L’Annunciazione di Washington di Jan van Eyck

Jan van Eyck: L’Annunciazione di Washington

Jan van Eyck: L'Annunciazione di Washington
L’Annunciazione, olio su tela, cm.  93 x 37, anno 1435, National Gallery of Art (Mellon), Washington.

Sull’opera: “L’Annunciazione” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1435 (poi trasferito su tela), misura 93 x 37 cm. ed è custodito nella National Gallery of Art (Mellon), Washington.

Molto probabilmente trattasi di un’anta sinistra d’un trittico.

L’antiquario Nieuwenhuys – da cui Guglielmo II, re dei Paesi Bassi, acquistò il dipinto – affermava che esso fu ceduto in dono a una chiesa di Digione dal duca di Borgogna Filippo III, e che nel 1819 fu trasferito a Parigi [Weale, 1908].

 All’asta della collezione del re olandese, svoltasi il agosto 1850 all’Aia, la composizione venne aggiudicata all’Ermitage di Leningrado per 12.949 franchi. Più tardi fu venduta all’americano Mellon che ne fece dono, nel 1937, alla National Gallery of Art (Mellon), Washington, l’attuale sede.

Per quanto riguarda la cronologia dell’opera, le proposte sono alquanto varie: intorno al 1426 per il Bode [Kaiserl … Gemäldegalerie in St. Petersburg LH-g, Paris1883], per Voll [Altniederländische Malerei, Leipzig 1906] e per Panofsky [“AB” 1935]; intorno al quadriennio 1432-35 circa per il Baldass [1952]; intorno al 1433 per il Tolnay [1339]; intorno al 1434 secondo il Friedlànder [1924]; nel biennio 1436-37 circa per Beenken [1941].

 

“Madonna del cancelliere Rolin”, o “Madonna col Bambino incoronata da un angelo” di Jan van Eyck

Madonna del cancelliere Rolin di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Madonna del cancelliere Rolin (Madonna col Bambino incoronata da un angelo)
Madonna del cancelliere Rolin, olio su tavola, cm.  66 x 62, anno 1435, Museo del Louvre, Parigi.

Sull’opera: “Madonna del cancelliere Rolin”, o “Madonna col Bambino incoronata da un angelo”, è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1435, misura 66 x 32 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi.

Il Courtépée [Description du Duché de Bourgogne, Dijon1778] ricorda di aver visto il dipinto nella sacristia della cattedrale di Autun, in Borgogna, ove restò ubicato fino all’anno 1800. Dal momento che Nicolas Rolin era nativo di Autun e suo figlio Jean era nel 1436 vescovo di quella città, si ipotizza con qualche fondamento che l’opera fosse stata donata da uno dei due alla suddetta chiesa.

Nicolas Rolin, nato nel 1376, era stato nominato cancelliere di Borgogna e di Bracante nel 1422. Nel 1445 fondò l’ospedale (Hôtel-Dieu) di Beaune per il quale incaricò Rogier van der Weyden nella  la realizzazione del celebre polittico col Giudizio universale, ivi ancora custodito, sul quale volle essere ugualmente raffigurato (1446).

Inoltre appare insieme al duca Filippo, suo signore, nelle famose miniature delle Croniques de Hainaui (Bruxelles, Bibliothèque Royale), anch’esse tradizionalmente attribuite a Rogier van der Weyden. Il cancelliere morì nel 1462 [Abord, Nicolas Rolin, chancelier de Bourgogne, Dijon 1898; J. Desneux, “RdA” 1954].

Lo sfondo paesaggistico attraverso la trifora si ipotizza appartenga a Maastricht.

Trittico di Dresda di Jan van Eyck

Trittico di Dresda di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Trittico di Dresda
Trittico di Dresda, olio su tavola, cm. 27,5 x 37,5, anno 1437, Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.

Sull’opera: “Trittico di Dresda” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1437, misura 27,5 x 37,5 cm. ed è custodito nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.

