Autoritratto di Nicolas Poussin

Nicolas Poussin: Autoritratto (Museo del Louvre)

Nicolas  Poussin: Autoritratto (Museo del Louvre)
Nicolas Poussin: Autoritratto, cm. 98 x 74, Louvre, Parigi.

Descrizione e storia del dipinto

Sull’opera: “Autoritratto” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1650, misura 98 x 74 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi. 

La tela mostra la scritta con firma e data: “EFFIGIES NICOLA! POUSSINI ANDELYENSIS PICTORIS. ANNO AETATIS. 56. ROMAEANNO IVBILEI 1650”.

Il dipinto viene identificato nelle numerose citazioni riportate nei documenti epistolari, che da quanto si ricava fu iniziato certamente prima del settembre del 1649 e portato a termine nel maggio 1650.

L’artista l’aveva realizzato per farne dono all’amico Chantelou, al quale, come risulta da documentazioni certe, fu inviato il 19 giugno.

Il Bernini ebbe occasione di ammirarlo e presso lo stesso Chantelou il 25 luglio 1665. Nel 1797  i francesi l’acquistarono per le collezioni nazionali.

I sette sacramenti – Il Battesimo di Nicolas Poussin

Nicolas Poussin: I sette sacramenti – Il Battesimo

Nicolas Poussin: I sette sacramenti - Il Battesimo
Nicolas Poussin: I sette sacramenti: Il Battesimo cm.  95,5 x 121, National Gallery of Art, Washington. L’opera appartiene alla prima serie.

Sull’opera: “Il Battesimo” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin facente parte della prima serie dei Sacramenti, realizzato con tecnica a olio su tela intorno al 1640-42, misura 95,5 x 121 cm. ed è custodito nella National Gallery of Art, Washington.

Descrizione e storia

La prima serie  dei “Sette sacramenti” – a cui appartiene il dipinto in esame – fu realizzata per Cassiano dal Pozzo (1588 – 1657), famosissimo medico, alchimista, letterato, archeologo e botanico. Pare che i primi orientamenti per il ciclo pittorico si svilupparono intorno al 1636.

Per certo si sa che sei dipinti erano pronti quando l’artista rientrò in Francia dal soggiorno romano alla fine del 1640.

Poussin si portò Parigi il solo “Battesimo” per poterlo rifinire, e, nonostante tutti gli impegni del momento, dovette trovare il tempo per il completamento e l’invio a Roma (maggio del 1642).

A quella data le sette composizioni, ormai diventate famose, rimasero a di proprietà dei discenti di Cassiano dal Pozzo per più generazioni.

Nel 1729 vennero proposti al re di Francia ma le trattative non portarono ad alcuna positiva conclusione.

Più tardi furono vendute a sir Robert Walpole, ma sorsero dei grossi problemi con l’esportazione, che trovò contraria la Chiesa. Si dovette attendere il 1784-85 affinché la famiglia Boccapaduli li facesse pervenire al duca di Rutland (Belvoir Castle), presso i cui eredi si trovavano ancora intorno al 1970 (salvo la presente composizione e la Confessione, andata distrutta).

L’opera fu acquistata nel 1939 a S. H. Kress e possiamo quindi considerarla pervenuta in tale datazione alla National Gallery of Art, Washington.

Le altre opere della serie

Qua sotto si riportano i dati delle sette opere, tutte a olio su tela:

LA CONFESSIONE: Distrutta durante un incendio a Belvoir Castle nel 1816. La tele è nota soltanto attraverso riproduzioni realizzate in seguito e dall’incisione di Dughet.

IL MATRIMONIO: 95,5 X 121 cm.

ESTREMA UNZIONE: 95,5 X 121 cm.

110. LA CRESIMA: 95,5 X 121 cm.

L’ORDINE SACRO: 95,5 X 121 cm.

L’EUCARESTIA: 95,5 X 121 cm.

IL BATTESIMO: Washington, National Gallery of Art (Kress), 95,5 X 121 cm. Venduto nel 1939 a S. H. Kress.

Il tempo e la Verità di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: Il tempo e la Verità

Nicolas Poussin: Il tempo e la Verità
Il tempo e la Verità, cm. 297, Museo del Louvre, Parigi.

