Madonna col Bambino di Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti: Madonna col Bambino

Madonna col Bambino, intorno al 1525, tecnica a matita nera e rossa, biacca e inchiostro su carta, dimensioni 54,1 x 39,6 cm., Casa Buonarroti, Firenze.
Michelangelo Buonarroti: Madonna col Bambino, intorno al 1525, tecnica a matita nera e rossa, biacca e inchiostro su carta, dimensioni 54,1 x 39,6 cm., Casa Buonarroti, Firenze.

Sull’opera

La Madonna col Bambino è un’opera grafica di Michelangelo Buonarroti, realizzata con tecnica a matita (rossa e nera), biacca e inchiostro su carta intorno al 1525, misura 54,1 x 39,6 cm. ed è custodita a Casa Buonarroti a Firenze.

L’opera si trova da sempre a Casa Buonarroti, da quando cioè l’artista la sistemò nella “Camera degli Angioli”.

Nel 1875, in occasione del quarto centenario di Michelangelo, il disegno fu esposto al pubblico insieme ad altre sue opere, riscuotendo ampi consensi e un grande interesse internazionale.

Descrizione

La composizione comprende due fogli affiancati l’uno accanto all’altro, tenuti da collante, che per le dimensioni spesso prende il nome di “cartone” o “cartonetto”. Tuttavia non si notano in essi alcuna traccia di tecniche secondarie per i trasferimenti su altri supporti, come l’incisione o la foratura per lo spolvero. Inoltre non esistono opere che richiamano questa Madonna, né legate a Michelangelo né di pittori a lui vicini.

Trattasi, come spesso si ricava da opere dell’artista, di una pregiata riflessione  del suo caratteristico modo di meditare sul rapporto tra madre e figlio, da cui mai s’intravedono gesti di calda affettuosità. Infatti in questa composizione Michelangelo rifece il volto della Vergine, in seguito ad un pentimento, cambiando la ripresa da un profilo rivolto al Bambino ad un tre quarti più generico.

Il Bambino è ripreso in tra quarti con il volto di profilo, quasi nascosto spettatore. Nelle due figure si evidenzia l’assenza di un dialogo, con la Madonna probabilmente immersa in pensieri raffiguranti brutti presagi.

Il quadro è letteralmente incompiuto e la figura del Bambino risulta molto più rifinita di quella della madre. Si noti, infatti, il torace e il braccio assai ben delineati dai chiaroscuri, a differenza tuttavia della testa, solo sbozzata da tratti veloci e sommari.

La disparità delle definizioni fece sì che studiosi di storia dell’arte come Dussler e Berenson negassero l’autografia di Michelangelo. La maggior parte della critica però rifiutò tale ipotesi.


Deposizione di Cristo nel sepolcro di Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti: Deposizione di Cristo nel sepolcro

Michelangelo: Deposizione di Cristo nel sepolcro, intorno agli anni 1500-1501, tecnica a tempera su tavola, dimensioni 161,7 x 149,9 cm., National Gallery, Londra
Michelangelo: Deposizione di Cristo nel sepolcro, intorno agli anni 1500-1501, tecnica a tempera su tavola, dimensioni 161,7 x 149,9 cm., National Gallery, Londra.

Ai dipinti di Michelangelo

Sull’opera

La Deposizione di Cristo nel sepolcro è un’opera attribuita (con collaboratori) a Michelangelo Buonarroti che la realizzò con tecnica a tempera su tavola intorno al 1500-01. Il dipinto, che misura 161,7 x 149,9 cm. è custodito nella National Gallery di Londra. La stesura pittorica presenta anche, in alcune zone, delle integrazioni a olio.

Storia

Dalle recenti ricerche si ricava che il dipinto venne commissionato all’artista dalla chiesa di Sant’Agostino a Roma su intermediazione del banchiere Jacopo Galli. Quest’ultimo, riconoscendo prima di altri il grande talento del giovane Buonarroti, che in quel periodo soggiornava a Roma, cercava di inserirlo in ambienti di alto rilievo. La commissione rimase incompiuta ed il quadro prese altre vie.

Michelangelo interruppe il soggiorno romano per recarsi a Firenze lasciando a Roma la sua opera, che passò alla collezione Farnese. Quest’ultima la vendette ad altri collezionisti romani fino a che, nel 1868, fu acquisita dalla National Gallery di Londra.

