Sibilla Cumana nella volta della Cappella Sistina

Sibilla Cumana – Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti: Sibilla Cumana nella volta della Cappella sistina.
Michelangelo Buonarroti: Sibilla Cumana nella volta della Cappella sistina.
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Veggente successivo: Profeta Gioele

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La sibilla Cumana

Michelangelo - Volta Cappella Sistina, part. della Sibilla Cumana
Prima del restauro: Volta Cappella Sistina, particolare della Sibilla Cumana, anno 1510, 375 x 380 cm. Vaticano.

La Sibilla Cumana è un affresco nel soffitto della Cappella Sistina in Vaticano, realizzato da Michelangelo Buonarroti intorno al 1508-1510. Il riquadro misura 375 x 380 cm. (per Wikipedia 350 x 380 cm) e fu commissionato da papa Giulio II.

L’aspetto fisico appesantito della Cumana, molle e decrepito dette adito ad innumerevoli interpretazioni come “virago plebea”, o quella di diffondere “qualcosa di etrusco”, ecc.

Molti critici di storia dell’arte lessero nei suoi atteggiamenti costernazione e terrore, tanto da manifestarlo agli Assistenti, che commossi si confortano a vicenda.

Prima del grande restauro la composizione presentava alcune piccoli interventi.

Storia

L’artista incominciò al lavorare procedendo dalle campate subito dopo l’ingresso in Sistina, la cui porta si apriva per le solenni cerimonie che si svolgevano in Cappella.

Nella settimana, oltre alle riunioni, era anche prevista una processione, che dall’entrata si spingeva fino alle campate sopra l’altare. Al corteo partecipava sempre il papa ed il suo seguito.

Dato che la composizione della sibilla Cumana appare nella quinta campata, procedendo dall’ingresso, la scena appartiene al secondo blocco di lavori (eseguito sul secondo ponteggio), portato a compimento nell’autunno del 1511.

Descrizione

L’affresco della sibilla Cumana appartiene alla serie dei Veggenti. Questi vengono tutti raffigurati su ampi ed architettonici troni marmorei, sostenuti da peducci. Tutti i veggenti (sibille e profeti) appaiono insieme a due giovani assistenti.

Michelangelo rappresenta ogni veggente fra due plinti con finti altorilievi, a cui aggiunge putti in coppia nelle più svariate posizioni. I nomi di ogni sibilla, o profeta, appaiono (in questo affresco lo scritto è CVMAEA, ma si legga sostituendo la V con la U) in tabelle tenute da un putto sotto la piattaforma di base del trono.

La presente raffigurazione, che si trova in corrispondenza della campata centrale del soffitto, richiama la fondamentale profezia della sibilla Cumana, scritta da Virgilio nella IV poesia delle Bucoliche. Qui il poeta latino preannunciava l’arrivo di un bambino nel regno di Augusto, che sarebbe stato capace di riportare in quell’area l’Età dell’oro.

Tale profezia, che è considerata come la più importante predizione pagana interpretata in chiave cristiana, rese più facile il dialogo tra la cultura classica e quella cristiana. A quei tempi si riteneva che ogni essere umano nella fase antica avesse vissuto attendendo la “Buona novella”. Inoltre si credeva che Dio, nonostante avesse parlato ai profeti dell’Antico Testamento, avrebbe fatto altrettanto con i pagani nelle sue “Rivelazioni”, in particolare tramite veggenti, sacerdotesse e sibille.

Michelangelo raffigurò la Sibilla Cumana dandole le sembianze di una vecchia dall’età molto avanzata e dal fisico massiccio e mascolino. La possente muscolatura si nota anche nel braccio scoperto e nelle mani. Tuttavia si evidenziano in tutto il fisico della vegliarda i segni lasciati dall’età.

La gigantesca volumetria della figura, mette in risalto le efficaci ombreggiature, che la sbalzano dal contesto, conferendole forte plasticità e dinamismo.

La Cumana è seduta sul trono con le gambe leggermente orientate a destra ed il busto ruotato a sinistra. Tiene tra le mani un grosso libro di profezie aperto, che appena si poggia su parte del mantello su un lato del trono. Lo stesso libro potrebbe, forse, poggiare su un cuscino.

Lo stile

La figura appare assai concentrata sulle pagine aperte del libro, e sembra che stia sforzandosi per interpretare nel modo più congruo ciò che sta leggendo. Anche i due putti, subito alla sua destra, nonostante la lontananza dal volume, pare siano interessati alla lettura.

Sullo stesso lato del trono pende una bisaccia, dai toni identici alla copertina del libro, contenente altri rotoli di profezie.

Per quanto riguarda la coloristica dell’affresco, questa è tutta giocata in calde tonalità rossastre del mantello, che ben si armonizzano con quelle del libro e della bisaccia, creando allo stesso tempo efficaci contrasti con quelle azzurrine della tunica.

Le variazioni cromatiche dell’incarnato giocano tutte sui toni scuri, come possiamo notare dalle parti scoperte della donna, dal volto rugoso, collo taurino, possenti braccia e piedi massicci.

La sibilla ha il capo ricoperto da una cangiante cuffia bianca.

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