Le Madonne dei grandi pittori (1528-1949)

Pagina collegate alle Madonne dei grandi pittori: Quindici “Natività di Gesù” di Grandi Maestri.

Le Madonne che hanno fatto la storia dell’arte

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Correggio – Madonna di San Girolamo o Il giorno (intorno al 1528)

Correggio: Il giorno, assieme di 205 x 141 Parma Galleria
Correggio: Il giorno, assieme di 205 x 141 Parma Galleria

La Madonna di San Girolamo, conosciuta anche come “Il Giorno”, in contrapposizione alla Notte (Adorazione dei pastori) di Dresda, è un’opera realizzata da Correggio intorno al 1528.

Il dipinto, eseguito con tecnica ad olio su tavola, misura 205 × 141 cm. e si trova nella Galleria Nazionale di Parma.

Già dal primo periodo della pubblicazione la composizione fece grande scalpore per la sua eccezionale bellezza. Fu infatti elogiata nelle Vite di Vasari per il suo “mirabile colorito” e l’espressione sorridente dell’angelo che sta porgendo la Bibbia. L’opera piacque anche al pittore cretese El Greco che, davanti alla rappresentazione delle eleganti figure, rimanendo incantato per la bellezza della Maddalena, gli uscì spontanea l’esclamazione “l’unica figura della Pittura!”.

Vedi approfondimenti sul sito le Madonne dei grandi pittori

Lorenzo Lotto – Annunciazione di Recanati (1534)

Lorenzo Lotto: Annunciazione, cm. 166 x 114, Pinacoteca Comunale di Recanati.
Lorenzo Lotto: Annunciazione, cm. 166 x 114, Pinacoteca Comunale di Recanati.

L’Annunciazione di Recanati è un’opera di Lorenzo Lotto realizzata con tecnica ad olio su tela intorno al 1526-1534. Il dipinto, che misura 166 × 114 cm., è custodito a Recanati nel Museo civico Villa Colloredo Mels.

Nella tavola appare la firma del pittore con la scritta “L. Lotus”. Da documentazioni certe si ricava che la composizione rimase nell’Oratorio di Santa Maria sopra Mercanti (sede commissionaria) fino 1953 quando, per motivi di sicurezza, pervenne nella Pinacoteca di Recanati.

Per quanto riguarda la cronologia, il Gianuizzi (“NRM” 1894) la anticipa al 1526, mentre il Boschetto (1953) ipotizza nel 1527. Il Berenson (1955) la ritarda al 1527-28.

Vedi approfondimenti sul sito – Si veda anche La Madonna del Polittico di Recanati dello stesso Lorenzo Lotto tra le Madonne dei grandi pittori

El Greco – L’annunciazione (intorno al 1600)

El Greco: L’Annunciazione, tecnica a olio su tela, 114 x 67 cm, anno 1597-1600, Lugano, Collezione Thyssen.
El Greco: L’Annunciazione, tecnica a olio su tela, 114 x 67 cm, anno 1597-1600, Lugano, Collezione Thyssen.

“L’Annunciazione” è un dipinto del pittore cretese El Greco, che lo realizzò con tecnica a olio su tela intorno al 1597-1600. L’opera misura 114 x 67 cm. e attualmente si trova a Lugano nella collezione Thyssen.

La presente composizione è una riproduzione autografa dell’artista di uno dei tre dipinti originali eseguiti per il “Colegio del de Doña Maria de Aragõn a Madrid” (l’ “Adorazione dei pastori”, l’ “Annunciazione” e il “Battesimo di Cristo”). È firmata con la scritta “doménikos theotokópoulos epoiei”.

El Greco – Madonna con il Bambino e le sante Martina e Agnese

El Greco: Madonna con il Bambino e le sante Martina e Agnese, cm. 193 x 103, National Gallery of Washington.
El Greco: Madonna con il Bambino e le sante Martina e Agnese, cm. 193 x 103, National Gallery of Washington.

La “Madonna con il Bambino e le sante Martina e Agnese” è un’opera autografa di El Greco realizzata ad olio su tela intorno al 1597-99 e si trova nella National Gallery di Washington. La composizione, che misura 193 x 103 cm, fa parte dei cinque dipinti (e relative riproduzioni, sia autografe che non) per la Cappella S. Josè a Toledo.

Sulla stesura pittorica appare un monogramma con due lettere dell’alfabeto greco.

Prima della National Gallery si trovava sull’altare di destra della summenzionata cappella.

La figura a sinistra della Vergine venne identificata in santa Tecla.

Le figure allungate di questa raffigurazione la distinguono dalle altre Madonne dei grandi pittori

Vedi approfondimenti sul sito.

Pieter Paul Rubens – Madonna della Vallicella (intorno al 1608)

Rubens: Madonna della Vallicella, olio su tavola di ardesia, dimensioni 425 × 250 cm, anno 1606-1608, chiesa di Santa Maria della Vallicella, Roma
Rubens: Madonna della Vallicella, olio su tavola di ardesia, dimensioni 425 × 250 cm, anno 1606-1608, chiesa di Santa Maria della Vallicella, Roma

La Madonna della Vallicella è un’opera realizzata da Pieter Paul Rubens intorno al 1607 con tecnica ad su tavola di ardesia. La composizione, che misura 425 × 250 cm., si trova a Roma nella chiesa di Santa Maria della Vallicella.

Trattasi della seconda opera di una commissione pubblica per Roma. Qualche anno prima, infatti, l’artista realizzò un ciclo pittorico per la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, andato in parte perduto.