L’assegnazione a Michelangelo venne per la prima volta dichiarata nel 1846 da Cornelius e Overbeck e, quindi, sostenuta quasi all’unanimità da molti studiosi di storia dell’arte. Tuttavia ci furono opinioni contrastanti per quanto riguarda la cronologia della composizione, che col tempo si sono attenuate.

Alcuni critici l’hanno anche attribuita ad un seguace di Michelangelo ed al Maestro di Manchester, sebbene confermando anche la presenza della mano del maestro nelle zone di più pregiata stesura pittorica.

Descrizione

Al centro della composizione appare il Cristo morto attorniato da tre figure, di cui quella dietro che cerca di sostenerlo per poterlo condurre nel sepolcro. Le due figure ai lati pare stiano anch’esse offrendo la loro collaborazione per il trasporto, facendo forza sul drappo che sostiene il Cristo. Infatti l’atteggiamento con inclinazione verso l’esterno dei due personaggi ne giustifica lo sforzo.

Ai lati estremi della composizione appaiono altre due figure femminili che non sembrano affatto interessate alla scena che in quel momento si sta consumando. Trattasi probabilmente delle pie donne.

Spicca una zona bianca in alto sulla destra dove ancora risulterebbe mancante il colore. Un’altra parte non portata a compimento è quella che appare sul lato destro, in basso, dove molto probabilmente Michelangelo avrebbe dovuto rappresentare la Vergine Maria.

Il corpo senza vita di Cristo, solidamente ben modellato, è retto per le spalle da Giuseppe d’Arimatea. A sinistra del morto appare un uomo (probabilmente Giovanni Evangelista, o addirittura trattasi di una figura femminile), mentre a destra si affianca una donna (probabilmente Maria Maddalena). Entrambe le figure sono dinamicamente inclinate per lo sforzo nel trasportare il Cristo su un drappo, su cui l’hanno sistemato in posizione seduta.

Stile

Come in altri dipinti del Buonarroti, qualche personaggio è di difficile classificazione come appartenenza di genere. Infatti nelle sue composizioni appaiono spesso figure che possono portare a lunghi dibattiti sul fatto che si tratti di uomini o donne, come asserisce Ettore Camesasca in “Michelangelo pittore”, edito da Rizzoli nel 1966.

Lo sfondo, anche se configurato in modo assai semplice con pennellate decise e veloci, si presenta con un’ottima dilatazione spaziale, degradando dalle spoglie rocce fino alle sfumate montagne all’orizzonte.

Tecnica

Dallo stato incompiuto si evince anche la tecnica impiegata dall’artista nello svolgimento dell’opera, sia quando lavora su tavola che quando procede nelle pitture a fresco. In entrambi i casi porta a totale compimento, di volta in volta, una zona dopo l’altra, diversamente da Leonardo che, per esempio, aggiunge particolari sempre più dettagliati agendo nella globalità della composizione.

Altra particolarità tecnica di Michelangelo, rilevata nella Deposizione di Cristo, sono i graffi del colore, soprattutto evidenziati nelle rocce, usando una tecnica “a levare”, che spesso vediamo nelle sculture [Camesasca, Michelangelo pittore, Rizzoli, Milano 1966].


Separazione della luce dalle tenebre nella volta della Cappella Sistina

Separazione della luce dalle tenebre – Michelangelo Buonarroti

Michelangelo: Separazione della luce dalle tenebre, Volta della Cappella Sistina
Michelangelo: Separazione della luce dalle tenebre, 1512, 180 x 260 cm. Volta della Cappella Sistina.

Sull’opera in esame

La Separazione della luce dalle tenebre è un affresco sul soffitto della Cappella Sistina, realizzato da Michelangelo Buonarroti intorno al 1512. Il riquadro misura intorno ai 180 x 260 cm. e fa parte della decorazione della volta. L’opera fu commissionata da papa Giulio II. Vedi anche la pagina delle lunette.

Storia

Nel dipingere i riquadri del soffitto, l’artista procedette dalle campate vicino alla porta d’ingresso, progredendo verso l’altare. La porta veniva aperta in occasione dei solenni ingressi in cappella, ai quali partecipava il pontefice e tutto il suo seguito. Nelle giornate della settimana santa era prevista una processione, che dall’entrata in cappella si spingeva fino alle campate sopra l’altare.

