Artisti famosi: Opere dei grandi Maestri della Pittura dalla A alla E

Opere dei grandi Maestri dalla A alla E

Quadri famosi di artisti famosi: Oltre 7000 opere da godere: i più bei dipinti di tutte le epoche.

Le altre pagine: Pittori dalla F alla M – Pittori dalla N alla R – Pittori dalla S alla Z

Elenco Pittori

Elenco dei pittori famosi i cui dipinti sono presenti in queste pagine

23 beato angelico - affreschi di san marco

Quindici “Natività di Gesù” scelte tra i più bei dipinti della storia dell’arte.

Sacra Famiglia

Albertinelli Mariotto: affezionato collaboratore di Fra’ Bartolomeo dal 1509 al 1515, influenzato soprattutto dalla pittura fiamminga che lo forma e lo allontana dalla propria visione giovanile, dalla quale uscirono opere di più alto valore, superando quelle dello stesso celebre frate.

Andrea del Castagno - Crocifissione

Andrea del Castagno: Andrea di Bartolo di Bargilla, radizionalmente conosciuto come Andrea del Castagno, nacque a Castagno nel 1421 circa. Fu uno dei dei più importanti innovatori della pittura fiorentina della seconda metà del Quattrocento, insieme ad altri quattro grandi: Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Filippo Lippi.

Andrea del Sarto: Noli me tangere

Andrea del Sarto: Il Vasari lodando le sue opere – nell’esattezza delle forme, nella fluidità della stesura e rapidità ‘esecuzione – lo descrisse come pittore “senza errori”.

san Girolamo

Antonello da Messina: Antonello, un pittore che nello sviluppo dei piani verso l’orizzonte, smorza i toni e sfuma le forme in un progressivo più pallido polverio dell’atmosfera; ha pertanto chiamato ad aiutare la prospettiva aerea nella strutturazione della prospettiva lineare. Sta proprio qui il culmine della sua scoperta. Lo affermava Papini nel 1939. Opere di questo artista: 26

pala dell'annunciazione

Beato Angelico: “Fra” Giovanni Angelico, essendo non meno stato eccellente miniatore e pittore che un buon religioso, merita sia per l’uno che per l’altro motivo, che di esso sia fatta una onorata memoria. Sono visibili in queste pagine 25 dipinti.

Bellini il Giambellino - Cristo Morto

Bellini (il Giambellino): Diceva Venturi più o meno questo nella “Storia dell’Arte italiana” del 1915 ….Giovanni sapeva far uscire dalla sua lira soltanto le più aggraziate armonie. Pareva si inebriasse della dolcezza delle note, farsi bambino con i bambini, per cantare con le loro argentine voci le litanie alla Vergine Maria, e unirsi con loro ai giochi, e vivere la loro ingenua vita. ….29 dipinti

Un capriccio romano con veduta del colosseo del Bellotto

Bellotto: Le prime opere del pittore Bellotto assomigliano molto, nelle vedute,  alle tele di suo zio Canaletto. Ma poco alla volta arriva a farsi uno stile tutto suo. I suoi pregiati lavori si caratterizzano per uno schema assai secco, più duro, e per una decisa delimitazione degli scuri sui chiari; spiccano per la totale assenza prospettica aerea, ed inoltre vengono caratterizzate dal ritorno al colore locale.  …. molte opere d’arte

Opere di Boccioni: Questo è il suo autoritratto

Boccioni: Un famoso pittore Futurista. Nasce a Reggio Calabria nel 1882 e muore in età giovanile a Verona nel 1916. Si forma come artista con la tecnica del puntinismo e migliora ulteriormente le sue attitudini artistiche dirigendole sul rapporto tra l’arte visiva e l’interno più profondo dell’anima …..  molte opere d’are

Autoritratto di Giovanni Boldini a sessantanove anni

Boldini: Come artista è più che chic, in modo suo particolare, specialmente quando realizza il ritratto a belle e lungiformi signore dell’alta aristocrazia internazionale, che, nelle sue opere, sembrano dipinte come al di sotto di un vetro traslucente: è più o meno quello che dice Berenson nel 1958. …… diverse opere d’arte.

Un opera di Bosch: Trittico delle tentazioni

Bosch: Nella sua pittura, l’immaginazione delicata e morbida, nonostante la sregolatezza costantemente presente,  tende a materializzare le più torbide visioni che l’animo umano possa concepire, a differenza delle composizioni tradizionali che, pur presentando analogie non riescono a penetrare nel profondo della coscienza.