La presente composizione si trova sull’altare maggiore della chiesa di Santa Maria in Vallicella, conosciuta anche come chiesa Nuova, a Roma ed ha nel suo interno un’antico affresco miracoloso (trattasi della Madonna vallicelliana, immagine tipica della Nicopeia o Kyriotissa).

Caravaggio – Madonna dei palafrenieri (1605)

Caravaggio: Madonna dei palafrenieri, cm. 292 x 211, Galleria Borghese, Roma.
Caravaggio: Madonna dei palafrenieri, cm. 292 x 211, Galleria Borghese, Roma.

La Madonna dei palafrenieri è un dipinto autografo del Caravaggio (Michelangelo Merisi), realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1605. La composizione, che misura 292 x 211 cm, è custodita a Roma nella Galleria Borghese.

Il presente dipinto raffigura la Madonna e il Bambino nel momento in cui schiacciano il serpente con il proprio piede, simbolo del peccato originale. Alla loro sinistra appare Anna che sta osservando la scena.

La Madonna dei palafrenieri era stata commissionata per la chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri (destinazione Altare Maggiore) presso San Pietro in Vaticano.

La pregiatissima opera venne rifiutata dai committenti per le sproporzionate dimensioni del Bambino e per la sua completa nudità, nonché per la vistosa scollatura della Madonna e per la modella scelta: Lena, prostituta ed amante del Caravaggio, da lui preferita come modella anche per la realizzazione della Madonna dei pellegrini.

Caravaggio – Annunciazione (intorno al 1609)

Caravaggio: annunciazione, anno 1609 circa, olio su tela 285 x 205, Nancy (Francia) nel Musée des Beaux-Arts
Caravaggio: annunciazione, anno 1609 circa, olio su tela 285 x 205, Nancy (Francia) nel Musée des Beaux-Arts

L’Annunciazione è un’opera di Caravaggio realizzata intorno al 1609, quando l’artista era ormai entrato nella fase della tarda dell’attività.

La composizione fu probabilmente commissionata dal duca di Lorena e dipinta in Sicilia (o nel corso del secondo soggiorno napoletano) con tecnica ad olio su tela di 285 × 205 cm. Attualmente si trova a Nancy (Francia) nel Musée des Beaux-Arts.

In questa Annunciazione il Caravaggio narra il tema classico del soggetto ma lo espone in una nuova prospettiva, che molti studiosi di storia dell’arte considerano rivoluzionaria. Infatti l’angelo, che tradizionalmente viene  raffigurato di fronte alla Vergine, in genuflessione (in piedi o in ginocchio), qui appare mentre è ancora in volo e volgendo le spalle all’osservatore. Altri, pur riconoscendo la forte innovazione del tema (l’angelo in alto, con Maria in basso ed inchinata) lo considerano comunque inginocchiato e genuflesso.

Orazio Gentileschi – Annunciazione (1623)

Orazio Gentileschi: Annunciazione di torino, olio su tela, anno 1623, Galleria Sabauda.
Orazio Gentileschi: Annunciazione di torino, olio su tela, anno 1623, Galleria Sabauda.

L’Annunciazione di Torino è un’opera realizzata da Orazio Gentileschi nel 1623 con tecnica ad olio su tela. La composizione, che si trova nella Galleria Sabauda di Torino, è considerata come il lavoro di più alto valore artistico nella produzione del pittore sabaudo, nonché uno dei capolavori della pittura seicentesca.

L’opera è stata dipinta dal Gentileschi durante suo soggiorno genovese. Fu poi inviata al duca Carlo Emanuele di Savoia per essere ubicata nella cappella della sua residenza a Torino.

Data l’originalità di questa Annunciazione, da cui si rileva anche un certo arcaismo, questo straordinario dipinto non è stato sempre compreso ed è stato oggetto di accesi dibattiti nel corso della storia dell’arte, suscitando anche aspre critiche.

Sassoferrato – Vergine Maria (intorno al 1650)

Giovanni Battista Salvi (Sassoferrato): Vergine Maria, anno 1640-50, National Gallery a Londra
Giovanni Battista Salvi (Sassoferrato): Vergine Maria, anno 1640-50, National Gallery a Londra

Il Sassoferrato (Giovan Battista Salvi), pittore appartenente allo stile barocco, nacque a Sassoferrato il 25 agosto 1609 e morì a Roma l’8 agosto 1685. Viene spesso ricordato col  semplice nominativo del suo paese di nascita.

La Vergine Maria, realizzata intorno al 1640-1650, è custodita a Londra nella National Gallery.

Murillo – Madonna col Bambino, o Madonna del Rosario (intorno al 1650-55)

Bartolomé Esteban Murillo: La Madonna col Bambino, o Madonna (o Vergine) del Rosario, olio su tela, 166 x 112 cm., Museo del Prado, Madrid.
Bartolomé Esteban Murillo: La Madonna col Bambino, o Madonna (o Vergine) del Rosario, olio su tela, 166 x 112 cm., Museo del Prado, Madrid.

La Madonna col Bambino, o Madonna (nonché Vergine) del Rosario è un’opera realizzata dal pittore spagnolo Bartolomé Esteban Murillo intorno al 1650-55 con tecnica a olio su tela. Il dipinto, che misura 166 x 112 cm, è conservato a Madrid nel Museo del Prado (sala XVI, inventariato con il numero P00975).

In precedenza la presente composizione si trovava nel Monastero dell’Escorial e nel Palazzo Reale di Madrid.