L’artista realizzò gli affreschi dell’intera decorazione della volta in due blocchi, separati più o meno in corrispondenza della Creazione di Eva. Il primo blocco lo dipinse con il primo ponteggio, mentre per l’altra metà dei lavori dovette attendere lo smontaggio dell’impalcatura esistente e l’innalzamento della stessa nell’altra metà della cappella. La Separazione della luce dalle tenebre (Genesi 1,1-5) appartiene quindi al secondo blocco. Nonostante la posizione, relativa all’ordine di lettura, il riquadro fu l’ultimo fra quelli principali ad essere realizzato.

Ad un certo punto dei lavori di decorazione del soffitto, il papa incominciò ad esercitare forti pressioni su Michelangelo affinché arrivasse ad un rapido completamento dell’opera. Infatti l’artista riuscì a portare a compimento la seconda fase del ciclo con un’eccezionale velocità.

Michelangelo realizzò il riquadro della Separazione della luce dalle tenebre in un solo giorno lavorativo, sintetizzando con maestria lo stile senza comprometterne la dinamica dell’intero contesto. Il trasferimento del disegno dal cartone all’intonaco avvenne per incisione diretta.

Descrizione

L’affresco appartiene alla serie dei tre episodi legati alla Creazione del mondo, insieme alla Creazione degli astri e delle piante e alla Separazione delle acque dalla terra. In ognuna di queste narrazioni domina la figura dell’Eterno, sempre rappresentato in volo, con vesti rosate.

L’interpretazione delle tre scene, secondo gli studiosi di storia dell’arte, è da collegare ai testi di S. Agostino. La presente raffigurazione (tenebre e luce) farebbe riferimento al Giudizio Universale, mentre le altre due all’opera che la Chiesa svolge nel mondo (terra e acqua) e alla venuta di Cristo (astri e piante). Altri studiosi, invece, pensano ad un’allusione alla Trinità.

Spicca in questa rappresentazione il maestoso atteggiamento del Creatore, che riempie da solo l’intera scena, fluttuando armoniosamente in uno sfondo chiarissimo. L’Eterno, ripreso dal basso e roteato, appare impegnato nel proprio atto generativo mentre dà forma ad ogni cosa, originando luce e tenebre.

La coloristica è molto semplificata, come generalmente tutte le figure realizzate dopo i solleciti del papa ad una più rapida esecuzione. Tuttavia le variazioni cromatiche dell’intero riquadro, ove dominano il viola ed altri toni freddi (azzurrini, biancastri e grigi), risultano ben accordate e realizzate con estrema cura. Il viola, infatti, era il colore dei paramenti che il clero indossava nelle solenni celebrazioni nella Cappella Sistina, tra cui ricordiamo quelle dell’Avvento e della Quaresima.


I quadri dei grandi pittori dalla F alla M

I quadri dei grandi pittori dalla F alla M

Oltre 7000 dipinti: i grandi capolavori dei più famosi pittori nella storia dell’arte

Le altre pagine: Pittori dalla A alla E – Pittori dalla N alla R – Pittori dalla S alla Z.

23 beato angelico - affreschi di san marco

Quindici “Natività di Gesù” scelte tra i più bei dipinti della storia dell’arte.

Le madonne più belle e significative nella storia dell’arte

Elenco Pittori

Pittori lettera F

Diego Martelli a cavallo

Fattori: Giovanni Fattori nel 1875 si reca a Parigi, e laggiù può ammirare le opere degli impressionisti e, soprattutto quelle di Édouard Manet, che però non riusciranno ad influenzare di molto lo sviluppo della sua arte, ormai già formata …… 42 dipinti da vedere

quadri dei grandi pittori dalla F alla M - Feininger Lyonel: Ponte II

Feininger Lyonel: Lyonel Feininger nacque a New York il 17 luglio 1871. Suo padre era il violinista tedesco-americano Charles Feininger e sua madre si chiamava Elizabeth, anch’essa musicista. L’artista visse il periodo la sua infanzia e della prima giovinezza nella città natale spostandosi spesso nel Connecticut.

Filippino Lippi

Filippino Lippi: Le sue opere vengono considerate dagli studiosi tra le più rappresentative di quella trasformazione avvenuta a Firenze intorno alla fine del Quattrocento. In esse si evidenzia come l’equilibrio e l’eleganza della pittura vennero portati all’eccesso espressivo, una forma che raggiunse il massimo sviluppo col manierismo.

