Profeta Gioele nella volta della Cappella Sistina

Profeta Gioele – Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti: Il profeta Gioele sulla volta della Cappella Sistina
Michelangelo Buonarroti: Il profeta Gioele sulla volta della Cappella Sistina.
Veggente precedente: Sibilla Cumana
Veggente successivo: Profeta Daniele
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Sull’opera

Il profeta Gioele è un affresco di Michelangelo Buonarroti, realizzato intorno al 1508-10, misura 365 x 380 cm. e appartiene alla decorazione della volta della Cappella Sistina in Vaticano. L’opera raffigurante il Gioele la commissionò Giulio II all’artista.

Il Profeta Gioele sul soffitto della Cappella Sistina

Michelangelo - Volta Cap.lla Sistina, particolare del profeta Gioele
Prima del restauro: Volta Capella Sistina, particolare del profeta Gioele, anno 1509, 365 x 380 cm. Vaticano.

Nella figura sopra rappresentata il Vasari vide un Gioele compiaciuto della propria lettura. In seguito a questa affermazione vi furono innumerevoli interpretazioni, tutte lette in chiave naturalistica. Alcuni studiosi di storia dell’arte identificarono l’effige del profeta con il Bramante.

Il 16 giugno 1964, in occasione della ricorrenza del quarto secolo dalla morte dell’artista, le Poste Vaticane diffusero un francobollo da 150 lire, dedicato all’affresco del Profeta Gioele.

Storia

Per i lavori di decorazione del soffitto della Cappella Sistina, Michelangelo incominciò dalle campate vicine all’ingresso. La porta di entrata veniva aperta in occasione di solenni cerimonie, alle quali era immancabile la presenza del papa con tutto il suo seguito.

La scena del profeta Gioele, che appare subito sopra la porta d’ingresso (prima campata), fu una fra prime scene ad essere realizzata. Quindi essa appartiene al primo blocco dei lavori, effettuato sul primo ponteggio, che fu smontato nell’autunno del 1510.

Descrizione

Il profeta Gioele appartiene al gruppo delle raffigurazioni dei Veggenti, assisi su grossi ed architettonici troni marmorei su peducci.

Tutti i veggenti, raffigurati su un ampi scranni, hanno vicino a sé due giovani aiutanti. Appaiono con essi anche coppie di putti in svariate posizioni.

Il nome di ogni profeta, o sibilla (nel presente caso è JOEL), appare in una tabella sotto il plinto, sorretta da un putto. Soltanto la scritta del profeta Zaccaria, sotto la quale spicca lo stemma Della Rovere, vi fa eccezione.

Gioele preannunziava calamità terrificanti, tra le quali ricordiamo l’oscuramento del sole e della luna. Alcune profezie riguardano una vigna (Gioele 1,12) e, probabilmente per tale motivo, Michelangelo ha posizionato la presente scena vicino all’episodio dell’Ebbrezza di Noè.

Il profeta in esame è rappresentato assiso, ripreso in posizione frontale con il viso in un leggero tre quarti, mentre è intento a leggere gli scritti del rotolo che tiene tra le mani.

Lo stile

La luce, che proviene da destra con una leggerissima inclinazione dall’alto, colpisce con grande efficacia la maestosa figura, mettendola in risalto.

L’espressione del viso, ampiamente stempiato ed attorniato da ciocche bianche di capelli, appare in profonda concentrazione, mentre la posa del corpo, nonostante l’apparente calma, trattenuta con sforzo, manifesta un certo turbamento.

La coloristica dell’affresco rispecchia, più o meno, le stesse peculiarità degli altri Veggenti. Gioele indossa una tunica dai toni violacei molto chiari, su cui spicca una fascia bianca sul ventre e una azzurrina come tracolla. Sulla veste porta un mantello con toni rossastri, che copre parte delle spalle e delle gambe.

Dietro il profeta appaiono i due aiutanti fanciulli, che parlano tra di loro. Quello a sinistra, intento alla lettura, viene distolto dall’altro che si trova sulla destra. Si noti il grosso volume verde che quest’ultimo tiene sottobraccio.

Sono stati rilevati pentimenti dell’artista lungo le braccia ed i fianchi, che lui stesso corresse a secco.

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