La biografia e vita artistica di Ingres

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Autoritratto a ventiquattro anni, cm. 78 x 61, Musée Condé, Chantilly.
Autoritratto a ventiquattro anni, cm. 78 x 61, Musée Condé, Chantilly.

Jean-Auguste-Dominique Ingres nasce il 29 agosto del 1780 a Montauban e muore a Parigi il 14 gennaio 1867. È il primogenito di cinque figli ed inizia la sua prima formazione artistica nella bottega d’arte del padre. Prosegue lo studio dell’arte iscrivendosi all’Accademia di Tolosa, dove trova come maestro il pittore Roques che gli insegna ad amare la pittura di Raffaello. Insieme alla pittura, Ingres coltiva anche la passione per la musica, diventando un abilissimo suonatore di violino.

Nel 1796 si reca a Parigi per frequentare lo studio artistico di Jacques-Louis David, il più famoso pittore francese neoclassicista del periodo. Qui apprende gli ideali del neoclassicismo e, impiegandoli come base di riferimento, li sviluppa arricchendoli con le sue peculiarità di armonia e colore.

Napoleone I sul trono imperiale, cm. 260 x 163, Musée de l’Armée, Parigi.
Napoleone I sul trono imperiale, cm. 260 x 163, Musée de l’Armée, Parigi.

A Parigi, Ingres, diventa famoso in brevissimo tempo come pittore ritrattista dell’aristocrazia. Poco dopo dipingerà il ritratto all’Imperatore Napoleone Bonaparte.

Nel 1806 si reca a Roma entrando a diretto contatto con le opere del grande Raffaello e dei pittori rinascimentali, soprattutto quelli appartenenti al primo Rinascimento, ai quali consacrerà definitivamente la sua arte pittorica. Questi sono, per il pittore, anni proficui nei quali realizza disegni, paesaggi, ritratti e diversi episodi storici ispirati dalla pittura rinascimentale italiana. Appartiene a tale periodo anche le “Bagnanti”. Queste opere gli danno, in Italia, grande celebrità ma in Francia non vengono valorizzate alla stessa stregua. Pertanto prolunga la sua permanenza romana aprendo uno studio artistico in via Gregoriana.

Nel 1813 si unisce in matrimonio con Madaleine Chapelle, alla quale dedicherà il dipinto “Il fidanzamento di Raffaello”, dove il grande urbinate viene raffigurato con la famosa fornarina.

La grande odalisca, cm. 91 x 162, Museo del Louvre, Parigi
La grande odalisca, cm. 91 x 162, Museo del Louvre, Parigi

Nell’anno successivo, su commissione di Carolina Murat, moglie del re di Napoli (Gioacchino, imposto da Napoleone), dipinge la “Grande Odalisca”, un’opera destinata a far discutere molto, perché denigrata dai principali studiosi d’arte del suo periodo, poi invece, apprezzata dalla critica del dopo neoclassicismo: considerata dai primi, come priva di profondità, piatta nelle gamme cromatiche e vuota come masse volumetriche, mentre dai secondi, grazie anche al magico tocco dell’artista, valorizzata per le cariche di esotismo e per l’impiego di costumi ed oggettistica orientale.

Edipo e la Sfinge, cm. 189 x 144, Louvre, Parigi.
Ingres: Edipo e la Sfinge, cm. 189 x 144, Louvre, Parigi.

Gli anni che seguono, fino al 1824, sono molto duri per Ingres a causa delle sue precarie condizioni economiche, ma nonostante ciò trova il tempo e la forza di continuare a dipingere con una certa ostinazione. Da questa data la sua fama si propagherà in tutta la Francia varcandone i confini. È questo il periodo dell’opera per la Cattedrale di Montauban, “il voto di Luigi XIII”, fortemente valorizzata dgli studiosi di Storia dell’arte.

La sua peculiarità rimane la ritrattistica e, proprio per i numerosissimi ritratti commissionati da importanti esponenti del mondo politico, diventa sempre più famoso. Le sue creazioni hanno sempre un’ispirazione classica, come risulta evidente nell’Apoteosi di Omero. Compie il salto di qualità nel 1825, quando gli viene consegnata, dal re Carlo X, la croce della Legion d’onore. Dal 1835 al 1840 è a Roma con l’incarico di direttore dell’Accademia di Francia.

Interno della cappella Sistina, cm. 72 x 92, National Gallery di Washington.
Ingres: Interno della cappella Sistina, cm. 72 x 92, National Gallery di Washington.

Nel 1841 ritorna a Parigi, dove viene accolto trionfalmente e gli viene commissionata la decorazione di tutte le vetrate facenti parte della cappella di Notre Dame.

Qualche anno più tardi, nel 1846, partecipa con grande successo all’esposizione nelle Galerie des Beaux Arts, tanto che l’anno seguente diviene membro della commissione, trovandosi a lavorare insieme a Delacroix.

Nel 1849, a causa della morte di Madaleine, sua moglie, si deve dimettere. Dal 1850, una malattia agli occhi gli impedisce di lavorare autonomamente ed è costretto ad avvalersi di aiutanti per portare a compimento i suoi lavori più importanti.

Nel 1852 si unisce in matrimonio con la seconda moglie, Delphine Ramel.

Nel 1855 partecipa con numerose opere all’Esposizione Universale di Parigi ed anche qui il successo è enorme, tanto che vengono selezionati 43 dei suoi dipinti.

Pochi anni prima di morire, nel 1862, Ingres diventa senatore. Morirà il 14 gennaio 1867 alla bella età di 88 anni. Verrà sepolto nel cimitero di Péere Lachaise nella capitale francese.




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