Filippo Lippi Madonna Trivulzio

Filippo Lippi: Fra Filippo di Tommaso Lippi è stato, insieme a Domenico Veneziano e Beato Angelico, un grande pittore del Rinascimento italiano, attivo nell’epoca del post-Masaccio a Firenze

Madonna col Bambino e un angelo

le influenze subìte dal Foppa nel primo periodo della sua vita artistica furono assai svariate: dai grandi esponenti della pittura toscana (Paolo Uccello, Filippo Lippi, Donatello), filtrati attraverso raffigurazioni di scene padovane, alla cultura provenzale, veneta e dei pittori nordici, oltre naturalmente al gotico internazionale, che in Lombardia in quel periodo era ancora preponderante.

Fouquet - Annunciazione

Fouquet: è buono Maestro maxime a ritrarre dal naturale. Il quale fece a Roma papa Eugenio et due altri de’ suoi appresso a lui; che veramente parevano vivi proprio. I quali dipinse insù  un panno collocato nella sagrestia della Minerva. Io dico così perché a mio tempo gli dipinse. Consigli del Filarese a Francesco Sforza.

Annunciazione

Fra’ Bartolomeo: La prima opera, datata dell’artista, che si conosca è l’Annunciazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Volterra) in cui si evidenziano gli influssi del Ghirlandaio e, soprattutto, quelli del trattamento chiaroscurale di Leonardo.

Fragonard - donna con cariola

Fragonard: Egli arricchisce i colori delle tele con gamme cromatiche ed il superbo naturalismo dei pittori olandesi come Hals e Rembrandt. Le figure, sempre libertine, le tematiche galanti, gli incantevoli paesaggi, le asimmetrie volutamente messe in risalto, le linee oblique  sono di un fascino straordinario …..  49 quadri

Friedrich - Tombe di antichi eroi

Friedrich Caspar David: sono convinto che col suo spirito sarebbe possibile rappresentare un miglio quadrato di sabbia del Brandenburgo, con un cespuglio di crespino, su cui una cornacchia solitària gonfia le penne, e che un simile quadro ridesterebbe un’impressione veramente degna di Ossian e di Kosegarten. H. von kleist 1810

Pittori lettera G

Opere di Gauguin: il quadro è Natura morta con ventaglio, 50 x 61 cm. Louvre (Jeu de Paume) Parigi

Gauguin: Le combinazioni coloristiche sono illimitate: la miscela di colori dà un tono sporco; un colore puro è crudo e non si trova in natura. Questo esiste soltanto in un arcobaleno, ma la natura ha avuto cura di darceli gli uni accanto agli altri, in un ordine preciso e immodificabile, come se ogni tono nascesse dall’altro ….. di questo famosi pittore sono presentati 41 dipinti

Un particolare del Plittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano

Gentile da Fabriano: Qualche influenza può averla subita dallo studio sulle opere di un miniatore qual fu Lorenzo Monaco, e su quella dell’Angelico; ma se l’arte sua fu minore a quella di Lorenzo, doveva essere molto più inferiore all’altra dell’Angelico […]. Vi si scorgono le qualità di Simone Martini, ma d’esecuzione tecnica più perfetta […]. La pittura ha la finitezza, il poco rilievo, e gli ornamenti copiosi di una miniatura: Cavalcaselle in Storia della Pittura in Italia, 1908. …..di questo grande pittore sono visibili 41 di dipinti

La zattera della medusa

Géricault Théodore: partecipò al Salon con “La zattera della Medusa”, un’opera grandiosa dalle dimensioni gigantesche (491 × 716 cm) ma fu anche oggetto di accesi dibattiti: il linguaggio intensamente romantico veniva combinato ad stile prettamente classico che doveva confrontarsi con una rappresentazione alquanto dinamica della realtà.

Ghirlandaio Domenico- Il Battesimo di Cristo

Ghirlandaio Domenico: Contemporaneo di Filippino Lippi e Sandro Botticelli, visse e svolse l’attività artistica soprattutto a Firenze, sua città natale, mettendosi a confronto con i i più grandi esponenti del Rinascimento legati al periodo di Lorenzo il Magnifico.

Giacomo Negretti (Palma il Giovane): Discendente da una famiglia tutta dedicata al mondo dell’arte, fu subito incoraggiato alla pittura sulle orme dei celebri parenti: i prozii Palma il Vecchio e Bonifacio de’ Pitati (Bonifacio Veronese).

Giorgione - Autoritratto

Giorgione: Pittore di grande stima…quel tal Giorgio di Castelfranco da cui si vedono pitture ad olio vivaci e molto sfumate, che non si scorgono ombre …..L Dolce sul dialogo della pittura 1557.