Particolare della Primavera del botticelli

Botticelli: “fiori vellutati sono le sue figure femminili dai lineamenti arcuati, dai lunghi e pallidi occhi, teste sotto il peso di masse d’oro e languenti; sciami di farfalle sono le luci del mare lineate, le foglie piccole che avvolgono senza neanche posarvisi gli arbusti ancora con il gelo dell’inverno” Questo è più o meno quello che dice A. Venturi del Botticelli nel 1925

Bramantino - Madonna col Bambino

Bramantino: Il primo dipinto prevalentemente attribuito all’artista è la “Madonna con il  Bambino” custodito nel Museo di Boston, databile approssimativamente intorno al 1485; il Bramantino appare molto vicino all’arte del Butinone e, proprio per questa ragione, il Longhi gliela attribuisce a pieno titolo.

Del Bronzino: Gli Evangelisti di Santa Felicita (San Matteo), cm. 70, Chiesa di Santa Felicita, Firenze

Bronzino: Agnolo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino rimane impresso nella nostra memoria più come ritrattista che come pittore di dipinti monumentali. Non c’è nessun dubbio che il Bronzino mirasse ad un più ampio plauso con le sue pale d’altare ed i suoi affreschi: lo ha detto V. Hoss nel 1920.

Bruegel - Particolare parte destra del banchetto nuziale

Bruegel: Il suo pessimismo si attenua con gli annie, a giudicare dai Mesi della metà degli anni Sessanta, grazie a un naturalismo rinnovato e vivificato, che inserisce più intimamente l’uomo nella vita del mondo circostante, si attua un primo momento di riconciliazione con l’esistenza alquanto malinconica e rassegnata, poi,  un’ulteriore ascesa dell’uomo.

3 Canaletto - il canal grande da campo San Vio presso il ponte di Rialto

Canaletto: Esso è un figlio d’Arte (suo padre è Bernardo Canal,) . Il Canaletto nasce a Mestre nell’ottobre del 1697 e muore a Venezia nell’aprile 1768. Pittore ed grande incisore; conosciuto dalla massa soltanto con il soprannome di Canaletto, appartiene al movimento dei vedutisti ….

Opere del Caravaggio: questo quadro è il ragazzo con canestro

Caravaggio: Nasce a Milano 1571 e muore sulla spiaggia di Porto Ercole 1610. Dopo aver imparato l’arte pittorica nella bottega di Simone Peterzano, va a Roma e lavora con Giuseppe Cerasi (1568-1640), autorevole ed elegante artista si trasformerà poi nemico ….

Il ciclo di Santo Stefano del Carpaccio

Carpaccio: Ecco cosa diceva N. Cochin nel 1758: La sua maniera è assai dura e senza intelligenza di luci, né d’ombre. Per il resto, c’è molto vigore nel colore particolare e nelle cose rese con ingenuità e precisione d’una natura bassa e senza scelta, ma vera.

Opere del Carracci: Questo quadro è l'autoritratto

Carracci: Annibale, arrivato a Roma verso il 1595, realizza in tre anni la decorazione del palazzo Farnese (1598-1601) secondo con un  impostazione diversa da quella della cupola della cappella Sistina di Michelangelo e da schemi figurativi tipo Raffaello, specialmente alla Farnesina

Opere del Cavallini: Questo dipinto è l'Annunciazione

Cavallini: Il “Cavallino”, al secolo Cerroni, nasce nel 1273 e muore nel 1321. Pittore romano che divenne celebre soprattutto per i suoi magnifici mosaici, con la narrazione delle storie della Vergine di Santa Maria in Trastevere, e per gli affreschi (Giudizio universale) nella basilica di Santa Cecilia a Roma.

opere ci Cezanne: Questo quadro è giocatori di carte

Cézanne: Nasce ad Aix-en-Provence nel gennaio del 1839 e muore ivi nell’ottobre del 1906.  Suo padre è un ricco banchiere proprietario di una grande fabbrica di cappelli e sua madre lavora alle sue dipendenze ……

Chardin - Autoritratto

Chardin: Jean-Baptiste-Siméon, nato a Parigi (1699-1779), è l’artista di tutti quelli che, nella grande capitale francese del suo tempo, passano la vita nel loro piccolo ambiente, nella loro povera ma garbata intimità fatta di piccoli mobili, salotti di comodità e comfort ogni volta diverso.