Giambattista Tiepolo – Madonna del cardellino (1760)

Giambattista Tiepolo: Madonna del Cardellino, olio su tela, anno 1760 circa, National Gallery of Art di Washington
Giambattista Tiepolo: Madonna del Cardellino, olio su tela, anno 1760 circa, National Gallery of Art di Washington

La Madonna del cardellino (Madonna of the Goldfinch), è un opera realizzata da Giambattista Tiepolo intorno al 1760 con tecnica a olio su tela, misura 240 × 120 cm. e si trova alla National Gallery of Art di Washington. Il Tiepolo è stato un pittore, incisore e frescante italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.

Roberto Ferruzzi – Madonna del riposo (1897)

Roberto Ferruzzi: Madonna delle vie, o la Madonna del Riposo, tecnica a olio, anno 1897. Non si conosce l'attuale ubicazione.
Roberto Ferruzzi: Madonna delle vie, o la Madonna del Riposo, tecnica a olio, anno 1897. Non si conosce l’attuale ubicazione.

La tenera composizione, conosciuta anche come La Madonna delle vie, è un’opera di Roberto Ferruzzi realizzata nel 1897 con tecnica a olio. Il dipinto vinse la seconda Biennale di Venezia.

Si pensa che i modelli per l’esecuzione dell’opera siano stati Angelina Cian, a 11 anni, e il suo fratellino.

In un primo periodo alla presente composizione, che semplicemente rappresentava la “maternità”, non erano state date caratteristiche religiose. In seguito al conseguimento del premio della Biennale di Venezia ed il successo avuto a livello nazionale, il dipinto fu rinominato con titoli relativi alle Madonne col Bambino e divenne più conosciuto dell’autore. La Madonna del riposo è annoverata tra le madonne dei grandi maestri della pittura.

John George Alexander Leishman, un diplomatico in francese e mecenate del Ferruzzi, acquistò la Madonnina ma non il copyright. Per tale ragione si pensa la composizione sia stata sottoposta a diversi rifacimenti nel corso dello scorso secolo e che, probabilmente, sia pervenuta negli anni Cinquanta in una collezione privata della Pennsylvania.

Del dipinto si sono perse le tracce.

William-Adolphe Bouguereau – Vergine dei gigli (1899)

William-Adolphe Bouguereau - Vergine dei gigli
William-Adolphe Bouguereau – Vergine dei gigli, 1899

In questa bellissima composizione, realizzata nel 1899, l’artista volle proporre diversi concetti:

  • lo sguardo della Vergine non è rivolto al fruitore dell’opera.
  • La Vergine ha un atteggiamento di modestia che pare prevalga a tal punto da annullarla.
  • La Vergine indossa un abito nero.
  • Il Bambino pare che venga offerto in dono all’umanità.
  • Il Bambino ha una postura benedicente.
  • L’apertura delle braccia del bambino, insieme alla posizione dei piedi, pare volesse anticipare la Crocifissione

I gigli bianchi rimandano tradizionalmente, già dai tempi della Grecia classica, all’idea della maternità. Dagli inizi del medio, evo nell’ambiente cristiano, assumono significati di purezza, sia nelle raffigurazioni della Vergine Maria che dell’Annunciazione.

William-Adolphe Bouguereau (La Rochelle, 1825 – La Rochelle, 1905) è stato un pittore accademista francese.

Marc Chagall – Madonna del villaggio (1938)

Marc Chagall - Madonna del villaggio (1938)
Marc Chagall – Madonna del villaggio (1938). La foto è a bassa risoluzione ed usata al solo scopo didattico.

Marc Chagall (Vitebsk,  1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985) è stato un pittore surrealista di d’origine ebraica chassidica, nato in bielorussa stabilitosi in Francia.

La presente composizione, che misura 102.5 x 98 cm, fu realizzata da Chagal nel 1938 ed è custodita nella collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano-Castagnola a Madrid.

Salvator Dalì – Madonna di Port Lligat (1949)

Salvator Dalì - Madonna di Port Lligat (1949)
Salvator Dalì – Madonna di Port Lligat (1949). La foto è a bassa risoluzione ed usata al solo scopo didattico.

Questo dipinto, fra i più significativi di Salvador Dalí, è stato realizzato nel 1949.

La Madonna di Port Lligat, che misura 49 x 37,5 cm, fu eseguita dall’artista nel 1949 in una prima versione. L’anno seguente, tuttavia, Dalì realizzò una seconda con lo stesso nominativo.

La presente composizione si trova attualmente esposta nel Museo Haggerty of Art di Milwaukee, Wisconsin (U.S.A).

Ancora un po’ di pazienza: stiamo lavorando per inserire altre Madonne.


Artisti famosi: Opere dei grandi Maestri della Pittura dalla A alla E

Opere dei grandi Maestri dalla A alla E

Quadri famosi di artisti famosi: Oltre 7000 opere da godere: i più bei dipinti di tutte le epoche.

Le altre pagine: Pittori dalla F alla M – Pittori dalla N alla R – Pittori dalla S alla Z

23 beato angelico - affreschi di san marco

Quindici “Natività di Gesù” scelte tra i più bei dipinti della storia dell’arte.

Le madonne più belle e significative nella storia dell’arte

Elenco Pittori

Elenco dei pittori famosi i cui dipinti sono presenti in queste pagine.

Pittori lettera A

Sacra Famiglia

Albertinelli Mariotto: affezionato collaboratore di Fra’ Bartolomeo dal 1509 al 1515, influenzato soprattutto dalla pittura fiamminga che lo forma e lo allontana dalla propria visione giovanile, dalla quale uscirono opere di più alto valore, superando quelle dello stesso celebre frate.