Crocifisso di Giotto

Giotto: nato a Vespignano ( Mugello) nel 1267 e morto a Firenze nell’anno 1337. Forma la sua cultura artistica a stretto contatto di Cimabue, nel cantiere di Assisi (cantiere francescano) e poi a Roma. Verso il 1300 è già un artista di grande fama.

Cartoni per gli arazzi reali: Ballo di Majos presso Manzanares, cm. 272 x 295 Madrid Prado

Goya: Due aspetti si coordinano nel romanticismo: la visione e l’approfondimento della conoscenza al di là dei confini della vita, e l’integrazione storica. Il Colosso è un “deus ex machina” che rasenta il cielo e domina l’orizzonte ……

Un opera del Greco: La cacciata dei mercanti dal tempio

Greco (El): Egli è un pittore puro. Non ce ne furono prima di lui. Dopo di lui solo Rembrandt e Van Gogh…. Per il suo ingegno misterioso e la sua incomprensibile maestria nel pennello, il Greco è il pittore dell’era atomica; lo dice K. Ipser nel libro “El Greco” edito 1960.

George Grosz: Il ricercato

Grosz George: in gioventù l’artista “Espressionista” realizzò molte riproduzioni di dipinti dei grandi maestri del passato, in particolare quelli di Rubens, questi ultimi, attualmente nella pinacoteca di Dresda. Nello stesso eseguì, come caricaturista, anche anche illustrazioni grafiche per giornali e riviste satiriche.

Grunewald - Altare di Isenheim

Grünewald: La sua pala, quella dell’Altare di Isenheim, è un’opera degna dei gusti più raffinati nel campo della pittura.

Il canal Grande di Francesco Guardi

Guardi Francesco: Il Guardi è molto più vivo del Canaletto; è un colorista più originale, un talento più personale, e nessuno è superiore a lui nel suo genere quando segue e realizzail suo pensiero. Ha goduto non poca considerazione da parte dei contemporanei: Ch Yriarte, Venise, 1878

Guercino - Matrimonio mistico di Santa Caterina

È considerato uno fra i più illustri pittori italiani. Il Guercino, nonostante la sua formazione presso l’Accademia dei Carracci, subisce, molto più di tutti gli artisti bolognesi, l’influenza della pittura caravaggesca.

Pittori lettera H-I-J-K

Frans Hals - Gruppo di famiglia con dieci figure presso un boschetto

Hals Frans: Secondo me, la reale importanza di questo artista nella storia della pittura olandese non è stata ancora valutata a sufficienza.   G. F. waagen, Treasures of Art in Great Britain, Londra 1854

Autoritratto di Francesco Hayez

Hayez: Giuseppe Mazzini dice di lui che … è un grande artista idealista italiano dell’Ottocento. È il caposcuola della Pittura Storica, che il pensiero Nazionale recriminava in Italia: Il pittore più inoltrato che tutti noi conosciamo nell’animo dell’Ideale che viene invitato a governare tutti i grandi lavori dell’Epoca.

Erich Heckel - Fornace

Heckel (Erich Heckel): attratto dalle nuove e rivoluzionarie sperimentazioni stilistiche, intorno al 1904, l’artista volle intraprendere lo studio dell’Architettura. A Dresda, durante gli anni da studente, il suo pensiero era orientato verso gli scrittori anti-borghesi, in particolare Dostoevskij Nietzsche.

Hogarth - Autoritratto con il cane

Hogarth: A proposito della Carriera della Cortigiana, il suo stile si adattava perfettamente al nuovo soggetto e la dinamica che conferiva alla composizione agevolata la comprensione della vicenda.  Tutte le tonalità del colore erano necessarie per raggiungere tale scopo…. N. Coates, in Hogarth, 1966

 Holbein - Dittico dei coniugi Meyer

Holbein Hans: Fu questi il primo pittore eminente che venne in Inghilterra, e con lui può dirsi abbia avuto inizio l’arte in cui risplende il genio. A Cunningham in the Lives of the most Eminent British Painters, Sculptors and Architects

 Ingres - Autoritratto a sessantotto anni

Ingres: Ingres rivolto ai Primitivi, attendeva gli artisti al varco dell’Impressionismo, rimanendovi in qualche modo legato per tutto ciò che in Manet testimonia ancora amore dello stile e desiderio di fare un quadro. Ch. Morice

Jacques-Louis David: La morte di Seneca

Jacques-Louis David: in tutte le opere di questo pittore rivoluzionario c’è l’approvazione dell’intransigenza morale, della regolatezza e della più dura inflessibilità, apprese nelle ricerche sull’antico.