Cima Da Conegliano - Madonna col Bambino della National Gallery di Londra

Cima Da Conegliano: Cima da Conegliano, con il suo stile, orientato verso un raffinato classicismo [fonte: Storia dell’arte classica e italiana, opera citata, riferimenti alle pp. 341-342.], è oggi considerato come uno dei massimi esponenti della pittura veneziana attivi nel retroterra veneto della Serenissima.

un opera del Cimabue: Crocifisso

Cimabue: A Roma, certamente più che l’antichità del classico, agì su Pepo l’influenza delle botteghe a lui contemporanee, di Jacopo Torriti, del Cavallini, e di tutti quelli a lui vicini, che con opere di affresco e a mosaico, realizzavano allora le grandi decorazioni nelle basiliche

Constable opere/01 Constable - paesaggio con doppio arcobaleno

Constable: Al confronto di una poetica romantica drammatica, la sua tematica paesaggistica diventa contemplativa, fino a quasi sembrare poco moderna, ma contrariamente a questo, la sua forza sta proprio nel saper creare una pittura dal vero riguardosa verso la natura, che nasce dalla diretta osservazione delle vedute.

ll ponte di Narni di Ottawa

Corot Camille: La luminosità delle suo opere, che supera ogni immaginazione, si manifesta nei suoi chiaroscuri le cui gradazioni, al contempo, esaltano i rapporti plastici.

Nelle opere giovanili egli rivela l'influenza del Mantegna che domina a Mantovapere del Correggio: Questo quadro è l'Adorazione dei magi

Correggio: Nasce a Correggio (Reggio nell’Emilia 1494), muore nel 1534. Considerato uno dei più grandi italiani del 1500 degno di stare vicino a Tiziano, Raffaello e Leonardo. Nei lavori giovanili egli manifesta chiaramente l’influenza del Mantegna.

Madonna col bambino e i santi di Francesco del Cossa

Cossa (o del Cossa) Francesco: La pittura di Francesco del Cossa è meno efficace e meno poderosa di quella di Cosmè Tura, sia per la materia più gentile della quale e  composta,  che per  l’inquietudine e, talvolta l’ansietà di cui è pervasa.

Ritratto di un giovane di Cosmè Tura

Cosmè Tura: Pittore ferrarese del Quattrocento allievo di Galasso Cosmè ….” I personaggi del Tura sono fatti di selce, orgogliosi e immobili come faraoni, o convulsi di compressa energia come nocchiuti tronchi di ulivo”  B. Berenson 1936

Courbet Gustave - Autoritratto

Courbet Gustave: con l’artista in esame si rimuovono poco a poco i rimpianti del passato, di una perduta forma medioevale come quella perseguita dai preraffaelliti, il realismo portato all’estremo (come quello sconvolto e illusorio dei pittori Pompier), l’affanno per la compenetrazione nell’universo di Rousseau, l’intensità sentimentale e contemplativa di Millet e il leggendario romanticismo di Daumier.

Lorenzo di Credi: Annunciazione

Credi (Lorenzo di Credi): fu discepolo, insieme a Leonardo e Perugino, di Andrea del Verrocchio. Questi, che prima di morire lo nominò suo diretto erede, gli lascio la piena gestione della bottega quando partì per il soggiorno a Venezia ove doveva realizzare la statua equestre del Colleoni.

Carlo Crivelli - Madonna col bambino

Crivelli: Uno degli aspetti più singolari di questo artista, che sembra voler sfuggire ad ogni classificazione, sta proprio nella sua possibilità di tornare, a distanza di tempo,  a temi già svolti, usando uno stile quasi analogo ma senza stanchezza alcuna: dal Carlo Crivelli di Zampetti, Milano 1961.

Daumier - Saltimbanchi

Daumier: Uomo non certo geniale, forse invece un po’ limitato, le sue idee erano il riflesso coerente della sua personalità … Daumier compì una scelta definitiva e irrinunciabile. Forse non si può neanche dire che abbia scelto. È semplicemente restato dalla parte dei poveri. Ma il terribile disegnatore aveva anche il senso della fraternità. (P Courthion, 1945).

Opere di Degas: questa è l'Orchestra dell'Opera

Degas: Ciò che avvicina Degas agli artisti dell’Impressionismo è il gusto informale nel riprodurre la realtà. I suoi soggetti sono gli ippodromi, i caffè, i teatri, i postriboli, gli spettacoli e, genericamente, gli interni. Egli fu un osservatore dell’umanità e nei suoi studi perseguì una grandissima oggettività, cogliendo pose naturali della quotidianità.

Opere di Delacroix: Questa è la sua Fantasia araba

Delacroix: Nasce a Saint-Maurice 1798; muore presso Parigi 1863. Assimila la l’esperienza studiando nella bottega del Guérin, dove conosce Géricault. Frequenta i salotti della Parigi colta dove incontra V. Hugo, StendhaI, Sainte Beuve, Merimée, de Musset, Dumas padre, Gautier e pure il grande famoso  Chopin.