Andrea del Castagno - Crocifissione

Andrea del Castagno: Andrea di Bartolo di Bargilla, radizionalmente conosciuto come Andrea del Castagno, nacque a Castagno nel 1421 circa. Fu uno dei dei più importanti innovatori della pittura fiorentina della seconda metà del Quattrocento, insieme ad altri quattro grandi: Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Filippo Lippi.

Andrea del Sarto: Noli me tangere

Andrea del Sarto: Il Vasari lodando le sue opere – nell’esattezza delle forme, nella fluidità della stesura e rapidità ‘esecuzione – lo descrisse come pittore “senza errori”.

san Girolamo

Antonello da Messina: Antonello, un pittore che nello sviluppo dei piani verso l’orizzonte, smorza i toni e sfuma le forme in un progressivo più pallido polverio dell’atmosfera; ha pertanto chiamato ad aiutare la prospettiva aerea nella strutturazione della prospettiva lineare. Sta proprio qui il culmine della sua scoperta. Lo affermava Papini nel 1939. Opere di questo artista: 26.

Pittori lettera B

pala dell'annunciazione

Beato Angelico: “Fra” Giovanni Angelico, essendo non meno stato eccellente miniatore e pittore che un buon religioso, merita sia per l’uno che per l’altro motivo, che di esso sia fatta una onorata memoria. Sono visibili in queste pagine 25 dipinti.

Bellini il Giambellino - Cristo Morto

Bellini (il Giambellino): Diceva Venturi più o meno questo nella “Storia dell’Arte italiana” del 1915 ….Giovanni sapeva far uscire dalla sua lira soltanto le più aggraziate armonie. Pareva si inebriasse della dolcezza delle note, farsi bambino con i bambini, per cantare con le loro argentine voci le litanie alla Vergine Maria, e unirsi con loro ai giochi, e vivere la loro ingenua vita. ….29 dipinti

Un capriccio romano con veduta del colosseo del Bellotto

Bellotto: Le prime opere del pittore Bellotto assomigliano molto, nelle vedute,  alle tele di suo zio Canaletto. Ma poco alla volta arriva a farsi uno stile tutto suo. I suoi pregiati lavori si caratterizzano per uno schema assai secco, più duro, e per una decisa delimitazione degli scuri sui chiari; spiccano per la totale assenza prospettica aerea, ed inoltre vengono caratterizzate dal ritorno al colore locale.  …. molte opere d’arte

Opere di Boccioni: Questo è il suo autoritratto

Boccioni: Un famoso pittore Futurista. Nasce a Reggio Calabria nel 1882 e muore in età giovanile a Verona nel 1916. Si forma come artista con la tecnica del puntinismo e migliora ulteriormente le sue attitudini artistiche dirigendole sul rapporto tra l’arte visiva e l’interno più profondo dell’anima …..  molte opere d’are

Autoritratto di Giovanni Boldini a sessantanove anni

Boldini: Come artista è più che chic, in modo suo particolare, specialmente quando realizza il ritratto a belle e lungiformi signore dell’alta aristocrazia internazionale, che, nelle sue opere, sembrano dipinte come al di sotto di un vetro traslucente: è più o meno quello che dice Berenson nel 1958. …… diverse opere d’arte.

Un opera di Bosch: Trittico delle tentazioni

Bosch: Nella sua pittura, l’immaginazione delicata e morbida, nonostante la sregolatezza costantemente presente,  tende a materializzare le più torbide visioni che l’animo umano possa concepire, a differenza delle composizioni tradizionali che, pur presentando analogie non riescono a penetrare nel profondo della coscienza.

Particolare della Primavera del botticelli

Botticelli: “fiori vellutati sono le sue figure femminili dai lineamenti arcuati, dai lunghi e pallidi occhi, teste sotto il peso di masse d’oro e languenti; sciami di farfalle sono le luci del mare lineate, le foglie piccole che avvolgono senza neanche posarvisi gli arbusti ancora con il gelo dell’inverno” Questo è più o meno quello che dice A. Venturi del Botticelli nel 1925

Bramantino - Madonna col Bambino

Bramantino: Il primo dipinto prevalentemente attribuito all’artista è la “Madonna con il  Bambino” custodito nel Museo di Boston, databile approssimativamente intorno al 1485; il Bramantino appare molto vicino all’arte del Butinone e, proprio per questa ragione, il Longhi gliela attribuisce a pieno titolo.

Del Bronzino: Gli Evangelisti di Santa Felicita (San Matteo), cm. 70, Chiesa di Santa Felicita, Firenze

Bronzino: Agnolo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino rimane impresso nella nostra memoria più come ritrattista che come pittore di dipinti monumentali. Non c’è nessun dubbio che il Bronzino mirasse ad un più ampio plauso con le sue pale d’altare ed i suoi affreschi: lo ha detto V. Hoss nel 1920.

Bruegel - Particolare parte destra del banchetto nuziale

Bruegel: Il suo pessimismo si attenua con gli annie, a giudicare dai Mesi della metà degli anni Sessanta, grazie a un naturalismo rinnovato e vivificato, che inserisce più intimamente l’uomo nella vita del mondo circostante, si attua un primo momento di riconciliazione con l’esistenza alquanto malinconica e rassegnata, poi,  un’ulteriore ascesa dell’uomo.