Costituito da cinque riquadri su quercia le cui dimensioni sono 27,5 X 21,5 da chiuso e 27,5 x 37,5 da aperto. Entrambe le misure sono riferite alla sola stesura pittorica. Con tutta la cornice ancora originale, misura rispettivamente 33 X 27,5 e 33 X 53,5. Sulle ante esterne appaiono a grisaglia le figure dell’Annunciazione.

 Nella raffigurazione interna, al centro, appare la Vergine in trono col Bambino nella navata centrale di una chiesa. A sinistra, San Michele e il donatore; a destra Santa Caterina. Entrambi i santi e il donatore sono raffigurati nelle navate laterali della stessa chiesa. Sulla cornice sono riportate due lunghe iscrizioni in lingua latina relative al personaggi dei riquadri in essa compresi.

Nel 1958, in seguito alla pulitura della cornice del trittico apparve, sul lato basso del riquadro centrale, la scritta “Johannes de Eyck me fecit et co[m]plevit Anno Domini M CCCC XXX VII [H- Krauth, “DG” 1958; H. Menz, ‘JSK’ 1959.

Disposizione dei pannelli:

  1. L’angelo annunziante: elemento esterno posizionato a sinistra (ante chiuse).

  2. La Vergine Annunziata: elemento esterno posizionato a destra (ante chiuse).

  3. San Michele ed il donatore: elemento interno e posizionato a sinistra (ante aperte).

  4. La Madonna col Bambino: elemento interno e posizionato al centro (ante aperte).

  5. Santa Caterina d’Alessandria: elemento interno posizionato a destra (ante aperte).

Vergine alla fontana di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Vergine alla fontana

Vergine alla fontana, olio su tavola, cm.  19 x 12, anno 1439, Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa.
Jan van Eyck: Vergine alla fontana, olio su tavola, cm.  19 x 12, anno 1439, Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa.

Sull’opera: “Vergine alla fontana” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1439, misura 19 x 12 cm. ed è custodito nel Musée Royal des Beaux-Arts ad Anversa.

Sulla cornice del dipinto, ancora originale, appare la firma dell’artista e la data. In alto si legge “AAC IXH XAN”, mentre nella fascia inferiore “IOH[ann]ES DE EYCK ME FECIT C[om]PLEVIT AN[n]O 1439”.

Identificabile forse con la tavola elencata nell’inventario della collezione di Margherita d’Austria, governatrice dei Paesi Bassi, datato 1516. La voce relativa al presunto dipinto appare così impostata: “Une petite Nostre Dame, faite de bonne main, estant en un jardin ou il y a une fontaine”.

Identificabile alla stessa stregua nell’inventario redatto da Mechelen nel 1523: “Ung aultre petit tableau de Nostre Dame tenant son enfant, lequel tient une petite patenostre de coral en sa main, fort anticque, ayant une fontaine empres elle et deux anges tenant ung drapt d’or figuré darriere ella”.

Nel 1830 la tavola si trovava presso il vicario di Dickelvenne, borgo della Fiandra occidentale, dal quale approdò nella collezione del cavaliere M. F. van Ertborn che, nel 1941, la legò all’attuale Museo.

“Madonna del canonico Van der Paele” di Jan van Eyck

Madonna del canonico Van der Paele di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Madonna del canonico Van der Paele
Madonna del canonico Van der Paele, 122 x 157, anno 1436, Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

Sull’opera: “Madonna del canonico Van der Paele” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1436, misura 122 x 157 cm. (altre fonti indicano 141 x 176,5 cm.) ed è custodito nel Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

L’opera in esame viene conosciuta anche con il titolo “Madonna in trono col Bambino, San Donaziano e il donatore presentato a San Giorgio”

Firmata e datata dall’artista sulla parte bassa della cornice: “Hoc op[us] fecit fieri mag[iste]r georgi[u]s de pala hui[u]s ecclesiae canoni[cu]s p[er] iohanne[m] de eyck pictore[m]: et fundavit hic duas capell[an]ias de gremio chori domini m.cccc.xxxiiij; c[om]p[le]t[um] an[no] 1436”.

