Il profeta Ezechiele nella volta della Cappella Sistina

Il profeta Ezechiele di Michelangelo Buonarroti

Michelangelo: il profeta Ezechiele sulla volta della Cappella Sistina.
Michelangelo: il profeta Ezechiele sulla volta della Cappella Sistina.
Veggente precedente: Sibilla Delfica

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IL PROFETA EZECHIELE

Michelangelo - Volta della C. Sistina, particolare del profeta Ezechiele
Prima del restauro. Volta della C. Sistina, particolare del profeta Ezechiele, anno 1510, 355 x 380 cm. Vaticano.

La figura del profeta Ezechiele in questa composizione fu vista come in balia di una forte inquietudine o impeto, inveire con “mimica meridionale”, bardata alla siriana, ed altro ancora.

L’assistente, collocato in secondo piano sulla sinistra di Ezechiele, fu per molto tempo creduto una ragazza. Poi, in quella figura aggraziata, vi si scorse un angelo.

Relativamente a questa raffigurazione il Bertini, nel 1942, richiama una probabile influenza alla pittura leonardesca. Con Bertini fu d’accordo gran parte della critica del Novecento, ma tale tesi non fu accettata da altri, tra i quali il Clemens (1964)

Prima del grande restauro il panneggio era abbastanza danneggiato.

Storia dell’affresco

Nei lavori del soffitto della Cappella Sistina, il pittore iniziò a dipingere dalle campate prossime all’ingresso in cappella. La porta di entrata si apriva in occasione delle solenni cerimonie, con la presenza del papa ed il suo seguito. Il profeta Ezechiele perciò, che appare in corrispondenza della quinta campata a partire dall’ingresso, fu una delle prime raffigurazioni realizzate sul secondo ponteggio, databile intorno al al 1511.

Descrizione e stile

La Delfica appartiene alla serie delle rappresentazioni dei Veggenti, sopra i peducci, seduti su ampi troni. Ognuno di loro, rappresentato su un ampio scranno marmoreo, ha nelle proprie vicinanze due giovani assistenti. Vi appaiono anche coppie di putti in svariati atteggiamenti. Il nominativo del veggente (nella presente composizione appare EZECHIEL) è scritto su tabelle, sorrette da un putto, al di sotto della base del trono.

Ezechiele è qui raffigurato con grande energia, tanto che la dinamica figura sbalza dallo sfondo nonostante la chiara luminosità di quest’ultimo. Anche lo sgargiante panneggio, formato dalla veste rossa, da un panno violaceo e una sciarpa azzurrina che termina a cappuccio, contribuiscono con i loro contrasti alla dare forza e movimento a tutto il contesto.

Ezechiele, ripreso frontalmente ma con il volto di profilo, reca un rotolo cartaceo nella mano sinistra. Appare come se si fosse improvvisamente voltato, continuando la torsione del collo, verso i due assistenti dietro il trono.

Il profeta, con una concitata espressione del volto, pare in ascolto della risposta di uno degli assistenti, che gli sta indicando la scena della Creazione di Eva. In seguito alla risposta orale, e indicazione dell’inserviente, il gesto della sua mano destra sembra voler chiaramente confermare la veggenza profetica. Ezechiele è collegato, infatti, alla profezia relativa alla nascita della Vergine, prefigurata da Eva. Alcuni studiosi di storia dell’arte hanno invece interpretato l’espressione di sorpresa come legata all’ascolto della voce dell’Eterno.

Il volto è realizzato con grandissima cura e un’incisiva luministica, che contrasta con quella soffice dei giovani assistenti ai lati. La forte solidità della figura di Ezechiele, raggiunge il massimo nell’energica e scultorea anatomia degli arti, del collo e della testa.

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