"Margaretha van Eyck" di Jan van Eyck

Jan van Eyck

Jan van Eyck: Margaretha van Eyck
Margaretha van Eyck, olio su tavola, cm.  32,5 x 26, anno 1439, Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

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Sull’opera: “Margaretha van Eyck” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1439, misura 32,5 x 26 cm. ed è custodito nella Musée Communal des Beaux-Arts a Bruges.

Sulla cornice, ancora originale, appaiono due iscrizioni: una nella fascia superiore, l’altra in quella inferiore. Nella prima si legge “CO[n]IVX M[eu]S IOH[ann]ES ME C[om]PLEVlT A[n]NO 1439 17 IVNII”, mentre nell’altra, “[A]ETAS MEA TRIGINTA TRIV[m]  AN[n]ORV[m]. AAC IXH XAN”.

Della moglie dell’artista  sappiamo di certo (documento del 12 luglio 1441) che il nome era Margaretha, ma non si conosce il casato: nata, dunque, nel 1406, è probabile che avesse sposato Jan poco prima del 1434, anno in cui nacque il primogenito.

A proposito dell’effigiata, il Weale nel 1908 scriveva: “Benché dipinto con grande minuzia, con una meravigliosa delicatezza e perfezione, l’effetto di questo ritratto, evidentemente di una somiglianza perfetta, è lo stesso se visto da vicino o da una certa distanza … I lineamenti di Margaretha non sono seducenti e la sua acconciatura non ne migliora l’apparenza; ma essa era senza dubbio una signora intelligente e un’esperta donna di casa, dall’occhio limpido e fermo, e dalle labbra serrate che denotano capacità di volere”.

Il Descamps [Voyage pittoresque de la Fiandre et du Brabant, Paris 1769] ricorda che l’opera apparteneva alla ghilda dei pittori e sellai di Bruges e veniva esposta nella loro cappella ogni anno in occasione della festa di San Luca. Dove si trovasse esattamente per il resto dell’anno alcuni studiosi ipotizzano una sistemazione negli archivi dell’associazione.

Intorno al 1800 la tavoletta faceva parte della collezione di P. van Lede, che nel 1808 la cedette in dono all’amministrazione della città di  Bruges (fonti: A, Borroughs [“MHL”] e il catalogo di A. Janssens de Bisthoven [Musée Communal de Bruges, Anvers 19592]).




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