La mancanza di uno spazio unitario nell’arte classica italica

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Abbiamo visto fin adesso i forti sviluppi dell’arte vascolare italiota ed evidenziato, insieme a molte cose positive come l’impiego della policromia e della prospettiva, un’incapacità di composizione strutturale di base riguardo soprattutto all’organizzazione di spazi cromatici unitari.

Questa carenza non ha nessuna tendenza a migliorare, ma viene accentuata con il passare dei decenni. Una testimonianza di ciò che si sta sviluppando intorno al IV secolo a. C. la possiamo vedere nel cratere a volute di Napoli decorato dal “Pittore di Dario”, dove le diverse scene, pur essendo ben distinte, non sono separate le une dalle altre e sembrano intrecciarsi. Il disegno ha ormai raggiunto una notevole precisione e la prospettiva dà la sua massima resa: le linee di fuga del rogo rispettano le regole prospettiche fondamentali andandosi ad incontrare in un punto dell’orizzonte, e le sezioni dei tronchi sul lato destro sono ovali e degradano di misura andando in profondità.

L’armatura di sinistra  che ha una leggera inclinazione verso i  piani inferiori non mostra l’apertura per la testa, mentre l’altra sulla destra, essendo ripresa in leggero scorcio, mostra l’apertura. Non tutto però è perfetto: osservando la base del patibolo di Patroclo, le linee di fuga si incontrano in un punto diverso da quelle del rogo. Anche la coloristica è molto curata con ricchezza di luminosità e di ombre ben marcate.

Pittore di Dario: Cratere a volute - particolare della scena con il rogo di Patroclo
Pittore di Dario: Cratere a volute – particolare della scena con il rogo di Patroclo
Pittore di Dario: Cratere a volute con scene della guerra di Troia
Pittore di Dario: Cratere a volute con scene della guerra di Troia
 Prendendo in considerazione le opere più comuni, è la sovrapposizione degli ambienti, e quindi delle figure, che separa e determina le varie scene, come è possibile notare nella pelike apula di Napoli, dove è rappresentata la disputa di Adone tra Persefone ed Afrodite, con la presenza di Zeus seduto nel trono. L’impiego della prospettiva, soprattutto sugli scorci,  risulta più deciso e netto, e conferisce sia alle figure che agli oggetti maggiore plasticità e spazialità.  Tutto l’insieme dà all’opera una valenza dello stile fiorito. Occorre sottolineare che la pelike di Napoli è ancora più antica delle opere sopra descritte.

Nonostante la strutturazione assai vicina a quella dello stile fiorito, la pittura apula ha un orientamento in netto contrasto con le tradizioni di questo linguaggio, perché ha il suo punto di forza nella rappresentazione realistica degli elementi architettonici e soprattutto delle figure. Il realismo conferito ai personaggi si intreccia ed interagisce con gli stessi e con tutto il contesto tematico. Viene così a mancare il realismo individuale e possiamo quindi parlare di una pittura “di genere”. Le scene sono ispirate dal grande teatro e, gli artisti spingono al massimo la loro forza interpretativa per conferire alle figure i loro ruoli, arrivando, nelle tematiche comiche, a rappresentazioni addirittura caricaturali. La tecnica delle figure rosse è ancora molto praticata ma… nuove tecniche rivoluzioneranno il mondo dell’arte vascolare italiota.

Pelike apula: La disputa di Adone tra Persefone ed Afrodite con la presenza di Zeus seduto nel trono
Pelike apula: La disputa di Adone tra Persefone ed Afrodite con la presenza di Zeus seduto nel trono

 Non è lontano il periodo dei grandi cambiamenti che porterà ad uno stile in policromia su fondo scuro e ad un impiego più esatto della prospettiva, soprattutto nella definizione degli scorci. Il valore espressivo di tali opere raggiungerà notevoli livelli nello “stile di Gnazia”, dove la composizione nel vascolare supererà quella parallela della pittura tradizionale.

Frammento di cratere di Wurtzburg - Gruppo Konnakis:
Frammento di cratere di Wurtzburg – Gruppo Konnakis:
Particolare del cratere a calice apulo: Gruppo di attori (Taranto)
Particolare del cratere a calice apulo: Gruppo di attori (Taranto)

Spicca fra tutti il frammento di Wurtzburg, nel quale una figura in primo piano viene rappresentata in policromia su fondo scuro e carica di viva espressività. Il suo generale atteggiamento sembra studiato nei minimi particolari, la maschera tenuta sul palmo della mano destra, la veste perfettamente ordinata e quello sguardo carico di significato, ci raccontano con certezza che la figura appartiene ad una scena di teatro. Il disegno aiuta a dare una decisa plasticità, mentre il cromatismo è ben equilibrato.

Anche le figure  del cratere a calice di Taranto  sono cariche di espressività: i due personaggi che stanno dialogando fra loro sono collocati sullo stesso piano e visti frontalmente, ma i loro sguardi si incrociano come in un dialogo preparato. Si notino le parti in ombra della struttura dove siede la figura di destra.




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