Pittori lettera C

3 Canaletto - il canal grande da campo San Vio presso il ponte di Rialto

Canaletto: Esso è un figlio d’Arte (suo padre è Bernardo Canal,) . Il Canaletto nasce a Mestre nell’ottobre del 1697 e muore a Venezia nell’aprile 1768. Pittore ed grande incisore; conosciuto dalla massa soltanto con il soprannome di Canaletto, appartiene al movimento dei vedutisti ….

Opere del Caravaggio: questo quadro è il ragazzo con canestro

Caravaggio: Nasce a Milano 1571 e muore sulla spiaggia di Porto Ercole 1610. Dopo aver imparato l’arte pittorica nella bottega di Simone Peterzano, va a Roma e lavora con Giuseppe Cerasi (1568-1640), autorevole ed elegante artista che si trasformerà poi in nemico ….

Il ciclo di Santo Stefano del Carpaccio

Carpaccio: Ecco cosa diceva N. Cochin nel 1758: La sua maniera è assai dura e senza intelligenza di luci, né d’ombre. Per il resto, c’è molto vigore nel colore particolare e nelle cose rese con ingenuità e precisione d’una natura bassa e senza scelta, ma vera.

Opere del Carracci: Questo quadro è l'autoritratto

Carracci Annibale: L’artista, arrivato a Roma verso il 1595, realizza in tre anni la decorazione del palazzo Farnese (1598-1601) secondo con un  impostazione diversa da quella della volta della cappella Sistina di Michelangelo e da schemi figurativi tipo Raffaello, specialmente alla Farnesina

Opere del Cavallini: Questo dipinto è l'Annunciazione

Cavallini: Il “Cavallino”, al secolo Cerroni, nasce nel 1273 e muore nel 1321. Pittore romano che divenne celebre soprattutto per i suoi magnifici mosaici, con la narrazione delle storie della Vergine di Santa Maria in Trastevere, e per gli affreschi (Giudizio universale) nella basilica di Santa Cecilia a Roma.

opere ci Cezanne: Questo quadro è giocatori di carte

Cézanne: Nasce ad Aix-en-Provence nel gennaio del 1839 e muore ivi nell’ottobre del 1906.  Suo padre è un ricco banchiere proprietario di una grande fabbrica di cappelli e sua madre lavora alle sue dipendenze ……

Chardin - Autoritratto

Chardin: Jean-Baptiste-Siméon, nato a Parigi (1699-1779), è l’artista di tutti quelli che, nella grande capitale francese del suo tempo, passano la vita nel loro piccolo ambiente, nella loro povera ma garbata intimità fatta di piccoli mobili, salotti di comodità e comfort ogni volta diverso.

Cima Da Conegliano - Madonna col Bambino della National Gallery di Londra

Cima Da Conegliano: Cima da Conegliano, con il suo stile, orientato verso un raffinato classicismo [fonte: Storia dell’arte classica e italiana, opera citata, riferimenti alle pp. 341-342.], è oggi considerato come uno dei massimi esponenti della pittura veneziana attivi nel retroterra veneto della Serenissima.

un opera del Cimabue: Crocifisso

Cimabue: A Roma, certamente più che l’antichità del classico, agì su Pepo l’influenza delle botteghe a lui contemporanee, di Jacopo Torriti, del Cavallini, e di tutti quelli a lui vicini, che con opere di affresco e a mosaico, realizzavano allora le grandi decorazioni nelle basiliche

Constable opere/01 Constable - paesaggio con doppio arcobaleno

Constable: Al confronto di una poetica romantica drammatica, la sua tematica paesaggistica diventa contemplativa, fino a quasi sembrare poco moderna, ma contrariamente a questo, la sua forza sta proprio nel saper creare una pittura dal vero riguardosa verso la natura, che nasce dalla diretta osservazione delle vedute.

ll ponte di Narni di Ottawa

Corot Camille: La luminosità delle suo opere, che supera ogni immaginazione, si manifesta nei suoi chiaroscuri le cui gradazioni, al contempo, esaltano i rapporti plastici.

Nelle opere giovanili egli rivela l'influenza del Mantegna che domina a Mantovapere del Correggio: Questo quadro è l'Adorazione dei magi

Correggio: Nasce a Correggio (Reggio nell’Emilia 1494), muore nel 1534. Considerato uno dei più grandi italiani del 1500 degno di stare vicino a Tiziano, Raffaello e Leonardo. Nei lavori giovanili egli manifesta chiaramente l’influenza del Mantegna.

Madonna col bambino e i santi di Francesco del Cossa

Cossa (o del Cossa) Francesco: La pittura di Francesco del Cossa è meno efficace e meno poderosa di quella di Cosmè Tura, sia per la materia più gentile della quale e  composta,  che per  l’inquietudine e, talvolta l’ansietà di cui è pervasa.

Ritratto di un giovane di Cosmè Tura

Cosmè Tura: Pittore ferrarese del Quattrocento allievo di Galasso Cosmè ….” I personaggi del Tura sono fatti di selce, orgogliosi e immobili come faraoni, o convulsi di compressa energia come nocchiuti tronchi di ulivo”  B. Berenson 1936

Courbet Gustave - Autoritratto

Courbet Gustave: con l’artista in esame si rimuovono poco a poco i rimpianti del passato, di una perduta forma medioevale come quella perseguita dai preraffaelliti, il realismo portato all’estremo (come quello sconvolto e illusorio dei pittori Pompier), l’affanno per la compenetrazione nell’universo di Rousseau, l’intensità sentimentale e contemplativa di Millet e il leggendario romanticismo di Daumier.