Alexej von Jawlensky: natura morta

Jawlensky (Alexej von Jawlensky): Pittore di origine russa e naturalizzato tedesco, Alexej è un importante esponente dell’Espressionismo, membro attivissimo nel gruppo Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro). Ha contribuito allo sviluppo delle avanguardie artistiche del ‘900.

Ernst Ludwig Kirchner: due nudi

Kirchner (Ernst Ludwig Kirchner): in gioventù si interessò in modo particolare all’arte africana e quella primitiva, alle stampe giapponesi, alla scultura nera e polinesiana, nonché alla pittura rinascimentale tedesca. Fu colpito inoltre da Gauguin e van Gogh, da cui trasse la scioltezza espressiva e la disinvoltura nell’impiego introspettivo della coloristica.

Kandinsky: nei dintorni di Parigi

Kandinsky: L’artista presenta la sua pittura astratta attraverso tre principali configurazioni che, anche dalle loro denominazioni (“impressioni”, “improvvisazioni” e “composizioni”), evidenziano espliciti collegamenti tra l’armonia coloristica e quella musicale.

Ernst Paul Klee: incrocio di strade

Klee (Ernst Paul Klee): Nacque a Münchenbuchsee (Canton Berna) il 18 dicembre 1879 e morì a Muralto il 29 giugno 1940. La madre di Klee era svizzera ed il padre tedesco, ambedue musicisti.

 Erfüllung

Klimt: Gustav Klimt (1862-1918) è un enigmatico e raffinato artista, assai sensibile ai temi paesaggistici, ottimo disegnatore di bellissimi nudi femminili che passano con la massima naturalezza dall’erotico al delicato.

Pittori lettera L

Ragazza dal collo sottile (Testa della Grande meditativa)

Lehmbruck Wilhelm: L’artista, quarto di otto fratelli, nacque a Duisburgil 4 gennaio 1881. Suo padre era Wilhelm Lehmbruck, minatore, e sua madre si chiamava Margaretha. Egli riuscì ad ottenere una retta a totale carico dell’amministrazione comunale per studiare scultura presso la Scuola di Arti applicate di Düsseldorf.

La Gioconda : il quadro universalmente più famoso di tutti i tempi

Leonardo: Leonardo intuisce in un attimo il valore dell’esperienza messa in atto anche alle opere d’arte e questi suoi concetti li spiegò ampiamente nel suo celebre “Trattato di Pittura”. I manoscritti di Leonardo, quasi tutti pubblicati, rivelano il suo ingegno di valore universale che tutto vide e tutto indagò. A testimoniare la sua incessante ricerca e il suo desiderio a trasfigurare in espressioni irreali le forme delle cose, vi sono oltre le sue famose opere, anche i suoi numerosissimi disegni realizzati con la matita rossa, nera e penna.

Lippi Filippo - Madonna in trono

Lippi Filippo: Fra Filippo di Tommaso Lippi: l’artista si indirizzò verso una pittura più aperta, che comprendeva anche quella nordica, in particolar modo quella dei pittori fiamminghi.

Un opera di Pietro Longhi appartenente alla serie della "Caccia in valle"

Longhi Pietro: Un senso di profonda cortesia di costumi, di grande raffinatezza, insieme con un onnipresente buon umore distingue i dipinti del Longhi da quelli di Hogarth, a volte così spietato e carico di presagi di mutamento. lo sostiene B. Berenson, in the Venetian Painters of the Renaissance, un trattato del 1911.

Pietro Lorenzetti - Sogno di Sebac

Lorenzetti Pietro ed Ambrogio: nei quadri realizzati in piena maturità, Pietro appare influenzato dal fratello Ambrogio, dove il giottismo più fiorentino viene sminuito nello studio naturalistico e luministico.

Lorrain - Il porto di Ostia con l'imbarco di Santa Paola

Lorrain:   All’interno di questa fondamentale distinzione tra mattino e sera, le atmosfere di Claude sono infinitamente raffinate, tanto che le loro variazioni non possono essere descritte a parole. Lungi dall’essere formule prestabilite, il mattino e la sera subiscono modifiche da quadro a quadro secondo l’ora, la posizione del sole, le nuvole, l’umidità e altri fattori che condizionano una particolare atmosfera.  Rothslisberger in Claude Lorrain, The paintings

Lotto - Assunzione della Vergine con i Santi antonio Abate e Ludovico da Tolosa

Lotto Lorenzo: Minuto quattrocentista quando già era morto Giorgione, egli raggiunse in molte sue opere tarde una libertà, una rapidità di visione, sbalorditive nel mondo stesso dominato dal Vecellio.    A. venturi, Storia dell’arte italiana, IX, 1929.