Sulla stessa cornice sono riportate altre iscrizioni a soggetto religioso. In quella riferita alla Madonna, sul lato superiore, si legge: “HEC EST SPECIOSIOR SOLE – SVPER OMNEM STELLARVM DlSPOSICIONEM LVCI COMPARATA INVENITVR PRIOR CANDOR EST ENIM LVCIS ETERNE – SPECVLVM SINE MACVLA DEI MAIESTATIS”. In quella riferita al santo a sinistra, scritta sul lato sinistro, “SOLO P[ar]TV NON[u]S FR[atru]M MERS[us] VIV[us]  REDDIT[ur] ET RENAT[us] ARCHOS P[at]-R[u]M REMIS CONSTITVITVR QVI NV[n]C DEO FRVITVR”. Nell’altra iscrizione, riportata a destra, riferita all’altro santo, si legge “NATVS CAPADOCIA XPO MILITAVIT MVNDI FVGlE[n]S CESVS TRIVMPHAV!T HIC DRACONEM STRVIT”. Sulla corazza di quest’ultimo santo si legge inoltre ciò che riguarda la sua identificazione: “ADONAI”; “S[an]C[tu]S DONATIAN[u]S ARCHIEP[iscopu]S”. Ancora un’altra iscrizione, questa volta riguardante san Giorgio, sullo sguincio in basso: “S[an]C[tu]S GEORGIVS MILES XPl”. Infine sugli angoli, compaiono le insegne del canonico van der Paele e della famiglia Carlijns, cui, secondo Weale  [1908], sarebbe appartenuta la madre del prelato (questi, Jorio — ovvero, Giorgio, nome del santo patrocinatore — van der Paele). quest’ultimo nel 1410 aveva la funzione di canonico e morì nel 1443 in seguito ad una lunghissima malattia durata almeno dieci anni. Il canonico donò l’opera alla chiesa di Brugge

Nel 1547 la governatrice dei Paesi Bassi, Maria d’Ungheria, provò ad acquistarla ma il capitolo di San Donaziano non le permise la transazione, opponendosi con un cordiale ma fermo rifiuto [R. A. Parmentier, “ASEB” 1926].

Nella stessa chiesa l’opera fu vista dal Guicciardini nel 1567. Alla metà del Settecento il dipinto fu spostato nella sacrestia. Intorno alla fine del secolo (1794) venne portata via dalle truppe napoleoniche che la trasferirono a Parigi. Fatta ritornare a Bruges nel 1815, pervenne all’attuale Galleria (fonte A. Janssens de Bisthoven [Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges, Anvers 1959]).

La tavola negli anni 1933-34 subì una parziale restaurazione da J. van der Veken, che ripulì le varie zone dalla sporcizia e rimosse il pannolino bianco che copriva il pisellino del Bambino.

L’Annunciazione di Thyssen di Jan van Eyck

Jan van Eyck: L’Annunciazione di Thyssen – L’Angelo annunziante e La Vergine annunziata

L'Angelo annunziante
L’Angelo annunziante, olio su tavola (grisaille), cm. 39 x 24, anno 1436, Fondazione Schloss-Rohoncz, Lugano.
La Vergine annunziata
La Vergine annunziata, olio su tavola (grisaille), cm. 39 x 24, anno 1436, Fondazione Schloss-Rohoncz, Lugano.

Sull’opera: “L’Annunciazione di Thyssen” è costituita da due dipinti in grisaglia, di Jan van Eyck, realizzati con tecnica a olio su tavola nel 1436, misurano entrambi 39 x 24 cm. e sono custoditi nella Fondazione Schloss-Rohoncz a Lugano.

II complesso pittorico è da ritenersi, probabilmente, come l’unico originale di Jan van Eyck scoperto nello scorso secolo. Fu pubblicato nel 1934 dal Friedlànder nel [“BM”] che credeva appartenesse agli elementi esterni d’un perduto trittico, cronologicamente inseribile tra il Polittico dell’Agnello Mistico  e la Vergine alla fontana.

 Il catalogo della collezione Thyssen, datato 1949, non parla però di ante di polittico, bensì di un ciclo completo, ovvero un piccolo dittico richiudibile sui cardini centrali. Il verso si presenta con una preparazione in gesso dipinta con simulazione marmorea (fonte: S. Sulzberger [“RBAH” 1950]).