Sull’opera: “Il tempo e la Verità”, o ” Il tempo sottrae la verità all’invidia e alla discordia”, è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1641, misura 297 cm. di diametro ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi. 

La composizione venne commissionata nel 1641da Richelieu e sarebbe dovuta  servire a decorare il soffitto del Grand Cabinet del suo palazzo. Più tardi l’edificio, con tutto il suo contenuto, divenne proprietà reale.

Questo “tondo”, secondo gli studiosi, corrisponde ad una fra le imprese maggiori dell’artista nella “grande pittura”, che doveva competere con brillanti “praticoni del Barocco‘ come Simone Vouet(1590-1649).

I Sette sacramenti – Estrema unzione di Nicolas Poussin,

Nicolas Poussin: I Sette sacramenti – Estrema unzione

Nicolas Poussin: I Sette sacramenti - Estrema unzione
Nicolas Poussin: I sette sacramenti – L’estrema unzione – cm. 117 x 178, Proprietà privata (in deposito alla National Gallery of Scotland, Edimburgo) Gran Bretagna. (L’opera appartiene alla seconda serie).

Sull’opera: “L’estrema unzione” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin facente parte della seconda serie dei Sacramenti, realizzato con tecnica a olio su tela il 20 ottobre 1644, misura 117 x 178 cm. ed è custodito nella  National Gallery of Scotland, Edimburgo (Gran Bretagna). 

Descrizione e storia dell’opera

La storia esterna di questo secondo ciclo pittorico è ancora più nota del primo per il relativo epistolario che si conserva. Dato l’enorme successo della prima serie, Chantelou, desideroso di ottenerne delle copie, chiese il consenso allo stesso Poussin per farle realizzare.

Tale proposta non entusiasmò affatto l’artista, che pensava – come spesso realmente accadeva, cioè comunque riprodotte, magari da copisti di scarso valore – a sgradevoli conseguenze, quali lo screditamento presso gli importanti ambienti parigini.

Temendo questo, egli decise la realizzazione dell’intero ciclo “in maniera differente”, che iniziò a sviluppare nell’aprile 1644. Quattro anni dopo, nel marzo 1648, la serie fu portata a termine e venne esposta da Chantelou in un apposito edificio per permetterne la visione agli ppassionati d’arte locali e stranieri di passaggio.

Chantelou si augurava, da come si ricava dal testamento, che fossero poi passati nei locali reali; cosa che non avvenne perché lo stato delle finanze, intorno alla fine del secolo, non approvò tale passaggio nonostante il consenso dello stesso Luigi XIV.

Più tardi le opere entrarono a far parte della collezione del duca d’Orléans, e quindi, alla dispersione di questa, in Inghilterra. Durante la Rivoluzione, furono vendute al duca di Bridgewater e, quindi, passate ai suoi eredi. Nel 1970 si trovavano in deposito presso la National Gallery of Scotland a Edimburgo.

La spontaneità e la freschezza creativa della prima serie dei Sacramenti viene qui sostituita da un’inventiva ancora più profonda e più forte, dove si evidenzia l’intento dell’artista ad esprimere l’altissima lezione stoica (filosofia etica) della moralità, che riteneva essere sempre presente in ogni istante della vita umana.

Elenco e dati dei dipinti

Qua sotto si riportano i dati delle sette opere, tutte a olio su tela:

L’ESTREMA UNZIONE: (Gran Bretagna), duca di Sutherland (in deposito alla National Gallery of Scotland, Edimburgo),  117 X 178 cm. Iniziata a dipingere il 14 aprile 1644, portata a termine il 20 ottobre ed inviata a Parigi il 30 dello stesso mese e dello stesso anno.

LA CRESIMA: c.s., 117 X 178 cm. Iniziata certamente prima del 30 aprile 1645 e portata a termine il 10 dicembre dello stesso anno.

IL BATTESIMO, c.s. 117 X 178 cm. Citato in una missiva datata 4 febbraio 1646. Terminato il 18 novembre di quell’anno.