Lorenzo di Credi: Annunciazione

Credi (Lorenzo di Credi): fu discepolo, insieme a Leonardo e Perugino, di Andrea del Verrocchio. Questi, che prima di morire lo nominò suo diretto erede, gli lascio la piena gestione della bottega quando partì per il soggiorno a Venezia ove doveva realizzare la statua equestre del Colleoni.

Carlo Crivelli - Madonna col bambino

Crivelli: Uno degli aspetti più singolari di questo artista, che sembra voler sfuggire ad ogni classificazione, sta proprio nella sua possibilità di tornare, a distanza di tempo,  a temi già svolti, usando uno stile quasi analogo ma senza stanchezza alcuna: dal Carlo Crivelli di Zampetti, Milano 1961.

Pittori lettera D

Daumier - Saltimbanchi

Daumier: Uomo non certo geniale, forse invece un po’ limitato, le sue idee erano il riflesso coerente della sua personalità … Daumier compì una scelta definitiva e irrinunciabile. Forse non si può neanche dire che abbia scelto. È semplicemente restato dalla parte dei poveri. Ma il terribile disegnatore aveva anche il senso della fraternità. (P Courthion, 1945).

Opere di Degas: questa è l'Orchestra dell'Opera

Degas: Ciò che avvicina Degas agli artisti dell’Impressionismo è il gusto informale nel riprodurre la realtà. I suoi soggetti sono gli ippodromi, i caffè, i teatri, i postriboli, gli spettacoli e, genericamente, gli interni. Egli fu un osservatore dell’umanità e nei suoi studi perseguì una grandissima oggettività, cogliendo pose naturali della quotidianità.

Opere di Delacroix: Questa è la sua Fantasia araba

Delacroix: Nasce a Saint-Maurice 1798; muore presso Parigi 1863. Assimila la l’esperienza studiando nella bottega del Guérin, dove conosce Géricault. Frequenta i salotti della Parigi colta dove incontra V. Hugo, StendhaI, Sainte Beuve, Merimée, de Musset, Dumas padre, Gautier e pure il grande famoso  Chopin.

De la Tour - San Giuda Taddeo

De La Tour: Georges Delatour [sic] ha fatto il suo ingresso ufficiale nella storia della pittura francese. La mostra ha fatto conoscere il Delatour ‘diurno’ e ha dissipato gli ultimi dubbi circa l’autore dello straordinario Suonatore di ghironda del museo di Nantes. […] L’arte di Delatour è sorprendente perché contiene una curiosa mescolanza di primitivo e di ricercato, di forme manieristiche e forme naturalistiche, di serio e grottesco, di immediatezza ed estrema stilizzazione. V. Bloch 1935

Predella con storie di cristo di Ercole de Roberti

De’ Roberti Ercole: Dalle opere di Ercole esce un un pittore dinamico nella gradazione delle gamme cromatiche ed un pittore con il segno deciso, rapido e nervoso, dal quale si percepisce l’impeto della sua maniera nella composizione.

Adorazione del bambino di Piero di Cosimo

Di Cosimo Piero (Piero di Lorenzo): Piero di Cosimo fu certamente di grande fascino ed interesse, anche se non appartiene ai grandi Maestri. Dentro la Scuola fiorentina egli ebbe una posizione alquanto isolata. (Tratto da Studies in Iconology di E. Panofsky).

Otto Dix: Notte in città

Dix Otto: … Nel 1910 si iscrisse alla Scuola d’Arti Decorative di Dresda. Da qui uscì come come ritrattista, ma già fin dalla giovane età Otto frequentava molte gallerie e mostre di pittura. Sempre a Dresda fu intensamente colpito dalla mostra del 1912 di Van Gogh, che fu determinante per le sue ricerche, anche come artista autodidatta …

Un opera di Duccio: madonna dei francescani

Duccio: È sempre  grazie a Duccio di Buoninsegna che dobbiamo il senso della pittura realista nei particolari, che nel periodo del Trecento costituisce un fattore fondamentale nella pittura della scuola senese; disegnando la figura umana, anzi, Duccio rimane più legato di Giotto alle tradizioni orientali e di gran lunga inferiore a lui per  quanto riguarda la capacità narrativa: lo dice Van Marle nel 1924.

Durer - Autoritratto con fiore d'eringio

Dürer: Basta la portata delle sue osservazioni (perché ossessionato dall’apparenza di tutti i fenomeni) per mettere in evidenza una potenza implacabile, mentre la sua capacità, talvolta a stimolare la propria fantasia non ha riscontro in nessun altro artista, neppure in Leonardo. (M levey, in Dürer, 1965)

Le ricerche riguardanti le vicende delle singole opere sono state prevalentemente effettuate su i “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore, 1969.

Frammentiarte, il sito che rende semplice l’arte

I testi e tutto il materiale fotografico raccolto, sono presenti nelle pagine solo per motivi didattici


La pittura italiana nel Seicento

La pittura in Italia nel Seicento ed il Barocco

Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese - Pan e Diana
Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese – Pan e Diana

I principi fondamentali della pittura barocca nascono a Roma negli ultimi anni del Cinquecento e in essi si individuano due ben distinti orientamenti: quello classico, di Annibale Carracci (1560-1609) e quello realistico, del  Caravaggio (Michelangelo Merisi 1571-1610).

I centri dell’arte che fin qui sono rimasti in secondo piano, adesso incominciano ad acquistare una posizione molto importante.

Intorno a queste due diverse scelte, per tutto il Seicento e parte del Settecento, si incrociano le invenzioni artistiche e le alternative nello stile degli artisti italiani ed europei alla ricerca della combinazione di tutte le arti, di effetti illusionistici e di espressioni intensamente inerenti alla realtà di tutti i giorni ed al naturalismo.