L’opera viene accettata anche da Baldass [1952], che la inserisce nel triennio 1434-36 circa.

Entrambi i dipinti sono in ottimo stato conservativo.

  • L’ANGELO ANNUNZIANTE: sulla cornice si legge: “AVE GRA[tia] PLENA D[omi]N[u]S TECV[m] B[e]N[e]D[i]C[t]A TVI[n] MVLIE[ribus]”.

  • LA VERGINE ANNUNZIATA: sulla cornice si legge: “ECCE ANCILLA DOMINI FIAT MIHI S[e]C[un]D[u]M V[er]BV[m] TV[um]”.

“Ritratto di Baudouin de Lannoy” di Jan van Eyck

Ritratto di Baudouin de Lannoy di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Ritratto di Baudouin de Lannoy
Ritratto di Baudouin de Lannoy, olio su tavola, 26 x 20, cm. 1435, Staatliche Museen, Gemäldegalerie-Dahalem, Berlino

Sull’opera: “Ritratto di Baudouin de Lannoy” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1435, misura 26 x 20 cm. ed è custodito negli Staatliche Museen, Gemäldegalerie-Dahalem a Berlino.

Baudouin de Lannoy, signore di Molembaix, il cui appellativo era il “Balbuziente”, appare nel dipinto col collare dell’ordine del Toson d’oro del quale fu insignito cavaliere il 10 gennaio 1430. Fu, per l’appunto, in tale data che il duca Filippo il Buono Istituì quell’ordine.

Il collare, assai ben definito nella composizione, fu realizzato a Brugge dall’orefice Jean Peutin e consegnato Baudouin nel 1431, esattamente il giorno di Sant’Andrea [Weale, 1908]: l’opera in esame, pertanto, non può essere stata eseguita prima di tale data.

Baudouin de Lannoy (1386/87 – 1474) era stato nominato governatore di Lille nel 1423. Cinque anni più tardi divenne capitano del castello di Mortagne e partecipò alla missione in Portogallo (1428-29) a cui si unì anche van Eyck.

 Per quanto riguarda la cronologia dell’opera, per il Beenken [1941] non si dovrebbe superare l’anno 1431; per il Baldass [1952] invece potrebbe essere stato eseguito intorno al triennio 1436-38; per il Friedlànder [1924] è una delle ultime opere dell’artista.

“Ritratto di Jan de Leeuw” di Jan van Eyck

Ritratto di Jan de Leeuw di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Ritratto di Jan de Leeuw
Ritratto di Jan de Leeuw, olio su tavola, cm.  24,5 x 19, anno 1436, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Sull’opera: “Ritratto di Jan de Leeuw” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1436, misura 24,5 x 19 cm. ed è custodito nel Kunsthistorisches Museum, Vienna.

La tavoletta, attorniata dalla cornice originale, ha una misura totale di cm. 33 x 26. La stessa cornice reca la scritta in lingua olandese: “JAN DE [Leeuw] OP SANT ORSELEN DACH DAT CLAER EERST MET OGHEN SACH 1401 GHECONTERFEIT NU HEEFT MI IAN VAH EYCK WEL BLIICT WANNEERT BEGA[n] 1436”.

 La suddetta iscrizione, tradotta in italiano, significa: Jaw de Leeuw, che aprì gli occhi alla luce del giorno di Sant’Orsola del 1401: eccomi dipinto da Jan van Eyck, che mi raffigurò com’è noto nel 1436.

Invece del cognome dell’orefice l’artista dipinse la figura di un leoncino (leeuw, dall’olandese significa leone), che secondo Weale [1903] egli lo impiegava come marchio.

Jan de Leeuw, che nacque – come indica l’iscrizione sulla cornice – il 21 ottobre 1401, apparteneva alla ghilda bruggese degli orefici, della quale divenne poi decano nel 1441. L’artigiano nel 1459 viveva ancora a Damme.

L’opera (per la prima volta riportata nel catalogo Mechel della Galleria del Belvedere [1783]) ha ha subito qualche minimo danneggiamento, ma l’opportuno restauro di J. Hajsinek, eseguito nel 1949, ne ha migliorato certamente le condizioni.

