A soli sedici anni ha già delle nobili committenze e ritrae
notabili personaggi del ferrarese. Realizza il suo primo
dipinto "noto" nel 1855, con uno scorcio del cortile della
casa paterna. Sempre a sedici anni dipinge il suo
autoritratto (1858), accorgendosi che questo genere di
pittura lo avrebbe accompagnato per tutta la sua lunghissima
carriera artistica.
Nel 1862 si trasferisce a Firenze per iscriversi
all’Accademia delle Belle Arti, dove ha per insegnante
Stefano Ussi, e qui stringe una sincera amicizia con Michele
Cordigiani e Cristiano Banti, che lo convinceranno a
frequentare il famoso “Caffè Michelangelo”, luogo in cui i
Macchiaioli si riuniscono spesso per discutere sulla nuova e
rivoluzionaria tecnica da cui prende il nome il loro gruppo.
In questo periodo Boldini dipinge, oltre che ritratti,
anche soggetti paesaggistici. Nel 1865 su invito di Diego
Martelli si trasferisce per un certo periodo a
Castiglioncello e, nell’anno successivo, intraprende con il
suo amico Cristiano Banti un viaggio a Napoli, dove realizza
i ritratti dei suoi figli: Leonotto ed Alaide. Nel 1867 si
reca in Francia con i Falconer e, visitando l’Esposizione
Universale, conosce i pittori Impressionisti Édouard Manet,
Alfred Sisley ed Edgar Degas. Per buona parte del 1870
soggiorna a Londra, dove William Cornwallis – West gli mette
a disposizione un attrezzatissimo studio al centro della
città, in una zona altamente frequentata dall’aristocratica
società. La pittura di questo periodo, con tematiche
prevalentemente ritrattistiche, risulta chiaramente
influenzata da quella inglese settecentesca. Nel 1871
Giovanni si reca di nuovo a Parigi per un lungo soggiorno,
dove apre uno studio, prima nell’avenue Frochol, poi nella
Place Pigalle. Qui conosce la modella Berthe e prende
contatti con Goupil, un importantissimo mercante d’arte, per
il quale lavorano pittori di grande fama come Meissonier,
Fortuny, Palizzi e De Nittis. Le tele commissionate e
preparate in questo periodo sono prevalentemente “di
genere”, nelle quali Boldini riporta gli ambienti
settecenteschi. Nel 1886 realizza due ritratti (il primo con
tecnica a olio, l’altro a pastello) per il grande musicista
Giuseppe Verdi. Nel 1892 fa ritorno in Italia per
soddisfare una committenza della Galleria degli Uffizi, un
suo Autoritratto, che realizza in cambio di una copia del
Bernini raffigurante il cardinale de’ Medici. Ritorna a
Parigi dove è ospitato da Ruth Sterling, una giovane e ricca
americana alla quale dà lezioni di pittura. Nel 1900 è
invitato dalla famiglia Florio a Palermo per la
realizzazione del ritratto alla baronessa Franca, che subirà
in seguito alcune modifiche perché ritenuto dal marito un
po’ troppo “osé”. Nel 1904 Giovanni decide di unirsi in
matrimonio con Alaide, figlia del suo amico Banti, ma poco
più tardi, prima di firmare le carte, ci ripensa ed avvia
una relazione amorosa con la signora Joss de Couchy. Nel
1929 sposa la giovanissima Emilia Cordona. L’11 gennaio del
1931 Giovanni Boldini, affetto da una broncopolmonite, muore
a Parigi.