De la Tour - San Giuda Taddeo

De La Tour: Georges Delatour [sic] ha fatto il suo ingresso ufficiale nella storia della pittura francese. La mostra ha fatto conoscere il Delatour ‘diurno’ e ha dissipato gli ultimi dubbi circa l’autore dello straordinario Suonatore di ghironda del museo di Nantes. […] L’arte di Delatour è sorprendente perché contiene una curiosa mescolanza di primitivo e di ricercato, di forme manieristiche e forme naturalistiche, di serio e grottesco, di immediatezza ed estrema stilizzazione. V. Bloch 1935

Predella con storie di cristo di Ercole de Roberti

De’ Roberti Ercole: Dalle opere di Ercole esce un un pittore dinamico nella gradazione delle gamme cromatiche ed un pittore con il segno deciso, rapido e nervoso, dal quale si percepisce l’impeto della sua maniera nella composizione.

Adorazione del bambino di Piero di Cosimo

Di Cosimo Piero (Piero di Lorenzo): Piero di Cosimo fu certamente di grande fascino ed interesse, anche se non appartiene ai grandi Maestri. Dentro la Scuola fiorentina egli ebbe una posizione alquanto isolata. (Tratto da Studies in Iconology di E. Panofsky).

Otto Dix: Notte in città

Dix Otto: … Nel 1910 si iscrisse alla Scuola d’Arti Decorative di Dresda, da cui uscì come come ritrattista, ma già fin dalla giovane età Otto frequentava molte gallerie e mostre di pittura. Sempre a Dresda fu intensamente colpito dalla mostra del 1912 di Van Gogh, che fu determinante per le sue ricerche, anche come artista autodidatta …

Un opera di Duccio: madonna dei francescani

Duccio: È sempre  grazie a Duccio di Buoninsegna che dobbiamo il senso della pittura realista nei particolari, che nel periodo del Trecento costituisce un fattore fondamentale nella pittura della scuola senese; disegnando la figura umana, anzi, Duccio rimane più legato di Giotto alle tradizioni orientali e di gran lunga inferiore a lui per  quanto riguarda la capacità narrativa: lo dice Van Marle nel 1924.

Durer - Autoritratto con fiore d'eringio

Dürer: Basta la portata delle sue osservazioni (perché ossessionato dall’apparenza di tutti i fenomeni) per mettere in evidenza una potenza implacabile, mentre la sua capacità, talvolta a stimolare la propria fantasia non ha riscontro in nessun altro artista, neppure in Leonardo. (M levey, in Dürer, 1965)

Le ricerche riguardanti le vicende delle singole opere sono state prevalentemente effettuate su i “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore, 1969.

Frammentiarte, il sito che rende semplice l’arte

I testi e tutto il materiale fotografico raccolto, sono presenti nelle pagine solo per motivi didattici


La pittura italiana nel Seicento

La pittura in Italia nel Seicento ed il Barocco

Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese - Pan e Diana
Annibale Carracci: Decorazione della Galleria Farnese – Pan e Diana

I principi fondamentali della pittura barocca nascono a Roma negli ultimi anni del Cinquecento e in essi si individuano due ben distinti orientamenti: quello classico, di Annibale Carracci (1560-1609) e quello realistico, del  Caravaggio (Michelangelo Merisi 1571-1610).

I centri dell’arte che fin qui sono rimasti in secondo piano, adesso incominciano ad acquistare una posizione molto importante.

Intorno a queste due diverse scelte, per tutto il Seicento e parte del Settecento, si incrociano le invenzioni artistiche e le alternative nello stile degli artisti italiani ed europei alla ricerca della combinazione di tutte le arti, di effetti illusionistici e di espressioni intensamente inerenti alla realtà di tutti i giorni ed al naturalismo.

Carracci: Il trionfo di Bacco e Arianna
Carracci: Il trionfo di Bacco e Arianna

Annibale Carracci, arrivato a Roma intorno al 1595, realizza ed elabora la decorazione della galleria di palazzo Farnese (1598-1601) secondo un’impostazione di composizione cambiata rispetto a quella della cupola di Michelangelo della cappella Sistina e sulla base di modelli figurativi ripresi da Raffaello, soprattutto dalla Farnesina.

Nel ciclo del Carracci, che descrive gli amori degli dei, entra con forza il linguaggio atmosferico e sentimentale del Correggio, filtrato  da un’indagine vigile della realtà delle cose naturali, sviluppando un’esperienza che Annibale Carracci aveva già avviato a Bologna con il fratello Agostino (1557-1602) e con il cugino Ludovico (1555-1619) nell’Accademia degli Incamminati, un’istituzione artistica nata per insegnare cose concrete e nuove pur conservando intatti i legami con la tradizione del Cinquecento.