Carracci: Il trionfo di Bacco e Arianna
Carracci: Il trionfo di Bacco e Arianna

Annibale Carracci, arrivato a Roma intorno al 1595, realizza ed elabora la decorazione della galleria di palazzo Farnese (1598-1601) secondo un’impostazione di composizione cambiata rispetto a quella della cupola di Michelangelo della cappella Sistina e sulla base di modelli figurativi ripresi da Raffaello, soprattutto dalla Farnesina.

Nel ciclo del Carracci, che descrive gli amori degli dei, entra con forza il linguaggio atmosferico e sentimentale del Correggio, filtrato  da un’indagine vigile della realtà delle cose naturali, sviluppando un’esperienza che Annibale Carracci aveva già avviato a Bologna con il fratello Agostino (1557-1602) e con il cugino Ludovico (1555-1619) nell’Accademia degli Incamminati, un’istituzione artistica nata per insegnare cose concrete e nuove pur conservando intatti i legami con la tradizione del Cinquecento.

Il linguaggio poetico di Annibale è esplicitamente visibile nella ricerca di un ideale di bellezza dipendente dalla natura, ma anche armonicamente fuso con essa, in una grandezza ispirata ai modelli classici antichi e moderni. Viene allontanata la teoria del linguaggio eclettico e l’assurdo concetto di arrivare alla perfezione. Carracci attira a Roma altri artisti di carattere emiliano.

L'Assunta di Annibale Carracci a S.Maria del Popolo a Roma
L’Assunta di Annibale Carracci a S.Maria del Popolo a Roma

 Domenico Zampieri detto il Domenichino ( 1581/2 -1641 ), molto vicino alla pittura di Ludovico Carracci, sente la tradizione raffaellesca, e impersona il versante lirico della corrente classica. Ha momenti di alto livello quando a Roma aiuta Annibale nella realizzazione degli affreschi alla Galleria Farnesiana.

Francesco Albani (1578-1660), stimato dai fratelli Carracci, viene chiamato a collaborare ai famosi cicli a Palazzo Fava e nell’Oratorio di S. Colombiano. Segue alcuni spostamenti di Annibale tra i quali quello di Roma del 1601 che durerà fino al 1614.

Guercino: Giuseppe e la moglie di Putifarre
Guercino: Giuseppe e la moglie di Putifarre

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), sente prima l’influsso di Annibale, poi quello caravaggesco ed è in perenne evocazione malinconica dei temi antichi. Il fratello del Guercino, Paolo Antonio Barbieri, è autore di bellissimi capolavori di nature morte di stampo caravaggesco. Dello stesso linguaggio sono le opere dei nipoti del Guercino, Benedetto e Cesare Gennari.

Guido Reni: Il Battista
Guido Reni: Il Battista

Guido Reni (1575-1642), il più amato dai bolognesi del Seicento per i suoi ideali di bellezza classicheggiante, comprensibili da tutti, e padre di una pittura colta, raffinata, impeccabile e gradita nel tempo anche alla cultura accademica e alle committenze ufficiali.

Anch’egli segue Annibale nei suo lavori romani. Il pittore attivissimo e ricercato in tutta la penisola ha discepoli tra i quali Gianfrancesco Gessi, Michele Desubleo (origine fiamminga), Andrea Sirani con la figlia Elisabetta, il Cagnacci e Simone Cantarini, quest’ultimo il più creativo fra tutti ad interpretare il Maestro, ma con gamme cromatiche più cupe che richiamano quelle di Poussin.

Altri nomi dell’Italia settentrionale sono: Agostino Mitelli, Angelo e Michele Colonna, i Bibiena, Pietro Faccini studioso della pittura veneta e caratteristico colorista, Alessandro Triani dalle gamme cromatiche solide e vigorose, Lionello Spada, influenzato dal Caravaggio nei suoi brillanti effetti di chiaroscuro, Giovanni Andrea Donnucci detto il Mastelletta (1575-1655), franco, fluido e disinvolto colorista e Paolo Bonzi soprannominato il Gobbo dei Carracci, che si distingue con le sue nature morte.

Caravaggio: La flagellazione di Cristo
Caravaggio: La flagellazione di Cristo

Il giovane Caravaggio, giunto a Roma intorno al 1593 , effettua i primi esperimenti in campi antiaccademici come la natura morta e la scena di genere, mescolando valori morali a brani naturalistici di straordinaria lucidità ottica.

L’eversione del linguaggio espressivo del Caravaggio  si sviluppa prepotentemente a partire dai cicli della cappella Contarelli (1597-1602?) e della cappella Cerasi (1600-01), nei quali il tema sacro è narrato in termini di bestiale e violenta realtà, evidenziata dagli spiccati contrasti di luminosità e dalla mancanza di immagini consolatorie collegate al tema religioso tradizionale, secondo un atteggiamento morale fortemente radicale e anticonformista, che ha preso la sua forma primaria nella Milano di Carlo e Federico Borromeo.

Caravaggio: san Giovanni Battista
Caravaggio: san Giovanni Battista

Il vero linguaggio pittorico del Caravaggio, lasciando da parte  la tavolozza brillante e smaltata della prima fase, si avvia verso ricerche luministiche ancor più drammaticamente agitate  e severe, divenute con il passare del tempo modelli di riferimento per molti artisti italiani e stranieri, genericamente individuati nell’etichetta di “caravaggeschi”.