Pittori lettera M

August Macke: paesaggio del lago Tegern

Macke August (August Macke): L’artista visse negli anni del particolare innovamento dell’arte tedesca, che vide il nascere delle principali correnti espressioniste e l’arrivo delle avanguardie, ormai espanse a macchia d’olio nell’intero continente europeo.

Questo è un autoritratto di Manet

Manet: Terminata con cura la fase preparatoria, ecco che Edouard diventa Impressionista a tutti gli effetti, tracciando corpose macchie con tocchi decisi e gestualità naturali,  abbandonando le teorie degli antichi Maestri; la sua tavolozza diviene più pura, più brillante, più semplice  e libera dalle mille ricercate sfumature, il tocco del suo pennello diventa il prodotto di una simbiosi con il paesaggio naturale in cui è immerso.

Un particolare della preghiera nell'orto di Mantegna

Mantegna: Celebre artista  nato nei pressi di Padova nel 1430 e morto a Mantova nell’anno 1506. Suo maestro fu lo Squarcione dal quale apprese l’amore ed il gusto per l’antico. Subendo l’influenza di Bellini e di Donatello trasse da essi un realismo malinconico e profondo che ancora oggi caratterizza e fa vivere le sue figure.

Marc (Franz Marc): Due cavalli

Marc (Franz Marc): In continua ricerca per sintonizzarsi con le scosse panteistiche e gli avvallamenti di sangue presenti nella natura (piante, animali, atmosfera), l’artista conferisce all’animale un’espressione di purezza ed innocenza. Franz generalmente isola la creatura in un grande  contesto rurale con uno scopo ben preciso: l'”animalizzazione dell’arte”.

Un particolare della Cacciata dall'eden del Masaccio

Masaccio: Tommaso Giovanni di Mone ovvero il Masaccio nacque a San Giovanni Valdarno il 21 – 12 – 1401. I genitori erano Giovanni Cassai, che faceva il notaio e Jacopo Martinozzo ……… Siamo ancora nel 1422 quando Avviene l’edificazione e poi la consacrazione della chiesa del Carmine ……..

Ludwig Meidner: Autoritratto

Meidner (Ludwig Meidner) (18 aprile 1884 – 14 maggio 1966): Meidner è un espressionista tedesco nato a Bernstadt. Fu apprendista di uno scalpellino. Studiò presso la Scuola Reale di Arte a Breslavia e più tardi, 1906-07, presso la Julien e Cormon Accademie a Parigi. Qui fece conoscenza con Amedeo Modigliani, col quale strinse una sincera amicizia. Tornò a Berlino per lavorare come illustratore.

 Memling - Il Giudizio Universale

Memling: E poi i ritratti! Ve ne sono molti e, a considerarli in ordine cronologico, la qualità del primo non è inferiore a quella dell’ultimo: l’occhio e la mano dell’artista non erano meno vivi nell’ultimo che nel primo. K. van de Woestjne.

Opere del Caravaggio: questo quadro è il ragazzo con canestro

Merisi Michelangelo (Caravaggio): L’artista nasce a Milano 1571 e muore misteriosamente su una spiaggia di Porto Ercole (Monte Argentario) nel 1610. Dopo aver acquisito l’amore per la pittura presso Simone Peterzano, si reca nella capitale lavorando con Giuseppe Cerasi, un autorevole ed elegante pittore che nel tempo diventerà suo nemico ….

Autoritratto: Michelangelo Buonarroti

Michelangelo e i suoi dipintila volta della Cappella Sistina. L’artista Nacque il 6 – 3 – 1475 nella diocesi di Arezzo e morì a Roma nel 1564. Michelangelo è accreditato come il più grande degli architetti, dei pittori e degli scultori: Un genio dell’arte. Il padre di Michelangelo era di Firenze. Ancora giovanissimo, mette in risalto una particolare attitudine per il disegno tanto che suo padre per incoraggiarlo nelle sue eccellenti disposizioni, lo porta nello studio di un celebre pittore.