LA CONFESSIONE, c.s., 11 7X 178 cm. Iniziata certamente prima del 4 febbraio 1647 e portata a termine il 3 giugno dello stesso anno. l’artista si era impegnato soprattutto sugli elementi archeologici, specie quelli del triclinio (dalla missiva del 30 maggio 1644).

L’ORDINE SACRO, c.s., 117 X 178 cm. Iniziato a dipingere il 3 giugno 1647 ed inviato a Parigi certamente entro il 19 agosto dello stesso anno.

L’EUCARESTIA, c.s., 117 X 178 cm. Iniziata certamente entro il 1 settembre 1647 e portata a compimento prima del 3 novembre dello stesso anno.

IL MATRIMONIO, c.s., 117 X 178. Inizialo certamente entro il 24 novembre 1647 e portato a termine prima del 23 marzo dell’ann successivo.

“Rebecca al pozzo” di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: Rebecca al pozzo

Nicolas Poussin: Rebecca al pozzo
Rebecca al pozzo, cm. 118 x 197, Museo del Louvre, Parigi.

Sull’opera: “Rebecca al pozzo” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1648, misura 118 x 197 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi.

La presente tela, secondo Félibien, fu realizzata su commissione di Pointel e portata a termine nel 1648. Da quest’ultimo pervenne al duca de Richelieu e più tardi (1665), insieme a tutta la sua raccolta artistica, a Luigi XIV (Luigi di Borbone, 1638 – 1715).

La composizione in esame viene considerata dagli studiosi come come uno dei capolavori più alti della della maturità di Poussin.

L’episodio è tratto dalla Bibbia (Genesi, 24, 15 sgg.), che prefigura l’Annunciazione.  Viene narrato con un’integrazione psicologica che ben si evidenzia nelle  fanciulle raccolte presso la fontana, permettendo – nella diversità delle loro pose ed atteggiamenti – un profondo studio sulle risposte del cuore al cospetto della Grazia, problema, questo, di importanza capitale nel modo di sentire spiritualità nel sec. XVII.

Paesaggio con i funerali di Focione di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: Paesaggio con i funerali di Focione

Nicolas Poussin: Paesaggio con i funerali di Focione
Nicolas  Poussin: Paesaggio con i funerali di Focione, cm. 114 x 175, Earl of Playmouth, Oklay Park.

Sull’opera: “Paesaggio con i funerali di Focione” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1658, misura 114 x 175 cm. ed è custodito nella Earl of Playmouth, Oklay Park. 

Della presente composizione,  pendant del “Paesaggio con uomo che si lava i piedi” non si conosce la storia esterna.

L’estasi di San Paolo di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: L’estasi di San Paolo

Nicolas Poussin: L'estasi di San Paolo
L’estasi di San Paolo, cm. 148 x 120, Museo del Louvre, Parigi.

Sull’opera: “L’estasi di San Paolo” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1650, misura 148 x 120 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi.

Il tema del presente dipinto, assai solito nella pittura del Seicento, è tratto dall’ “Epistola seconda ai corinzi” (12-2) di San Paolo.

Fu commissionato dal famoso commediografo Paul Scarron nel 1649. Da documentazioni epistolari si ricava con esattezza anche la data della rifinitura completa dell’opera, che si riferisce al 29 maggio del 1650. Più tardi pervenne al banchiere Jabach, poi al duca de Richelieu e quindi, nel 1665, ai palazzi reali.

È uno dei dipinti a tema religioso fra i più elaborati, i cui dettagli riflettono un articolato simbolismo (cfr. le conferenze fatte da Nocret all’Académie nel 1670 e quelle di Le Brun nell’anno successivo).

Dalle lettere dell’artista si rileva anche quanto fosse grande la sua repulsione per le opere commissionate da Scarron. Per questo motivo si può tranquillamente pensare che, con la presente composizione, Poussin – nonostante ciò – abbia voluto dimostrare agli amatori la sua capacità nel dare lezioni di eccelsa dignità.

Paesaggio con Piramo e Tisbe di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: Paesaggio con Piramo e Tisbe

Nicolas Poussin: Paesaggio con Piramo e Tisbe
Paesaggio con Piramo e Tisbe, cm. 192,5 x 273,5, Städelsches Kunstinstitut, Francoforte sul Meno.