La sensibilità pittorica di Caravaggio, legato allo studio del vero contro ogni regola accademica, viene vista in aperta contraddizione con quella dei Carracci, che nella ricerca dei modelli classici e rinascimentali, hanno fatto il loro punto di forza.

L’impiego violento e spregiudicato delle luci e delle ombre, capace di descrivere ambienti, immagini e sentimenti, attira l’ammirazione dei contemporanei al punto di diventare, a sua volta, “maniera”. La luce assume una valenza spirituale e stilistica allo stesso tempo, come quella razionale del Masaccio.

Del resto l’eredità di Caravaggio è molto difficile da gestire, non avendo egli avuto uno studio o una bottega, degli allievi ufficiali. Molti di coloro che si ispirano al suo linguaggio ne comprendono soltanto superficialmente la drammatica profondità, essendo attratti più dalle ambientazioni drammatiche e suggestive, dalle descrizioni crude e realistiche, che dalla tragica e sofferta umanità celata dietro quelle forme.

A Napoli, Battistello Caracciolo (1570-1637, allievo di Francesco Imparato), uno dei primi ad adottare il nuovo linguaggio e senz’altro quello con più talento, è considerato il più fedele sostenitore dei modelli del maestro. La sua pittura è improntata al tenebrismo più drammatico , con figure plastiche, in cui la luce assume maggior importanza a scapito della prospettiva. Dirige la scuola locale, che è nel periodo, fra le migliori in Italia.

Più innovativo risulta essere il ruolo di  Jusepe (Giuseppe) de Ribera (detto lo Spagnoletto, Valencia 1591-1652) il quale punta, nei suoi temi, su una imitazione del reale che non tralascia neanche il grottesco e il deforme, rompendo le regole del decoro nel mostrare, con colore smagliante, la crudezza della realtà più povera e derelitta. Ha contatti diretti anche con Guido Reni e Ludovico Carracci.

L’arrivo a Napoli, tra il 1630 e il 1640, dei pittori emiliani Domenichino, Reni e Giovanni Lanfranco (1582-1647), autore degli affreschi della cappella di San Gennaro in Duomo (1634-46), determina una tendenza al classico  che trova ardenti sostenitori in Massimo Stanzione (1585-1656) e Bernardo Cavallino (1616-56), giungendo alle gamme brune e tenebrose ed agli esiti più palesemente barocchi e monumentali di Mattia Preti  detto il Cavalier Calabrese (Calabria 1613-99) e con Luca Giordano (1632/4-1705). Un’altra strada del linguaggio barocco romano, oltre alle altre due, viene aperta da Pietro da Cortona (1596-1669), famoso frescante nonostante il suo macchinoso linguaggio, al quale si deve la bellissima decorazione della galleria di palazzo Barberini (1632-39), dove l’allegoria storico-dinastica è unificata dal cielo aperto oltre la cornice architettonica, con la natura prepotentemente inserita nello spazio dello spettatore, mentre nel tema del Trionfo della Divina Provvidenza sono confuse storie divine con quelle mondane.

Salvator Rosa (1615-1673), versatile sia nella poesia che nella pittura, è anche incisore e sente molto l’arte veneta.  Infine, la tradizione della pittura illusionistica e della quadratura trovano in Giovan Battista Gaulli (chiesa del Gesù, 1672-83) e Andrea Pozzo (chiesa di Sant’Ignazio, 1682-94) gli alfieri di una sintassi decorativa che si apre al XVIII secolo, portando con sé anche la divisione dei generi tra i quali la natura morta di tradizione olandese, la pittura di genere, tra cui le “bambocciate”, le battaglie, le marine, i paesaggi e il ritratto “da parata”.

Caravaggio (Michelangelo Merisi)

Le opere – Cenni biografici e critica

Bacchino malato 1593, Galleria Borghese, Roma.
Bacchino malato 1593, Galleria Borghese, Roma.

Il Caravaggio, nato a Milano 1571 e morto a Porto Ercole 1610, è il più grande innovatore della pittura italiana del Seicento.

Fin dai suoi primordi il Caravaggio va elaborando uno stile nettamente in antitesi a quello praticato dai suoi maestri e quindi in contrasto con la tradizionale scuola.

Egli cerca soprattutto di affermare, riuscendoci, un nuovo stile tutto suo, mettendosi in modo diretto davanti alla natura e riproducendola con una potenza plastica originata da un forte disegno nelle figure dei suoi personaggi, illuminati da decisi fasci di luce su fondi oscuri, gettati sapientemente sulla tela. Tra le sue opere giovanili (1590) che si ispirano alla pittura lombarda e veneziana, teniamo presente la Maddalena e il Riposo nella fuga in Egitto (Galleria Doria a Roma), la Suonatrice a Leningrado e la Medusa nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Degli anni successivi al 1590 ricordiamo le due ampie tele che raffigurano la Vocazione e il Martirio di S. Matteo, composizioni di tale potente vigore e bellezza quale non si era vista dopo Michelangelo Buonarroti. A questo periodo appartengono il “Canestro di frutta attualmente esposto nella Pinacoteca Ambrosiana e la Cena in Emmaus a Londra, la Madonna dei Pellegrini custodito in S. Agostino a Roma e tanti altri ancora. Dal 1602 al 1604 dipinge la celebre Deposizione della Galleria Vaticana. La sua vita è sempre inquieta e turbolenta.

Frammento d’arte: Risulta che il Caravaggio abbia dipinto oltre che su varie superfici, anche su lamine di rame, come fece  Guido Reni.