Il linguaggio poetico di Annibale è esplicitamente visibile nella ricerca di un ideale di bellezza dipendente dalla natura, ma anche armonicamente fuso con essa, in una grandezza ispirata ai modelli classici antichi e moderni. Viene allontanata la teoria del linguaggio eclettico e l’assurdo concetto di arrivare alla perfezione. Carracci attira a Roma altri artisti di carattere emiliano.

L'Assunta di Annibale Carracci a S.Maria del Popolo a Roma
L’Assunta di Annibale Carracci a S.Maria del Popolo a Roma

 Domenico Zampieri detto il Domenichino ( 1581/2 -1641 ), molto vicino alla pittura di Ludovico Carracci, sente la tradizione raffaellesca, e impersona il versante lirico della corrente classica. Ha momenti di alto livello quando a Roma aiuta Annibale nella realizzazione degli affreschi alla Galleria Farnesiana.

Francesco Albani (1578-1660), stimato dai fratelli Carracci, viene chiamato a collaborare ai famosi cicli a Palazzo Fava e nell’Oratorio di S. Colombiano. Segue alcuni spostamenti di Annibale tra i quali quello di Roma del 1601 che durerà fino al 1614.

Guercino: Giuseppe e la moglie di Putifarre
Guercino: Giuseppe e la moglie di Putifarre

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), sente prima l’influsso di Annibale, poi quello caravaggesco ed è in perenne evocazione malinconica dei temi antichi. Il fratello del Guercino, Paolo Antonio Barbieri, è autore di bellissimi capolavori di nature morte di stampo caravaggesco. Dello stesso linguaggio sono le opere dei nipoti del Guercino, Benedetto e Cesare Gennari.

Guido Reni: Il Battista
Guido Reni: Il Battista

Guido Reni (1575-1642), il più amato dai bolognesi del Seicento per i suoi ideali di bellezza classicheggiante, comprensibili da tutti, e padre di una pittura colta, raffinata, impeccabile e gradita nel tempo anche alla cultura accademica e alle committenze ufficiali.

Anch’egli segue Annibale nei suo lavori romani. Il pittore attivissimo e ricercato in tutta la penisola ha discepoli tra i quali Gianfrancesco Gessi, Michele Desubleo (origine fiamminga), Andrea Sirani con la figlia Elisabetta, il Cagnacci e Simone Cantarini, quest’ultimo il più creativo fra tutti ad interpretare il Maestro, ma con gamme cromatiche più cupe che richiamano quelle di Poussin.

Altri nomi dell’Italia settentrionale sono: Agostino Mitelli, Angelo e Michele Colonna, i Bibiena, Pietro Faccini studioso della pittura veneta e caratteristico colorista, Alessandro Triani dalle gamme cromatiche solide e vigorose, Lionello Spada, influenzato dal Caravaggio nei suoi brillanti effetti di chiaroscuro, Giovanni Andrea Donnucci detto il Mastelletta (1575-1655), franco, fluido e disinvolto colorista e Paolo Bonzi soprannominato il Gobbo dei Carracci, che si distingue con le sue nature morte.

Caravaggio: La flagellazione di Cristo
Caravaggio: La flagellazione di Cristo

Il giovane Caravaggio, giunto a Roma intorno al 1593 , effettua i primi esperimenti in campi antiaccademici come la natura morta e la scena di genere, mescolando valori morali a brani naturalistici di straordinaria lucidità ottica.

L’eversione del linguaggio espressivo del Caravaggio  si sviluppa prepotentemente a partire dai cicli della cappella Contarelli (1597-1602?) e della cappella Cerasi (1600-01), nei quali il tema sacro è narrato in termini di bestiale e violenta realtà, evidenziata dagli spiccati contrasti di luminosità e dalla mancanza di immagini consolatorie collegate al tema religioso tradizionale, secondo un atteggiamento morale fortemente radicale e anticonformista, che ha preso la sua forma primaria nella Milano di Carlo e Federico Borromeo.

Caravaggio: san Giovanni Battista
Caravaggio: san Giovanni Battista

Il vero linguaggio pittorico del Caravaggio, lasciando da parte  la tavolozza brillante e smaltata della prima fase, si avvia verso ricerche luministiche ancor più drammaticamente agitate  e severe, divenute con il passare del tempo modelli di riferimento per molti artisti italiani e stranieri, genericamente individuati nell’etichetta di “caravaggeschi”.

La sensibilità pittorica di Caravaggio, legato allo studio del vero contro ogni regola accademica, viene vista in aperta contraddizione con quella dei Carracci, che nella ricerca dei modelli classici e rinascimentali, hanno fatto il loro punto di forza.

L’impiego violento e spregiudicato delle luci e delle ombre, capace di descrivere ambienti, immagini e sentimenti, attira l’ammirazione dei contemporanei al punto di diventare, a sua volta, “maniera”. La luce assume una valenza spirituale e stilistica allo stesso tempo, come quella razionale del Masaccio.