Sull’opera: “Paesaggio con Piramo e Tisbe” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1651, misura 192,5 x 273,5 cm. ed è custodito nello Städelsches Kunstinstitut a Francoforte sul Meno. 

Questa tela fu dipinta su commissione di Cassiano dal Pozzo (1588 – 1657), il famoso alchimista, medico, letterato, archeologo e botanico. Il Bellori la descrisse dettagliatamente, mentre  Vivares e Chatelin, nel 1769, la incisero.

 Di questo paesaggio non si è saputo più nulla e fu considerato a lungo perduto (in particolare da Grauloff nel 1914).

La presente versione, che pervenne nel museo – tramite acquisto – nel 1931, è stata volutamente trascurata dagli esegeti dell’artista e più volte messa in dubbio l’autografia. Oggi siamo certi che invece si tratta di un’opera originale, eccezionale per le dimensioni, per la tematica e per l’altissimo pregio pittorico.

Ritornando al tema stesso, tratto da Ovidio (Metamorfosi, IV, 55 sgg.), il pittore riprende Tisbe nel momento della scoperta del cadavere di Piramo, il quale, avendola pensata dilaniata da un leone, a sua volta si era ucciso. Un episodio teatrale, molto famoso e di sovente trattato da artisti e letterati, ma che Poussin lo inserisce in un contesto paesaggistico assai turbinoso, dove lo sconvolgimento della natura ben si armonizza con il dramma della passione umana.

La morte di Saffira di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: La morte di Saffira

La morte di Saffira
La morte di Saffira, cm. 122 x 199, Museo del Louvre, Parigi.

Sull’opera: “La morte di Saffira” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1654-56, misura 122 x 199 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi. 

Il tema  della composizione è tratto dagli Atti degli Apostoli (5, 7 sgg,) e riguarda l’episodio morale di Saffira che, dopo aver mentito a san Pietro per avarizia, muore sul colpo. Poussin sapeva benissimo che trattandolo si metteva in competizione con Raffaello, realizzatore dello stesso episodio in uno dei famosi arazzi custoditi nei Musei Vaticani.

La presente opera venne incisa da Pesne (W., n. 75) e citata Félibien che la vide a Parigi presso il collezionista Fromont de Venne. Passò nel 1685, tramite acquisto, a Luigi XIV.

Per quanto riguarda la cronologia, la composizione in esame è stata riferita dagli studiosi a periodi abbastanza contrastanti: Grautoff la inserisce tra 1646 ed il 1653 (1914, n. 149), un periodo che appare un po’ troppo anticipato; Mahon (1962) la vede eseguita intorno al 1652, mentre Blunt (1966, n. 65) la riferisce al triennio 1654-56, anni che sembrerebbero i più indicati.

Secondo gli esperti si tratta di uno fra i migliori capolavori di Poussin appartenenti agli anni Cinquanta.

Il dipinto si presenta con una struttura a carattere teatrale, dove tuttavia non mancano eccellenti effetti atmosferici sullo sfondo, ravvivato da  animate e minute figure.

La nascita di Bacco di Nicolas Poussin

Nicolas  Poussin: La nascita di Bacco

Nicolas Poussin: La nascita di Bacco
La nascita di Bacco, cm. 122 x 179, Fogg Art Museum, Cambridge (Mass. USA).

Sull’opera: “La nascita di Bacco” è un dipinto autografo di Nicolas Poussin, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1657, misura 122 x 179 cm. ed è custodito nel Fogg Art Museum a Cambridge (Mass. USA). 

Il dipinto venne dettagliatamente descritto dal Bellori ed inciso da Jean Dughet (W., n. 128). Per quanto riguarda la cronologia, secondo Félibien, fu realizzato nel 1657 su commissione di Jacques Stella.

Più tardi passò alla galleria d’Orléans e quindi in Inghilterra. La presente versione, donata da Samuel Sachs al Fogg Art Museum  nel 1942, è certamente autografa.

Il tema, ispirato da Ovidio e Filostrato, mette in contrapposizione – con aria poetica, più che mai personale – la nascita di Bacco, dio della gioia di vivere e della fecondità, alla morte solitaria di Eco e Narciso ed all’amore sterile dell’uomo.