima raffigurazione che viene  svolta nella loggia di Ponzio Pilato alla cui figura, questa volta, l’artista conferisce meno importanza. Qui prevale, sul gesto del “lavarsene le mani” – che avviene isolatamente – la scena con il gruppo accusante nel quale sono compresi i soldati accalcati e minacciosi dietro il Cristo.

Sopra – L’ANDATA AL CALVARIO: Con questa raffigurazione inizia la serie dei riquadri più drammatici dell’intero ciclo pittorico.

Il Carli fa rilevare che il globale andamento delle figure in avanti, atto a suggerire la direzione del moto, viene interrotto simbolicamente dalla posizione pressoché frontale del Cristo, con lo sguardo rivolto verso il gruppo dolente di Maria e delle pie donne.

Il Seppellimento di Cristo e La Deposizione della croce di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Il Seppellimento di Cristo e La Deposizione della croce

Duccio di Buoninsegna: Maestà - Il Seppellimento di Cristo e La Deposizione della croce
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Il Seppellimento di Cristo e La Deposizione della croce, 101 x 53,5 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Il Seppellimento di Cristo e La Deposizione della croce” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 101 x 53,5 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Sotto – LA DEPOSIZIONE DALLA CROCE: Quello del presente riquadro viene considerato dagli studiosi di tutti i tempi, insieme al “Seppellimento di Cristo” (sopra) e alle “Marie al sepolcro” (pagina successiva), uno dei più drammatici episodi di tutto il ciclo duccesco: si evidenzia l’intenso legame affettivo che coinvolge entrambi i gruppi, posti ai lati della croce.

Sopra – IL SEPPELLIMENTO DI CRISTO: Anche qui, la scena viene drammaticamente enfatizzata dall’intenso atteggiamento della Madonna che si sta separando per sempre dal Figlio.

Anche la figura della Maddalena, con le mani alzate al cielo – contro un immobile fondo roccioso – indica un profondo dolore psicologico.

Le Marie al Sepolcro e La Discesa al limbo di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Le Marie al Sepolcro e La Discesa al limbo

Duccio di Buoninsegna: Maestà - Le Marie al Sepolcro e La Discesa al limbo
Duccio di buoninsegna: Registro principale (verso) – Le Marie al Sepolcro e La Discesa al limbo, 102 x 53,5 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Le Marie al Sepolcro e La Discesa al limbo” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 102 x 53,5 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Sotto – LA DISCESA AL LIMBO: Questa rappresentazione si presenta con diretti collegamenti alla tradizione bizantina: spicca la trama dorata sul manto del Cristo, la cui luminosa figura si stacca da un fondo variamente contrastante (il chiaro delle rocce contro lo scuro manto, e le scure cavità contro l’intera figura), rivolta verso il commosso gruppo dei patriarchi.

Sopra – LE MARIE AL SEPOLCRO: questo riquadro è considerato dagli studiosi come il capolavoro più alto in assoluto fra le opere di Duccio: un’atmosfera di intensa sorpresa ed un inatteso stupore pervade tutta la raffigurazione.

La scena dell’apparizione dell’angelo, viene espressa dall’artista con una eccezionale  armonia negli atteggiamenti e nelle morbide variazioni cromatiche.

Il Carli mette in evidenza l’arretrare un po’ accennato delle tre Marie e la loro distanza “mentale” – più che spaziale – dall’angelo, rimarcata dalla contrapposta diagonale del sarcofago.

Cristo e i pellegrini verso Emmaus e L’Apparizione di Cristo alla Maddalena di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: Cristo e i pellegrini verso Emmaus e L’Apparizione di Cristo alla Maddalena

Duccio di Buoninsegna: Maestà - Cristo e i pellegrini verso Emmaus e L'Apparizione di Cristo alla Maddalena
Duccio di Buoninsegna: Registro principale (verso) – Cristo e i pellegrini verso Emmaus e L’Apparizione di Cristo alla Maddalena, 102 x 57 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.

Sull’opera: “Cristo e i pellegrini verso Emmaus e L’Apparizione di Cristo alla Maddalena (Noli me tangere)” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente al registro principale (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 102 x 57 cm. ed è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Sotto – NOLI ME TANGERE (L’apparizione di Cristo alla Maddalena): La presente composizione si svolge in un impianto compositivo a taglio obliquo. La rocciosa paesaggistica ha una eccezionale rispondenza armonica verso due figure, non solo coloristica ma soprattutto psicologica, come se la natura stessa partecipasse al dialogo dei personaggi.

Sopra – CRISTO E I PELLEGRINI VERSO EMMAUS: Questo, l’ultimo riquadro del ciclo, ha una grande forza evocativa: la città palestinese si presenta agli occhi dei pellegrini, imponente e splendente, ben stabile sulle rocce in uno sfondo dorato.

La tentazione di Cristo sul monte (New York) di Duccio di Buoninsegna

Duccio di Buoninsegna: La tentazione di Cristo sul monte (New York)

Duccio di Buoninsegna: Maestà - La tentazione di Cristo sul monte (New York)
Duccio di Buoninsegna: Predella della Maestà (verso) – La tentazione di Cristo sul monte, cm. 43 x 46, Frik Collection, New York. (particolare)

Sull’opera: “La tentazione di Cristo sul monte” è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente alla predella (verso) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 43 x 46 cm. ed è custodito nella Frik Collection di New York.

Il riquadro in esame – ancora ben conservato – che apparteneva alla Collezione Benson, passò presso Duveen, quindi pervenne nella Frick Collection di New York nel 1927.

Fu  Langton Douglas che per primo abbinò la tavola alla Maestà di Duccio, quando la vide esposta alla manifestazione della pittura senese svoltasi nel 1904 a Londra.

La rappresentativa e poetica freschezza del dipinto, soprattutto nelle architetture, si riferisce ai modelli civili del XIV secolo.