Del resto l’eredità di Caravaggio è molto difficile da gestire, non avendo egli avuto uno studio o una bottega, degli allievi ufficiali. Molti di coloro che si ispirano al suo linguaggio ne comprendono soltanto superficialmente la drammatica profondità, essendo attratti più dalle ambientazioni drammatiche e suggestive, dalle descrizioni crude e realistiche, che dalla tragica e sofferta umanità celata dietro quelle forme.

A Napoli, Battistello Caracciolo (1570-1637, allievo di Francesco Imparato), uno dei primi ad adottare il nuovo linguaggio e senz’altro quello con più talento, è considerato il più fedele sostenitore dei modelli del maestro. La sua pittura è improntata al tenebrismo più drammatico , con figure plastiche, in cui la luce assume maggior importanza a scapito della prospettiva. Dirige la scuola locale, che è nel periodo, fra le migliori in Italia.

Più innovativo risulta essere il ruolo di  Jusepe (Giuseppe) de Ribera (detto lo Spagnoletto, Valencia 1591-1652) il quale punta, nei suoi temi, su una imitazione del reale che non tralascia neanche il grottesco e il deforme, rompendo le regole del decoro nel mostrare, con colore smagliante, la crudezza della realtà più povera e derelitta. Ha contatti diretti anche con Guido Reni e Ludovico Carracci.

L’arrivo a Napoli, tra il 1630 e il 1640, dei pittori emiliani Domenichino, Reni e Giovanni Lanfranco (1582-1647), autore degli affreschi della cappella di San Gennaro in Duomo (1634-46), determina una tendenza al classico  che trova ardenti sostenitori in Massimo Stanzione (1585-1656) e Bernardo Cavallino (1616-56), giungendo alle gamme brune e tenebrose ed agli esiti più palesemente barocchi e monumentali di Mattia Preti  detto il Cavalier Calabrese (Calabria 1613-99) e con Luca Giordano (1632/4-1705). Un’altra strada del linguaggio barocco romano, oltre alle altre due, viene aperta da Pietro da Cortona (1596-1669), famoso frescante nonostante il suo macchinoso linguaggio, al quale si deve la bellissima decorazione della galleria di palazzo Barberini (1632-39), dove l’allegoria storico-dinastica è unificata dal cielo aperto oltre la cornice architettonica, con la natura prepotentemente inserita nello spazio dello spettatore, mentre nel tema del Trionfo della Divina Provvidenza sono confuse storie divine con quelle mondane.

Salvator Rosa (1615-1673), versatile sia nella poesia che nella pittura, è anche incisore e sente molto l’arte veneta.  Infine, la tradizione della pittura illusionistica e della quadratura trovano in Giovan Battista Gaulli (chiesa del Gesù, 1672-83) e Andrea Pozzo (chiesa di Sant’Ignazio, 1682-94) gli alfieri di una sintassi decorativa che si apre al XVIII secolo, portando con sé anche la divisione dei generi tra i quali la natura morta di tradizione olandese, la pittura di genere, tra cui le “bambocciate”, le battaglie, le marine, i paesaggi e il ritratto “da parata”.

Caravaggio (Michelangelo Merisi)

Le opere – Cenni biografici e critica

Bacchino malato 1593, Galleria Borghese, Roma.
Bacchino malato 1593, Galleria Borghese, Roma.

Il Caravaggio, nato a Milano 1571 e morto a Porto Ercole 1610, è il più grande innovatore della pittura italiana del Seicento.

Fin dai suoi primordi il Caravaggio va elaborando uno stile nettamente in antitesi a quello praticato dai suoi maestri e quindi in contrasto con la tradizionale scuola.

Egli cerca soprattutto di affermare, riuscendoci, un nuovo stile tutto suo, mettendosi in modo diretto davanti alla natura e riproducendola con una potenza plastica originata da un forte disegno nelle figure dei suoi personaggi, illuminati da decisi fasci di luce su fondi oscuri, gettati sapientemente sulla tela. Tra le sue opere giovanili (1590) che si ispirano alla pittura lombarda e veneziana, teniamo presente la Maddalena e il Riposo nella fuga in Egitto (Galleria Doria a Roma), la Suonatrice a Leningrado e la Medusa nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Degli anni successivi al 1590 ricordiamo le due ampie tele che raffigurano la Vocazione e il Martirio di S. Matteo, composizioni di tale potente vigore e bellezza quale non si era vista dopo Michelangelo Buonarroti. A questo periodo appartengono il “Canestro di frutta attualmente esposto nella Pinacoteca Ambrosiana e la Cena in Emmaus a Londra, la Madonna dei Pellegrini custodito in S. Agostino a Roma e tanti altri ancora. Dal 1602 al 1604 dipinge la celebre Deposizione della Galleria Vaticana. La sua vita è sempre inquieta e turbolenta.