“Santa Barbara” di Jan van Eyck

Santa Barbara di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Santa Barbara
Santa Barbara, olio su tavola, cm. 34 x 18,5, anno 1437, Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa.

Sull’opera: “Santa Barbara” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1437, misura 34 x 18,5 cm. ed è custodito nel Musée Royal des Beaux-Arts ad Anversa.

Il dipinto è datato e firmato dall’artista sulla cornice, nella parte bassa, ove si legge: “IOH[ann]ES DE EYCK ME FECIT . 1437”. Disegnato in toni brunastri direttamente con il pennello (che doveva essere di pelo veramente fine), senza trascurare i particolari, su supporto ligneo preparato con gesso.

 L’opera viene considerata dagli studiosi di Storia dell’arte come un quadro non portato a compimento, ma alcuni esperti, tra cui segnaliamo il Winkler [“P” 1929″], la ipotizzano una composizione a sé stante. L’artista la lasciò volontariamente senza colore: l’azzurro del cielo è ormai considerato dalla critica come un colore aggiunto in tempi posteriori. Infatti il critico vi evidenziava la ricchezza del dettaglio paragonandola ai due disegni (copie di ignoti) quattrocenteschi raffiguranti la incompiuta “Madonna di Ieper” di Jan (olio su tavola, 1441, Warwick Castle), cioè col donatore appena accennato, arrivando alla conclusione che l’artista, con quella cura del dettaglio, veramente certosina, avrebbe accettato la Santa Barbara come opera finita.

Di opposto parere è invece il Baldass [1952], mentre il quesito continua a provocare accesi dibattiti, in quanto non esisterebbero esempi particolarmente simili da mettere in paragone.

 Sul verso della tavoletta appaiono tre iscrizioni: una è scritta a stampa e due a mano. Queste permettono di ricostruire i vari passaggi di proprietà del dipinto (S. Sulzberger [“GBA” 1948]): nel 1769 apparteneva a M. J. Enschedé di Haariem che la vendette nel 1786 al mercante d’arte P. Yver.

Più tardi passò a far parte della celebre collezione di Ploos van Amstel che il 5 marzo 1800 la mise all’asta ad Amsterdam. Più tardi dalla collezione di M. Oyen e fu acquistata dal cav. M. F. van Ertborn (1826), il quale la cedette nel 1841 al Musée Royal des Beaux-Arts di Anversa, l’odierna sede.

Madonna di Lucca di Jan van Eyck

Madonna di Lucca di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Madonna di Lucca
Madonna di Lucca, olio su tavola, cm.  65,5 x 49,5, anno 1436, Staedelsches Kunstinstitut, Francoforte.

Sull’opera: “Madonna di Lucca” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1436, misura 65,5 x 49,5 cm. ed è custodito nello Staedelsches Kunstinstitut a Francoforte.

In precedenza la presente composizione apparteneva a Carlo Luigi, duca di Lucca (da cui la corrente titolazione). Nel 1841 la possedeva Nieuwenhuys, che la vendette a Guglielmo II, re dei Paesi Bassi e Granduca del Lussemburgo, alla cui vendita, svoltasi il 12 agosto 1850 all’aia, pervenne allo Staedelsches Kunstinstitut di Francoforte, sede attuale, che se l’aggiudicò per 3.000 fiorini.

 Sul trono della Madonna appaiono quattro statuette rappresentanti i leoni, che certamente alludono a quelli del trono di Salomone.

Per quanto riguarda l’esatta cronologia della tavola la critica non ha mai manifestato una certa concordia, inserendola perciò in un più ampio arco di tempo, corrispondente all’ultimo periodo della vita artistica di Jan. Intorno al 1435-40 per il Weiszàcker [Katalog der Gemälde des staedelschen Kunstinstituts, 1900]; 1435-36 circa per il Baldass [1952]; 1436-37 per il Tolnay circa [1935]; intorno al 1437 per Fiedlander [1924]; 1438 circa per il Beenken [1941].