Millet Jean-François - primavera

Millet Jean-François: Pittore della vita agreste di ogni giorno. Millet fu il primo a rappresentare scene di contadini al lavoro, un tema frequentemente presente nei suoi dipnti, anche in supporti pittorici di ampie dimensioni. Ripartisce gli agricoltori su grandi spazi ed in più raggruppamenti indipendenti nei primi piani.

Paula Modersohn-Becker: due ragazzi al sole

Modersohn-Becker (Paula Modersohn-Becker): L’artista che aveva studiato a Londra la tecnica del disegno e frequentato a Berlino una scuola d’arte, fu anche allieva di Fritz Mackensen, un noto paesaggista di Worpswede. Poco più tardi, staccatasi decisamente dallo stile del Mackensen, La pittrice andò alla ricerca di altri linguaggi figurativi agendo in modo del tutto autonomo.

Autoritratto di Modigliani

Modigliani: Fra i moderni non si trova che un solo ‘pittore della donna’ in senso naturale (e ciò toglie di mezzo Van Dongen) : l’italiano Modigliani; un pittore di nudo che sarebbe stato accettato anche meno di Renoir. Da oltre dieci anni Modigliani, che aveva esordito nel gusto borghese, espone con i fauves e i cubisti. Ma se, dopo quello di Renoir, è il caso di proferire un altro nome, direi che, pur fedele alla lezione di Cézanne, egli non si lascia incasellare tanto facilmente. Modigliani è il nostro solo pittore di nudo … (A. SALMON, “L’art vivant”, 1920)

Piet Mondrian - composizione

Mondrian effettuò numerose ricerche studiando nuove tecniche ma adattandole sempre a pochissimi temi, ovvero la duna, l’albero e il faro. Il suo stile subì diversi influssi: dalla pittura fauvista e simbolista, dopo essere passato attraverso il Puntinismo, approdò, intorno al 1911, al Cubismo.

Monet: autoritratto

Monet: Claude nasce a Parigi. Egli è secondogenito, figlio di C. Auguste e di L. Justine Aubry. La sua famiglia al completo, nel 1845, si reca a Le Havre dove il padre incomincia a gestire una bottega di forniture marine insieme al cognato Jacques Lecadre. Già da giovanissimo comincia a disegnare, a matita e carboncino, e a commerciare i suoi lavori, alla bella somma di 15 franchi cadauna …….

Moreau Gustave - Il Cantico dei cantici

Moreau Gustave: Nel 1880 entra come insegnante all’Accademia delle Belle Arti di Parigi dove trova allievi come Marquet, Matisse, Jean Evenepoel e Puy, dei quali, pur non approvando le loro tendenze artistiche, rispetta le peculiarità e non impone loro dettami formali ed estetici.

Mueller (Otto Mueller): Bagnanti nel canneto

Mueller (Otto Mueller): Il contatto con gli artisti della “Die Brücke“, uno dei più importanti gruppi dell’Espressionismo, segna l’inizio della sua attività artistica. La sua produzione del periodo precedente fu in gran parte distrutta dallo stesso artista.

Munch Edvard: L'urlo (o il Grido)

Munch Edvard: Se Klimt interpreta il “precario sopravvivere della forma e alla fine della sostanza” (dalle parole di Argan) esprimendo con vigore le conseguenze negative di una società ormai aperta al degrado, l’artista in esame traduce la problematica relativa alla stessa sfiducia esistenziale, con numerosi riferimenti a Schopenhauer e Nietzsche, impiegando un linguaggio assai più espressivo di quello del pittore viennese.

Gabriele Münter: L'ingresso

Münter (Gabriele Münter): La pittrice nacque a Berlino il 19 febbraio 1877 e morì a Murnau il 19 maggio 1962. L’artista apparteneva al movimento espressionista tedesco. Fu compagna di Kandinskij e con esso faceva parte del Blaue Reiter.

Murillo - I ragazzi che mangiano meloni e uva

Murillo:  Influenzato prevalentemente dalla lezione degli artisti precedenti, tra cui Francisco Ribalta (1565-1628). In età avanzata subisce fortemente l’influenza del Caravaggio  e di Luis de Morales (1520-86), celebre per le emozionate Madonne. Nella sua produzione la pittura sacra si manifesta in un affascinante  arte, ed in un’interpretazione che infonde molta rassicurazione

Le ricerche riguardanti le vicende delle singole opere sono state prevalentemente effettuate su i “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore, 1969.

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