Frammento d’arte: Risulta che il Caravaggio abbia dipinto oltre che su varie superfici, anche su lamine di rame, come fece  Guido Reni.


Biografia di Correggio (Antonio Allegri) e i pittori romagnoli

Pagine correlate al Correggio: Elenco delle opere  Le sue opere nel sito – Il periodo artistico – Pittori romagnoli del Cinquecento – Correggio dalle Vite di Vasari in pdf.

Biografia e vita artistica di Correggio

Correggio: Il riposo durante la fuga in Egitto
Correggio: Il riposo durante la fuga in Egitto

Il Correggio nasce a Correggio (Reggio nell’Emilia) nel 1494 e ivi more nel 1534.

È considerato uno fra i maggiori pittori italiani del Cinquecento, degno di essere avvicinato a Raffaello Sanzio, Tiziano Vecellio ed a Leonardo da Vinci.

Le sue opere giovanili risentono in modo particolare l’influenza del Mantegna, che con la sua pittura sta primeggiando in questo periodo su tutto il territorio mantovano.

Più tardi trae ispirazione dalla tecnica e dalla maniera di Leonardo da Vinci, che riesce perfettamente ad emulare sia negli accostamenti  dei colori che nei chiaroscuri e negli sfumati.

Il Correggio tocca la vetta più alta della sua creatività pittorica nel periodo della sua permanenza a Parma, città che attualmente ha il vanto di custodire le sue opere più significative.

Tra i suoi grandi capolavori si ricordano i famosi affreschi realizzati nella cupola di S. Giovanni Evangelista e nella cupola del Duomo parmense. In entrambe le cupole egli è il primo a rappresentare, nelle difficoltà  di azione delle volte, il fascino degli sfondi e l’arte degli scorci, con l’animazione di figure sospese nel vuoto nei più svariati atteggiamenti e posizioni.

Correggio: Nozze mistiche di Santa Caterina
Nozze mistiche di Santa Caterina con San Sebastiano, 105 x 102 Louvre

Nelle numerosissime opere di questo insigne artista, si rileva il suo caratteristico gusto nel tratto, un eccellente modo di comporre, e un’eleganza ineffabile in alcune sue figure di rilievo.

Inoltre, nei suoi dipinti regna il vigore di un cromatismo che ha la forza di produrre un’intensa armonia.

 I lavori dai quali si evidenziano di più queste pregiate peculiarità, oltre la Danae della Galleria Borghese, sono: lo Sposalizio di S. Caterina al Louvre, la Leda del Museo di Berlino, la Madonna di S. Girolamo e la Madonna della Scodella nella Galleria di Parma. Un suo importante capolavoro è la Natività di G. C. custodito nella Galleria di Dresda.

Correggio: Leda
Leda, cm 152 x 191 Berlino Staatliche Museum

Il Correggio, in un certo periodo della sua attività artistica, arriva ad abolire i limiti spaziali, ad abbattere il convenzionalismo formale con antitesi cromatiche di complesse armonie a svariati profili con un disinvolto slancio di ardore.

Riesce in questa impresa arrivando ad un’inedita visione dell’empireo, a differenza dei pittori stilizzati operanti nel Medioevo. La sua pittura anticipa lo spettacolare stile barocco. Pur tuttavia, il Correggio rimane un uomo appartenente al proprio periodo, anche se, in seguito, si stacca dalla pittura che lo ha ispirato, quella cioè del Mantegna, Raffaello, Michelangelo e Leonardo.

Frammenti:

Pittori romagnoli del medio Rinascimento

(fonti delle ricerche: “L’arte italiana” di Mario Salmi)

Pomponio Allegri

Intorno al Correggio troviamo artisti come Pomponio Allegri (suo figlio), Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani e Girolamo Bedoni-Mazzola detto il Parmigianino (quest’ultimo appartiene però al tardo Rinascimento di cui si parlerà più avanti).

Francesco e Bernardo Zaganelli

Francesco e Bernardo Zaganelli da Cotignola sono artisti che operano nella Romagna in questo periodo, ma la loro pittura, pur avendo talvolta qualche accento medio-rinascimentale, appartiene di fatto a quella del Quattrocento.

Anche alcune caduche forme di pittura franciana o raffaellesca di artisti come Girolamo Marchesi (anch’esso di Cotignola), Innocenzo da Imola, Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, non può essere avvicinata a quella del loro periodo.

