"Polittico Orsini" di Simone Martini

Simone Martini

Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Musée des Beaux Arts, Anversa; sopra, l’Angelo Annunziante, cm. 23,5 x 14,5.

Cinque dei sei scomparti:

26 Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Angelo Annunziante, cm. 23,5 x 14,5, Musée des Beaux Arts, Anversa
27 Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Vergine Annunziata, cm. 23,5 x 14,5, Musée des Beaux Arts, Anversa
28 Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Andata al Calvario, cm.25 x 16, Louvre, Parigi
29 Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Crocifissione, cm. 24,5 x 15,5, Musée des Beaux Arts, Anversa, cm.
30 Simone Martini - Polittico Orsini
Polittico Orsini, Deposizione dalla croce, cm. 24,5 x 15,5, Musée des Beaux Arts, Anversa

       Sull’opera: Il “Polittico Orsini” è una serie di sei dipinti autografi di Simone Martini realizzati nel 1333 con tecnica a tempera su tavola. Il complesso è conservato – smembrato – in tre musei di tre diverse nazioni:

  • Musée Royal des Beaux Arts, Anversa: Arcangelo Gabriele annunziante

(23,5 x 14,5 cm.), Vergine Annunziata

(23,5 x 14,5 cm.), Crocifissione

(23,5 x 14,5 cm.), Deposizione dalla croce

(23,5 x 14,5 cm.)

  • Museo del Louvre, Parigi: Andata al Calvario (25 x 16 cm.).
  • Staatliche Museen di Berlino: Seppellimento di Cristo (22 x 15 cm.)

Poche sono le notizie fino al 1826, anno in cui i primi quattro scomparti del Polittico vennero acquistati a Digione su commissione della collezione Van Ertborn, dalla quale furono ceduti, nel 1840, al Musée Royal des Beaux Arts di Anversa, l’attuale sede. Quello del Louvre fu acquistato per 200 franchi nel 1834 presso M. L. Saint-Denis, il quale l’aveva ottenuto dalle collezioni d’arte di re Luigi Filippo. I Musei di Berlino (Staatliche Museen) acquistarono lo scomparto raffigurante il “Seppellimento di Cristo” a Parigi (1901), nella raccolta Pacully. Il polittico reca la firma dell’artista nella Crocifissione e nella Deposizione, rispettivamente con le scritte “PINXIT” e “SYMON”. Il complesso presenta alcuni problemi stilistici che hanno dato adito ad accese discussioni nell’assegnazione dell’esatta cronologia. I forti dibattiti derivano soprattutto dalla repentina svolta stilistica dell’artista, indirizzata in un inquieto patetismo fino a sfiorare il puro espressionismo, e, allo stesso tempo, in una narrativa quasi episodica. A questo nuovo timbro, mai riscontrato in Simone Martini, corrisponde un impianto grafico piuttosto inquieto e concitato, e la comparsa di elementi simbolici ed emozionali.




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