Dosso Dossi

Dosso Dossi: Giove, pittore di farfalle
Dosso Dossi: Giove, pittore di farfalle

Ferrara, che si è distinta da molti altri centri nel periodo quattrocentesco, continua la sua gloria, e la sua scuola, seppur affievolita rispetto al periodo della grande triade, continua a creare grandi personalità tra le quali spicca quella di Giovanni Luteri (1479-1542), meglio conosciuto come Dosso Dossi.

La sua formazione è di stampo tizianesco e giorgionesco ed è ricca di fantastica creatività che gli dà modo di realizzare paesaggi fiabeschi ed evocazioni da incanto, riprendendo le fortunate tematiche di certi grandi ferraresi del Quattrocento, i quali a loro volta si ispirarono alle tradizioni gotiche.

Egli conosce l’Ariosto e, in un certo periodo, opera con esso presso la corte del duca Alfonso I D’Este. Non a caso il meraviglioso “Idillio campestre” (New York, Museo Metropolitano) allude alle sonanti scene cavalleresche del grande poeta-scrittore-drammaturgo.

In età matura le tendenze verso i due grandi maestri vengono arricchite con un cromatismo più acceso e fastoso, integrate da accenti luministici. Il Dossi è anche un abile frescante (affreschi nel Castello di Trento).

Le sue opere più significative, cioè la “Circe” (Galleria Borghese, Roma) e il “Battista” (Pitti, Firenze), ricche di luminosità, scintillii e grandi effetti di chiaroscuro, appartengono però alla pittura cosiddetta “da cavalletto”.

Dalle sue ultime opere emerge un forte sentimento per il grande Raffaello (che ebbe modo di conoscere tempo prima), visibile nelle pale d’altare dove prevale una nuova costruttiva e talvolta artificiosa monumentalità, alla quale si aggiungono mirabili effetti plastici (Pala della Galleria di Ferrara e il “San Michele a Dresda).

Battista Luteri

Battista Luteri (morto nel 1548) porta avanti, in un certo senso, la tradizione di suo fratello (Dosso Dossi) ma con toni assai minori ed avvicinandosi di più a Raffaello. I suoi paesaggi risentono molto gli influssi della pittura fiamminga.

Giovan Battista Benvenuti

Sempre a Ferrara è attivo Giovan Battista Benvenuti detto l’Ortolano, che subisce gli influssi degli accesi cromatismi dossiani, ma sopra un disegno carico di formalismo che si presenta arcaizzante (“Deposizione”, nella Galleria Borghese a Roma).

Ludovico Mazzolino

Ludovico Mazzolino, integra la sua formazione derivata dal Cossa e dal de’ Roberti, con l’accesa coloristica del Dosso e con un aspro formalismo che si richiama ai tedeschi ed ai fiamminghi del suo periodo. Di questo pittore spicca la “Madonna col Bambino” (Galleria Sabauda di Torino).

Benvenuto Tisi

Tisi Benvenuto Garofalo: Madonna con il Bambino Gesù dormiente
Tisi Benvenuto Garofalo: Madonna con il Bambino Gesù dormiente

Benvenuto Tisi (1481-1559) detto il Garofalo, benché appartenente a quella schiera di pittori carichi di echi quattrocenteschi, è considerato ma non universalmente, il pittore più famoso dell’ambiente ferrarese di questo periodo.

Il Tisi è influenzato, appunto, dai pittori quattrocenteschi attraverso il Panetti ed il Boccaccino.

La sua celebrità si consolida quando passa alla pittura di stampo cinquecentesco (decorazione delle volte a Palazzo di Ludovico il Moro – Palazzo Costabili – a Ferrara).

Si intravedono nella pittura del Garofalo alcuni accenti coloristici del Dosso che vengono spesso superati per il prevalere dell’amore verso la maniera raffaellesca. La struttura cromatica delle sue opere risulta essere alquanto varia toccando talvolta la monotonia ed altre volte la ricchezza di gradevoli effetti luministici.

Piacevoli sono i piccoli dipinti sparsi nelle varie Gallerie del mondo. Oltre alle opere di piccola dimensione, il Garofalo realizza grandi pale d’altare ma di modico valore artistico rispetto a quelle che ornano le varie chiese ferraresi.

Girolamo Carpi e Giulio Romano

Girolamo Carpi (1501-1556), allievo del Garofalo, è un pittore ferrarese ed appartiene all’omonimo gruppo.

La sua pittura è carica di accenti dossiani e quindi di accesi cromatismi ed effetti luministici, ai quali si aggiunge un marcato eclettismo.

Venendo alla conclusione, risulta abbastanza evidente che l’arte dell’Italia settentrionale viene pienamente influenzata da quella delle regioni centrali attraverso i grandi artisti come Raffaello, Giulio Romano (si segua il link del sottotitolo) ed altri.